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sabato 17 novembre 2018

TWILIGHT OF "ISRAEL" - Mikhail Osherov ci spiega il ribaltamento della situazione strategica a sfavore dell'occupazione sionista!!

Presentiamo questo articolo scritto da Mikhail Osherov, tradotto grazie alla pazienza e al talento dell'amico Guido Benni a cui inviamo ringraziamenti e stima.

L'attuale dottrina politico-militare della leadership israeliana si basa sulla continua occupazione dei territori siriano e palestinese occupati dallo stato di Israele, che richiede continue violenze e atti di aggressione internazionale e di terrorismo di stato contro la popolazione dei territori occupati della Cisgiordania, della Striscia di Gaza, della Siria e dell'Iran.

Inoltre, la dottrina politico-militare della leadership di Israele richiede impunità e nessuna perdita. La società israeliana non è preparata per eventuali perdite. Le mamme israeliane adorano quando i loro figli si vestono con una bella divisa verde, mangiano nelle mense dell'esercito e uccidono gli Arabi, ma a loro non piace che i loro figli vengano uccisi in una guerra.

Da un punto di vista storico, quando i cittadini di uno Stato non sono pronti a morire per il loro paese, tali stati muoiono (ad esempio, Bisanzio, che non è stato aiutato dalle sue mura né dai mercenari).

Per poter commettere atti di aggressione, impuniti e senza perdite, è necessaria la superiorità tecnica, anche se non assoluta. Fino a poco tempo fa, lo stato di Israele aveva una tale superiorità. Ma negli ultimi anni e mesi la situazione ha iniziato a cambiare.

lunedì 23 luglio 2018

Il vecchio volpone della politica afghana, il Vicepresidente Dostum, torna dopo un anno di esilio in Turchia: esplosione all'aeroporto!

Nuovo aggiornamento nel nostro sforzo di venire incontro alle richieste del pubblico aggiungendo anche lo scenario afghano al nostro "radar sul Medio Oriente" estendendolo fino all'Asia Centrale.

Presentandovi l'elenco dei maggiori "player" della scena afghana nel nostro articolo di dieci giorni fa avevamo menzionato il Generale Abdulrashid Dostum come uno dei capi dell'Alleanza per la Salvezza dell'Afghanistan.

giovedì 12 luglio 2018

Situazione attuale in Afghanistan: fazioni, leader e alleanze al 2018, dopo quasi 40 anni di guerra ininterrotta


Tra le varie richieste che mi sono pervenute in questi ultimi giorni, vi é stata anche quella molto impegnativa di includere nel blog articoli sulla situazione afghana.

Cercherò di fare del mio meglio, anche se il martoriato paese si situa veramente ai margini della mia sfera di competenza più profonda.

Per aiutare i miei lettori meno smaliziati in merito accludo qui di seguito una lista delle PRINCIPALI FAZIONI afghane, con tanto di leader e affiliazioni:

lunedì 6 novembre 2017

Le autorità iraniane fanno una reprimenda a un quotidiano per un titolo 'incendiario' contro gli Emirati Arabi!

Ecco la differenza tra una dirigenza di Principi avventati per arroganza o senilità e una di persone assennate preoccupate di mantenere la calma e la pace in una regione fin troppo volatile e prona alla violenza.

Mentre solo poche ore fa abbiamo parlato dei bizzarri e provocatori addebiti lanciati da Riyadh verso l'Iran, riguardo un immaginario 'sostegno militare' di Teheran ai combattenti yemeniti che si difendono dall'invasione dei Sauditi e dei loro lacché, adesso riportiamo una illuminante notizia che dimostra quanto sia differente l'approccio iraniano alle crisi regionali.

lunedì 5 giugno 2017

Mentre Qatar e Arabia Saudita si accapigliano...i Cristiani del Medio Oriente si allleano sempre di più con Hezbollah!

Postiamo uno screenshot dalla testata "Christian Post", su cui il redattore Vincent Furnaro riporta a beneficio dei suoi lettori il progressivo allineamento delle comunità cristiane del Medio Oriente con l'Asse della Resistenza anti-ISIS e anti-wahabita, particolarmente con il Movimento Hezbollah di Hassan Nasrallah.

Ovviamente, noi l'avevamo segnalato molti anni fa, indicando come non solamente i Cristiani, ma anche dignitosi Musulmani Sunniti non-takfiri si sono schierati con Hezbollah, arrivando persino al martirio sul campo di battaglia.

lunedì 28 aprile 2014

Maariv: "Tel Aviv non é pronta a una nuova guerra con Hezbollah, l'Esercito é meno efficiente oggi che nel 2006!!"

Da un articolo del tabloid sionista "Maariv" riprendiamo un'analsi dai toni allarmati riguardo le effettive capacità militari del regime ebraico di occupazione della Palestina nel caso di una riaccensione delle ostilità con il Movimento Hezbollah (che, ricordiamo, nell'agosto 2006 sono state interrotte da un cessate-il-fuoco ma mai estinte da un formale accordo di pace, impossibile a raggiungersi fino a quando Tel Aviv continuerà ad occupare porzioni di territorio libanese).

Citando "Una fonte altolocata all'interno dello Stato Maggiore" il Maariv riporta che "Le forze armate non sono in grado di riprendere operazioni ad alta intensità sul fronte Nord nelle presenti condizioni e, se lo facessero, i risultati sarebbero peggiori di quelli ottenuti quasi otto anni fa".

Le motivazioni di questa degradazione nella prevedibile performance sono molteplici e investono la sfera materiale, quella dell'organico e del morare e delle motivazioni. L'articolo si sofferma a lungo sui numerosi incidenti occorsi negli ultimi anni dovuti a una progressiva obsolescenza del materiale bellico sionista e alla diminuzione delle ore di manutenzione e revisione dovute alle progressive 'sforbiciate' ai budget militari (che non solo hanno impedito l'acquisto e la procura di nuovi sistemi d'arma ma hanno anche inciso sulla cura del materiale già esistente e in uso).

Certo le guerre si fanno prima di tutto con gli uomini e poi con i materiali, ma anche in questo caso Tel Aviv ha poco da stare allegra: "I ranghi della truppa sono progressivamente più abulici e sfiduciati, composti da personale che cerca in ogni modo di sottrarsi agli obblighi di leva, arrivando anche a mentire sulle proprie convinzioni etiche e religiose nel tentativo di ottenere un congedo anticipato".

Contemporaneamente, é bene ricordarlo, il Movimento sciita Hezbollah sta accumulando un grande capitale di esperienza diretta sui campi di battaglia siriani, dove fianco a fianco con le truppe regolari di Assad e con i consiglieri e istruttori dell'IRGC e della Niruye-e-Qods partecipa con le sue unità alla distruzione del network terrorista takfiro e wahabita.