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lunedì 29 gennaio 2018

Gli amici di Saviano in lacrime!! Un altro ospedale di Aleppo é stato ricostruito!!

Avevamo giustamente sghignazzato alla notizia che una 'reporter' filo-terrorista (che non era mai stata in Siria), che il noto "intellettuale" roberto 'capa a supposta' saviano, dal suo attico di Manhattan prende come 'oro colato' per pontificare (da sionista di sei cotte qual'é) sulla situazione nel paese arabo -che eroicamente si difende con l'aiuto di Russia e Iran dall'aggressione takfira scatenatale contro per ordine di Tel Aviv e Washington-, "deplorasse" la rapida ricostruzione degli ospedali di Aleppo perché: "fa sparire le tracce dei bombardamenti di Assad!".

Adesso questo confronto di foto le farà strappare i capelli dalla disperazione.

sabato 5 agosto 2017

"Tutto si spiega!" la 'giornalista' che si lagnava della ricostruzione degli ospedali aleppini é la 'fonte' delle rapsodie pro-Al-Qaeda di Roberto Saviano!

A questo punto si spiega e si capisce tutto.

"Luna Safwan" la 'giornalista' che si stupiva e si doleva delle opere di ricostruzione ad Aleppo dei danni causati dai terroristi takfiri é la 'fonte primaria' da cui Roberto Saviano ha preso materiale (è plagiatore seriale come confermato da sentenza di tribunale) per i suoi deliri pro-Al-Qaeda.

Luna Safwan, si noti, non è MAI stata ad Aleppo.

venerdì 4 agosto 2017

"Giornalista" del Telegraph si DUOLE del fatto che gli Ospedali di Aleppo (distrutti dai takfiri) vengano RICOSTRUITI!!

Questi screenshot sono presi da Twitter.

'Luna Safwan' é una "giornalista" che scrive sul britannico 'Telegraph'.

Apparentemente la signora é SCIOCCATA del fatto che gli Ospedali di Aleppo, che i takfiri invasero, svuotarono di ogni apparecchiatura medica e clinica e trasformarono in bunker e arsenali STIANO VENENDO RICOSTRUITI!!

Per fortuna diversi lettori già nel momento in cui noi, increduli, leggevamo i suoi deliri, avevano già lasciato commenti caustici, del tipo:

"Vuoi che i Siriani vivano nelle macerie?"

"Eh sì, é un peccato quando gli Ospedali vengono ricostruiti!".

giovedì 17 luglio 2014

Breve tregua a Gaza fino all'una di oggi, intanto ministro di Abbas respinto da Rafa a suon di scarpe e uova marce!

A dieci giorni dall'inizio del 'pogrom' militare sionista contro Gaza, quando ormai il bilancio di vittime é arrivato a 227 morti e e quasi mille e settecento feriti, un breve 'cessate il fuoco' é stato stabilito tra le parti dalle otto all'una di oggi onde permettere alle Nazioni Unite di far pervenire un carico di aiuti nella Striscia costiera.

Gli aiuti saranno costituiti specialmente da equipaggiamenti medici e farmaci destinati alle cliniche, agli ambulatori e agli ospedali della Striscia, in questi giorni investiti da quantità eccezionali di pazienti bisognosi di cure immediate.

Intanto nella giornata di ieri il Ministro della Salute del fasullo e inefficace Governo di 'riconciliazione' di Ramallah, Jawad Awad, ha cercato di entrare nella Striscia dal varco di Rafah ma, riconosciuto, é stato respinto dalla popolazione con lanci di scarpe, uova e insulti, dovendo battere prontamente in ritirata con tutto il suo seguito.

giovedì 19 giugno 2014

Hezbollah e Surete Libanaise sventano attentato multiplo contro gli ospedali del quartiere sciita di Beirut!

Il quotidiano libanese Al-Akhbar ha svelato come Hezbollah, agendo in concerto con le forze di sicurezza libanesi sia riuscito a sventare un diabolico piano delle Brigate Abdullah Azzam che volevano colpire contemporaneamente con tre bombe altrettanti ospedali del quartiere sciita di Beirut Sud, Dahyieh, già obiettivo di attacchi esplosivi nei mesi scorsi.

