mercoledì 9 marzo 2016

IMPATTO DELL'AGGRESSIONE TERRORISTICA SULLA DOTTRINA MILITARE SIRIANA: VALUTAZIONI E CONSEGUENZE (1)

Recentemente mi é stato domandato di contribuire con una mia valutazione operativa e strategica della 'performance' militare siriana di fronte all'attacco terroristico scatenato contro la Repubblica Araba dal 2011 in avanti a un testo che verrà presto dato alle stampe (e di cui verrà data adeguata "copertura" sulle pagine di questo stesso blog). Ho accettato con la condizione che mi fosse permesso anticipare (a puntate) il mio modesto contributo alla ben più dotta e completa dissertazione dell'amico e collega che la firmerà, e che tutti voi lettori di PALAESTINA FELIX siete fin da ora caldamente invitati a ordinare e acquistare quando sarà disponibile per la vendita.
La Siria: aggredita rapidamente, eppure stranamente resistente

L'attacco terroristico alla Siria è cominciato massicciamente nella primavera del 2011; prima della fine dell'anno un vero e proprio ponte aereo NATO, che vedeva la partecipazione attiva di elementi americani, francesi, inglesi oltre che naturalmente turchi, "pompava" combattenti jihadisti dalla Libia verso la provincia di Alessandretta e li instradava, dopo averli riforniti di armi e munizioni predate ai depositi dell'ex-esercito di Gheddafi, oltre il confine con le province di Latakia e Idlib; entro Natale il movimento era divenuto così imponente che persino un osservatore esterno (ma dotato di contatti nell'apparato militar-spionistico Usa) come Philip Giraldi lo denunciò con dovizia di particolari(1).

La fase delle "proteste" e delle "manifestazioni" durò pochissimo, al contrario di quanto accaduto in altre precedenti 'primavere arabe', dove marce, sit-in, dimostrazioni di massa si susseguirono per settimane; da ciò si può cominciare ad apprezzare il fatto che, al contrario dell'Egitto di Mubarak e della Tunisia di Ben Ali, che al netto della stabilità garantita dai loro reggitori erano effettivamente cleptocrazie inefficienti in cui la mera sopravvivenza quotidiana costituiva un grave problema per la maggior parte della popolazione, la Siria baathista di Assad, attraverso una cauta politica di riforme e un controllo sui peggiori fenomeni di corruzione e mala gestione della Cosa Pubblica era un paese estremamente più stabile e prospero per cui le rivendicazioni "interne", pur presenti e inizialmente manipolate dalle centrali internazionali interessate a precipitare il paese nel Caos e nel 'regime change', non erano affatto sufficienti a destabilizzare la situazione fino a quel punto(2).


Perciò fu necessario molto rapidamente passare alla fase degli attacchi armati con attori e hardware prontamente 'importati' nel paese, avanguardie di quella vera e propria "forza multinazionale" del terrore takfiro, wahabita e salafita che da lì in avanti sarebbe approdata in terra siriana, con esponenti marocchini, tunisini, egiziani, sauditi, yemeniti, ceceni, daghestani, uiguri e malesi, solo per citare alcune delle principali nazionalità coinvolte(3). Nel momento in cui avvenne questo "salto di qualità", la risposta siriana all'aggressione, che fino a quel momento era stata perlopiù demandata a forze di polizia e di sicurezza, dovette giocoforza venire spostata principalmente sull'Esercito Arabo Siriano (Jaysh al-Arabi as-Souri), che entrò in azione fin dalla fine di aprile, muovendo migliaia di uomini verso Daraa, che per la sua posizione sul confine giordano era una naturale porta di accesso al Sud della Siria (e al vicino Governatorato di Damasco) per militanti estremisti e carichi di armi e munizioni(4).

