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mercoledì 19 settembre 2018

A CINQUE ANNI DALL'ATTENTATO DI JINAH ARRESTATO IL TERRORISTA WAHABITA AL CENTRO DEL COMPLOTTO!!

Sono PARTICOLARMENTE ORGOGLIOSO quando riesco a scrivere articoli che si ricollegano a fatti da me evidenziati e trattati nell'ormai "lontano passato" di questo blog, visto che ciò dimostra che la mia attenzione di giornalista é stata sempre puntata nella direzione giusta e che, seguengo costantemente (e magari sostenendo!) PALAESTINA FELIX si avrà sempre una visuale coerente e puntale della situazione in Medio Oriente.

Oggi é una di quelle occasioni, visto che la notizia che vi porgo si ricollega a un fatto avvenuto ben 62 mesi fa.
Il 19 novembre 2013, infatti, la rappresentanza diplomatica iraniana venne colpita da un grave attentato esplosivo che lasciò sul terreno 26 morti, tra cui l'addetto culturale Ibrahim Ansari.

Per poco non venne colpito anche l'ambasciatore Roknabadi, allora uomo-chiave per l'intervento di Hezbollah in Siria (egli venne poi vigliaccamente ucciso dai Sauditi durante il suo pellegrinaggio alla Mecca, una ripicca stupida e crudele, degna dei takfiri di Riyadh).

Oggi, forze di sicurezza palestinesi, hanno arrestato il terrorista takfiro al centro della cospirazione che portò a quell'atto esecrando.

venerdì 22 giugno 2018

Abu Ahmad Sharoukh, comandante di Al Nusra, assassinato in un agguato tra Aleppo e Idlib!

Il famigerato comandante di Al Nusra Abu Ahmad al-Sharoukh é caduto vittima d'un agguato mortale da parte di ignoti attentatori che l'hanno abbattuto nella regione di Mohandeseen, ad Ovest di Aleppo, vicino al confine col Governatorato d'Idlib.

martedì 3 dicembre 2013

La Corte libanese chiede la Pena di Morte per i cospiratori della Bomba-Cherokee di Maamoula!

Lo scorso ottobre, alla vigilia del grande Festiva dell'Eid al-Adha una potente autobomba venne sequestrata a Maamoula, nel cuore della Beirut Sciita e roccaforte di Hezbollah; poco dopo una retata della sureté libanese arrestava due dei responsabili della sua preparazione, i cui interrogatori hanno portato a identificare una cospirazione di nove persone, per le restanti delle quali sono stati prontamente spiccati mandati di comparizione e arresto.

Dei due arrestati, uno é risultato essere di nazionalità turca, tale Mohamed Sobh Ozamir, il secondo é finora noto solo con le iniziali di "M N A", mentre gli altri responsabili sono  Ahmed Abdullah al-Atrash, Sameh Mahmoud Sultan, conosciuto anche come Sameh al-Breidy, Sami Ahmed al-Atrash, detto Dadouh, l'artificiere irakeno Abdullah Mohammed al-Qalei, anche conosciuto come Abu Abdullah, Mohammed Ibrahim al-Hujairi, Ibrahim Qassem al-Atrash, e il Siriano Hassan Mohammed al-Maarawi.

Per i reati ascritti loro tutti i partecipanti alla cospirazione rischiano la pena capitale.

Se la bomba fosse esplosa avrebbe costituito il terzo attentato esplosivo a Beirut da quest'estate, il secondo in ordine cronologico. Altre due autobombe sono esplose precedentemente a Ruwais, sempre nei quartieri sciiti e a Jinah davanti all'ambasciata iraniana.

lunedì 25 novembre 2013

Ecco il viso dell'attentatore palestinese di Jinah! Anche lui frequentava il rozzo santone takfiro Assir!!

Avevamo annunciato che, dopo la certa identificazione del primo degli attentatori che hanno colpito la scorsa settimana l'ambasciata iraniana di Beirut, anche il secondo stava per venire sicuramente individuato; rispetto a quel nostro primo annuncio dobbiamo correggere il nome dell'individuo, che risulta essere tale Adnan al-Mohammad anziché Omar Sobeh. Egli risulta sempre essere un Palestinese residente nel Sud del Libano e adesso é anche disponibile una sua foto (sopra).