L'operazione antiterrorismo, che segue di pochi giorni il rastrellamento dell'Arsal col quale erano stati catturati numerosi membri dell'organizzazione wahabita é stata probabilmente resa possibile proprio dalle dichiarazioni di questi ultimi. L'Esercito ha sequestrato un SUV Bmw-X5 e due motociclette che venivano usate per monitorare l'ospedale di Al-Rasoul Al-A'zam e gli altri due obiettivi del piano.

Nonostante il Paese dei Cedri sia ora senza Presidente e senza un Governo funzionale i suoi apparati di sicurezza continuano a funzionare a piena efficienza, aiutati in questi momenti critici dalla Resistenza di Hezbollah.


 

sabato 22 settembre 2012

Palestinese reso emiplegico da una pallottola sionazista muore dopo nove anni di sofferenze ininterrotte!

Iyad Saeed Sheikh Khalil aveva appena 15 anni quando, nell'aprile del 2003, un "panzer" sionazista da oltre 50 tonnellate irruppe nella Striscia di Gaza (allora non ancora liberata dalla tumorosa e invadente presenza dei coloni ebrei) sparando e cannoneggiando a tutto spiano la scuola di Beit Lahiya da lui frequentata, conficcandogli una pallottola da 12.7mm nella spina dorsale.

Da allora per il ragazzo iniziò un calvario fatto di interventi chirurgici, tentativi di riabilitazione falliti, sofferenze inenarrabili che non servirono nemmeno ad affrancarlo parzialmente dalle devastanti conseguenze dei danni riportati.

Dopo un periplo che lo ha portato a venire ricoverato in moltissimi ospedali di Gaza, della Cisgiordania, della Giordania e dell'Egitto, Iyad Khalil é morto avantieri ad appena 24 anni; ennesimo esempio di Palestinese cui l'arroganza e la violenza razzista israeliana hanno negato i momenti più belli e più vividi dell'esistenza trasformandoli in un incubo di dolore.
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domenica 1 aprile 2012

La Croce Rossa fornirà al Ministero della Salute di Gaza 150mila litri di gasolio!


150 mila litri di combustibile diesel, abbastanza per alimentare i gruppi elettrogeni dei tredici ospedali pubblici del ghetto palestinese assediato da Israele per circa dieci giorni verranno forniti dalla Croce Rossa alle autorità del Governo palestinese.

La Croce Rossa ripete così la generosa donazione fatta lo scorso febbraio, che riuscì, grazie alla parsimonia degli amministratori palestinesi, a tenere a bada la grave emergenza umanitaria causata dallo strangolamento economico sionazista anche più a lungo di quanto previsto.

Il Capo della Croce Rossa nei territori palestinesi, Juan Shearer, ha avvisato però che più si ritarda una soluzione definitiva del problema energetico di Gaza e più simili interventi si faranno difficili e meno risolutivi.

Shearer ha altresì fatto i suoi complimenti a clinici e sanitari della Striscia per essere riusciti a mantenere attivi e operativi i reparti di chirurgia, le unità di rianimazione e cura intensiva, le incubatrici per i neonati prematuri o malformati (molto numerosi a causa delle armi chimiche e radiologiche usate da Israele contro la popolazione civile), nonostante la penuria e la crisi causata dall'assedio.

Anche la Croce Rossa riconosce che la più rapida e definitiva soluzione della crisi si avrebbe con l'allacciamento di Gaza alla rete elettrica egiziana, opzione che dovrebbe realizzarsi entro qualche mese.

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venerdì 16 marzo 2012

Arriva a Gaza "Miles of Smiles 10" convoglio di aiuti per contrastare il disumano blocco sionista al ghetto palestinese!

Centoquattordici volontari internazionali hanno accompagnato negli scorsi giorni il decimo convoglio umanitario "Miles of Smiles" nella Striscia di Gaza, portando carrozzelle a propulsione elettrica per i mutilati e i feriti dagli attacchi aerei sionisti, computer e materiali didattici per scolari e studenti, medicinali, latte in polvere fortificato per i neonati denutriti e altri rifornimenti necessari al ghetto palestinese sottoposto da cinque anni ormai allo shylockiano strangolamento sionista.


