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mercoledì 6 febbraio 2019
Ancora sulla Rivoluzione Islamica Iraniana: il Ritorno di Khomeini!
Un nuovo, necessario, video sulla Rivoluzione Islamica per il nostro sempre più affollato Canale Youtube, che dettaglia con maggiore precisione momenti, aneddoti e citazioni del rientro in Iran dell'Ayatollah Ruhollah Khomeini; momento culminante del processo che portò alla nascita della Repubblica Iraniana.
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domenica 9 dicembre 2018
PARIS, "JOYEUX NOEL"?? Nel 2018 la capitale siriana sembra un posto molto più tranquillo per trascorrervi le feste!
Pensavano di poter seminare il Caos in Siria come avevano fatto in Libia.
Pensavano di essere ancora ai tempi dei mandati e del trattato Sykes-Picot.
Ma, mentre organizzavano false "proteste" per propalare la fasulla narrativa del "regime che perseguita il suo popolo", il LORO POPOLO, quel popolo che pensavano di avere narcotizzato in un'esistenza di penuria, precariato e paura (tramite i vari "attentati dell'ISIS", molto comodi ed opportuni per spaventare e intimidire), si é risvegliato.
Pensavano di essere ancora ai tempi dei mandati e del trattato Sykes-Picot.
Ma, mentre organizzavano false "proteste" per propalare la fasulla narrativa del "regime che perseguita il suo popolo", il LORO POPOLO, quel popolo che pensavano di avere narcotizzato in un'esistenza di penuria, precariato e paura (tramite i vari "attentati dell'ISIS", molto comodi ed opportuni per spaventare e intimidire), si é risvegliato.
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martedì 29 maggio 2018
Il 'toyboy' Macron, contestato sul fronte interno, reclama il 'merito' di aver fatto liberare Hariri da Riyadh; un episodio di 'solidarietà tra bambocci'?
Da un politicante in crisi di consenso c'é da aspettarsi di tutto, anche le dichiarazioni più strampalate o le iniziative più enigmatiche.
Dopo la figura "micro" rimediata dai suoi missili SCALP nell'aggressione tentata contro la Repubblica Araba Siriana lo scorso 17 aprile, sarebbe logico immaginare che l'inquilino dell'Eliseo Emmanuel Macron voglia tenersi lontano dai riflettori internazionali, ma, con l'opinione pubblica francese in rivolta contro i suoi progetti di macelleria sociale liberista il 'toyboy' più famoso d'Europa ha cercato 'solace' proprio con una dichiarazione di politica estera.
Ha infatti affermato che la liberazione di Saad Hariri dal suo sequestro saudita sarebbe esclusivamente merito suo.
Dopo la figura "micro" rimediata dai suoi missili SCALP nell'aggressione tentata contro la Repubblica Araba Siriana lo scorso 17 aprile, sarebbe logico immaginare che l'inquilino dell'Eliseo Emmanuel Macron voglia tenersi lontano dai riflettori internazionali, ma, con l'opinione pubblica francese in rivolta contro i suoi progetti di macelleria sociale liberista il 'toyboy' più famoso d'Europa ha cercato 'solace' proprio con una dichiarazione di politica estera.
Ha infatti affermato che la liberazione di Saad Hariri dal suo sequestro saudita sarebbe esclusivamente merito suo.
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venerdì 27 aprile 2018
I giornalisti-cialtroni che avevano dato Khalifa Haftar per morto sbugiardati dal suo rientro a Bengasi, lucido e in salute!
"Le notizie riguardanti alla mia morte sono state leggermente esagerate".
Così si dice che Sam Clemens (più noto come Mark Twain) abbia celiato dovendo smentire la voce incontrollata riguardo un suo presunto decesso.
La stessa cosa é successa a Khalifa Haftar, il Generale libico che vuole restaurare una nazione portata sull'orlo dell'abisso dall'aggressione imperialista Franco-American-Qatariota (quando il Qatar voleva rimodellare il Mondo Arabo tramite l'Ikhwan) del 2011.
Così si dice che Sam Clemens (più noto come Mark Twain) abbia celiato dovendo smentire la voce incontrollata riguardo un suo presunto decesso.