Raggiunta dai media locali, la famiglia dell'attentatore (che come si vede era estremamente giovane) pur nello strazio del cordoglio ha trovato la freddezza per condannare senza appelli o mezzi termini le azioni sconsiderate del suo congiunto, denunciandole come risultato del "lavaggio del cervello" che egli aveva subito frequentando la malfamata moschea del 'santone' wahabita Assir, a Sidone.

Anche la famiglia di Moeen Abu Dahr, l'attentatore "appiedato" ha condannato l'azione del suo parente, offrendo le sue sincere, sentite condoglianze ai congiunti di quanti sono rimasti uccisi, mutilati o feriti nelle tragiche esplosioni.

domenica 24 novembre 2013

Identificato anche il secondo attentatore di Jinah: era un palestinese del Sud del Libano!

E' con vivo sgomento e profonda delusione che ci troviamo a vergare queste righe con le quali vi comunichiamo che, dopo avere (come già da noi riportato) individuato e identificato l'attentatore "a piedi" che aveva messo in opera la prima fase dell'attentato di Jinah contro l'ambasciata della Repubblica Islamica, le autorità libanesi sono relativamente sicure del nome anche del secondo, che aveva cercato di arrivare fino all'atrio dell'edificio a bordo di un furgone-bomba GMC.

Siamo sgomenti e delusi perché, parrebbe, che egli fosse un tale Omar Sobeh, palestinese proveniente da un campo del Sud del Libano. Ovviamente, non pretendiamo che i Palestinesi, solo perché hanno subito molti torti nella loro storia recente, abbiano una speciale "patente" di onestà o dignità, sappiamo benissimo che come in tutti gli altri popoli del mondo tra essi vi sono anche criminali e disgraziati (basti pensare alla cricca collaborazionista di Fatah) eppure vedere un Palestinese che si rende burattino dei sauditi e del Mossad per tentare di destabilizzare il paese che più sinceramente (insieme a Siria e Iran) sostiene la causa del suo popolo, ci fa sinceramente dispiacere.

Adesso che gli esecutori materiali del codardo attacco sono stai individuati, speriamo che non ci voglia molto tempo a dare un nome anche ai loro mandanti, prossimi e remoti, e, eventualmente, ad assicurarli alla giustizia perché rendano conto del dolore e del sangue che hanno sparso.

Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina condanna ufficialmente l'attentato wahabita di Beirut!

Riprendiamo direttamente dal sito ufficiale del PFLP che la storica organizzazione leninista palestinese, per mezzo di un suo portavoce ha condannato "le orrende azioni" compiute contro l'ambasciata iraniana a Beirut, che sono risultate nella morte di oltre due dozzine di persone e nel ferimento anche grave di più di cento.

Il Fronte, giustamente, individua nei mandanti di tale atto sanguinario le forze imperialiste in gioco nella regione, tanto in Libano quanto soprattutto in Siria, che mirano sul settarismo e la destabilizzazione per indebolire i tessuti sociali locali e rendere i paesi mediorientali facili prede dei governi e delle compagnie occidentali, americane e sioniste.

Inviando attestati di cordoglio ai parenti delle vittime e di sinceri auguri ai feriti e ai loro cari il FPLP augura che il Popolo libanese, unito, sappia difendersi e, tramite il sostegno alla Resistenza, respingere la cospirazione imperialista e i suoi manutengoli locali.

venerdì 22 novembre 2013

Abdollahian incontra Nasrallah; insieme Iran ed Hezbollah prendono accordi su come combattere gli sgherri wahabiti!

Subito dopo essere arrivato a Beirut ed essersi confrontato con l'ambasciatore iraniano in loco Ghazanfar Roknabadi l'inviato diplomatico del Governo di Teheran Hossein Abdollahian é stato ricevuto insieme al suo seguito e a Roknabadi dal Segretario Generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah, col quale si é intrattenuto a parlare diverse ore.

