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martedì 12 dicembre 2017

Morti misteriose tra i comandanti takfiri della Provincia di Idlib? I servizi siriani sono al lavoro?

"Epidemia" di morti misteriose tra i comandanti takfiri dei gruppi che ancora occupano la Provincia di Idlib.
Non é chiaro se essi siano da attribuirsi a lotte interne a varie fazioni terroristiche o all'azione di agenti siriani.

Siti web affiliati coi takfiri hanno riportato recentemente la notizia che "Abu Amar Hasi", alias Mohammed Ramadan Hajji, comandante di una frazione wahabita affiliata ad Al Nusra detta 'Jaysh Osama' è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da sicari misteriosi.

Il terrorista sarebbe stato abbattuto a Sud Ovest di Aleppo.

Era il comandante dei miliziani wahabiti nella regione di Jabal al-Has.

sabato 9 settembre 2017

Le forze di soccorso siriane arrivano a liberare anche il perimetro dell'Aeroporto Militare!

Siamo lieti di poter comunicare al nostro affezionato pubblico che la manovra del distaccamento di forze siriane che si sono dirette da Sholah a Malihah per liberare quindi il perimetro dell'Aeroporto Militare é stata coronata da successo.

Adesso rimane una piccola fascia di terreno da sminare e bonificare tra il 'corridoio' creato dalle truppe governative avanzanti e la strada di collegamento tra Aeroporto e città vera e propria e a quel punto sarà possibile per difensori e loro commilitoni avanzare nuovamente verso il Massiccio di Thardeh e ristabilre completamente il controllo su di esso.

domenica 11 giugno 2017

Completate in Siria le riprese del primo film sulla liberazione della Prigione Centrale di Aleppo!

In un nostro precedente articolo avevamo toccato, di sfuggita, l'argomento della produzione cinematografica e televisiva nella Repubblica Araba Siriana, un settore che, come potete benissimo immaginare, negli anni più intensi dell'aggressione takfira al paese, ha rallentato la sua attività fin quasi a cessarla del tutto.

Adesso però, con le continue vittorie delle forze armate nazionali a danno delle formazioni terroristiche, anche l'industria televisiva e cinematografica possono beneficiare di più attenzione, più facilità, più fondi per ricominciare a propria volta un processo di "ricostruzione", nell'ambito del quale evitare di parlare dei drammatici momenti appena trascorsi é praticamente impossibile.

 Un film sulla rottura dell'assedio della Prigione Centrale di Aleppo é stato appena completato.

Siamo in grado di offrirvi, in anteprima assoluta per l'Italia, le scene culminanti dell'opera.

lunedì 28 novembre 2016

Aleppo 2013-2016: dall'orlo del baratro al trionfo dell'Esercito (e del popolo) siriano!

A metà di giugno 2013, poco meno di tre anni e mezzo fa, questa era la situazione militare ad Aleppo, capitale economica e industriale della Siria e metropoli del Nord del paese; le forze governative erano rimaste arroccate in pochi quartieri del Centro-ovest della città, mentre poco a Nord il presidio della Prigione Centrale conduceva una disperata resistenza e ad Est con enormi sforzi altre truppe mantenevano il controllo dell'Aeroporto Internazionale (fondamentale per ricevere rinforzi) e dell'autostrada che conduceva alla parte centrale del paese.
Quasi tutti gli osservatori, allora, consideravano se non inevitabile quantomeno estremamente probabile che i terroristi avrebbero entro alcune settimane o mesi potuto prendere il completo controllo dell'area urbana e dichiarare uno loro "Stato", con Aleppo capitale, che certamente sarebbe stato riconosciuto da Arabia Saudita, Qatar e paesi lacché del Golfo, nonché dagli Usa e da diversi paesi della NATO.
Ma qui é intervenuta a smentire queste profezie la natura "artificiale" e non "domestica" dell'insorgenza siriana; lungi dall'essere una "ribellione contro il crudele dittatore Assad" la guerra in Siria è un'aggressione esterna condotta da bande di briganti stranieri col sostegno di pochi estremisti locali, quindi i terroristi, ad Aleppo come in altre aree di Siria che ancora occupano (es. Idlib) non sono mai riusciti a pacificare la popolazione e farsi totalmente accettare da essa.
In particolare ad Aleppo la loro politica di saccheggio, consistente nello smontare e mandare in Turchia ogni macchinario industriale e distruggere ogni possibilità lavorativa nel tentativo di costringere gli uomini locali ad arruolarsi nelle loro fila per sfamare sé stessi e le proprie famiglie, non ha avuto alcun successo, anzi, ha ulteriormente esacerbato gli animi contro di loro.

martedì 12 maggio 2015

ALTRO CHE TREGUA! Lo Yemen COLPISCE DURO i Sauditi, in fiamme gli impianti petroliferi di Zahran!!

Bruciano pozzi e cisterne della compagnia saudita di stato 'Aramco' nella località di Zahran, al confine meridionale con lo Yemen, incessantemente bombardate da diversi minuti da colpi di obice e razzi da battaglia provenienti da oltrefrontiera.

La notizia, riportata da diversi siti e agenzie mediorientali arriva a smentire (come si era sentito nelle ultime 48 ore) che le forze yemenite stessero per accettare cinque giorni di tregua; l'intenzione dei militari di Sanaa alleatisi coi comitati popolari sembra invece quella di rendere sempre più doloroso e costoso ai vicini sauditi la prosecuzione delle loro incursioni terroristiche sui cieli di Sanaa, Sadaa, Aden e Taizz, con rappresaglie che ora colpiscono il vero cuore del regime wahabita: l'industria del petrolio.

mercoledì 26 febbraio 2014

Oltre centocinquanta militanti takfiri eliminati dalle forze siriane mentre fuggivano da Ghouta Est!!

Un gruppo di terroristi takfiri del Fronte al-Nusra e di Ansar al-Islam é stato circondato e totalmente distrutto dalle Forze Armate siriane mentre cercava di abbandonare Ghouta Est probabilmente difetto verso la zona di Qalamoun per tentare di andare in aiuto ai wahabiti che stanno venendo stritolati nell'ultima sacca di resistenza vicina al confine libanese.

Secondo quanto riportato dall'inviato della rete libanese Al-Manar Jafaar Mhanna le vittime sarebbero centosettanta ma altri rapporti dall'Agenzia SANA e dall'HNN fanno variare la cifra tra i centocinquanta e i 179.

Intanto anche da Aleppo arrivano notizie di considerevoli avanzate delle forze governative che sarebbero ormai giunte a stabilire un cordone continuo di collegamento con la Prigione Centrale, più volte attaccata in questi ultimi tempi dai gruppi terroristi.

Il fatto che un gruppo talmente nutrito di mercenari abbia cercato di 'sganciarsi' dalla zona di Ghouta dimostra come ormai i takfiri abbiano abbandonato l'idea stessa di poter minacciare la capitale Damasco.