Con questo 'incipit' l'amico Ettore Bertolini, reporter dell'Agenzia Stampa Italia ha iniziato il lusinghiero servizio dedicato al mio modesto intervento tenutosi nella giornata di ieri nella meravigliosa 'Augusta Perusia'.
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sabato 23 novembre 2019
L'incontro perugino sulla Geopolitica Italiana tra anni '20 e '30 ha avuto pieno e completo successo!
La geopolitica dell'Italia tra le due guerre è stato il focus di un incontro svoltosi venerdì scorso a Perugia, presso l'Hotel Giò, a breve distanza dal centro storico del capoluogo umbro. Organizzato dall'Associazione Militari d'Italia Umbria in congedo (AMIU), rappresentata dall'Avv. Paolo Panichi che ha introdotto il dibattito, l'evento ha visto il genovese Paolo Marcenaro, blogger e vlogger esperto di politica internazionale e strategia militare (in particolare di Medio Oriente), intervenire sul tema: "Tra diplomazia e "Assalto al Potere". Le tracce della Geopolitica del Regime Mussoliniano".
Con questo 'incipit' l'amico Ettore Bertolini, reporter dell'Agenzia Stampa Italia ha iniziato il lusinghiero servizio dedicato al mio modesto intervento tenutosi nella giornata di ieri nella meravigliosa 'Augusta Perusia'.
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martedì 3 marzo 2015
Emerge dossier sudafricano sull'influenza corrosiva di Tel Aviv in Africa: "Guerre e massacri fomentati, sistematico furto di risorse!"
A lungo abbiamo mantenuta alta la soglia d'attenzione verso le manovre distruttive del regime ebraico di Tel Aviv contro l'Africa Nera: "Anti$emi$mo!" gridavano i soliti prezzolati 'A Sei Punte'; ma tutto quel che pubblicavamo era vero e verificato sette volte: sostegno a dittatori cialtroni come Salva Kiir, piani per rubare l'acqua all'Egitto tramite dighe, traffico di armi tramite la mafia ebraica ucraina, tutto controllato, tutto provato, irrefutabile, definitivo.
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giovedì 19 febbraio 2015
George Friedman, STRATFOR e il 2008 come spartiacque geopolitico per l’inizio del XXI Secolo
Ho avuto il piacere di tradurre per gli amici di "Stato e Potenza" un nuovo, brillantissimo pezzo di Luc Michel; visto il successo di 'click' ottenuto dai precedenti scritti dello studioso francese ho pensato di proporlo anche sulle pagine del blog. I numerosi 'colpi di coda' dell'imperialismo americano in tutto il globo (Irak, Ucraina, Siria, Venezuela) sembrano scollegati e incoerenti, ma hanno in realtà una loro perversa logica: studiare il modo di pensare 'neomachiavellico' dei Kissinger, dei Brezinski, dei Friedman, ci dà importanti strumenti per prevenire, contrastare e vincere la tentacolare minaccia a stelle e strisce.
“Riuscire a imparare dal proprio nemico è allo stesso tempo un dovere e un onore”
- Brig. Gen. Karl Haushofer, fondatore della Geopolitica e padre del concetto di ‘Blocco Continentale’
Riproduzione, grazie alla gentile concessione di STRATFOR, di certe analisi geopolitiche e geostrategiche del principale gruppo americano di insegnamento privato e analisi strategica.
STRATFOR iscrive la sua opera nella linea incontestabile della ‘Scuola Neomachiavellica Americana”(1) (vedansi le analisi di Raymond ARON), iniziata con James BURNHAM (autore di “Machiavellici, o, difensori della libertà” e del manifesto geopolitico americano “La lotta per il mondo”, uscito nel 1943 e nel 1946 in traduzione francese col titolo “Per il dominio mondiale”), continuata poi da figure come Henry KISSINGER e Zbigniew BREZINSKI (vedasi il suo libro “Il grande scacchiere”).
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mercoledì 14 gennaio 2015
Gli artigli di Obama sull'Africa Francofona, la Voce della Russia intervista Luc Michel!
