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mercoledì 19 settembre 2018

A CINQUE ANNI DALL'ATTENTATO DI JINAH ARRESTATO IL TERRORISTA WAHABITA AL CENTRO DEL COMPLOTTO!!

Sono PARTICOLARMENTE ORGOGLIOSO quando riesco a scrivere articoli che si ricollegano a fatti da me evidenziati e trattati nell'ormai "lontano passato" di questo blog, visto che ciò dimostra che la mia attenzione di giornalista é stata sempre puntata nella direzione giusta e che, seguengo costantemente (e magari sostenendo!) PALAESTINA FELIX si avrà sempre una visuale coerente e puntale della situazione in Medio Oriente.

Oggi é una di quelle occasioni, visto che la notizia che vi porgo si ricollega a un fatto avvenuto ben 62 mesi fa.
Il 19 novembre 2013, infatti, la rappresentanza diplomatica iraniana venne colpita da un grave attentato esplosivo che lasciò sul terreno 26 morti, tra cui l'addetto culturale Ibrahim Ansari.

Per poco non venne colpito anche l'ambasciatore Roknabadi, allora uomo-chiave per l'intervento di Hezbollah in Siria (egli venne poi vigliaccamente ucciso dai Sauditi durante il suo pellegrinaggio alla Mecca, una ripicca stupida e crudele, degna dei takfiri di Riyadh).

Oggi, forze di sicurezza palestinesi, hanno arrestato il terrorista takfiro al centro della cospirazione che portò a quell'atto esecrando.

mercoledì 20 novembre 2013

Ecco descritto secondo per secondo l'attentato di ieri a Beirut: l'ambasciata iraniana salvata da un furgoncino abbandonato!

Abbiamo ottenuto tramite l'emittente libanese di Hezbollah "Al-Manar" un resoconto diretto delle varie fasi, rapidissimamente succedutesi, dell'attentato di ieri mattina nel quartiere di Jinah all'ambasciata della Repubblica Islamica, dove finora hanno trovato la morte 26 persone e circa 140 sono rimaste ferite.

La cosa interessante é che, secondo la plausibile ricostruzione dei testimoni oculari sopravvissuti, l'attentato non sarebbe per nulla 'riuscito' visto che il suo scopo sarebbe stato quello di fare arrivare un furgone-bomba direttamente DENTRO l'ambasciata, per distruggerla completamente, cosa che non é avvenuta grazie a una circostanza fortunata e al coraggioso sacrificio delle guardie armate.

Infatti l'attentato é stato compiuto da due wahabiti suicidi: uno a piedi con un gilet-bomba che si é attaccato al cancello per indebolirlo con la stessa esplosione che lo ha dilaniato, il secondo a bordo di un furgone GMC con una carica detonante immensamente più forte avrebbe dovuto sfondare il cancello semidistrutto e penetrare fin nell'atrio dell'edificio guidando alla massima velocità per sventrarlo da dentro.

Ma all'atto della prima esplosione il furgoncino del servizio di consegna dell'acqua minerale, che consegnati i cestelli di bottiglie ordinati dall'ambasciata stava apprestandosi a uscire, é stato immediatamente abbandonato dal suo autista e lasciato di traverso sul viale: il furgone-bomba del secondo terrorista vi si é quindi scontrato e ha perso i secondi necessari alle guardie iraniane per avvicinarsi e metterlo fuori uso col fuoco delle loro armi.

Purtroppo, prima che il fuoco incrociato uccidesse l'attentatore questo é riuscito a fare esplodere la sua carica, causando la strage che però ha interessato soprattutto passanti libanesi attorno al cancello dell'ambasciata, visto che solo sei iraniani sono rimasti vittime dello scoppio.

Tra loro ricordiamo l'addetto culturale Ibrahim Ansari (che purtroppo, pur ricoverato in gravi condizioni, non é sopravvissuto alle sue ferite), la moglie di un diplomatico e, appunto, le quattro eroiche guardie che disabilitando il furgone col loro fuoco hanno impedito che il terrorista raggiungesse il suo obiettivo finale.

martedì 19 novembre 2013

AGGIORNAMENTO: L'Ambasciatore Roknabadi nega la morte dell'addetto Ansari e accusa Tel Aviv per l'autobomba!

Puntuali come sempre quando si tratta di correggere imprecisioni pubblicate sul nostro blog a dispetto dello sforzo e della pervicacia con cui ci ostiniamo a controllare più volte la veridicità di una dichiarazione prima di riportarla siamo qui ad annunciare che secondo l'emittente iraniana PRESSTV l'ambasciatore di Teheran in Libano Ghazanfar Roknabadi non avrebbe MAI dichiarato la morte dell'attaché culturare Ebrahim Ansari nell'esplosione dell'autobomba avvenuta stamane davanti alla rappresentanza diplomatica.

Roknabadi, invece, avrebbe esplicitamente accusato i servizi segreti sionisti di avere ordinato ai loro esecutori locali, di compiere l'attacco dinamitardo, eventualmente fornendo sostegno materiale e know how agli agenti sul posto.
Rimarremo sempre in contatto col Libano e con l'Iran per raccogliere ulteriori dettagli o susseguenti dichiarazioni ufficiali da qualunque parte possano venire.

Nuovo vigliacco attacco wahabita a Beirut! Venti morti fuori dall'ambasciata iraniana!

Dopo Ruwais e le moschee tripoline é stato oggi il turno del quartiere di Jinah a Beirut, proprio fuori dall'ambasciata della Repubblica Islamica, a subire una codarda autobomba piazzata da fanatici takfiri al soldo dell'Arabia Saudita e aiutati da membri dell'alleanza libanese filoimperialista che vogliono esacerbare la situazione interna facendo esplodere gli odi religiosi e settari.

Tra le vittime, circa venti, si conta anche l'addetto culturale iraniano  Ebrahim Ansari il cui elogio funebre é stato intessuto dal capo della delegazione diplomatica, ambasciatore Ghazanfar Roknabadi. Roknabadi negli ultimi due anni é stato uno dei punti cardine della scena politica libanese, mai trascurando di far sentire tutto il sostegno iraniano al popolo del Paese dei Cedri e rassicurandolo sul fatto che Teheran non avrebbe mai permesso che il Libano si trasformasse in una base di retrovia per i terroristi mercenari attivi in Siria.

Le forze di sicurezza libanesi hanno  assicurato che non lasceranno nulla di intentato per scoprire e punire i responsaibili di tale atto bestiale, come già puntualmente successo coi responsabili di precedenti attentati.