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venerdì 4 agosto 2017

La propaganda saudita accomuna gli Houthi Zayditi all'Iran (duodecimano) e ad altri Sciiti, ma ovviamente é una rozza semplificazione...


Lo Zaydismo è una delle tre branche principali (dopo il Duodecimanesimo e l'Ismailismo) di cui si compone il mondo musulmano sciita.

Esso prende il nome da Zayid, nipote dell'Imam Al-Ḥusayn ibn 'Alī ibn Abī Ṭālib.

Pur condividendo con le altre due correnti sciite la netta rivendicazione politica alide e della sua stirpe a guida della Ummah, lo Zaydismo si distingue per la definizione di "Guida Legittima", giacché ritiene infatti chiunque, tra i membri della famiglia alide, possa essere potenzialmente capace di farsi carico del gravoso compito.

Inoltre lo Zaydismo afferma che, qualora le circostanze storiche, politiche e sociali impediscano l'individuazione del Giusto Imam come emanazione della famiglia del Profeta (saas), si possano accettare anche delle soluzioni di compromesso, anche se temporanee.

mercoledì 11 dicembre 2013

PALAESTINA FELIX rende omaggio a questi eroici novanta martiri di Hezbollah immolatisi per la Libertà e la Pace della Siria!!!!

Grazie all'Agenzia News Ahlul Bayt "PALAESTINA FELIX" é in grado di pubblicare i ritratti di novanta dei 250 militanti di Hezbollah che dal 2012 a oggi sono caduti combattendo in terra siriana contro le legioni del terrore imperialista finanziato da Usa, Tel Aviv, Ankara, Doha e Riyadh. Questi magnifici testimoni di sangue e di fede hanno dimostrato col loro sacrificio che la bestia immonda della globalizzazione imperiale può essere affrontata e abbatuta, anche se a grande e caro prezzo. Che questi coraggiosi possano riposare in pace e godere la giusta ricompensa che si tributa nell'Aldilà a coloro che assurgono al Cielo degli Eroi. ONORE A LORO!!!!!

lunedì 21 novembre 2011

Leader sunnita libanese loda e sostiene Hezbollah: "Il ruolo della Resistenza é parte della nostra vita e della nostra anima!"


Lo Sceicco Ahmed Kattan, Presidente del gruppo sunnita libanese Qawlona al-A'mal ha dichiarato: "Annunciamo al mondo intero che noi, come sunniti libanesi, ci sentiamo riconoscenti e dedicati alle Armi della Resistenza né più né meno dei nostri compatrioti e in particolare rendiamo grazie a Hezbollah, che con gli anni ha saputo diventare parte delle nostre vite e delle nostre anime; coloro che da questo movimento e dai suoi fini e intenti si discostano e abbandonano, essi abbandonano allo stesso modo il loro onore e la loro dignità".

Le dichiarazioni, riportate dall'Agenzia stampa Ahlul Bayt, sono state diffuse nella giornata di ieri e hanno incluso anche una profonda analisi della situazione in Siria, dove lo Sceicco Kattan non ha mancato di notare la mano di potenze e interessi stranieri dietro i luttuosi eventi che, pur ripetendosi da marzo fino ad oggi non sono tuttavia riusciti a scuotere il sostegno del popolo al Presidente Assad.

Le parole dell'importante leader religioso arrivano come una doccia fredda sulle speranze di quanti pensavano di poter manovrare la comunità musulmana sunnita libanese in senso anti-sciita, anti-Assad e anti-Hezbollah. Il leader della 'Alleanza 14 marzo', il debole e tentennante Saad Hariri, é infatti un sunnita nato e allevato in Arabia Saudita e ha più volte cercato di istigare i correligionari in senso contrario al Fronte della Resistenza e all'Alleanza 8 marzo.
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domenica 12 giugno 2011

Ex ambasciatore iraniano in Siria invita il Gran Sceicco di Al-Azhar e il Gran Mufti egiziano a visitare la Repubblica Islamica!


L'Assemblea Mondiale Ahlul-Bayt di Teheran ha invitato a una visita ufficiale della Repubblica Islamica due famose figure religiose egiziane: il Grande Sceicco della Moschea di Al-Azhar, Ahmed al-Tayeb e il Gran Mufti d'Egitto Ali Gummah; la notizia é stata annunciata dal Segretario generale Mohammed Hassan Akhtari, Hojjatoleslam dell'Assemblea (ed ex-ambasciatore iraniano in Siria) che si é detto certo che l'iniziativa contribuirà "in maniera decisiva" a migliorare i rapporti fra i due paesi, attualmente in corso di rapido riavvicinamento.

"Siamo in trepidante attesa della visita del Grande Sceicco Al-Tayeb e di altre figure religiose egiziane che aiuterà certamente la causa della fratellanza e della cooperazione egizian-iraniana" ha dichiarato Akhtari ai microfoni dell'agenzia di stampa ufficiale Irna. Precedentemente, ai primi di maggio, circa 50 esponenti dell'elite sociale, culturale e religiosa egiziana hanno visitato ufficialmente Teheran per cinque giorni.

A latere della Sedicesima Conferenza dei Ministri degli Esteri dei Paesi Non-Allineati, tenutasi nell'isola di Bali, l'iraniano Ali Akbar Salehi e l'egiziano Nabil al-Arabi si sono incontrati e confrontati a lungo; dopo il meeting al-Arabi (in procinto di lasciare la poltrona degli Esteri per diventare nuovo Segretario della Lega Araba) ha dichiarato ufficialmente che l'Egitto é pronto e ansioso di migliorare le proprie relazioni con la Repubblica Islamica.

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domenica 6 marzo 2011

Sirte sta per cadere! I Gheddafi controllerà solo la capitale?



Secondo quanto riporta l'agenzia stampa Ahlul Bayt le forze libiche opposte al dittatore Gheddafi, sostenute da manifestanti locali, sarebbero sul punto di entrare nella roccaforte tribale del "rais", la cittadina costiera di Sirte, facendo cadere il penultimo bastione del potere del Colonnello, che é ormai vicino a controllare la sola capitale, come un Hitler in trentaduesimo.


La città di Sirte, che vide la nascita di Muammar Gheddafi nel 1942, sta cedendo davanti agli insorti dopo un combattimento relativamente breve, con i miliziani del regime che si darebbero l'impressione di ritriarsi verso Ovest, forse per andare a rinforzare un probabile 'ridotto tripolino' attorno al quale si giocherà l'ultimo atto della tragedia in corso ormai da oltre due settimane.


Le forze ribelli hanno altresì annunciato di avere abbattuto due elicotteri governativi a Ras Lanouf e Ben Jawad; per ora non vi sono testimonianze filmate o fotografiche a sostegno della rivendicazione. Altri rapporti non confermati parlano di assembramenti anti-Gheddafi persino per le strade di Tripoli ma, per ora, questi sarebbero stati dispersi con l'uso di gas urticanti dalle forze di sicurezza fedeli al Colonnello.

In compenso l'Agenzia France Press ha diffuso questa foto di un impennaggio di un aereo abbattuto: un Sukhoi-24 da attacco, uno dei bombardieri più avanzati dell'arsenale di Gheddafi, comprato nel 1988 dall'Unione Sovietica. L'acquisto degli Su-24, all'epoca, causò notevole scalpore, visto che dotava Tripoli di una capacità di attacco di precisione inusitata per l'epoca. Dall'aspetto del blasone di squadriglia, totalmente "americanizzato" nella grafica e nello stile, si capisce che il Colonnello Gheddafi non é più da tempo un paladino dei popoli oppressi, ma piuttosto un clone malriuscito di Mubarak.

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