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mercoledì 13 maggio 2015

Ingegnere palestinese crea un innovativo impianto di desalinazione per dar da bere al popolo di Gaza!

La necessità, eterna e feconda Madre delle Invenzioni, ha spinto il giovane e brillante ingegnere palestinese Diaa abu Assi a sviluppare un efficace sistema di pompe e filtri molecolari in grado di abbattere drasticamente la salinità dell'acqua tratta dal Mediterraneo, per spegnere la sete della Striscia di Gaza, assediata dallo strangolamento sionista che vorrebbe far morire di sete e di fame gli abitanti dell'enclave costiera.

La progettazione del sistema ha preso molti mesi e la sua realizzazione, nelle tragiche condizioni poste dall'assedio, ha richiesto ben un anno e mezzo, ma adesso, grazie anche al sostegno di un istituto di ricerca dell'Oman che si é coordinato con l'Università Islamica di Gaza l'impianto del Dottor Assi é in grado già di rendere potabili mille litri d'acqua marina al giorno.

sabato 2 febbraio 2013

Strana 'solidarietà' turca: a Gaza Erdogan finanzia posti di lavoro per i Palestinesi, in Siria finanzia i terroristi che uccidono e rendono profughi i Palestinesi!

Sulla beneficienza non dovrebbe esserci nulla da dire, ma, quando la beneficienza viene usata per scopi di propaganda politica, allora é lecito inarcare il sopracciglio e cercare di scavare più a fondo nella questione: leggiamo che a Gaza un progetto per finanziare 400 posti di lavoro a favore di vittime della recente aggressione sionazista dello scorso novembre o persone comunque sofferenti per motivi socioeconomici é stato lanciato grazie all'associazione turca 'Irada'.

Una lettura più attenta però ci informa che il parlamentare palestinese Jamal al-Khudari, nel suo ruolo di Segretario della Commissione dei Probiviri dell'Università Islamica della Striscia, all'atto di inaugurare il progetto ha ringraziato non solo l'Associazione Irada (come era giusto e naturale) ma il Governo di Ankara nel suo complesso, citando per nome il Premier Recep Erdogan.
Al-Khudari dovrebbe riflettere sul fatto che, mentre con una mano allunga un'offa agli indigenti di Gaza, Erdogan contemporaneamente con l'altra allunga munizioni, esplosivi, armi e finanziamenti di ogni genere ai macellai wahabiti che più di una volta in Siria hanno colpito la comunità palestinese di Yarmouk (dove la generosità della Repubblica Araba Siriana, caso unico in tutto il Medio Oriente, aveva dato ai rifugiati palestinesi non uno squallido campo di baracche, ma un moderno quartiere di edilizia popolare provvisto di tutti i servizi).
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venerdì 29 giugno 2012

Haniyeh dichiara: "Nessun futuro per l'occupazione sionista, né a Gaza né nel resto della Palestina!"

Intervenendo alle cerimonie di laurea dell'Università Islamica di Gaza in occasione della fine del trentunesimo anno accademico e della pausa estiva delle attività didattiche il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha tenuto un'orazione nella quale, dopo essersi congratulato con i neo-dottori e con le loro famiglie ne ha paragonato la tenacia, e il successo negli studi allo spirito di lotta e dedizione che ha animato in questi ultimi anni tutta la popolazione della Striscia litoranea assediata dall'entità sionista di occupazione.

Haniyeh ha dichiarato che, come tutte le crudeli e disumane misure del regime ebraico sono state contrastate e rese vane dalla creatività, dall'inventiva, dallo spirito di sacrificio palestinese, così nel futuro la stessa esistenza di un qualcosa chiamato 'Israele' verrà messa in crisi e resa impossibile dalla volontà di riscatto e giustizia dei legittimi abitanti della Palestina, che riusciranno a liberarne ogni angolo "Dal fiume Giordano fino alle rive del Mediterraneo".

"Israele non ha un futuro in Palestina" ha dichiarato Haniyeh, echeggiando il tono e il significato di una simile dichiarazione rilasciata pochi giorni fa, a inizio settimana, di fronte a una delegazione di attivisti filopalestinesi provenienti dall'Egitto, dalla Giordania e dal Libano.
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