Fin da quella prima operazione, tuttavia, emerse con dolorosa evidenza come le formazioni, gli equipaggiamenti e le dottrine operative dell'EAS fossero gravemente, spesso immensamente distanti da quelle che sarebbero state necessarie per affrontare un attacco di genere "ibrido" come quello vibrato dai terroristi al soldo dell'Occidente e dei reami arabi reazionari, che combinava aspetti di insorgenza, di guerriglia, di campagna terroristica e di attacco contro le fasce sociali e i gruppi etnici e religiosi tradizionalmente fedeli allo Stato baathista e al Governo legittimo.

Nella stampa americana ed europea, fin dai tempi della Guerra dei Sei Giorni e poi attraverso le due aggressioni scatenate contro l'Irak di Saddam Hussein nel 1991 e nel 2003, esiste la compiacente mentalità di giudicare (con vero e genuino razzismo di retaggio coloniale) le nazioni arabe (o musulmane, a seconda che il discorso si estenda anche all'Iran e al Pachistan) come incapaci di produrre apparati militari veramente efficienti: l'Arabo (o il Musulmano), secondo il modello del paternalismo vittoriano, viene in quest'ottica visto come un eterno bambino capace di appassionarsi ed entusiasmarsi a certi aspetti della tecnologia militare moderna (alternativamente: jet, carri armati, vettori missilistici), ma incapace di appropiarsi della 'tecnica' e della 'scienza' necessarie a utilizzarli con successo, vedendosi così condannato a una ininterrotta serie di sconfitte da parte delle forze armate sioniste ("superiori", in quanto prodotto di una società occidentalizzata), americane od europee.  

NOTE

(1) "NATO vs.Syria" By Philip Giraldi December 19, 2011, The American Conesrvative

(2) "Quotes from President Assad’s speech" February 16, 2016, Al-Masdar News

(3) "Number of foreign fighters in Iraq and Syria doubles in a year" December 8, 2015, AFP
 
(4) "Syria Escalates Crackdown as Tanks Go to Restive City", April 25, 2011, The New York Times

8 commenti:

  1. non sono al corrente della "storia" del conflitto, però mi è chiaro che fino da qualche tempo addietro gli USA fossero " fissati" nel voler abbattere il Governi di Assad reo di essere una dittatura e di aver ammazzato dei siriani.
    Insommaa un " copia e incolla" delle guerre contro Saddam e contro Gheddafi.
    Non voglio confrontare questi due personaggi con Assad, ma confrontare le relative politiche USA che partivano dalla "grande idea" che gli USA fossero i paladini della libertà di popoli!
    Ecco è questa per mè la più grande delle bestialità!
    In Siria ad un certo momento le cose sono andate storte ed ora c'è una decisa modifica della situazione dovuta anche all'intervento Russo.
    Il futuro chiarirà le cose certamente e gli USA dovranno riconoscere di aver fatto una grossa fesseria!

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    1. si ma nel frattempo quante persone sono morte ? e su di chi pesano questi morti ?

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    2. sui Satanisti Uniti d'America e le loro escort, su chi altro?

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  2. Prenoto una copia...........subito,grazie.

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  3. Paolo Monaco9 marzo 2016 19:56

    Anche io desidero acquistare 5 copie: lo studio della metodologia strategica (da trasporre, poi, in ogni ambito dell'esistenza) va di pari passo col finalismo della Fede (Patria, Nazione, Trascendenza). E l'esercizio della Fede -autentica, fondata su una vera antientropia- è indispensabile soprattutto oggi, nel momento in cui è cruciale il combattimento contro le forze del caos e della sovversione mondiale (l'americanismo sionista).

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  4. Come e dove si acquista? Vorrei prenotare una copia , grazie

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  5. Anche io mi metto in lista, ci sono anticipi da pagare per la prenotazione?

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  6. Anni fa ho visto un filmato di un traghetto pieno di pick-up carichi di materiali e uomini dalla Libia alla Turchia per la Siria, il tutto organizzato da una delle milizie che hanno combattuto i gheddafiani... purtroppo non ricordo bene il gruppo...forse da Misurata.

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