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giovedì 19 febbraio 2015

George Friedman, STRATFOR e il 2008 come spartiacque geopolitico per l’inizio del XXI Secolo

Ho avuto il piacere di tradurre per gli amici di "Stato e Potenza" un nuovo, brillantissimo pezzo di Luc Michel; visto il successo di 'click' ottenuto dai precedenti scritti dello studioso francese ho pensato di proporlo anche sulle pagine del blog.  I numerosi 'colpi di  coda' dell'imperialismo americano in tutto il globo (Irak, Ucraina, Siria, Venezuela) sembrano scollegati e incoerenti, ma hanno in realtà una loro perversa logica: studiare il modo di pensare 'neomachiavellico' dei Kissinger, dei Brezinski, dei Friedman, ci dà importanti strumenti per prevenire, contrastare e vincere la tentacolare minaccia a stelle e strisce.
“Riuscire a imparare dal proprio nemico è allo stesso tempo un dovere e un onore”
- Brig. Gen. Karl Haushofer, fondatore della Geopolitica e padre del concetto di ‘Blocco Continentale’
Riproduzione, grazie alla gentile concessione di STRATFOR, di certe analisi geopolitiche e geostrategiche del principale gruppo americano di insegnamento privato e analisi strategica.
STRATFOR iscrive la sua opera nella linea incontestabile della ‘Scuola Neomachiavellica Americana”(1) (vedansi le analisi di Raymond ARON), iniziata con James BURNHAM (autore di “Machiavellici, o, difensori della libertà” e del manifesto geopolitico americano “La lotta per il mondo”, uscito nel 1943 e nel 1946 in traduzione francese col titolo “Per il dominio mondiale”), continuata poi da figure come Henry KISSINGER e Zbigniew BREZINSKI (vedasi il suo libro “Il grande scacchiere”).

giovedì 15 gennaio 2015

Gli artigli di Obama sull'Africa Francofona, la Voce della Russia intervista Luc Michel! (Seconda Parte)

A questo link potrete trovare la prima parte dell'intervista.


La Voce della Russia: Lei ha anche affermato nel corso di uno dei suoi interventi che a volte in Africa: "L'ombra della marionetta francese nasconde la realtà della marionetta americana". Ci spieghi questa sua affermazione.

Luc Michel: Io sono anche, come lei saprà, divenuto un leader panafricano ascoltato, al termine di un percorso cominciato più di vent'anni fa nella Jamahiriya libica, il mio giudizio quindi non é quello di un osservatore esterno, molti, troppi pensatori panafricani hanno una visione passatista, una specie di 'blocco logico' che li ancora a visioni di 10, 20 o addirittura cinquant'anni fa. L'odio totalmente giustificato dell'Africa francofona verso la vecchia potenza coloniale capita che a volte nasconda, ai loro occhi, la realtà di una strisciante neocolonizzazione americana. 

mercoledì 14 gennaio 2015

Gli artigli di Obama sull'Africa Francofona, la Voce della Russia intervista Luc Michel!

I nostri articoli sulla situazione in Burkina Faso, per quanto liminari all'area di interesse principale dei nostri sforzi giornalistici, hanno incontrato un buon riscontro di letture da parte del nostro pubblico; per chiarire ulteriormente che cosa stia succedendo (e cosa forse succederà) in Africa, abbiamo appena finito di tradurre per gli amici di Stato e Potenza questa lunga ma interessantissima e illuminante intervista rilasciata da Luc Michel ai microfoni di 'La Voce della Russia', ve la proponiamo sperando che solletichi a sua volta il vostro interesse.
INTERVISTA CON LUC MICHEL (PARTE 1)

Si osservano in questi tempi dei tentativi di cambiamento di regime sul continente africano. A prima vista, molti hanno di questa cosa un'impressione positiva. Il cambiamento é qualcosa di lungamente atteso e desiderato in paesi sottoposti a regimi diretti da marionette corrotte, esse stesse controllate da interessi neocoloniali quasi sempre riconducibili all'antica potenza coloniale. Questo sistema nell'Africa francofona é particolarmente flagrante visto che Parigi a più riprese ha eliminato o rimosso leader africani che osassero sfidare i propri interessi. I combattenti panafricani conducono quindi una lotta accanita per mettere fine a questo sistema ingiusto che é durato per troppo a lungo.