Mentre le fognette della stampa prezzolata italiota, sia che prendano ordini dalla sinagoga di DeBenedetti o dall'asfittico pollaio confindustriale (dove i 'galletti' dell'imprenditoria nazionale attendono di venire trasformati nei capponi di domani dalle 'illuminate' mani invisibili del mercatismo e della globalizzazione strisciante) si concentrano a diffamare il potere giudiziario egiziano per aver fatto nient'altro che il suo dovere: difendere lo Stato dagli eversori islamisti che ricorrono al terrorismo e alla violenza e averlo fatto con gli strumenti e le leggi a disposizione, ivi compresa la condanna a morte, emessa anche nei confronti del mandante ultimo delle violenze terroriste ikhwanite, Mohamed Badieh, Palaestina Felix dal Cairo recepisce e dà risalto a una notizia ben diversa ma a nostro giudizio molto più indicativa e rilevante.
Come dimostra questa foto di gruppo il Generae Al-Sisi, dimissionario dalla sua carica per poter prendere parte alle prossime elezioni presidenziali, ha fatto visita al quartier generale del Partito Arabo Democratico Nasserista (formazione frutto della fusione tra quattro diversi partiti nasseristi precedenti) e ha siglato coi suoi dirigenti un memorandum d'intesa per la loro partecipazione al Governo del paese dopo una prevista (e probabile) vittoria alle presidenziali dell'ex-militare.
Questo fatto costituisce un ottimo presagio per il futuro del Paese del Nilo, visto che un recupero della tradizione nazionalista, patriottica e socalista che segnò le sorti della Nazione tra la cacciata del corrotto Farouk e il tradimento filoamericano consumato da Sadat tra 1974 e 1979 sembra la maniera migliore per restituire orgoglio, fierezza, unità e dignità a una popolazione che tra 2011 e 2013 ha rischiato di precipitare dalla stagnazione paludosa del regime di Mubarak all'oscurantismo ikhwanita incarnato dalla Fratellanza Musulmana e da ridicoli personaggi come Mohamed Mursi.
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lunedì 28 aprile 2014
Accordo tra il Generale Al-Sisi e il Partito Arabo Democratico Nasserista! Importante segnale in vista delle presidenziali!!
sabato 10 agosto 2013
I nostalgici 'saddamiti' irakeni si mettono al servizio di Al-Qaeda, da bravi servi della CIA che sono sempre stati!
Abbiamo sempre dichiarato chiaro e forte che Saddam Hussein é stato un servo e uno stipendiato della CIA americana fin dagli anni '60 quando si trovava come "studente" al Cairo e venne arruolato dalla locale cellula dei servizi americani per fornire informazioni sul movimento nasserista tra gli immigrati in Egitto da altri paesi arabi, in specie dall'Irak da cui lui stesso proveniva.
Più oltre nella sua 'carriera' Saddam ha SEMPRE beneficiato del sostegno degli Usa e dei loro alleati della NATO e con la sua invasione dell'Iran nel 1980 non ha fatto altro che obbedire agli ordini di Washington che sperava di poter abbattere militarmente la neonata Repubblica Islamica per rimettere al potere a Teheran un dittatore 'amico' come lo era stato lo Scià. Come tutti i 'burattini' di Mangiafuoco, anche lui é stato poi trasformato in legna da ardere quando non é stato più utile, ma questo, ovviamente, fa parte del Fato di coloro che si mettono al servizio dell'Imperialismo.
Essendo Saddam Hussein e il suo falso partito Ba'ath creazione della CIA é solo logico e chiaro che avessero più di un legame con l'altra grande "invenzione" di Langley, cioé Al-Qaeda la "Legione Islamica" della Casa Bianca da usarsi per operazioni sotto falsa bandiera e per destabilizzazioni laddove gli Usa vogliono estendere il loro dominio (Vedasi Africa, Yemen, Siria...etc).
Dal suo nascondiglio, l'attuale "leader" del partito Ba'ath irakeno Izzat Ibrahim al-Duri ha dichiarato ufficialmente in un messaggio audio che Al-Qaeda in Irak "rappresente un'organizzazione alleata nella nostra jihad", togliendo ogni rimanente dubbio sulla matrice 'a stelle e strisce' di entrambe!
Più oltre nella sua 'carriera' Saddam ha SEMPRE beneficiato del sostegno degli Usa e dei loro alleati della NATO e con la sua invasione dell'Iran nel 1980 non ha fatto altro che obbedire agli ordini di Washington che sperava di poter abbattere militarmente la neonata Repubblica Islamica per rimettere al potere a Teheran un dittatore 'amico' come lo era stato lo Scià. Come tutti i 'burattini' di Mangiafuoco, anche lui é stato poi trasformato in legna da ardere quando non é stato più utile, ma questo, ovviamente, fa parte del Fato di coloro che si mettono al servizio dell'Imperialismo.
