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domenica 4 gennaio 2015

Due bambini di quattro e cinque anni muoiono a Gaza nel rogo causato da una candela!!

Ancora una volta bambini di Gaza vittime di incendi scoppiati a causa dei costanti blackout imposti dallo Shylockiano strangolamento del ghetto palestinese; questa volta le vittime sono state due bambini di quattro e cinque anni d'età (Amr Mohamed al-Habil e suo cugino Khaled) che con le loro famiglie dividevano la stessa casa, una soluzione molto comune nella Striscia dopo le enormi distruzioni del pogrom militare sionista della scorsa estate.

La candela che forniva un minimo di luce all'abitazione si é trasformata nell'innesco del rogo che li ha uccisi e che ha anche ustionato gravemente il padre di uno dei due che ha cercato, invano, di mettere i piccoli in salvo.

Il responsabile della Difesa Civile Mohamed al-Medeyah e il portavoce del Ministero della Salute Ashraf al-Qudra hanno messo in evidenza come anche queste vittime debbano essere ascritte alle azioni del regime ebraico, che non sta mantenendo gli impegni assunti per la stipula dell'armistizio siglato lo scorso agosto al Cairo.

giovedì 7 febbraio 2013

Si trascina nel ghetto di Gaza la continua crisi dei Black-Out imposti dall'assedio sionazista, fonte di roghi e morti innocenti!

La foto di tre delle quattro piccole vittime della famiglia Dhuheir, i giovani Mahmoud, Nabil e Fatah sembra fare da monito: "Permetterete che altri seguano la nostra sorte? Oppure farete finalmente qualcosa per risolvere il problema della mancanza di corrente a Gaza?". La domanda, ovviamente bisognerebbe porla a quei dirigenti di Hamas e dell'Ikhwan egiziana che, mesi e mesi dopo trionfali proclami in merito ancora non hanno fatto nulla, ma veramente nulla, per collegare l'enclave palestinese alla rete elettrica egiziana, soluzione che metterebbe una volta per tutte fuori gioco le velleità strangolatorie degli Shylock sionisti.

Come abbiamo più volte denunciato come l'inaffidabilità della rete elettrica della Striscia costringa  i Palestinesi ad affidarsi a rumorosi, inquinanti e pericolosi generatori elettrici a combustibile o, nel peggiore dei casi, a cercare di usare candele e lanterne come fonte di illuminazione nelle lunghe ore di oscurità invernale, esponendosi fatalmente al pericolo di incendi.
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mercoledì 3 ottobre 2012

Tala al-Bagdadi, tre anni, l'ultima vittima dello shylockiano strangolamento del ghetto di Gaza!

Un Olocausto infantile, l'ennesimo, per la sete di vittime dei "Moloch" sionazisti di Tel Aviv, ben più voraci di quello venerato da Karthalo nel celebre film di Pastrone, é stato quello di Tala al-Bagdadi, bambina di appena tre anni perita nel rogo della povera casa della sua famiglia, nel campo profughi di Burej, quando una candela, usata per vincere le tenebre del quasi costante blackout che affligge la Striscia di Gaza, ha propagato la sua favilla trasformando la piccola abitazione in un rogo assassino.
Saranno soddisfatti i politici e i generali israeliani che da anni hanno sottoposto il ghetto palestinese di Gaza a uno strangolamento più severo di quello di Varsavia sperimentato dai nazisti sugli Ebrei polacchi; ancora una volta a pagare per la shylockiana crudeltà sionista sono i più indifesi abitanti dell'enclave costiera che hanno la doppia sfortuna di essere bambini e di essere poveri.
Appena sei mesi fa altri tre bambini erano morti a Gaza in un evento simile, Gaza continua a soffrire di blackout nonostante le promesse egiziane di attaccarla alla rete elettrica del Sinai e di alcuni emirati petroliferi sunniti di fornire a prezzo di favore gasolio e carburante: al contrario della solidarietà iraniana, siriana e libanese a marca Hezbollah sembra che quella della Fratellanza Musulmana e dei despoti del Golfo sia più "pelosa" e meno pronta a manifestarsi.
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