I volontari, in massima parte donne, sono stati ricevuti e ringraziati di persona dal Premier palestinese Ismaily Haniyeh nel corso di una sobria cerimonia ufficiale che ha espresso tutta la gratitudine del milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza nei confronti della catena di solidarietà internazionale che da molti anni ormai aiuta l'enclave litoranea a opporsi ai progetti sionisti di sottomissione e intimidazione economica e militare.

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domenica 5 febbraio 2012

A Gaza é di nuovo emergenza sanitaria! La penuria di gasolio per i gruppi elettrogeni potrebbe uccidere centinaia di pazienti


Dializzati, politrasfusi, feriti in coma attaccati a macchine e respiratori, pazienti in terapia intensiva per carenze cardiache, potrebbero essere queste le prossime vittime dello strangolamento sionazista contro il ghetto assediato di Gaza. Con l'unica centrale elettrica ripetutamente bombardata che non riesce a fornire corrente alla regione per più di dieci-quattordici ore al giorno nei numerosi ospedali e nelle cliniche di Gaza, Khan Younis e Beit Hanoun dozzine e dozzine di persone dipendono per la loro stessa vita dal funzionamento dei gruppi elettrogeni a combustibile di cui ormai ogni struttura sanitaria é necessariamente dotata.
Gruppi elettrogeni a gasolio all'ospedale Al-Shifa, Gaza City.
Ma tali gruppi per funzionare hanno appunto bisogno di gasolio e anche questo genere é sottoposto alle disumane ristrettezze dell'assedio shylockiano, mano mano che esso prosegue e si irrigidisce persino le magre riserve di carburante sono andate del tutto prosciugandosi e le quantità che arrivano coraggiosamente contrabbandate attraverso i "tunnel della vita" al confine con l'Egitto sono ormai insufficienti a far fronte a una domanda in continua crescita.

Il Ministero della Salute del Governo palestinese ha lanciato l'allarme per una prossima "crisi sanitaria" con questo comunicato relato dal portavoce Ashraf al-Qedra: "Tutti i reparti ospedalieri della Striscia che dipendono dalla costante fornitura di elettricità potrebbero improvvisamente cessare di funzionare, anche le scorte di plasma, sangue, tessuti per trapianti e medicinali che necessitano di refrigerazione potrebbero andare perse per sempre, con conseguenze inimmaginabili". Una possibile soluzione del problema starebbe nell'allacciamento di Gaza alla rete elettrica egiziana, che potrebbe fornire all'enclave tutta l'energia necessaria a colmare gli ammanchi dovuti al parziale funzionamento della sua centrale.
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martedì 11 ottobre 2011

Ad Haifa e Tel Aviv scioperano i dottori, collassa la sanità dello Stato ebraico, centinaia di operazioni cancellate o rimandate!


A dozzine i medici degli ospedali di Tel Aviv, Haifa e altri centri grandi e piccoli non si sono presentati ai loro normali turni di servizio, facendo rapidamente affondare il sistema sanitario israeliano nel più completo caos; mano a mano che smontano gli ultimi medici in servizo dal week-end non si trova più un primario, un chirurgo, un internista a cui fare effettuare i più semplici interventi e le più basilari procedure terapeutiche; risultato, con l'eccezione di pochi casi improcrastinabili o particolarmente gravi sono stati tantissimi i pazienti che si sono visti rivolgere un: "ci dispiace, ma deve tornare a casa, le faremo sapere quando la potremo curare".

Secondo l'Agenzia Reuters questa 'diserzione di massa' sarebbe l'ultima, estrema, forma di protesta contro un sistema sanitario che, una volta avanzato ed efficiente é stato sempre più ridotto all'osso da anni di politiche di Destra, volte a contenere i costi facendo lavorare i clinici sempre più a lungo e sempre più duramente tagliando nel contempo compensi e benefit. Ormai nello Stato ebraico é difficile trovare il personale per far funzionare la sanità pubblica, mentre sempre più medici scelgono di lavorare nelle costose cliniche private, riservate a chi ha il denaro per stipulare onerosissime assicurazioni sulla salute.