Facilissimo intuire l'argomento dei loro discorsi: la matrice del vigliacco attentato dinamitardo contro l'ambasciata iraniana a Jinah, la maniera migliore per scoprire e colpire i mandanti dello stesso; quasi impossibile riuscire a sapere con precisione anche relativa i dettagli del loro scambio di idee.

Intanto da parte della 'McClatchy' filtra l'indiscrezione che l'intelligence americana sapesse in anticipo dell'attacco e che al suo interno si sia scatenato un furioso dibattito se fosse il caso di avvertire libanesi e iraniani della cosa: alla fine, pare, la fazione "pro" avvertimento l'avrebbe avuta vinta, ma ormai talmente tanto tempo era stato perso in questioni che la sureté libanese non ha potuto fare nulla di pratico con l'informazione ricevuta in extremis.

giovedì 21 novembre 2013

Abdollahian a Beirut dopo l'attentato takfiro avverte i responsabili: "Attenti a voi! L'Iran non si lascia intimidire o minacciare!"

Hossein Amir-Abdollahian, diplomatico di altissimo livello della Repubblica Islamica, si trova a Beirut, volatovi d'urgenza subito dopo le prime notizie riguardo il duplice attentato esplosivo di ieri verso la sede diplomatica di Teheran nel quartiere di Jinah.

Dopo essere stato a lungo a colloquio con l'ambasciatore Ghazanfar Roknabadi Abdollahian ha rilasciato una dichiarazione ufficiale  nella quale si é rivolto direttamente ai sostenitori del terrorismo takfiro in Libano e in Siria: "Avvisiamo tutti coloro che facilitano il transito di armi e mercenari verso la Siria che i loro crimini non ci faranno mai deviare dalle nostre coordinate".

Abdollahian ha poi ripetuto che l'Iran continua e continuerà sempre a sostenere la Resistenza armata libanese e che essa é per la Repubblica Islamica tanto importante quanto la sua stessa sicurezza interna.

mercoledì 20 novembre 2013

Ecco descritto secondo per secondo l'attentato di ieri a Beirut: l'ambasciata iraniana salvata da un furgoncino abbandonato!

Abbiamo ottenuto tramite l'emittente libanese di Hezbollah "Al-Manar" un resoconto diretto delle varie fasi, rapidissimamente succedutesi, dell'attentato di ieri mattina nel quartiere di Jinah all'ambasciata della Repubblica Islamica, dove finora hanno trovato la morte 26 persone e circa 140 sono rimaste ferite.

La cosa interessante é che, secondo la plausibile ricostruzione dei testimoni oculari sopravvissuti, l'attentato non sarebbe per nulla 'riuscito' visto che il suo scopo sarebbe stato quello di fare arrivare un furgone-bomba direttamente DENTRO l'ambasciata, per distruggerla completamente, cosa che non é avvenuta grazie a una circostanza fortunata e al coraggioso sacrificio delle guardie armate.

Infatti l'attentato é stato compiuto da due wahabiti suicidi: uno a piedi con un gilet-bomba che si é attaccato al cancello per indebolirlo con la stessa esplosione che lo ha dilaniato, il secondo a bordo di un furgone GMC con una carica detonante immensamente più forte avrebbe dovuto sfondare il cancello semidistrutto e penetrare fin nell'atrio dell'edificio guidando alla massima velocità per sventrarlo da dentro.

Ma all'atto della prima esplosione il furgoncino del servizio di consegna dell'acqua minerale, che consegnati i cestelli di bottiglie ordinati dall'ambasciata stava apprestandosi a uscire, é stato immediatamente abbandonato dal suo autista e lasciato di traverso sul viale: il furgone-bomba del secondo terrorista vi si é quindi scontrato e ha perso i secondi necessari alle guardie iraniane per avvicinarsi e metterlo fuori uso col fuoco delle loro armi.

Purtroppo, prima che il fuoco incrociato uccidesse l'attentatore questo é riuscito a fare esplodere la sua carica, causando la strage che però ha interessato soprattutto passanti libanesi attorno al cancello dell'ambasciata, visto che solo sei iraniani sono rimasti vittime dello scoppio.