I nostri articoli sulla situazione in Burkina Faso, per quanto liminari all'area di interesse principale dei nostri sforzi giornalistici, hanno incontrato un buon riscontro di letture da parte del nostro pubblico; per chiarire ulteriormente che cosa stia succedendo (e cosa forse succederà) in Africa, abbiamo appena finito di tradurre per gli amici di Stato e Potenza questa lunga ma interessantissima e illuminante intervista rilasciata da Luc Michel ai microfoni di 'La Voce della Russia', ve la proponiamo sperando che solletichi a sua volta il vostro interesse.
INTERVISTA CON LUC MICHEL (PARTE 1)
Si osservano in questi tempi dei tentativi di cambiamento di regime sul continente africano. A prima vista, molti hanno di questa cosa un'impressione positiva. Il cambiamento é qualcosa di lungamente atteso e desiderato in paesi sottoposti a regimi diretti da marionette corrotte, esse stesse controllate da interessi neocoloniali quasi sempre riconducibili all'antica potenza coloniale. Questo sistema nell'Africa francofona é particolarmente flagrante visto che Parigi a più riprese ha eliminato o rimosso leader africani che osassero sfidare i propri interessi. I combattenti panafricani conducono quindi una lotta accanita per mettere fine a questo sistema ingiusto che é durato per troppo a lungo.
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giovedì 27 febbraio 2014
Siria, Russia, Ucraina, tre vertici di un triangolo che é sotto attacco...
L'attuale attacco all'Ucraina da parte di forze fasciste manipolate e stipendiate da Usa, Nato e Israele costituisce nella visione distorta dei guerrafondai di Washington, Langley, Bruxelles e Tel Aviv la "rivincita" per la sconfitta ormai nettissima che hanno rimediato in terra di Siria, dove come dimostrano gli ultimi sviluppi ormai la situazione é totalmente volta a favore del Governo legittimo di Assad, grazie al sostegno di Hezbollah, dell'Iran, dell'Irak ma, soprattutto, della Russia di Zar Putin.
Come si può apprezzare da questa grande e dettagliata mappa della situazione siriana ormai l'insorgenza terrorista é in totale reflusso e ha abbandonato zone che fino a poco tempo fa gli insinceri commentatori dei think tank nordamericani davano come 'saldamente' in mano alle milizie mercenarie.
In particolare il Presidente siriano Assad starà osservando con interesse le mosse di Putin in Ucraina, specie nei diretti confronti del Presidente legittimo Viktor Yannukovitch, cercando di capire dal trattamento che questi riceverà da Mosca quale avrebbe potuto essere il trattamento riservato a lui se per sfortuna nel 2012 egli avesse perso (magari in conseguenza degli attentanti e delle offensive estive) il controllo di Damasco e si fosse dovuto rifugiare a Tartous o a Latakia, presso la base navale russa o nella zona etnicamente alawita della Siria.
Per ora sembra che Putin continui a riconoscere in Yanukovitch l'unico depositario della legalità costituzionale ucraina e non voglia cercare alcun accordo coi golpisti di Kiev. Sembra, ma non ci sono ancora certezze, che Yanukovitch stia per emanare un documento di legge marziale col quale designerà Sebastopoli capitale temporanea dell'Ucraina e inviterà l'Esercito e le forrze di sicurezza a tenersi pronte a ristabilire la legalità anche nel resto del paese, vedremo.
Riconoscendo che la situazione ucraina é legata a quella siriana e notando il grande favore riscontrato dal nostro pubblico verso l'intervista pubblicata ieri a Leonid Savin, la redazione di PALAESTINA FELIX continuerà, tempo e risorse permettendo a seguire i suoi sviluppi sperando che come nel caso della Siria alle prime apparenti 'vittorie' di terroristi, golpisti e altri vendipatria segua una rivincita totale delle forze del Diritto e della legalità.
Come si può apprezzare da questa grande e dettagliata mappa della situazione siriana ormai l'insorgenza terrorista é in totale reflusso e ha abbandonato zone che fino a poco tempo fa gli insinceri commentatori dei think tank nordamericani davano come 'saldamente' in mano alle milizie mercenarie.
In particolare il Presidente siriano Assad starà osservando con interesse le mosse di Putin in Ucraina, specie nei diretti confronti del Presidente legittimo Viktor Yannukovitch, cercando di capire dal trattamento che questi riceverà da Mosca quale avrebbe potuto essere il trattamento riservato a lui se per sfortuna nel 2012 egli avesse perso (magari in conseguenza degli attentanti e delle offensive estive) il controllo di Damasco e si fosse dovuto rifugiare a Tartous o a Latakia, presso la base navale russa o nella zona etnicamente alawita della Siria.
