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domenica 11 giugno 2017

Completate in Siria le riprese del primo film sulla liberazione della Prigione Centrale di Aleppo!

In un nostro precedente articolo avevamo toccato, di sfuggita, l'argomento della produzione cinematografica e televisiva nella Repubblica Araba Siriana, un settore che, come potete benissimo immaginare, negli anni più intensi dell'aggressione takfira al paese, ha rallentato la sua attività fin quasi a cessarla del tutto.

Adesso però, con le continue vittorie delle forze armate nazionali a danno delle formazioni terroristiche, anche l'industria televisiva e cinematografica possono beneficiare di più attenzione, più facilità, più fondi per ricominciare a propria volta un processo di "ricostruzione", nell'ambito del quale evitare di parlare dei drammatici momenti appena trascorsi é praticamente impossibile.

 Un film sulla rottura dell'assedio della Prigione Centrale di Aleppo é stato appena completato.

Siamo in grado di offrirvi, in anteprima assoluta per l'Italia, le scene culminanti dell'opera.

mercoledì 9 marzo 2016

IMPATTO DELL'AGGRESSIONE TERRORISTICA SULLA DOTTRINA MILITARE SIRIANA: VALUTAZIONI E CONSEGUENZE (1)

Recentemente mi é stato domandato di contribuire con una mia valutazione operativa e strategica della 'performance' militare siriana di fronte all'attacco terroristico scatenato contro la Repubblica Araba dal 2011 in avanti a un testo che verrà presto dato alle stampe (e di cui verrà data adeguata "copertura" sulle pagine di questo stesso blog). Ho accettato con la condizione che mi fosse permesso anticipare (a puntate) il mio modesto contributo alla ben più dotta e completa dissertazione dell'amico e collega che la firmerà, e che tutti voi lettori di PALAESTINA FELIX siete fin da ora caldamente invitati a ordinare e acquistare quando sarà disponibile per la vendita.
La Siria: aggredita rapidamente, eppure stranamente resistente

L'attacco terroristico alla Siria è cominciato massicciamente nella primavera del 2011; prima della fine dell'anno un vero e proprio ponte aereo NATO, che vedeva la partecipazione attiva di elementi americani, francesi, inglesi oltre che naturalmente turchi, "pompava" combattenti jihadisti dalla Libia verso la provincia di Alessandretta e li instradava, dopo averli riforniti di armi e munizioni predate ai depositi dell'ex-esercito di Gheddafi, oltre il confine con le province di Latakia e Idlib; entro Natale il movimento era divenuto così imponente che persino un osservatore esterno (ma dotato di contatti nell'apparato militar-spionistico Usa) come Philip Giraldi lo denunciò con dovizia di particolari(1).

La fase delle "proteste" e delle "manifestazioni" durò pochissimo, al contrario di quanto accaduto in altre precedenti 'primavere arabe', dove marce, sit-in, dimostrazioni di massa si susseguirono per settimane; da ciò si può cominciare ad apprezzare il fatto che, al contrario dell'Egitto di Mubarak e della Tunisia di Ben Ali, che al netto della stabilità garantita dai loro reggitori erano effettivamente cleptocrazie inefficienti in cui la mera sopravvivenza quotidiana costituiva un grave problema per la maggior parte della popolazione, la Siria baathista di Assad, attraverso una cauta politica di riforme e un controllo sui peggiori fenomeni di corruzione e mala gestione della Cosa Pubblica era un paese estremamente più stabile e prospero per cui le rivendicazioni "interne", pur presenti e inizialmente manipolate dalle centrali internazionali interessate a precipitare il paese nel Caos e nel 'regime change', non erano affatto sufficienti a destabilizzare la situazione fino a quel punto(2).