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mercoledì 22 luglio 2015

Scontri intestini tra takfiri 'saddamiti' e mercenari stranieri fa 33 vittime nelle fila dell'ISIS intorno a Mosul!

Mosul, ultima metropoli irakena a giacere lamentabilmente sotto il giogo takfiro dell'ISIS é stata nei suoi dintorni teatro di una fortunata occorrenza quando per futili motivi di comando i rinnegati del regime di Saddam e i mercenari inviati in Mesopotamia da Cecenia, Daghestan e altri terreni ad alta concentrazione di sciacalli eretici sunniti si sono sparati gli uni con gli altri lasciando sul terreno oltre trenta morti.

La sparatoria dimostra come certi capibastone takfiri non siano disposti di buon grado ad abbandonare il potere locale in mano a ex-saddamiti come raccomandato loro dalle centrali CIA e Mossad che li armano e li organizzano.

mercoledì 5 settembre 2012

"Bisogna catturare altri soldati sionisti per costringere il regime ebraico a rispettare gli accordi siglati coi Palestinesi!"

 Il Comitanto delle Forze Nazionali e Islamiche ha organizzato un raduno di massa a Gaza in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi che rimangono nelle carceri sioniste, per protesta contro gli abusi loro inflitti e contro i disonesti tentativi del regime ebraico di evitare l'implementazione degli accordi siglati per far terminare il loro recente sciopero della fame di massa.

I dimostranti hanno marciato dal Quartier Generale della Croce Rossa a Gaza dirigendosi verso la sede ONU brandendo bandiere palestinesi e cantando slogan che invitavano gli organismi internazionali a fermare i crimini sionisti e porre un freno alle violazioni dei diritti dei prigionieri.

Solo la cattura di altri militari delle forze di occupazione può fornire una carta forte nel negoziare concessioni da parte di Tel Aviv e secondo i manifestanti la Resistenza palestinese dovrebbe impegnarsi in tal senso. Il prigioniero liberato Tawfig abu Anim, parlando al Comitato Prigionieri ha dichiarato che lo sciopero della fame era rimasta l'ultima opzione disponibile ai detenuti, anche visto il silenzio delle organizzazioni umanitarie verso le condizioni in cui alcuni di loro versavano ormai da mesi.

 L'ex-prigioniero si é appellato all'Egitto, in quanto sponsor del recente accordo di scambio di prigionieri e dell'accordo di Al-Karama affinché eserciti pressione sul regime ebraico per porre fine alle sofferenze di quei detenuti che hanno ripreso lo sciopero della fame, obbedendo alle clausole sottoscritte.
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