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giovedì 28 marzo 2019

Il Wall Street Journal pubblica Fake News sulle attività iraniane in Siria!

Come é possibile vedere "complotti" dietro normali attività umanitarie?
Il WSJ ci riesce, come spieghiamo in questo video sul nostro sempre più popolare Canale Youtube.

Se voi foste alleati della Repubblica Araba Siriana trovereste strano inviarle kit di depurazione dell'acqua, stufe elettriche, gruppi elettrogeni, cibo e medicine dopo che essa é stata colpita da orde di terroristi fanatici e tagliagole che l'hanno devastata? Gli amici dei terroristi del Wall Street Journal pensano che questa sia una 'malvagia manovra imperialista' se a farla é l'Iran.

giovedì 29 marzo 2012

Attivisti irlandesi arrivano nella Striscia di Gaza: "Dobbiamo far capire all'Occidente ipocrita e distratto la gravità dell'emergenza umanitaria!"


Un gruppo di quindici attivisti irlandesi guidati dalla cantante di sean-nòs Treasa Ni Cheannabhain hanno finalmente raggiunto la Striscia di Gaza attraverso il varco di confine di Rafah dopo essere stati bloccati al confine per alcuni giorni dalla parte egiziana. Secondo quanto dichiarato ai microfoni di PressTV gli attivisti ritengono che, se la maggior parte della colpa per le gravi condizioni di emergenza in cui versa il ghetto palestinese sono ovviamente da addossare al regime ebraico dell'Apartheid, una dose di corresponsabilità va data all'Egitto che a un anno dalla cacciata del fantoccio filosionista Mubarak non ha ancora aperto alle merci il suo varco di confine.

Gli Irlandesi hanno portato con loro una simbolica quantità di medicinali per patologie gravi, particolarmente rari nella Striscia assediata, come droghe per chemioterapia e farmaci contro le insufficienze renali. "E' importante che gli occidentali, gli europei si rendano conto di quali sono le vere condizioni della Striscia di Gaza, le cui tribolazioni sono eclissate da una congiura del silenzio dei media maggiori, tutti uniformemente controllati o subservienti agli interessi sionisti". La delegazione si é impegnata a preparare un reportage completo da Gaza e a diffonderlo il più possibile con tutti i mezzi di comunicazione disponibili e raggiungibili.

 A questo scopo gli ospiti sono stati accompagnati a visitare ospedali, cliniche, scuole, strutture sociali e di assistenza, ma anche le rovine degli attacchi e dei bombardamenti israeliani che hanno martirizzato la Striscia litoranea in questi ultimi anni, con il triste e sanguinoso apice nel brutale pogrom militare di 'Piombo Fuso', costato la vita a oltre 1500 abitanti civili di Gaza, tra esse moltissime donne e bambini.
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venerdì 3 giugno 2011

Servono farmaci e combustibile per gli ospedali e le cliniche di Gaza!!


Durante una recente conferenza stampa il deputato di Hamas Khamis Najjar ha evidenziato come le strutture sanitarie di Gaza abbisognino urgentemente di almeno 178 tipi di farmaci e preparati diversi per poter mantenere in funzione le Unità di cura intensiva, i reparti maternità, i reparti pediatrici e quelli di chirurgia oftalmica il parlamentare di Hamas ha dichiarato che la penuria di medicinali nella Striscia costiera abbia ormai raggiunto livelli 'critici' e che, se non verranno prese contromisure adeguate tragiche conseguenze sono dietro l'angolo.

In aggiunta ai farmaci necessari, inoltre, anche le scorte di combustibile per i gruppi elettrogeni da cui, con la rete elettrica devastata dagli attacchi sionisti, dipendono moltissimi macchinari e apparati medici, vanno ampiamente ricostituite e rifornite. Il ricorso ai gruppi elettrogeni é una misura di emergenza dettata dai frequenti e prolungati blackout della rete elettrica, ma nonostante questo espediente, notevoli quantità di farmaci delicati, plasma e altre provviste mediche che vanno costantemente tenute a bassa temperatura vanno comunque perse e sprecate.

I neonati prematuri, i pazienti sottoposti a ventilazione assistita e i polidializzati poi, sono costantemente a rischio, le loro vite spesso letteralmente attaccate al "filo" della corrente che alimenta le macchine cui devono la loro sopravvivenza. L'apertura del varco di confine di Rafah al traffico passeggeri ha permesso a molti Palestinesi che potevano permetterselo e che potevano affrontare il viaggio di andare a cercare cure e terapie in Egitto, ma a Gaza sono restati i pazienti più gravi, quelli intrasportabili e quelli che non possono affrontare le spese di un viaggio e di un soggiorno oltreconfine.
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