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giovedì 13 dicembre 2018
GOLDFINGER! I curdacci dell'SDF attaccano Hajin alla ricerca spasmodica di SETTE TONNELLATE di oro dell'ISIS!!
"All'idea di quel metallo,
portentoso, onnipossente,
un vulcano, la mia mente,
incomincia a diventar..."
("Il Barbiere di Siviglia", Atto I, Scena I )
MI SEMBRAVA STRANO che i briganti curdi dell'SDF assaltassero Hajin, patendo persino i bombardamenti 'sbagliati' degli avvoltoi yankee per pura avversione ai takfiri dell'ISIS (coi quali, lo ricordiamo benissimo hanno trescato e cooperato fino all'altro ieri).
In realtà in ballo ci sono ben SETTEMILA CHILI D'ORO!
Una preda eccezionale per i masnadieri "kurdonki", per la quale sono dispostissimi a rischiare di farsi arrostire dal napalm e dal fosforo made in Usa!
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martedì 21 agosto 2018
Il 'predicatore' protestante arrestato in Turchia era stato fotografato in Iraq, nel 2003, mentre 'recuperava' l'oro della banca centrale irakena!
Andrew Branson è un agente dei servizi statunitensi che operava in Turchia sotto le spoglie di un 'predicatore' protestante.
Il protestantismo, specie nelle sue forme più bestiali (evangelici, testimoni di geova, mormoni, avventisti...) é uno strumento degli imperialisti anglo-sionisti per penetrare e dividere il tessuto sociale e culturale dei paesi che vogliono colpire.
Giustamente i Turchi lo hanno arrestato.
Apriti cielo, le chiuse della propaganda a stelle e strisce si spalancano:
"IL DITTATORE ERDOGAN PERSEGUITA UN 'UOMO DI CHIESA'!!!".
Il protestantismo, specie nelle sue forme più bestiali (evangelici, testimoni di geova, mormoni, avventisti...) é uno strumento degli imperialisti anglo-sionisti per penetrare e dividere il tessuto sociale e culturale dei paesi che vogliono colpire.
Giustamente i Turchi lo hanno arrestato.
Apriti cielo, le chiuse della propaganda a stelle e strisce si spalancano:
"IL DITTATORE ERDOGAN PERSEGUITA UN 'UOMO DI CHIESA'!!!".
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lunedì 17 novembre 2014
"L'OPEC continuerà il suo attacco contro Iran e Russia" (Per conto di Obama)
Una fonte semi-ufficiale, rappresentata dall'Ex-consigliere del Ministero saudita del Petrolio, Mohammed Suroor al-Sabban, ha dichiarato che l'OPEC (l'organizzazione dei paesi petroliferi egemonizzata dall'Arabia Saudita) non ha 'alcuna intenzione' di abbassare le sue attuali quote produttive (circa 30 milioni di barili al giorno).
Questo vuol dire che l'offensiva dei prezzi petroliferi scatenata per ordine del nero della Casa Bianca, mirata a tentare di danneggiare le economie di Russia e Iran, é almeno per ora destinata a continuare.
Come abbiamo spiegato nel nostro articolo in merito, tale 'offensiva' ha un costo altissimo per Obama, visto che mette totalmente fuori mercato l'impuro e inquinantissimo Shale Oil estratto negli Usa al costo di distruggere l'ambiente.
Invece, grazie alla enorme 'fame' di greggio a buon mercato della Cina (che deve costituire una riserva strategica in grado di farla sopravvivere per due-tre anni, in caso di guerra mondiale che interrompa o riduca grandemente i commerci) Iran e Russia stanno sopportando l'urto dei bassi prezzi vendendo quantità più alte del solito di greggio a Beijing.
Inoltre, il precipitare del prezzo del petrolio fa deprezzare anche i beni-rifugio, in primis l'oro, e questo permette a Mosca di aumentare considerevolmente la propria riserva aurea in prospettiva di una 'guerra economica' di lunga durata.