La stessa cosa é successa a Khalifa Haftar, il Generale libico che vuole restaurare una nazione portata sull'orlo dell'abisso dall'aggressione imperialista Franco-American-Qatariota (quando il Qatar voleva rimodellare il Mondo Arabo tramite l'Ikhwan) del 2011.
mercoledì 18 aprile 2018
Il gerontofilo Macron ha fatto una figura "micro"! Solo TRE MISSILI 'Scalp' sono partiti dalla flottiglia francese inviata contro la Siria!
E' ufficiale, il missile "SCALP/Storm Shadow" (secondo le diverse nomenclature francese e britannica) é un vero e proprio "bidone".
Esso può quindi unirsi al museo delle mostruosità militari occidentali, in 'bella compagnia' insieme a F-35, Patriot, F-104, M-2 Bradley e tante, tante altre "armi meraviglia"che dovevano fare sfracelli sul campo di battaglia, ma si sono rivelate buone solo a rimediare figuracce.
Come mai diciamo questo? Bé, per esempio basadoci sul fatto che su sedici vettori "Scalp" che dovevano venire lanciati dalla flotta della "Marine" di Macron, inviata contro la Siria (tre nuovissime fregate FREMM e un sommergibile) solo tre siano riusciti effettivamente a levarsi in volo.
L'Eliseo ha provato a ingannare i media rilasciando il video degli unici tre lanci riusciti (dal quale abbiamo preso il frame che abbiamo usato come foto d'apertura), fingendo che tutto fosse andato 'secondo i piani', ma il quotidiano "L'Opinion" ha svelato gli altarini, rivelando che la maggior parte dei missili si é rifiutata di uscire dalle celle di lancio.
Esso può quindi unirsi al museo delle mostruosità militari occidentali, in 'bella compagnia' insieme a F-35, Patriot, F-104, M-2 Bradley e tante, tante altre "armi meraviglia"che dovevano fare sfracelli sul campo di battaglia, ma si sono rivelate buone solo a rimediare figuracce.
Come mai diciamo questo? Bé, per esempio basadoci sul fatto che su sedici vettori "Scalp" che dovevano venire lanciati dalla flotta della "Marine" di Macron, inviata contro la Siria (tre nuovissime fregate FREMM e un sommergibile) solo tre siano riusciti effettivamente a levarsi in volo.
L'Eliseo ha provato a ingannare i media rilasciando il video degli unici tre lanci riusciti (dal quale abbiamo preso il frame che abbiamo usato come foto d'apertura), fingendo che tutto fosse andato 'secondo i piani', ma il quotidiano "L'Opinion" ha svelato gli altarini, rivelando che la maggior parte dei missili si é rifiutata di uscire dalle celle di lancio.
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| Il "marinaretto" Macron dopo quello dei Ferrovieri affronta anche lo SCIOPERO DEI MISSILI! |
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mercoledì 22 novembre 2017
Egitto e Francia si mobilitano per sventare le dimissioni di Hariri e preservare equilibrio e stabilità in Libano!
Il quotidiano libanese "Al-Akhbar" ha pubblicato un articolo nel quale asserisce che Francia ed Egitto starebbero spendendo molta della loro influenza presso l'Arabia Saudita per convincerla a rinunciare al proposito di far dimettere Saad Hariri.
Il Premier libanese, come ricorderete, era stato sequestrato a Riyadh dall'inizio del mese e costretto a leggere una imbarazzante dichiarazione di dimissioni.
I Sauditi speravano che le sue dimissioni avrebbero polarizzato la scena politica del Paese dei Cedri, spaccandola e costringendo alla cancellazione o al rinvio delle elezioni politiche dove i partiti filosiriani e filoiraniani si aspettano una grande affermazione.
Il Premier libanese, come ricorderete, era stato sequestrato a Riyadh dall'inizio del mese e costretto a leggere una imbarazzante dichiarazione di dimissioni.
I Sauditi speravano che le sue dimissioni avrebbero polarizzato la scena politica del Paese dei Cedri, spaccandola e costringendo alla cancellazione o al rinvio delle elezioni politiche dove i partiti filosiriani e filoiraniani si aspettano una grande affermazione.
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sabato 18 novembre 2017
Saad Hariri, finalmente libero, é arrivato a Parigi...lo si attende a Beirut tra pochi giorni!
