I nostri lettori più attenti e fedeli ovviamente hanno già letto diversi articoli nei quali in passato evidenziavamo con dovizia di particolari e dettagli le innegabili connessioni tra il vecchio apparato spionistico-repressivo del regime di Saddam Hussein e gli alti e altissimi ranghi del cosiddetto 'ISIS', ma, visto che i dati statistici danno la nostra readership in costante aumento anche in questi mesi estivi (esattamente come l'anno scorso, solo che nel 2014 c'era la Guerra di Gaza a polarizzare l'interesse mondiale sulle vicende mediorientali)...ci sembra buona pratica ribadire il concetto ogniqualvolta emergano ulteriori prove a carico.
Secondo stime del Governo Irakeno almeno 100-150 ufficiali del regime di Saddam militano nel 'Daash', tutti con ruoli dirigenziali o come 'vice' locali di capi stranieri, che assistono con la loro conoscenza delle province e della società irakena.
Ai microfoni dell'Associated Press, l'ex-analista della CIA Patrick Skinner ammette che "le operazioni condotte dall'ISIS dallo scorso giugno a oggi non hanno nessun tratto distintivo dell'organizzazione terroristica come la conosciamo ma dimostrano un grado di efficienza nelle operazioni militari convenzionali, nello spionaggio e nella tecnica 'stay-behind' che sono proprie delle organizzazioni statali".