Questo vuol dire che l'offensiva dei prezzi petroliferi scatenata per ordine del nero della Casa Bianca, mirata a tentare di danneggiare le economie di Russia e Iran, é almeno per ora destinata a continuare.
Come abbiamo spiegato nel nostro articolo in merito, tale 'offensiva' ha un costo altissimo per Obama, visto che mette totalmente fuori mercato l'impuro e inquinantissimo Shale Oil estratto negli Usa al costo di distruggere l'ambiente.
Invece, grazie alla enorme 'fame' di greggio a buon mercato della Cina (che deve costituire una riserva strategica in grado di farla sopravvivere per due-tre anni, in caso di guerra mondiale che interrompa o riduca grandemente i commerci) Iran e Russia stanno sopportando l'urto dei bassi prezzi vendendo quantità più alte del solito di greggio a Beijing.
Inoltre, il precipitare del prezzo del petrolio fa deprezzare anche i beni-rifugio, in primis l'oro, e questo permette a Mosca di aumentare considerevolmente la propria riserva aurea in prospettiva di una 'guerra economica' di lunga durata.
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domenica 16 novembre 2014
L'Iran per aumentare la riserva aurea inaugura la più grande fonderia d'oro del Medio Oriente!!
Per fare fronte all'aggressione petrolifera vibrata obliquamente da Obama per mezzo dei suoi lacché sunniti degli emirati takfiri e wahabiti anche l'Iran, come la Russia di Putin, ha deciso di incrementare sensibilmente le proprie riserve di metallo giallo.
E, essendo la Persia una terra veramente benedetta dall'Altissimo quanto a ricchezze del suo sottosuolo (che oltre a Petrolio e Metano é anche ricchissimo di Rame, Minerali del Ferro, Bauxite e, appunto, Oro) la Repubblica Islamica Iraniana ha deciso di dotarsi di una grande e modernissima fonderia per il prezioso metallo, che é stata appena inaugurata a Zarshouran.
Il Vicepresidente Ishaq Jahagiri l'ha tenuta a battesimo ieri e ha dichiarato che, secondo le stime degli ingegneri, questa installazione (la più grande in attività in tutto il Medio Oriente e una delle più grande del mondo) produrrà tre tonnellate d'oro, una tonnellata e un quarto di argento e 500 kg di mercurio all'anno. Questo porterà la produzione iraniana d'oro a sei tonnelate l'anno, ma in futuro l'output aumenterà ulteriormente.
Lo scopo del potenziamento del settore minerario aurifero, come dichiarato dai dirigenti iraniani, é quello di portare il paese a produrre annualmente 25 tonnellate di metallo nobile l'anno, con un incremento di oltre il 400% rispetto ai livelli attuali.
E, essendo la Persia una terra veramente benedetta dall'Altissimo quanto a ricchezze del suo sottosuolo (che oltre a Petrolio e Metano é anche ricchissimo di Rame, Minerali del Ferro, Bauxite e, appunto, Oro) la Repubblica Islamica Iraniana ha deciso di dotarsi di una grande e modernissima fonderia per il prezioso metallo, che é stata appena inaugurata a Zarshouran.
Il Vicepresidente Ishaq Jahagiri l'ha tenuta a battesimo ieri e ha dichiarato che, secondo le stime degli ingegneri, questa installazione (la più grande in attività in tutto il Medio Oriente e una delle più grande del mondo) produrrà tre tonnellate d'oro, una tonnellata e un quarto di argento e 500 kg di mercurio all'anno. Questo porterà la produzione iraniana d'oro a sei tonnelate l'anno, ma in futuro l'output aumenterà ulteriormente.
Lo scopo del potenziamento del settore minerario aurifero, come dichiarato dai dirigenti iraniani, é quello di portare il paese a produrre annualmente 25 tonnellate di metallo nobile l'anno, con un incremento di oltre il 400% rispetto ai livelli attuali.
venerdì 14 novembre 2014
Putin si attrezza per la 'guerra economica' contro Obama e i suoi schiavi: acquisto record di 55 tonnellate d'oro per Mosca!!