Tra loro ricordiamo l'addetto culturale Ibrahim Ansari (che purtroppo, pur ricoverato in gravi condizioni, non é sopravvissuto alle sue ferite), la moglie di un diplomatico e, appunto, le quattro eroiche guardie che disabilitando il furgone col loro fuoco hanno impedito che il terrorista raggiungesse il suo obiettivo finale.

martedì 19 novembre 2013

Il PFLP-GC condanna senza mezzi termini l'attentato anti-iraniano di Jinah!

“Il vile attentato di Beirut non piegherà la Resistenza e non ostacolerà la sua Vittoria sul campo di battaglia”.

Con queste parole la delegazione del Fronte per la Liberazione della Palestina - Comando Generale guidata dal membro del Politburo Ramiz Mustafa ha sintetizzato i suoi sentimenti di fronte allo spettacolo del cratere lasciato dall'autobomba che stamattina presto ha colpito la facciata dell'ambasciata iraniana a Beirut.

Il bilancio totale dell'attentato é per ora fermo a 23 vittime e 150 feriti, alcuni in gravi e gravissime condizioni.

Il rappresentante del PFLP-GC Abu Imad Ramez ha esteso le condoglianze della sua organizzazione alle famiglie dei martiri e dei feriti, condannando il vigliacco gesto che dimostra la disperazione a cui sono ridotti i sostenitori dei takfiri wahabiti, che cercano di 'bilanciare' le loro cocenti sconfitte in Siria con atti di terrorismo cieco e insensato.

Ramez non ha omesso di notare come colpire un bersaglio iraniano alla vigilia della ripresa dei negoziati nucleari del 5+1 dimostra come anche l'entità sionista possa essere collegata all'evento.

AGGIORNAMENTO: L'Ambasciatore Roknabadi nega la morte dell'addetto Ansari e accusa Tel Aviv per l'autobomba!

Puntuali come sempre quando si tratta di correggere imprecisioni pubblicate sul nostro blog a dispetto dello sforzo e della pervicacia con cui ci ostiniamo a controllare più volte la veridicità di una dichiarazione prima di riportarla siamo qui ad annunciare che secondo l'emittente iraniana PRESSTV l'ambasciatore di Teheran in Libano Ghazanfar Roknabadi non avrebbe MAI dichiarato la morte dell'attaché culturare Ebrahim Ansari nell'esplosione dell'autobomba avvenuta stamane davanti alla rappresentanza diplomatica.

Roknabadi, invece, avrebbe esplicitamente accusato i servizi segreti sionisti di avere ordinato ai loro esecutori locali, di compiere l'attacco dinamitardo, eventualmente fornendo sostegno materiale e know how agli agenti sul posto.
Rimarremo sempre in contatto col Libano e con l'Iran per raccogliere ulteriori dettagli o susseguenti dichiarazioni ufficiali da qualunque parte possano venire.

Nuovo vigliacco attacco wahabita a Beirut! Venti morti fuori dall'ambasciata iraniana!

Dopo Ruwais e le moschee tripoline é stato oggi il turno del quartiere di Jinah a Beirut, proprio fuori dall'ambasciata della Repubblica Islamica, a subire una codarda autobomba piazzata da fanatici takfiri al soldo dell'Arabia Saudita e aiutati da membri dell'alleanza libanese filoimperialista che vogliono esacerbare la situazione interna facendo esplodere gli odi religiosi e settari.

Tra le vittime, circa venti, si conta anche l'addetto culturale iraniano  Ebrahim Ansari il cui elogio funebre é stato intessuto dal capo della delegazione diplomatica, ambasciatore Ghazanfar Roknabadi. Roknabadi negli ultimi due anni é stato uno dei punti cardine della scena politica libanese, mai trascurando di far sentire tutto il sostegno iraniano al popolo del Paese dei Cedri e rassicurandolo sul fatto che Teheran non avrebbe mai permesso che il Libano si trasformasse in una base di retrovia per i terroristi mercenari attivi in Siria.

Le forze di sicurezza libanesi hanno  assicurato che non lasceranno nulla di intentato per scoprire e punire i responsaibili di tale atto bestiale, come già puntualmente successo coi responsabili di precedenti attentati.