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lunedì 28 aprile 2014

Accordo tra il Generale Al-Sisi e il Partito Arabo Democratico Nasserista! Importante segnale in vista delle presidenziali!!

Mentre le fognette della stampa prezzolata italiota, sia che prendano ordini dalla sinagoga di DeBenedetti o dall'asfittico pollaio confindustriale (dove i 'galletti' dell'imprenditoria nazionale attendono di venire trasformati nei capponi di domani dalle 'illuminate' mani invisibili del mercatismo e della globalizzazione strisciante) si concentrano a diffamare il potere giudiziario egiziano per aver fatto nient'altro che il suo dovere: difendere lo Stato dagli eversori islamisti che ricorrono al terrorismo e alla violenza e averlo fatto con gli strumenti e le leggi a disposizione, ivi compresa la condanna a morte, emessa anche nei confronti del mandante ultimo delle violenze terroriste ikhwanite, Mohamed Badieh, Palaestina Felix dal Cairo recepisce e dà risalto a una notizia ben diversa ma a nostro giudizio molto più indicativa e rilevante.

Come dimostra questa foto di gruppo il Generae Al-Sisi, dimissionario dalla sua carica per poter prendere parte alle prossime elezioni presidenziali, ha fatto visita al quartier generale del Partito Arabo Democratico Nasserista (formazione frutto della fusione tra quattro diversi partiti nasseristi precedenti) e ha siglato coi suoi dirigenti un memorandum d'intesa per la loro partecipazione al Governo del paese dopo una prevista (e probabile) vittoria alle presidenziali dell'ex-militare.

Questo fatto costituisce un ottimo presagio per il futuro del Paese del Nilo, visto che un recupero della tradizione nazionalista, patriottica e socalista che segnò le sorti della Nazione tra la cacciata del corrotto Farouk e il tradimento filoamericano consumato da Sadat tra 1974 e 1979 sembra la maniera migliore per restituire orgoglio, fierezza, unità e dignità a una popolazione che tra 2011 e 2013 ha rischiato di precipitare dalla stagnazione paludosa del regime di Mubarak all'oscurantismo ikhwanita incarnato dalla Fratellanza Musulmana e da ridicoli personaggi come Mohamed Mursi.


mercoledì 1 gennaio 2014

Confisca immediata in Egitto per i beni di 572 leader dell'Ikhwan, da Mursi a Badieh, da Shater alla figlia!!


Nuove draconiane misure del Governo egiziano contro gli ex-capi dell'Ikhwan musulmana, organizzazione islamista messa ormai all'indice e al bando dopo il breve ma disastroso periodo in cui ha esercitato un polarizzante e fallimentare monopolio sul potere politico nel paese nordafricano in seguito alla deposizione di Mubarak.

Il portavoce del Ministero della Giustizia Abdelazim al-Ashri ha dichiarato che un comitato ministeriale ha compilato una comprensiva lista di beni mobili e immobili riconducibili a 572 dirigenti del gruppo che saranno confiscati seduta stante: tra le vittime del provvedimento vi saranno l'Ex-presidente Mursi, la sua famiglia, tutti i dirigenti provinciali dell'Ikhwan, tutti gli ex-membri dell'Ufficio di Guida Generale dell'associazione, la moglie di Khairat el-Shater e sua figlia.

E' l'ennesimo giro di vite del Governo che conferma come, al contrario di Mubarak, la nuova leadership del Cairo non abbia alcuna intenzione di tollerare la sopravvivenza della Fratellanza nemmeno come 'opposizione addomesticata', come fecero prima Sadat e poi il suo successore.

mercoledì 18 settembre 2013

Anche il portavoce Gehad Haddad finisce nella rete delle autorità egiziane, confiscati tutti i beni della dirigenza dell'Ikhwan!

Non si arresta la campagna repressiva delle autorità egiziane nei confronti della Fratellanza Musulmana, che aveva cercato, dopo la deposizione dell'autocrate Hosni Mubarak di imporre il proprio predominio sulla scena politica egiziana secondo un approccio unilateralistico, settario e pesantemente subserviente ai desiderata del Qatar; nelle scorse ore la polizia cairota con un raid in un distretto popolare di Nasr City ha arrestato Gehad al-Haddad, già portavoce dei Fratelli Musulmani, insieme a lui é stato preso in custodia anche Hossam abu Bakr, messo dall'Ikhwan al governo di Qalubiya.