Colto di sorpresa dalla massa di defezioni peggio che da un massiccio bombardamento di Hamas, il Governo Netanyahu ha cercato goffamente di correre ai ripari promettendo ad alcune categorie di medici modesti incrementi di stipendio, nel tentativo di spaccare il fronte della protesta, ma sarebbe interessante sapere anche dove Benji e i suoi alleati di Ultradestra pensano di prendere i fondi per finanziare tale misura, visto che ultimamente devono fare economia persino sull'Esercito: taglieranno le 'paghette' a qualche insediamento illegale di fanatici? Oppure busseranno a denari alla Casa Bianca o alla Cancelleria di Dama Merkel?
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lunedì 29 agosto 2011

Il Primo Ministro Hanyieh chiede aiuto alla Turchia per sventare l'emergenza sanitaria che incombe su Gaza!


Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha chiesto al suo collega turco Recep Erdogan di provvedere a rifornire di medicine, articoli medicali e apparecchiature le cliniche e gli ospedali di Gaza, portati sul punto del collasso dalle tragiche conseguenze del brutale strangolamento economico sionista, con cui il regime ebraico vorrebbe "punire" la voglia di Resistenza della popolazione della Striscia, nella fallace speranza di rendere l'amministrazione di Hamas invisa agli abitanti.

Lo abbiamo già detto, ma vale la pena di ripeterlo, non é possibile piegare popolazioni coese e determinate tramite le angherie, gli abitanti di Sarajevo non hanno spalancato le porte a cecchini e miliziani serbi, gli inglesi non hanno cacciato Churchill da Downing Street sotto le bombe del 'Blitz', gli abitanti di Leningrado hanno preferito morire a migliaia piuttosto che cedere ai nazisti; pensare di piegare Gaza con l'assedio é un'allucinazione, una chimera.

Tornando alla richiesta di Haniyeh, l'appello all'aiuto turco é stato lanciato poco dopo l'arrivo dei convogli di aiuto dal Sudafrica e da Khartoum, che, per quanto generosi, hanno solamente fatto fronte a necessità immediate, mentre per un vero miglioramento della situazione sono necessarie quantità di farmaci e materiali almeno dieci, forse venti volte maggiori di quante non ne arrivino attualmente. Dopo aver ringraziato personalmente i cooperanti africani e aver ricordato gli sforzi di tutti coloro che hanno reso possibile l'arrivo degli ultimi convogli Haniyeh ha ricordato gli sforzi e i sacrifici (anche di sangue) spesi dal Popolo turco per aiutare la Striscia, augurandosi che presto grazie agli sforzi di Ankara il settore sanitario di Gaza possa finalmente uscire dall'emergenza.
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venerdì 29 luglio 2011

Si aggrava la crisi umanitaria a Gaza! Penuria di combustibile mette a rischio le vite di centinaia di malati!


Con un annuncio che farà certo luccicare gli occhi e sfregare le mani dalla felicità agli Shylock di Tel Aviv, che sorvegliano notte e giorno l'assedio assassino contro il ghetto di Gaza il rappresentante del Ministero della Salute palestinese Bassam Barhoum ha dichiarato che, in conseguenza dello strangolamento economico imposto contro l'enclave costiera palestinese, le strutture sanitarie rischiano improvvisi e drammatici blackout dei loro servizi più essenziali.

Sembra strano che gli ospedali e le cliniche abbiano bisogno di gasolio e carburante ma, visto che Israele continua a bombardare l'unica centrale elettrica della Striscia per manteneral sempre inutilizzabile la maggior parte dell'energia usata a Gaza proviene da gruppi autonomi a combustibile, con grave spreco economico (una centrale funzionante sarebbe molto più efficiente) e inquinamento ambientale.

Gaza necessita per le minime attività di un milione e ottocentomila litri di carburante l'anno ma, nei primi sette mesi del 2011 ne ha ricevuti solo 400 mila di cui, per di più, il dieci per cento si é rivelato contaminato e inutilizzabile. 360 mila litri contro in fabbisoglio (nei primi sette mesi) di un milione e cinquantamila litri!

Se queste non sono cifre da "Ghetto di Varsavia" non sappiamo come si possa descrivere la situazione della Striscia in altra maniera se non "catastrofica". Dal carburante dipendono servizi sanitari essenziali come dialisi, incubatrici, apparati di aiuto alla respirazione, rianimazione e altro ancora. Se il mondo non si mobiliterà quanto prima per Gaza centinaia di malati, di feriti, di neonati, di cardio- e nefropatici potrebbero morire, sterminati dall'assedio del regime ebraico.
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venerdì 3 giugno 2011

Servono farmaci e combustibile per gli ospedali e le cliniche di Gaza!!