Abbiamo notato un vivissimo interesse di voi lettori nel recente articolo sull'attacco vibrato da Obama contro le esportazioni russe di idrocarburi, che é diventato il più cliccato dell'intera settimana (nonostante sia stato pubblicato solamente ieri), quindi torniamo sull'argomento sperando di offrirvi ulteriori insight sulla questione.
Il primo effetto negativo dell'attacco alla Russia sta già colpendo il mercato dello sporchissimo, pessimo, inquinantissimo Shale Oil a stelle e strisce, che dà segni precoci di senescenza, se persino testate notoriamente filoamericane come Fatto Quotidiano e Sole 24 Ore ne danno notizia vuol dire che l'uovo é talmente marcio che tentare di coprirne il fetore é ormai fatica sprecata.
Inoltre, mentre la Cina continua i suoi mega-acquisti di greggio scontatissimo (comprandone moltissimo proprio da Putin, quindi direttamente aiutandolo a 'passare la nuttata' in attesa di un rialzo dei prezzi), il Cremlino non sta affatto con le mani in mano e approfitta del congiunturale ribasso dell'oro (con le commodities a prezzi di saldo anche i beni-rifugio si svalutano) per farne incetta e portare le proprie riserve auree oltre le 1150 tonnellate.
Solo nell'ultimo trimestre Mosca ha comprato più oro di tutto il resto dei più forti acquirenti mondiali messi insieme. Tra l'altro come mostra il grafico si vede benissimo che gli altri forti acquisti non li hanno piazzati i paesi occidentali, ma altre economie dell'orbita eurasiatica, come ad esempio: Khazakhstan, Azerbaijan, Tajikistan...
Ogni lingotto incamerato dalla Banca Centrale russa é un "proiettile" per una lunga guerra economica che Mosca ha tutta l'intenzione di vincere, col peso 'tellurico' delle sue materie prime, della sua riserva di metallo nobile e del Lavoro dei suoi cittadini, messo contro la moneta di carta e la finanza speculativa dell'anglo-sion-america, potenza talassocratica piratesca e predatrice.
Il primo effetto negativo dell'attacco alla Russia sta già colpendo il mercato dello sporchissimo, pessimo, inquinantissimo Shale Oil a stelle e strisce, che dà segni precoci di senescenza, se persino testate notoriamente filoamericane come Fatto Quotidiano e Sole 24 Ore ne danno notizia vuol dire che l'uovo é talmente marcio che tentare di coprirne il fetore é ormai fatica sprecata.
Inoltre, mentre la Cina continua i suoi mega-acquisti di greggio scontatissimo (comprandone moltissimo proprio da Putin, quindi direttamente aiutandolo a 'passare la nuttata' in attesa di un rialzo dei prezzi), il Cremlino non sta affatto con le mani in mano e approfitta del congiunturale ribasso dell'oro (con le commodities a prezzi di saldo anche i beni-rifugio si svalutano) per farne incetta e portare le proprie riserve auree oltre le 1150 tonnellate.
Solo nell'ultimo trimestre Mosca ha comprato più oro di tutto il resto dei più forti acquirenti mondiali messi insieme. Tra l'altro come mostra il grafico si vede benissimo che gli altri forti acquisti non li hanno piazzati i paesi occidentali, ma altre economie dell'orbita eurasiatica, come ad esempio: Khazakhstan, Azerbaijan, Tajikistan...
Ogni lingotto incamerato dalla Banca Centrale russa é un "proiettile" per una lunga guerra economica che Mosca ha tutta l'intenzione di vincere, col peso 'tellurico' delle sue materie prime, della sua riserva di metallo nobile e del Lavoro dei suoi cittadini, messo contro la moneta di carta e la finanza speculativa dell'anglo-sion-america, potenza talassocratica piratesca e predatrice.
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