Questi pietosi, candidi sudari avvolgono le piccole spoglie di Sheik Eid e della sua sorellina Ghena, infanti di appena due ed un anno di età rispettivamente cui la grande 'moralità' del cosiddetto 'popolo eletto' ha riservato l'atroce morte nel rogo della loro povera casa, trasformata in un Olocausto di fiamme dalla candela che la loro famiglia usava per avere un minimo di luce durante i frequentissimi blackout dovuti al disumano regime di assedio esercitato verso Gaza dall'occupazione sionista.
Non é certo la prima volta che ci troviamo a riportare e commentare simili notizie e vorremmo rendere chiaro che pur con tutta l'attenzione che riserviamo ai fatti di Siria e di Libano (dove si combattono battaglie FONDAMENTALI per il FUTURO della Causa Palestinese) la nostra attenzione é sempre principalmente volta alla Palestina e soprattutto a Gaza, terra liberata dalla Resistenza che diventa laboratorio per il futuro Stato Libero di Palestina che andrà dal Giordano al Mediterraneo.
Anche Sheik Eid e Ghena sono vittime dell'assedio sionazista, ma parte della responsabilità delle loro morti ricade su quei dirigenti di Hamas che, dimenticando le necessità della Resistenza e cedendo alle lusinghe qatariote che promettevano prebende e influenza all'estero, hanno nei fatti sperperato il patrimonio di solidarietà e simpatia che la Striscia e i suoi abitanti potevano vantare presso l'opinione pubblica del più grande e influente stato arabo confinante.
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venerdì 28 marzo 2014
Bambini di due e di un anno muoiono carbonizzati a Gaza nel rogo scatenato da una candela: vittime dell'assedio sionista!!
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giovedì 7 febbraio 2013
Si trascina nel ghetto di Gaza la continua crisi dei Black-Out imposti dall'assedio sionazista, fonte di roghi e morti innocenti!
La foto di tre delle quattro piccole vittime della famiglia Dhuheir, i giovani Mahmoud, Nabil e Fatah sembra fare da monito: "Permetterete che altri seguano la nostra sorte? Oppure farete finalmente qualcosa per risolvere il problema della mancanza di corrente a Gaza?". La domanda, ovviamente bisognerebbe porla a quei dirigenti di Hamas e dell'Ikhwan egiziana che, mesi e mesi dopo trionfali proclami in merito ancora non hanno fatto nulla, ma veramente nulla, per collegare l'enclave palestinese alla rete elettrica egiziana, soluzione che metterebbe una volta per tutte fuori gioco le velleità strangolatorie degli Shylock sionisti.
Come abbiamo più volte denunciato come l'inaffidabilità della rete elettrica della Striscia costringa i Palestinesi ad affidarsi a rumorosi, inquinanti e pericolosi generatori elettrici a combustibile o, nel peggiore dei casi, a cercare di usare candele e lanterne come fonte di illuminazione nelle lunghe ore di oscurità invernale, esponendosi fatalmente al pericolo di incendi.
Come abbiamo più volte denunciato come l'inaffidabilità della rete elettrica della Striscia costringa i Palestinesi ad affidarsi a rumorosi, inquinanti e pericolosi generatori elettrici a combustibile o, nel peggiore dei casi, a cercare di usare candele e lanterne come fonte di illuminazione nelle lunghe ore di oscurità invernale, esponendosi fatalmente al pericolo di incendi.
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