Esattamente come avevamo pronosticato il 'piano' saudita per istigare instabilità in Libano mediante il sequestro di Saad Hariri é miseramente fallito: non solo il popolo libanese si é unito nel chiederne il rilascio (persino l'Alleanza 8 Marzo di Hezbollah, LMP, Amal...) ma, anche se confermasse le proprie dimissioni, il suo successore come premier non sarebbe sicuramente una figura filosaudita o una nullità manipolabile come Bahaa Hariri.
Saad Hariri é arrivato all'aeroporto parigino di Le Bourget nel corso di questa mattinata e si prevede che passerà alcuni giorni in Francia prima di tornare a Beirut.
Saad Hariri é arrivato all'aeroporto parigino di Le Bourget nel corso di questa mattinata e si prevede che passerà alcuni giorni in Francia prima di tornare a Beirut.
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giovedì 15 dicembre 2016
INCREDIBILE! Parigi onora i terroristi di Aleppo spegnendo la Tour Eiffel; che ne penserebbero le vittime del Bataclan?
La Tour Eiffel, ferrea "Dame de Paris" spenta in segno di lutto, lutto per gli sgozzatori di Aleppo, gli assassini del piccolo palestinese Issa, i carcerieri e torturatori le cui lercie segrete sono state conquistate dai coraggiosi soldati della Repubblica Siriana. Che questa Europa svirilizzata, pedopornografa, corrotta e contaminata dal cancro finanziario-liberista si metta a onorare simili mostri è grottesco, che lo faccia la città che a più riprese é stata vittima di attentati di matrice wahabita e ikhwanita è comico al livello dell'Humor Nero più truce.
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venerdì 12 febbraio 2016
Laurent Fabius all’indomani delle dimissioni lancia stizziti e fantasiosi addebiti contro Assad!
Quando qualcuno si vede precluso un obiettivo o un raggiungimento per il quale si è impegnato strenuamente, mettendo in gioco tutte le proprie abilità e risorse, la cosa più matura e signorile che può fare è accettare, con stoicismo, se vogliamo, l’esito avverso, dimostrando in questa maniera maturità e sportività di fronte alla sconfitta patita.
Laurent Fabius, politico navigato da quasi quarantadue anni di carriera, che ha avuto l’onore di stabilire tra 1984 e 1986 il record tuttora vigente come giovane Premier transalpino della Quinta Repubblica, si è lasciato sfuggire l’occasione di dimostrare tali qualità quando, a meno di 24 ore dall’annuncio delle proprie dimissioni, in non piccola parte dovute alla disastrosa evoluzione del ‘Dossier Siriano’ (per il quale l’esecutivo socialista di Hollande ha deciso di ‘mantenere la rotta’ tracciata dalla arcigna e tetragona posizione anti-Assad assunta dal predecessore Sarkozy), si è lasciato andare a dichiarazioni biliose e grossolanamente esagerate all’indirizzo del legittimo Capo di Stato siriano e del suo Governo.
Ai microfoni dell’emittente RTL, infatti, Fabius ha accusato il Presidente Assad di “avere la responsabilità diretta di 260mila morti”; un’affermazione che, cifre ONU alla mano, getterebbe sulle sue spalle la totalità delle vittime dell’aggressione terroristica alla Siria. Ma Fabius, vero fiume in piena, ha altresì affermato che il totale delle vittime in Siria va alzato a poco meno di mezzo milione (470mila, a sentir lui), basandosi sulle stime di un menzognificio chiamato SCPR (Centro Siriano per Ricerche Politiche), un’organizzazione laminata nello stesso stampo del famigerato “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani”, quello diretto a Coventry dall’ex galeotto condannato per truffa Rami Abdelrahman.
Laurent Fabius, politico navigato da quasi quarantadue anni di carriera, che ha avuto l’onore di stabilire tra 1984 e 1986 il record tuttora vigente come giovane Premier transalpino della Quinta Repubblica, si è lasciato sfuggire l’occasione di dimostrare tali qualità quando, a meno di 24 ore dall’annuncio delle proprie dimissioni, in non piccola parte dovute alla disastrosa evoluzione del ‘Dossier Siriano’ (per il quale l’esecutivo socialista di Hollande ha deciso di ‘mantenere la rotta’ tracciata dalla arcigna e tetragona posizione anti-Assad assunta dal predecessore Sarkozy), si è lasciato andare a dichiarazioni biliose e grossolanamente esagerate all’indirizzo del legittimo Capo di Stato siriano e del suo Governo.
