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venerdì 1 giugno 2012

Domani il verdetto al processo cairota contro Mubarak per i morti del 2011!

Il verdetto del processo contro l'ex-autocrate egiziano Hosni Mubarak dovrebbe venire emesso domani, secondo quanto annunciato da Nile TV e apparentemente confermato dall'ambiente giudiziario della capitale. Le accuse principali contro l'Ex-"faraone" riguardano l'avere espressamente raccomandato l'uso di forza letale per tentare di reprimere le massicce proteste di inizio 2011 che portarono, a soli due mesi dalle elezioni-farsa di novembre che dovevano confermare il suo potere e dargli modo di preparare la successione verso il figlio-delfino Gamal, alle sue dimissioni.
Oltre 830 persone furono uccise in quei giorni, dalle forze di polizia oppure dai mazzieri reclutati dal suo partito tra i dipendenti di aziende pubbliche, i criminali comuni e gli ultrà calcistici della squadra "protetta" del regime (il club Al-Ahly). L'Ex-Presidente rischia la pena di morte se la sua responsabilità nell'uso della violenza risulterà diretta e innegabile.
In una notizia correlata, alle accuse che pendono invece sulla testa dei due figli di Mubarak, Gamal appunto e Alaa, che finora annoveravano capi dì accusa come corruzione, appropriazione indebita e interesse privato in atti pubblici, si sono recentemente aggiunti addebiti di "insider trading", il reato che prevede il traffico di informazioni riservate per trarre vantaggi economici o manipolare i listini di quotazione borsistica.
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venerdì 27 maggio 2011

Mentre l'Egitto si lascia alle spalle i rottami dell'Era Mubarak, che fine ha fatto Omar Suleiman?


A poco più di tre mesi dal rovesciamento di Hosni Mubarak il già potentissimo collaboratore dell'ex-tiranno, Omar Suleiman, che fu Generale dell'Esercito, dignitario del Partito Nazionale Democratico, capo del Mukhabarat e diplomatico non é più apparso in pubblico. L'uomo a cui fino all'ultimo Mubarak si era affidato per guidare una sorta di 'transizione' che mantenesse in vita istituti e indirizzi dell'Egitto pre-rivoluzionario (quello filo-americano e filo-israeliano la cui memoria va fortunatamente sbiadendo ogni giorno di più), é letteralmente scomparso dalla circolazione.

La scomparsa di Suleiman ha messo in allarme alcuni settori della società egiziana: si teme che possa 'vendere' agli Usa e a Israele le sue conoscenze sugli uomini e gli apparati interni egiziani in modo che queste potenze possano 'salvare' un po' della loro influenza in Egitto investendo risorse e sostegni su determinate figure e cercando di facilitarne la carriera nel "Nuovo Egitto"; anche per questo la necessità di condurre un repulisti accurato e profondo, purgando ogni ministero, servizio, branca delle forze armate da tutti gli elementi filo-imperialisti e filo-Mubarak é pressante e costituisce una condizione preliminare per la costruzione di un sistema solido, democratico, autorevole e indipendente.

Altri osservatori pensano invece che, come un Tayllerand arabo, Suleiman preferisca barattare file e dossier raccolti dal Mukhabarat sotto la sua 'reggenza' dal 1993 al 2011 con le figure di punta dell'Egitto post-rivoluzione, fidando sulla sua unica esperienza come 'asso nella manica' per mantenere prestigio e influenza (anche fuori dall'attenzione pubblica) anche nel presente e nel prossimo futuro.
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venerdì 6 maggio 2011

L'Egitto é sempre più 'De-Mubarakizzato'! Condannato a 12 anni di reclusione l'ex-Ministro degli Interni!!


Come cadono i "colossi" del recente passato! E' ancora fresca la notizia del trasferimento dell'ex 'Faraone' del Cairo dalla residenza protetta di Sharm a una ben meno comoda detenzione in ospedale carcerario che ci raggiunge l'agenzia secondo la quale il già Ministro dell'Interno di Mubarak, Habib al-Adly sarebbe stato condannato a dodici anni di carcere per accuse di corruzione e interesse in atti pubblici.

Le tribolazioni giudiziarie non sono però finite per l'ex responsabile degli Interni, visto che il suo nome compare in numerosissimi faldoni d'inchiesta riguardo la persecuzione politica degli oppositori e il fallito tentativo di repressione violenta del dissenso durante le manifestazioni di inizio 2011 che portarono in ultimo alla deposizione del regime.

Questa é la prima sentenza definitiva a colpire un "boiardo" della corte di Mubarak, lo stesso Hosni é indagato per istanze plurime di corruzione e per molti degli stessi addebiti elevati contro Al-Adly (che eseguiva puntualmente gli ordini del 'Presidente'), mentre i figli di Mubarak, Alaa e Gamal, figurano in dozzine di procedimenti per corruzione e interesse privato in atti pubblici.

Il movimento politico Mubarakista, Il Partito Nazionale Democratico, é stato sciolto in aprile e tutte le proprietà di questo e della famiglia Mubarak sono state congelate. L'opinione pubblica egiziana vuole vedere Mubarak e soci sul banco degli accusati per le morti causate dal tentativo di repressione, che stime della Commissione indagativa istituita dalla Giunta di transizione indicano in 846 (più 6400 feriti).

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domenica 13 marzo 2011

Prosegue la de-mubarakizzazione dell'Egitto: fuori di prigione i perseguitati politici, dentro i persecutori!


La polizia egiziana ha arrestato due dignitari del partito NDP, formazione politica di riferimento per il regime dell'ex-autocrate del Cairo Hosni Mubarak, recentemente deposto dall'immensa sollevazione popolare centrata attorno alle 'Giornate della rabbia' e alla prolungata occupazione di Piazza Tahrir; l'accusa per i due é nientemeno quella di avere organizzato le violenze contro i manifestanti portate avanti da sgherri in borghese, gabellati come "sostenitori di Mubarak" e in realtà reclutati fra i criminali comuni, fra i dipendenti delle aziende 'ammanicate' con i boiardi dell'economia indebitati col partito, fra gli uomini delle forze di sicurezza che avevano dovuto cedere il controllo del Cairo ai dimostranti dopo giorni e giorni di scontri.

I due rappresentanti dell'NDP, che avevano addirittura 'vinto' seggi in Parlamento durante le ultime elezioni-farsa tenute dal regime nel mese di novembre, avrebbero avuto mano anche nell'organizzazione del tragico e ridicolo 'carosello' di cavalli e cammelli che cercò di 'sgombrare' Piazza Tahrir (occupata da circa 800mila persone) 'tagliando' a passo di carica attraverso di essa, schiacciando decine di manifestanti sotto zampe e zoccoli ferrati. Gli arrestati rispondono ai nomi di Nasr al-Jabari e Yousef Khattab, di questi il primo era divenuto membro della Camera Bassa, il secondo della Camera Alta.

Il 'caracollo' attraverso Piazza Tahrir, lungi dal raggiungere il suo obiettivo, suscitò sdegno e repulsione nell'opinione pubblica egiziana e mondiale, spingendo ancora più cittadini a scendere in piazza e cementando il disgusto verso Mubarak e i suoi sicofanti da parte della comunità internazionale. Nello stesso giorno in cui Al-Jabari e Khattab sono stati assicurati alla giustizia sono stati spiccati mandati di cattura per altri quattro ufficiali anziani del Ministero dell'Interno, sospettati di cospirazione per commettere omicidio, a causa di ordini emessi verso le forze di sicurezza in cui si raccomanda esplicitamente di usare forza letale contro i dimostranti.

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