Il Brigadier Generale Aziz Nasirzadeh, comandante di altissimo livello nell'IRIAF, ha dichiarato in una recente conferenza stampa che l'aeronautica di Teheran, in cooperazione con l'Organizzazione delle Industrie Aeronautiche (IAO) del Ministero della Difesa é 'intensamente' impegnata nello sviluppo e nella produzione del nuovo modello di jet da combattimento 'Qaher-313', presentato pochi mesi fa alle più alte cariche dello Stato con un una serie di cerimonie che hanno svelato il nuovo salto di qualità fatto dall'industria aerea della Repubblica Islamica dopo i modelli 'Azarakhsh' e 'Saeqeh', ambedue sviluppati a partire dalla cellula dell'F-5 della Northrop e portati a livelli di performance facilmente comparabili a quelli dell'F-18.
Come avevamo già indicato in un nostro articolo precedente il Qaher-313 é un apparecchio a bassa tracciabilità radar, molto leggero ed agile, nel quale gli amplissimi alettoni 'canard', le ali fortemente angolate e le vaste superfici di controllo verticale conferiscono una manovrabilità ottimale specialmente in caso di combattimento aereo ravvicinato, o 'dogfight' che dir si voglia. Con un pacchetto di sei missili aria aria e probabilmente un cannoncino da 20mm questo mezzo si candida ad affiancare gli F-14 di Teheran come mezzo di prima linea nella difesa dello spazio aereo nazionale contro possibili incursori americani o sionisti con i 'Tomcat' che si occuperanno dei bersagli più distanti coi loro formidabili missili 'Phoenix' e i nuovi jet che si dedicheranno invece ai 'banditi' più vicini.
Con le sue caratteristiche il Qaher-313 é certamente una macchina di Generazione 4.5, in attesa che nuovi, ulteriori sviluppi dell'industria aeronautica iraniana proiettino definitivamente (forse già entro il 2020) l'IRIAF nella Quinta Generazione.
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mercoledì 21 agosto 2013
Nasirzadeh: "Il programma di costruzione del nuovo jet dell'Aeronautica Iraniana é in pieno e costante sviluppo!"
mercoledì 6 febbraio 2013
Dopo lunga e accurata osservazione: ecco i primi "segreti" del Qahir-313 svelati da PALAESTINA FELIX!
Il doppio intake per l'aria consente di convogliarla verso il reattore con un angolo indiretto, aiutando una bassa reflettività radar; gli ingegneri aeronautici iraniani sono ben consci delle intrinseche limitazioni della tecnologia 'stealth' e non hanno affatto voluto produrre un "aereo invisibile", ma hanno comunque adottato una soluzione che permette di limitare (in determinate circostanze) la tracciabilità radar del nuovo aereo.
Un ingegnoso sistema di ricircolo e miscelazione dei gas 'caldi' generati dal motore e dell'aria fredda catturata dall'ambiente esterno permette di dissipare il calore sulle superfici dell'apparecchio rendendo più difficile un 'agganciamento' a sensori termografici.
Con una lunghezza inferiore ai 17 metri, il nuovo aereo iraniano può tuttavia portare due bombe da 1 tonnellata o un assortito pacchetto di missili, bombe guidate o almeno 6 missili aria-aria di tipo R-17 o PL-2.
La combinazione di canard, ali angolate e larghe superfici verticali dà all'apparecchio grande stabilità aerodonamica e agilità manovriera, specialmente in senso laterale.
Il carrello a ciclo singolo denuncia un peso certo non superiore alle 14 tonnellate, forse attorno addirittura alle 12.
La cabina con l'ampio tettuccio trasparente fornirà un grande vantaggio al pilota in fase di dogfight...pure in quest'epoca di elettronica, rilevatori precoci, missili 'oltre raggio visuale' la quantità di informazioni che passano attraverso la 'semplice' osservazione visiva é spesso fondamentale per il successo di un ingaggio o di una missione.
Dall'osservazione dell'abitacolo sembra che l'informatizzazione dell'aeronautica sia stata perseguita fino a un certo punto in questo progetto della repubblica islamica: i controlli sono ancora tradizionali e non 'Fly by Wire' (come del resto lo erano ancora sui primi modelli di apparecchi modernissimi come il MiG-29, il MiG-31 e il Su-27).
Tuttavia piano piano la quantità di elettronica del Qahir-313 sarà incrementata, di pari passo con la sicurezza degli ingegneri di Teheran nell'affidarsi sempre più alla loro perizia informatica in continua, costante crescita.
Un ingegnoso sistema di ricircolo e miscelazione dei gas 'caldi' generati dal motore e dell'aria fredda catturata dall'ambiente esterno permette di dissipare il calore sulle superfici dell'apparecchio rendendo più difficile un 'agganciamento' a sensori termografici.
Con una lunghezza inferiore ai 17 metri, il nuovo aereo iraniano può tuttavia portare due bombe da 1 tonnellata o un assortito pacchetto di missili, bombe guidate o almeno 6 missili aria-aria di tipo R-17 o PL-2.
La combinazione di canard, ali angolate e larghe superfici verticali dà all'apparecchio grande stabilità aerodonamica e agilità manovriera, specialmente in senso laterale.
Il carrello a ciclo singolo denuncia un peso certo non superiore alle 14 tonnellate, forse attorno addirittura alle 12.
La cabina con l'ampio tettuccio trasparente fornirà un grande vantaggio al pilota in fase di dogfight...pure in quest'epoca di elettronica, rilevatori precoci, missili 'oltre raggio visuale' la quantità di informazioni che passano attraverso la 'semplice' osservazione visiva é spesso fondamentale per il successo di un ingaggio o di una missione.
Dall'osservazione dell'abitacolo sembra che l'informatizzazione dell'aeronautica sia stata perseguita fino a un certo punto in questo progetto della repubblica islamica: i controlli sono ancora tradizionali e non 'Fly by Wire' (come del resto lo erano ancora sui primi modelli di apparecchi modernissimi come il MiG-29, il MiG-31 e il Su-27).
Tuttavia piano piano la quantità di elettronica del Qahir-313 sarà incrementata, di pari passo con la sicurezza degli ingegneri di Teheran nell'affidarsi sempre più alla loro perizia informatica in continua, costante crescita.
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