Ai microfoni dell’emittente RTL, infatti, Fabius ha accusato il Presidente Assad di “avere la responsabilità diretta di 260mila morti”; un’affermazione che, cifre ONU alla mano, getterebbe sulle sue spalle la totalità delle vittime dell’aggressione terroristica alla Siria. Ma Fabius, vero fiume in piena, ha altresì affermato che il totale delle vittime in Siria va alzato a poco meno di mezzo milione (470mila, a sentir lui), basandosi sulle stime di un menzognificio chiamato SCPR (Centro Siriano per Ricerche Politiche), un’organizzazione laminata nello stesso stampo del famigerato “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani”, quello diretto a Coventry dall’ex galeotto condannato per truffa Rami Abdelrahman.
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sabato 14 novembre 2015
Le profezie di Assad confermate: il terrore aizzato contro la Siria ha morso i suoi istigatori
Da 20 anni il terrorismo è stato esportato dalla nostra regione, in particolare dai paesi del Golfo come l’Arabia Saudita. Ora viene dall’Europa, specialmente dalla Francia. Il più grande contingente di terroristi occidentali in Siria è quello francese. Si commettono attentati in Francia. […] Il terrorismo in Europa non sta dormendo, è sveglio.
Siamo spiacenti di non vedere l’Occidente, che credevamo in grado di aiutare con l’apertura e lo sviluppo, prendere la direzione opposta. Peggio, i suoi alleati sono i paesi medievali del Golfo come l’Arabia Saudita e il Qatar.
(Presidente Bashar al-Assad, Intervista a “Paris Match”, dicembre 2014)
Nessuno sa che cosa voglia dire ‘combattere il terrorismo’ meglio di Bashar Assad, Presidente della Repubblica Araba di Siria che dal 2011 ad oggi ha condotto una intensa, durissima lotta contro le orde di fanatici takfiri finanziati e armati dalla Turchia, dall’Arabia Saudita e dal Qatar per distruggere il suo paese, annientarne la millenaria storia di tolleranza e convivenza pacifica tra le varie anime etniche e confessionali e piegarne l’indipendenza ai voleri di quanti (specialmente a Washington e a Tel Aviv) sognano un Medio Oriente balcanizzato e sbriciolato, incapace di esprimere entità statali forti e allineate in maniera difforme dall’egemonia atlantica e occidentale.
Il Presidente Assad, non soltanto nel corso dell’intervista rilasciata poco meno d’un anno fa a “Paris Match”, ma anche in occasione di quella al periodico céco “Literarny Noviny” (gennaio 2015) ebbe modo di pronunciare parole che, alla luce di quanto avvenuto ieri sera in Francia appaiono più che prescienti; rileggiamole:
Siamo spiacenti di non vedere l’Occidente, che credevamo in grado di aiutare con l’apertura e lo sviluppo, prendere la direzione opposta. Peggio, i suoi alleati sono i paesi medievali del Golfo come l’Arabia Saudita e il Qatar.
(Presidente Bashar al-Assad, Intervista a “Paris Match”, dicembre 2014)
Nessuno sa che cosa voglia dire ‘combattere il terrorismo’ meglio di Bashar Assad, Presidente della Repubblica Araba di Siria che dal 2011 ad oggi ha condotto una intensa, durissima lotta contro le orde di fanatici takfiri finanziati e armati dalla Turchia, dall’Arabia Saudita e dal Qatar per distruggere il suo paese, annientarne la millenaria storia di tolleranza e convivenza pacifica tra le varie anime etniche e confessionali e piegarne l’indipendenza ai voleri di quanti (specialmente a Washington e a Tel Aviv) sognano un Medio Oriente balcanizzato e sbriciolato, incapace di esprimere entità statali forti e allineate in maniera difforme dall’egemonia atlantica e occidentale.