Per ora sembra che Putin continui a riconoscere in Yanukovitch l'unico depositario della legalità costituzionale ucraina e non voglia cercare alcun accordo coi golpisti di Kiev. Sembra, ma non ci sono ancora certezze, che Yanukovitch stia per emanare un documento di legge marziale col quale designerà Sebastopoli capitale temporanea dell'Ucraina e inviterà l'Esercito e le forrze di sicurezza a tenersi pronte a ristabilire la legalità anche nel resto del paese, vedremo.
Riconoscendo che la situazione ucraina é legata a quella siriana e notando il grande favore riscontrato dal nostro pubblico verso l'intervista pubblicata ieri a Leonid Savin, la redazione di PALAESTINA FELIX continuerà, tempo e risorse permettendo a seguire i suoi sviluppi sperando che come nel caso della Siria alle prime apparenti 'vittorie' di terroristi, golpisti e altri vendipatria segua una rivincita totale delle forze del Diritto e della legalità.
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mercoledì 26 febbraio 2014
Una temporanea "digressione"...Suleiman Kahani intervista Leonid Savin sulla situazione ucraina!!
Abbiamo avuto recentemente modo di colloquiare (grazie agli amici di Stato e Potenza) con Leonid Savin, caporedattore di "Geopolitiche", del Dipartimento di Sociologia e Relazioni Internazionali dell'Università Statale di Mosca e tra i leader del 'Movimento Eurasia'. La risultante intervista, pur esulando dall'agone mediorientale é secondo noi interessante abbastanza da meritarsi una pubblicazione anche su queste pagine, quantomeno per renderla accessibile a quei nostri lettori che normalmente non leggano anche il sito di 'SeP', dove prossimamente verrà pubblicata.
Suleiman Kahani
1) Appena la situazione a Kiev é precipitata e le legittime istituzioni ucraine sono state scompaginate si sono levati commenti soddisfatti nei media imperialisti su come "sottilmente" gli USA e la NATO avevano 'gabbato' Putin che, secondo i commentatori occidentali, era più preoccupato delle Olimpiadi di Sochi per affrontare con efficacia le minacce verso Yanukovich...questa é solo un'iperbole mediatica o contiene qualche verità?
Leonid Savin
Ricordiamo cosa é accaduto nell'estate 2008 a ridosso delle olimpiadi cinesi: la Georgia di Saakashvisli attaccò l'Ossezia Meridionale e la Russia rispose solo dopo giorni, quando ormai molta gente era già stata uccisa. La fase attiva dell'attacco terroristico contro Kiev é avvenuta, similmente, nella fase finale delle Olimpiadi, i Servizi russi e le forze di sicurezza erano molto impegnati a Sochi e nelle regioni circostanti, comprese le grandi città del Caucaso e questo sicuramente ha facilitato l'attacco Usa all'Ucraina. Putin non sembra avere "piani di emergenza" per cui lo abbiamo visto attendere e agire di rimessa. La Russia comunque ha enormi strumenti di pressione come i rifornimenti di metano, crediti e così via. L'Ucraina é alla bancarotta e Mosca può rifiutare di assisterla e potrà colpirla con sanzioni se contratti e accordi presi per il futuro verranno disattesi. Ma il clima politico e il dialogo futuro sono anche importanti. Il Sudest ucreaino é popolato da etnie russe ed esiste il reale pericolo di persecuzioni e pogrom conro costoro da parte di gruppi fascisti; già si sentono leader di 'svoboda' che parlano della necessità di 'vendette per l'holodomor' (il fittizio 'genocidio ucraino' inventato da propagandisti revanscisti e anticomunisti - NdT) verso i Russi. L'autodifesa diventa quindi parte necessaria dei provvedimenti da prendere in queste regioni.