Durante una recente conferenza stampa il deputato di Hamas Khamis Najjar ha evidenziato come le strutture sanitarie di Gaza abbisognino urgentemente di almeno 178 tipi di farmaci e preparati diversi per poter mantenere in funzione le Unità di cura intensiva, i reparti maternità, i reparti pediatrici e quelli di chirurgia oftalmica il parlamentare di Hamas ha dichiarato che la penuria di medicinali nella Striscia costiera abbia ormai raggiunto livelli 'critici' e che, se non verranno prese contromisure adeguate tragiche conseguenze sono dietro l'angolo.

In aggiunta ai farmaci necessari, inoltre, anche le scorte di combustibile per i gruppi elettrogeni da cui, con la rete elettrica devastata dagli attacchi sionisti, dipendono moltissimi macchinari e apparati medici, vanno ampiamente ricostituite e rifornite. Il ricorso ai gruppi elettrogeni é una misura di emergenza dettata dai frequenti e prolungati blackout della rete elettrica, ma nonostante questo espediente, notevoli quantità di farmaci delicati, plasma e altre provviste mediche che vanno costantemente tenute a bassa temperatura vanno comunque perse e sprecate.

I neonati prematuri, i pazienti sottoposti a ventilazione assistita e i polidializzati poi, sono costantemente a rischio, le loro vite spesso letteralmente attaccate al "filo" della corrente che alimenta le macchine cui devono la loro sopravvivenza. L'apertura del varco di confine di Rafah al traffico passeggeri ha permesso a molti Palestinesi che potevano permetterselo e che potevano affrontare il viaggio di andare a cercare cure e terapie in Egitto, ma a Gaza sono restati i pazienti più gravi, quelli intrasportabili e quelli che non possono affrontare le spese di un viaggio e di un soggiorno oltreconfine.
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mercoledì 1 giugno 2011

Le strutture sanitarie di Gaza al collasso per mancanza di carburante!


Il Ministro della Salute del Governo Hanyieh, Basim Na'im ha dichiarato che, a causa della scarsità di combustibile, una maggiore crisi sanitaria nella Striscia di Gaza, le cui conseguenze comprenderanno certamente la morte di dozzine di pazienti, é "pressoché inevitabile". I continui devastanti attacchi israeliani alla rete elettrica di Gaza e all'unica, già insufficiente centrale elettrica hanno avuto come conseguenza il rendere le strutture ospedaliere dell'enclave palestinese assediata dipendenti da generatori autonomi a diesel e a nafta, che richiedono l'afflusso costante di "almeno" 200000 litri di combustibile al mese.

Lo strangolamento economico cui lo Stato ebraico sottopone gli abitanti del ghetto costiero di Gaza impedisce l'approvvigionamento regolare e costante di una quantità di carburanti così ingente, costringendo cliniche e ospedali a rivolgersi al mercato nero dei beni contrabbandati attraverso i tunnel, con gravi esborsi economici che potrebbero altrimenti essere investiti in farmaci o attrezzature sanitarie. Il Ministro Na'im ha fatto appello alle ONG umanitarie e alla Comunità internazionale affinché si mobilitino per fornire agli ospedali di Gaza il combustibile necessario a tenere in funzione strutture salvavita come i reparti di rianimazione, quelli di dialisi e le banche del sangue.
Fino a che era al potere Hosni Mubarak l'Egitto collaborava con l'assedio israeliano, ora la giunta militare di transizione ha aperto Rafah al traffico passeggeri, ma non ancora a quello di merci...
Il Ministero si é anche appellato all'Egitto affinché, dopo l'apertura incondizionata di Rafah al traffico passeggeri (cosa che ha permesso a molti gazesi bisognosi di esami o terapie mediche impossibili a svolgersi nella Striscia di andare a cercarli al Cairo o ad Alessandria), permetta anche il libero traffico di beni e merci, ponendo così praticamente fine all'assedio illegale dichiarato da Israele nel 2006 come 'misura punitiva' contro la popolazione palestinese che aveva dato il suo convinto sostegno alle liste elettorali di Hamas durante le regolari e democratiche elezioni politiche palestinesi.

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