Il Presidente Assad, non soltanto nel corso dell’intervista rilasciata poco meno d’un anno fa a “Paris Match”, ma anche in occasione di quella al periodico céco “Literarny Noviny” (gennaio 2015) ebbe modo di pronunciare parole che, alla luce di quanto avvenuto ieri sera in Francia appaiono più che prescienti; rileggiamole:
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giovedì 12 marzo 2015
I Francesi "vanno a Canossa" e riaprono i rapporti coi servizi segreti di Assad per le necessità della lotta al terrorismo!
Sulle pagine di "Le Figaro", quotidiano-faro del Centrodestra francese si legge che, secondo una nota confidenziale, un alto rappresentante della comunità dei Servizi di Parigi abbia accompagnato la delegazione parlamentare che ha recentemente visitato Damasco. Quella che sembrava un'iniziativa estemporanea di alcuni parlamentari sarebbe dunque servita da 'copertura' per una missione ufficiale, mirata alla riapertura dei rapporti tra gli apparati di Intelligence transalpini e damasceni.
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giovedì 15 gennaio 2015
Anche Hamas condanna la provocatoria e ridicola partecipazione di Netanyahu alla marcia parigina
Il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha definito 'grottesca' la recente partecipazione del Premier (sfiduciato) del regime ebraico di occupazione della Palestina alle manifestazioni di cordoglio per gli attentati terroristici di Parigi occorsi pochi giorni fa.
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mercoledì 14 gennaio 2015
Il Comandante dei Basij iraniani condanna la presenza di Netanyahu a Parigi: "Un assassino passa per vittima!"
La presenza del criminale di guerra Benji Netanyahu alla pagliaccesca 'marcia dei politici' successiva agli attentati takfiri di Parigi ha suscitato echi di sdegno e stigma in tutto il Mondo Arabo e l'Umma musulmana, particolarmente intensi nei paesi dell'Asse della Resistenza, alcuni dei quali sono stati attaccati e invasi a più riprese dal regime ebraico di Tel Aviv e alcuni altri tuttora sottoposti agli attacchi dei terroristi al suo servizio o agli attentati dei suoi assassini.
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Gli artigli di Obama sull'Africa Francofona, la Voce della Russia intervista Luc Michel!
I nostri articoli sulla situazione in Burkina Faso, per quanto liminari all'area di interesse principale dei nostri sforzi giornalistici, hanno incontrato un buon riscontro di letture da parte del nostro pubblico; per chiarire ulteriormente che cosa stia succedendo (e cosa forse succederà) in Africa, abbiamo appena finito di tradurre per gli amici di Stato e Potenza questa lunga ma interessantissima e illuminante intervista rilasciata da Luc Michel ai microfoni di 'La Voce della Russia', ve la proponiamo sperando che solletichi a sua volta il vostro interesse.
INTERVISTA CON LUC MICHEL (PARTE 1)
Si osservano in questi tempi dei tentativi di cambiamento di regime sul continente africano. A prima vista, molti hanno di questa cosa un'impressione positiva. Il cambiamento é qualcosa di lungamente atteso e desiderato in paesi sottoposti a regimi diretti da marionette corrotte, esse stesse controllate da interessi neocoloniali quasi sempre riconducibili all'antica potenza coloniale. Questo sistema nell'Africa francofona é particolarmente flagrante visto che Parigi a più riprese ha eliminato o rimosso leader africani che osassero sfidare i propri interessi. I combattenti panafricani conducono quindi una lotta accanita per mettere fine a questo sistema ingiusto che é durato per troppo a lungo.
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lunedì 12 gennaio 2015
Dietro le quinte della parigina 'marcia dei pagliacci' scintille tra Hollande e Benji Netanyahu!!
François Hollande, subito dopo avere invitato Premier di mezzo mondo a partecipare alla marcia parigina "contro il terrorismo" (vera e propria 'marcia dei pagliacci') fece contattare da Jacques Audibert (Consigliere del Governo francese per la Sicurezza Nazionale) il proprio pari grado di Tel Aviv Yossi Cohen, col compito di spiegargli che, "per evidenti motivi di opportunità", sarebbe stato meglio se Benji Netanyahu non si fosse presentato a Parigi, adducendo una scusa qualunque, in modo che l'evento internazionale rimanesse "focalizzato" sull'unità internazionale contro l'estremismo assassino, senza venire 'disturbato' da 'altre questioni' che la presenza di Netanyahu avrebbe immediatamente portato alla luce (come ad esempio i rapporti tra Anp e Tel Aviv).