SK
2) Quando attivisti antiamericani e antiimperialisti critcano o stigmatizzano l'Apartheid israeliano e la Lobby sionista americana sono invariabilmente accusati di essere "antisemiti"; a Kiev abbiamo visto persone in marcia sotto i ritratti del collaborazionista Stepan Bandera che disse: "Ebrei, poseremo le vostre teste ai piedi di Hitler"...abbiamo visto squadre paramilitari di provocatori con bracciali di foggia nazistoide...i media occidentali possono veramente camuffare questi picchiatori da 'attivisti democratici'? O pensa che la presenza di Internet e dei canali di controinformazione possa offrire la possibilità di mostrare questi gruppi per quello che sono?
LS
I media occidentali sono potentissimi veicoli di manipolazione, lo sappiamo, ricordiamo il videoclip "Sono Ucraino" su Youtube che é stato girato da Bob Moses su commissione del professore di Stanford Larry Diamond (un progetto chiamato "Dal Sussurro al Ruggito"). Ma in Ucraina la situazione é molto complessa. Il nazismo locale é diventato un docile strumento dell'imperialismo Usa e NATO che lo usano per i loro scopi: la destabilizzazione di Governi legittimi, la fascinazione delle folle e la repressione dei settori della società che non si sono schierati con il golpe. Una volta usate queste marionette fasciste i burattinai imperialisti le sostituiranno con politici liberisti e filo-occidentali quando non ci sarà più bisogno di violenza ma di 'normalizzazione'. Alcuni oligarchi ebrei sostengono il golpe ma solo perché sono sicuri che la loro sicurezza non é in pericolo e se ne fregano bellamente se qualche ebreo povero per la strada viene attaccato, picchiato o ucciso. Per i fascisti ucraini ebrei, russi e comunisti costituiscono un'unica categoria di nemici, come dimostrano le loro azioni nel 1941-44 sotto l'occupazione tedesca.
SK
3) Considera possibile uno scenario di scontro militare? Oppure Mosca, Washington e Bruxelles si fermeranno prima di varcare una soglia così incerta? L'interventismo frenetico degli Usa (che attualmente sostengono sovversioni in Sria, Venezuela, Ucraina...) dimostra la forza o piuttosto la confusione dei cricoli dirigenti di Washington e dei loro lacché?
LS
Io penso che Putin non scarti l'idea di trovarsi di fronte a un possibile prologo di una Terza Guerra Mondiale, anche per questo finora il Cremlino ha evitato azioni clamorose. Tutte le 'proteste' da lei menzionate sono in effetti sostenute e coordinate da agenzie imperialiste, gli Usa sono ben allenati alla tattica del colpo di stato (noi Italiani ne sappiamo qualcosa... - NdT) ma adesso stiamo vedendo qualcosa di nuovo perché, come lei ha notato, diversi spunti sovversivi sorgono contemporaneamente in varie regioni del mondo...é un effetto della globalizzazione e della aumentata velocità delle comunicazioni, ma questo può anche porre dei problemi. Washington cerca di 'formattare' il mondo a suo piacimento con golpe e 'rivoluzioni colorate', anche le ultime iniziative del FRS segnalano che qualcosa di importante sta per accadere (fu formato a dicembre 2013 e la tempistica é simile a strane manovre che avvennero subito prima della Prima e della Seconda Guerra Mondiale).
SK
4) Immaginiamo per un momento che l'Ucraina arrivi a una partizione, tra l'Ovest filo-imperialista e l'Est russofono e russo-etnico, sia che quest'ultimo si costituisca in uno stato autonomo filo-Mosca sia che la Russia lo annetta direttamente: la parte orientale dell'Ucraina é ricca di miniere, di risorse, di fabbriche e comprende il litorale del Mar Nero e le fondamentali basi navali della Flotta Russa...questi assetti sarebbero sufficienti a decretare una vittoria tattica di Putin? Oppure non potrebbero compensare che in parte la perdita di 'spazio strategico', l'avanzata dei confini della NATO di varie centinaia di Kilometri alla Russia?