Essendo Saddam Hussein e il suo falso partito Ba'ath creazione della CIA é solo logico e chiaro che avessero più di un legame con l'altra grande "invenzione" di Langley, cioé Al-Qaeda la "Legione Islamica" della Casa Bianca da usarsi per operazioni sotto falsa bandiera e per destabilizzazioni laddove gli Usa vogliono estendere il loro dominio (Vedasi Africa, Yemen, Siria...etc).
Dal suo nascondiglio, l'attuale "leader" del partito Ba'ath irakeno Izzat Ibrahim al-Duri ha dichiarato ufficialmente in un messaggio audio che Al-Qaeda in Irak "rappresente un'organizzazione alleata nella nostra jihad", togliendo ogni rimanente dubbio sulla matrice 'a stelle e strisce' di entrambe!
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martedì 10 gennaio 2012
Mobilitazione nazionale in Egitto contro pellegrinaggio illegale giudaico verso il villaggio di Damtu
Damtu é un piccolo villaggio poco fuori Damanhour impropriamente balzato all'onore delle cronache quando piccoli gruppi di fondamentalisti giudei politicamente motivati hanno "deciso" che esso avrebbe dovuto diventare meta di pellegrinaggio in quanto sede della pretesa sepoltura di una figura di culto chiamata 'Rabbi Hasira', un ebreo marocchino che 'sarebbe' morto in Egitto nel 1880, mentre si trovava in viaggio verso la Palestina.
Nel corso di decenni passati, dalla firma dell'ignominiosa resa di Camp David fino al 2001, 'pellegrini' dell'entità sionista di occupazione e di altri paesi d'Europa e del Nordamerica hanno cercato di imporre la loro presenza a Damtu nonostante la marcata ostilità degli abitanti locali, che tuttavia dovevano sottomettersi alla violenza esercitata nei loro confronti dalla polizia e dai servizi segreti di Sadat e Mubarak, più pronti ad assecondare le ubbie sioniste che non a proteggere gli interessi e i sentimenti dei legittimi cittadini egiziani.
Fortunatamente dal 2001 in avanti una serie di provvedimenti giudiziari hanno proibito e impedito ogni funzione e assemblea ufficiale di 'pellegrini' a Damtu, pure essi hanno continuato ad affluire, sfidando e istigando la pazienza del popolo egiziano. Adesso, a quasi un anno esatto dalla fine dell'autocrazia di Mubarak una grande mobilitazione popolare che ha visto unirsi il Movimento 6 aprile, i sostenutori di Mohamed el-Baradei candidato Presidente, il Partito di Libertà e Giustizia, il Partito Al-Nour, la Fratellanza Musulmana egiziana, il Movimento Nasserita e l'associazione "Blogger contro i Pellegrini Ebrei" ha preso attive misure contro il ripetersi di simili provocazioni.
"Non permetteremo a nessuno di avvicinare la pretesa zona del 'mausoleo'; ogni riunione e cerimonia é proibita per decisione della Magistratura e abbiamo ogni intenzione di far rispettare quel verdetto, anche con le barriere umane e la resistenza passiva", ha dichiarato un membro del coordinamento contro i pellegrinaggi illegali a Damtu.
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domenica 18 settembre 2011
Il sionista Rafi Barak "irritato" dai richiami del Premier Sharaf per la "revisione" di Camp David!
Il Direttore generale del Ministero degli Esteri dello regime ebraico, Rafi Barak (foto sopra), ha espresso "l'irritazione" di Tel Aviv per i ripetuti richiami e riferimenti emessi in questi ultimi giorni dall'Ufficio del Premier ad interim del Cairo, Essam Sharaf (ultima foto in basso), riguardo a eventuali "modifiche" e "revisioni" del Trattato di pace di Camp David, siglato nel 1979 dal traditore del Nasserismo Anwar al-Sadat e dall'ex terrorista dell'Irgun Menachem Begin.
Secondo Barak, a cui consigliamo fin d'ora di far scorta di pomate e lenitivi per le sue 'irritazioni', "Non vi é alcun bisogno di riaprire la questione dei trattati di pace; una questione che certo non può venire sollevata unilateralmente". La piccata reazione sionista segue le ultime dichiarazioni di Sharaf (rilasciate giovedì) riguardo al fatto che "Il Trattato di Camp David non é un bue sacro ed é sempre aperto alla discussione, posto che questa abbia come obiettivo il bene collettivo dei contraenti e della stabilità nella regione; garantiti questi presupposti nessuna revisione o modifica deve essere considerata tabù".
Diversi partiti e movimenti politici egiziani hanno recentemente chiesto revisioni e modifiche ai trattati di Camp David, alcuni arrivano addirittura a chiederne l'abrogazione e il ripudio da parte egiziana. Curiosamente, un dettaglio che molta stampa occidentale ha trascurato di notare, é il fatto come i più veementi richiami alla rescissione e alla cancellazione del trattato vengano da partiti laici e secolari, mentre invece la Fratellanza Musulmana e il suo Partito di Libertà e Giustizia siano silenziosi sulla questione, in quanto non hanno bisogno di eccitare gli animi per incrementare il loro, già enorme, seguito popolare, cosa invece che i partiti non-religiosi sentono estremo bisogno di fare.
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