Dalla foto che vedete qua sopra si evince quanto attentamente Netanyahu abbia seguito il cortese consiglio diplomatico degli amici francesi.
Dalla foto che vedete qua sopra si evince quanto attentamente Netanyahu abbia seguito il cortese consiglio diplomatico degli amici francesi.
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Netanyahu il terrorista a Parigi marcia 'contro il terrorismo'; noi ricordiamo il vignettista Al-Ali, ammazzato dal Mossad!
In quel di Parigi sono riusciti a far seguire all'atrocità sanguinosa della strage dei due 'commando' takfiri nella redazione del fogliaccio di vignette trotzkiste la scocezza morale della 'marcia contro il terrore' dove erano presenti alcuni dei peggiori terroristi internazionali del mondo come Poroshenko e Netanyahu.
La presenza di Netanyahu é significativa.
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giovedì 8 gennaio 2015
Abdollahian riceveva diplomatici tedeschi e francesi proprio mentre arrivavano le notizie dell'attentato di Parigi!
La Repubblica Islamica Iraniana, avendo ripetutamente lanciato ammonimenti sui rischi di ripercussioni luttuose dal ripetuto uso strumentale fatto da potenze locali e internazionali di gruppi terroristici islamisti nella regione mediorientale, mediterranea e africana non può che dolersi dal vedere le proprie previsioni avverate nei sanguinosi fatti di Parigi.
INTERVISTA ESCLUSIVA di 'Palaestina Felix' con l'Hojatoleslam Abbas Di Palma sul sanguinoso attentato di Parigi
Siamo in grado di offrire al nostro fedele e appassionato pubblico di lettori questa ESCLUSIVA intervista con l'Hojatoleslam Abbas Di Palma, figura di riferimento della comunità sciita italiana, riguardo ai ben noti fatti di Parigi, con la speranza che la sua lettura sia di chiarimento e beneficio a tutti ci auguriamo che questa sia solo la prima di molte altre esclusive che questa testata vi offrirà nel corso del 2015.
1) Hojatoleslam Di Palma, a più riprese nel corso degli ultimi tre anni e mezzo il Presidente siriano Bashar Assad ha messo in guardia l'Europa e l'Occidente dal pensare di poter usare gli estremisti islamici come 'legione straniera' dei suoi interessi politici in Siria e in Medio Oriente, pena il rischio di vedere quegli stessi estremisti islamici in azione sul suo stesso territorio...secondo lei questo avvertimento si é avverato con i sanguinosi fatti di Parigi?
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lunedì 19 agosto 2013
Ministro saudita incontra Hollande e spera che in Egitto la repressione continui indisturbata!
Il Ministro degli Esteri di Casa Saoud, Principe Al-Faisal, durante una sua trasferta parigina nel corso della quale si é incontrato col successore di Sarkozy François Hollande ha espresso la sua 'speranza' che l'attuale repressione armata in corso in Egitto possa andare avanti indisturbata, confermando come assolutamente corretto il giudizio analitico dell'amico Ouday Ramadan (espresso ieri su queste stesse pagine) secondo il quale quello a cui stiamo assistendo in questi giorni nel Paese delle Piramidi non é altro che una 'resa dei conti' tra marionette di Riyadh e marionette di Doha e Ankara.
In un discorso trasmesso dalla televisione Al-Ekhbariya lo stesso Re saudita Abdullah avrebbe invitato tutti i suoi alleati ad aiutare l'Egitto a "liberarsi del terrorismo". Interessante come Abdullah consideri 'terrorismo' le attività dell'Ikhwan sostenuta da Erdogan e, fino a poco tempo fa, dal Qatar, ma sia contemporaneamente alleato delle stesse potenze in Siria (anche se pure in Siria spesso milizie mercenarie filosaudite e filoturche si scannano tra loro).
L'Arabia Saudita ha promesso di versare cinque miliardi di dollari all'Egitto appena dopo il golpe che ha destituito il Presidente eletto Mohammed Mursi, venuto in odio alla popolazione per il tracollo dell'economia egiziana nel corso del primo anno trascorso come capo di Stato.