LS
Una separazione dell'Ucraina deve per forza tenere conto dei fattori dal lei citati, la parte russa dovrà comprendere tutta la fascia da Odessa la Bacino del Don, tutti i porti e tutte le industrie strategiche, non una di queste risorse dovrà essere lasciata ai filoimperialisti; la Transnistria si troverebbe così a confinare con la Novorossia (e costituirà una cintura di sicurezza fortemente presidiata dal punto di vista militare). Io penso che per una strategia ottimale sarà necessario cooperare anche con la Serbia e con quei paesi dell'Est Europa che non vedono di buon occhio l'EU e la NATO. Inoltre la Russia dovrà bloccare l'accesso della NATO all'Afghanistan attraverso i suoi territori e iniziare a muoversi nel teatro artico. La cooperazione con l'Iran e con altri paesi mediorientali (Siria, Irak, Egitto) sarà importante e paralellamente bisognerà incrementare la ricerca e la produzione militare e modificare le strategie operative in conseguenza delle modifiche degli arsenali. La Russia avrà molto da fare nel prossimo futuro.
giovedì 28 febbraio 2013
Larijani: "Iran, Russia e India devono sostenere posizioni comuni per un mondo equo e multipolare!"

Il portavoce del Parlamento (Majils) della Repubblica Islamica, Ali Larijani, in una sua recente dichiarazione ha affermato che, per favorire la stabilità del Medio Oriente e dell'Asia Centrale, combattere il terrorismo e la violenza e facilitare l'instaurazione di un clima di equità e giustizia sotto l'egida della multipolarità é necessario che Russia, India e Iran sostengano posizioni comuni di fronte alle pretese e all'arroganza occidentale e americana.
Non é un mistero per nessuno che Washington, la NATO e Tel Aviv vogliano favorire un clima di diffidenza settaria, sospetto e scontro tanto tra i paesi della regione quanto tra le comunità etniche e religiose al loro interno per portare avanti i loro interessi egoistici all'insegna del "divide et impera"; il motto del fronte anti-imperialista, quindi deve essere: "Unione, Dialogo e Rispetto".
In particolare, rivolgendosi ai governanti di Nuova Delhi, Larijani ha affermato: "La cooperazione tra India e Iran é particolarmente benefica e molto importante per l'instaurazione di un clima di pace, stabilità e sicurezza in tutto il teatro che va dal Deccan al Mar Caspio". Incontrandosi con Meira Kumar, portavoce del Parlamento indiano, Larijani ha discusso diversi scenari di miglioramento e approfondimento delle relazioni bilaterali Iran-India.
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giovedì 1 settembre 2011
Israele continua le sue trame in Africa, dopo aver destabilizzato e smembrato il Sudan ora vuole usarlo come 'testa di ponte'!
Continuando un processo di infiltrazione e destabilizzazione dell'Africa nera in senso anti-arabo e anti-musulmano il Regime dell'Apartheid cerca, con crescente avventurismo e irresponsabilità di "recuperare" le posizioni che sta rapidamente perdendo nell'area Mediorientale e Nordafricana con la caduta di Ben Ali, Mubarak, Gheddafi e con le crescenti difficoltà incontrate dagli ultimi leader arabi filoamericani e filosionisti come i re giordani e sauditi e il presidente-dittatore yemenita. Del coinvolgimento israeliano nel terrorismo e nelle guerriglie sudanesi e darfuriane abbiamo già parlato a lungo, così di come tali movimenti siano stati foraggiati e riforniti di armi grazie al decisivo contributo delle mafie ebraiche russe e ucraine; ora che l'integrità territoriale del Sudan é stata sconciata grazie all'imbecillità della politica internazionale sempre pronta a credere alle balle mediatiche 'cucinate' dalla lobby mediatica filoisraeliana e ripetute ad arte da "esperti" tanto autoreferenziali quanto impresentabili come George Clooney (quello dei film) e Colin Powell (quello che spiegava all'ONU la minaccia dei 'furgoncini chimici di Saddam'), Israele passa alla "fase b" del piano: condurre un 'golpe morbido' in Sud Sudan e usarlo come agente prossimo dei suoi interessi nella zona.
Il primo passo di questa nuova strategia lo si é visto ieri quando il Vicepresidente del Parlamento sionista Daniel Danon si é recato nel Sudan secessionista, a Iuba, per 'dichiarare l'apertura ufficiale di rapporti diplomatici con il paese'. Il locale cacicco investito del dicastero degli Esteri, un ceffo a nome Deng Alor, ha accolto "il riverito ospite" con tutta la pompa servile del caso, non trascurando di alleggerire l'atmosfera formale del meeting indossando buffi copricapi tra cui, sembra di notare dalla foto sopra riportata uno "stetson" da cowboy. Danon ha ripetuto tutta una serie di banali piaggerie sulla 'felicità' israeliana per l'avvenuta secessione, promettendo che Israele "é ansioso di aiutare lo sviluppo dell'economia locale", come se lo Stato sionista abbia mai aiutato qualche economia che non fosse la propria.