Ormai la dirigenza dell'Ikhwan é stata completamente disarticolata con oltre duemila arresti tra i suoi quadri medio-alti e il risultato si vede nella sempre minore capacità dell'organizzazione di suscitare manifestazioni popolari visto che i durissimi scontri avvenuti a luglio e ai primi di agosto non si sono più ripresentati mano mano che capi e sottocapi della Fratellanza cadevano nelle retate governative.

Intanto Mohamed Badieh, Khairat al-Shater, Rashad Bayoumi, Hazem Salah Ismail, Sawfat Higazi e altri nove dirigenti dell'Ikhwan si sono visti 'congelare' ogni proprietà in attesa del processo per istigazione alla violenza e cospirazione contro le istituzioni che dovrebbe iniziare tra poco.

domenica 25 agosto 2013

I tre massimi leader dell'Ikhwan egiziana entro oggi davanti al giudice con l'accusa di avere incitato gli scontri di piazza!

Mohamed Badieh, già leader supremo della Fratellanza Musulmana egiziana, non deve aver ancora ben capito quanto sia mutata la sua posizione in seguito allo scioglimento forzoso del Governo del PLG e della Presidenza Mursi da parte della giunta militare capeggiata dal Generale Al-Sisi e continua a comportarsi, questo Stamboliskij egiziano, come se rappresentasse ancora qualcosa.

In realtà egli non rappresenta altro che un movimento fallito che non ha saputo difendere il potere conquistato, dimostrandosi così inadatto a mantenerlo. Dopo il suo recente arresto avvenuto in un sobborgo del Cairo Badieh avrebbe rifiutato di rispondere all'interrogatorio dei magistrati, questionandone la legittimità, cosa che non ha per nulla impedito il proseguire delle procedure del suo processo, che dovrebbe vederlo comparire di fronte al giudice prima di oggi in serata.

Insieme a lui finiranno davanti al giudice Khairat al-Shater e Rashad Bayoumi, anch'essi arrestati nelle recenti retate di dirigenti dell'Ikhwan che hanno letteralmente decapitato i 'quadri' dell'organizzazione contribuendo tra l'altro a far fallire il venerdì di mobilitazione indetto per la giornata di avantieri.


venerdì 23 agosto 2013

Retata contro l'Ikhwan! I militari in Egitto arrestano Ahmed Aref e altri 75 esponenti della Fratellanza Musulmana!

Anche il portavoce dell'Ikhwan egiziana e i settantacinque altri dirigenti di medio e basso livello arrestati recentemente dalle autorità del Cairo vedranno il sole a scacchi per un bel po', non diversamente da Mohamed Badieh, Khairat al-Shater e agli altri cento dirigenti arrestati tra il 19 e il 20 agosto scorso.

Siti e bollettini-web vicini all'Ikhwan hanno in queste ore il loro bel daffare a smentire che le recenti retate abbiano fatto a pezzi la dirigenza della Fratellanza e messo in forse il proseguire delle proteste contro la deposizione di Mohamed Mursi, avvenuta ormai quasi due mesi fa, ma senza nessuno che dia ordini sembra che già le manifestazioni previste per oggi si siano svolte in un clima di incertezza e disagio.

Il Ministro degli Interni ad Interim, Mohamed Ibrahim, parlando alla stampa, ha dichiarato che oltre ad Ahmed Aref anche  il dirigente Abdel Moneim sarebbe caduto recentemente in mano alle autorità.

lunedì 29 luglio 2013

Sostenitori di Mursi e dell'Ikhwan annunciano nuove proteste per oggi: si temono altri scontri e vittime!

Il faccione stolido e dal bassissimo indice occipitale (che indica ottusità e ristrettezza di idee) di Mohammed Mursi non é proprio il miglior "poster" attorno a cui radunarsi, ma i fedeli dell'Ikhwan musulmana in Egitto non hanno icone di maggior spessore da inalberare, devono quindi adattarsi alla bisogna. Dopo le manifestazioni pro-militari di venerdì (istigate dalla stessa giunta dell'Esercito) e i contro-rally che queste hanno scatenato la Fratellanza ha chiamato i suoi aderenti a raccolta anche oggi per "Una marcia di milioni che dovrà onorare i martiri dello scorso week-end).