In un discorso trasmesso dalla televisione Al-Ekhbariya lo stesso Re saudita Abdullah avrebbe invitato tutti i suoi alleati ad aiutare l'Egitto a "liberarsi del terrorismo". Interessante come Abdullah consideri 'terrorismo' le attività dell'Ikhwan sostenuta da Erdogan e, fino a poco tempo fa, dal Qatar, ma sia contemporaneamente alleato delle stesse potenze in Siria (anche se pure in Siria spesso milizie mercenarie filosaudite e filoturche si scannano tra loro).
L'Arabia Saudita ha promesso di versare cinque miliardi di dollari all'Egitto appena dopo il golpe che ha destituito il Presidente eletto Mohammed Mursi, venuto in odio alla popolazione per il tracollo dell'economia egiziana nel corso del primo anno trascorso come capo di Stato.
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martedì 20 novembre 2012
Da Dublino a Parigi a Kobenhaven l'Europa che lavora e che soffre si stringe vicino al ghetto di Gaza con pietas e solidarietà!
Esiste una 'europa' che detestiamo: é l'europa dei burocrati di Bruxelles, dei parassiti stipendiati da Goldman Sachs, l'europa senza volto e senza anima dei Prodi, della Fornero, del Club Bilderberg, delle sanguisughe della finanza e del grande capitale, l'europa apolide amica di Wall Street e del Pentagono, l'europa che liscia il pelo a israhell e alla sua lobby venefica e corruttrice. Esiste poi un'Europa che amiamo: l'Europa dei popoli e delle Culture, l'Europa dei Baschi, dei Bretoni, dei Catalani e degli Irlandesi, dei lavoratori, degli operai e dei contadini, delle Tradizioni e delle Fedi, l'Europa che produce Lavoro, Arte, Sentimenti e Passioni.
In blocco l'Europa che odiamo e che vogliamo vedere distrutta si é schierata con gli assassini sionazisti e il loro ultimo "pogrom" genocida contro Gaza; altrettanto in blocco l'Europa che amiamo si é mobilitata per recare un messaggio di cordoglio, pietà e solidarietà umana al ghetto palestinese ieri assediato economicamente, oggi martirizzato militarmente. Nelle piazze di Dublino, davanti all'Opera Garnier parigina e davanti all'ambasciata sionazista a Copenhagen i sostenitori della Causa palestinese si sono dati appuntamento per far vedere di non avere timore a schierarsi dalla parte giusta.
A Copenhagen, una breve sassaiola e un lancio di bengala e di altri fuochi d'artificio ha raggiunto l'edificio occupato dai sionazisti, giusto per far provare loro "in piccolo" le stesse emozioni che i loro complici nella Palestina occupata sperimentano quando un Fajr o un Grad della Resistenza fischia sopra Ashkelon o Tel Aviv. I manifestanti, prima di abbandonare i dintorni dell'edificio hanno lasciato in vernice rossa la scritta "Børne Killers" (Macellai di Bambini).
In blocco l'Europa che odiamo e che vogliamo vedere distrutta si é schierata con gli assassini sionazisti e il loro ultimo "pogrom" genocida contro Gaza; altrettanto in blocco l'Europa che amiamo si é mobilitata per recare un messaggio di cordoglio, pietà e solidarietà umana al ghetto palestinese ieri assediato economicamente, oggi martirizzato militarmente. Nelle piazze di Dublino, davanti all'Opera Garnier parigina e davanti all'ambasciata sionazista a Copenhagen i sostenitori della Causa palestinese si sono dati appuntamento per far vedere di non avere timore a schierarsi dalla parte giusta.
A Copenhagen, una breve sassaiola e un lancio di bengala e di altri fuochi d'artificio ha raggiunto l'edificio occupato dai sionazisti, giusto per far provare loro "in piccolo" le stesse emozioni che i loro complici nella Palestina occupata sperimentano quando un Fajr o un Grad della Resistenza fischia sopra Ashkelon o Tel Aviv. I manifestanti, prima di abbandonare i dintorni dell'edificio hanno lasciato in vernice rossa la scritta "Børne Killers" (Macellai di Bambini).
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