Presentiamo questo articolo scritto da Mikhail Osherov, tradotto grazie alla pazienza e al talento dell'amico Guido Benni a cui inviamo ringraziamenti e stima.
L'attuale dottrina politico-militare della leadership israeliana si basa sulla continua occupazione dei territori siriano e palestinese occupati dallo stato di Israele, che richiede continue violenze e atti di aggressione internazionale e di terrorismo di stato contro la popolazione dei territori occupati della Cisgiordania, della Striscia di Gaza, della Siria e dell'Iran.
Inoltre, la dottrina politico-militare della leadership di Israele richiede impunità e nessuna perdita. La società israeliana non è preparata per eventuali perdite. Le mamme israeliane adorano quando i loro figli si vestono con una bella divisa verde, mangiano nelle mense dell'esercito e uccidono gli Arabi, ma a loro non piace che i loro figli vengano uccisi in una guerra.
Da un punto di vista storico, quando i cittadini di uno Stato non sono pronti a morire per il loro paese, tali stati muoiono (ad esempio, Bisanzio, che non è stato aiutato dalle sue mura né dai mercenari).
Per poter commettere atti di aggressione, impuniti e senza perdite, è necessaria la superiorità tecnica, anche se non assoluta. Fino a poco tempo fa, lo stato di Israele aveva una tale superiorità. Ma negli ultimi anni e mesi la situazione ha iniziato a cambiare.
