venerdì 22 luglio 2011

In Egitto si decidono le regole elettorali ma la popolazione non smette di manifestare contro Tantawi e gli altri generali filo-usa!


La Giunta militare di Transizione, dopo aver incendiato gli animi della folla con le sue timidezze nel condurre seri processi contro gli uomini di Mubarak e rimandando di due mesi la data delle elezioni, prova a placare la rabbia popolare annunciando il sistema elettorale che sarà in vigore a novembre, annunciando che la data precisa delle consultazioni verrà annunciata dopo il 28 settembre. Una nuova gaffe però Tantawi e camerati la compiono anticipando che non saranno invitati osservatori internazionali a giudicare la regolarità delle operazioni di voto e spoglio; organizzazioni egiziane per la democrazia hanno già annunciato che vigileranno e denunceranno ogni mero sospetto di abuso e broglio.

Metà dei seggi verranno assegnati secondo il sistema maggioritario uninominale, col candidato più votato in un dato collegio che verrà automaticamente mandato in Parlamento; il restante cinquanta per cento invece sarà assegnato secondo il proporzionale, grazie ai voti espressi su una seconda scheda che sarà uguale in tutto il paese e i cui risultati verranno confrontati con le liste nazionali dei vari partiti. Il sistema "cinquanta e cinquanta" dovrebbe garantire maggioranze solide senza tralasciare di rappresentare anche formazioni di minoranza.

I confini dei collegi elettorali devono però essere ancora tracciati, un'operazione molto delicata che sarà certamente osservata molto attentamente dai rappresentanti dei partiti politici. In una notizia correlata, ha finalmente prestato giuramento il nuovo Governo Sharaf, risultato dal profondo rimpasto reso necessario dal malcontento popolare per un esecutivo ad interim troppo permeato di figure legate al vecchio regime; tuttavia, nemmeno la sostiuzione di dodici ministri ha soddisfatto le folle di manifestanti che chiedono prima di tutto le dimissioni dello stesso Sharaf e di Tantawi.
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