Intanto, seppur timidamente, per non infastidire gli interessi di Usa e Israele nella destabilizzazione violenta del Paese delle Piramidi e nella polarizzazione della sua popolazione su fronti reciprocamente ostili, anche la nullità dell'UE, 'Lady Ashton' e il saltapicchio koreano dell'ONU, Ban Ki Moon hanno velatamente criticato il Cairo per "l'eccessiva violenza" usata per reprimere le manifestazioni del partito musulmano, risultate in dozzine di morti in tutto il paese.

Subito la giunta militare ha mandato un suo portavoce a tacitare le imbelli critiche di europei ed ONU agitando lo "spauracchio terrorista" a giustificare la strage di fine luglio. "Non possiamo scindere la repressione delle manifestazioni dai concreti rischi di terrorismo che attraversano il paese" ha dichiarato ai microfoni dei media amici (eredi dell'era autocratica di Mubarak) Moustafa Hegazy, 'consigliore' del Presidente imposto dai militari, Adly Mansour.

sabato 27 luglio 2013

L'appello di Al-Sisi alle manifestazioni di piazza causa almeno nove morti nella capitale egiziana!

Che un Generale, che si suppone debba essere un asciutto e rigido uomo d'ordine e di disciplina, vada in tv a incitare la parte della popolazione favorevole al suo 'colpo di mano' anti-Ikhwan perché scenda in massa in piazza a manifestare ci era sembrato da subito un comportamento irrituale e bizzarro, adesso, dopo che quell'invito alla mobilitazione si é tradotto in sanguinosi scontri con i sostenitori dell'Ex-presidente nei quali hanno trovato la morte almeno nove persone, ci sentiamo di dire che sia stata un'iniziativa del tutto azzardata e, come quasi tutte le 'trovate' politiche ultimamente partorite in Egitto, del tutto sfuggita di mano al suo istigatore.

Secondo le fonti ufficiali vi sarebbero anche duecento feriti; la Fratellanza Musulmana ha dichiarato che dei nove morti otto sarebbero suoi militanti che sarebbero stati colpiti a grande distanza da cecchini governativi che sparavano dai tetti sulla folla; tuttavia i referti ospedalieri parlano per la maggior parte di morti per ferite da arma da taglio e soltanto di un cadavere raggiunto da un proiettile alla testa.

Secondo molti osservatori gli scontri si ripeteranno e aggraveranno nel corso del week-end.

giovedì 25 luglio 2013

Caos in Egitto: l'Esercito chiede ai suoi sostenitori di scendere in piazza, prepara arresti per Badieh e i leader dell'Ikhwan!

In un bizzarro sviluppo della situazione nel Paese delle Piramidi il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale Al-Sisi, che all'inizio del mese é sceso in campo deponendo e mettendo sotto custodia l'allora Presidente Mohammmed Mursi ha chiesto, con un appello televisivo, ai cittadini che hanno salutato tale evento come una liberazione di scendere a loro volta in piazza dopo settimane in cui il monopolio delle manifestazioni pubbliche era passato decisamente nelle mani dell'Ikhwan dei Fratelli Musulmani.

E' veramente strano che una giunta militare cerchi di giustificare le proprie azioni col sostegno popolare e questo dimostra l'atipicità della situazione egiziana dove non é ancora chiaro come si emergerà dall'attuale crisi verso un processo di pacificazione e riconciliazione nazionale, specialmente perché i sostenitori dell'Ex-presidente sembrano intenzionati a non recedere di un millimetro dalle loro richieste.

Intanto é arrivata la notizia che l'autorità giudiziaria, su richiesta del Governo ad Interim abbia spiccato mandati di cattura per il leader dell'Ikhwan Mohamed Badieh e per otto suoi colleghi, accusati di avere "incitato alla violenza" nel corso degli ultimi giorni di manifestazioni e scontri che hanno causato undici morti .