![]() |
| Israele trasformò la Georgia in un suo 'stato fantoccio' infiltrandone il governo con elementi ebraici o comunque filosionisti, come Temur Yakobshvili, Lado Gurgenidze e Davit Kezerashvili... |
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lunedì 14 marzo 2011
E la Siria? E l'Iran?? Cosa "protegge" Damasco e Teheran dal vortice delle proteste?
Nonostante tutte le "gufate" occidentaliste (e fallaci), nonostante il tentativo ridicolo e volgare di gabellare un cassonetto in fiamme per l'inizio di una 'grande rivoluzione', nonostante i contatti delle agenzie di spionaggio angloamericane e sioniste con la borghesia iraniana nostalgica dello Scià, mentre da Algeri all'Oman milioni di persone protestano, lottano e versano sangue per rovesciare autocrati e tiranni, incoronati o meno, Damasco e Teheran rimangono intonse; anzi, sembra proprio che alla fin della fiera saranno Siria e Iran a beneficiare maggiormente del rivolgimento geopolitico della "Primavera Araba".
Come mai?
I Neocon e i sionisti si guardano attorno spauriti...come é possibile che di tutti gli Stati del Medio Oriente solo quelli apertamente opposti a Israele e Usa non siano scossi da proteste? Sarà forse un malocchio? Una maledizione? Forse dopotutto Allah esiste e ce l'ha col Grande Satana e il Piccolo Satana?
Niente di così drammatico, piuttosto, già che si parla di satanassi, sarebbe meglio rammentare l'adagio delle pentole del diavolo e dei relativi coperchi.
Gli imperialisti e i sionisti danno a intendere, tramite i media generalisti a loro asserviti, di essere i portabandiera del Bene Assoluto; cavalieri in scintillante armatura che combattono le Forze del Male votate al Caos e all'irrazionalità. Può anche darsi che qualcuno dei loro rappresentanti meno intelligenti vi creda, ma, per chi osservi e analizzi spassionatamente le loro azioni, risulta chiaro che essi rappresentano solo le istanze di un ristrettissimo numero di profittatori e sanguisughe decisi ad aumentare a dismisura la loro ricchezza e il loro potere a prezzo di aumentare altrettanto smisuratamente le sofferenze e le pene di masse sempre più sterminate di umanità.
| "Chi crede che sfruttamento e disuguaglianze possano continuare a crescere all'infinito é un pazzo, oppure un capitalista" |
Siria e Iran non funzionano in questo modo; le istanze che reggono questi due stati sono molto meno squilibrate e totalizzanti...Siria e Iran non vogliono 'conquistare il mondo', vogliono solo rimanere nazioni autonome e indipendenti, vogliono decidere del proprio destino, vogliono vivere secondo le loro coordinate culturali senza importarle da New York o Los Angeles. Certo, in Siria il potere é esercitato da una sola famiglia, come in Egitto, ma a differenza dell'Egitto lo scopo di questa famiglia non é compiacere Washington e Tel Aviv, né é quello di arricchirsi. In Siria robuste reti di welfare impediscono l'impoverirsi di fasce enormi di popolazione. In Iran la democrazia é fortemente pervasa di riferimenti religiosi (magari 'illiberali'), che però esprimomo i valori praticati e sentiti da oltre il 90% della popolazione e soprattutto limitano la pervasività culturale dei modelli di comportamento made in Usa, divenendo così baluardo dell'indipendenza della nazione, che venne negata e umiliata dal 1953 al 1979 proprio dagli Stati Uniti.
Se pure vi é arbitrio non vi é servilismo, se pure vi é controllo non vi é corruzione rampante, se pure vi é un clima socialmente conservatore esso si rifà a valori ampiamente diffusi e condivisi...siano essi nazionalistici o religiosi (o entrambe); in qualunque modo la si giri sia in Persia e che in Assiria mancano due o più 'ingredienti' del cocktail esplosivo che sta facendo detonare il resto dell Medio Oriente e del Mondo Arabo.
Ma sembra che gli imperialisti debbano ancora capirlo.
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