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domenica 9 agosto 2015

"Saddamiti" e "Stato Islamico" sono una sola cosa, eterni burattini degli Usa per contrastare l'Asse della Resistenza!

I nostri lettori più attenti e fedeli ovviamente hanno già letto diversi articoli nei quali in passato evidenziavamo con dovizia di particolari e dettagli le innegabili connessioni tra il vecchio apparato spionistico-repressivo del regime di Saddam Hussein e gli alti e altissimi ranghi del cosiddetto 'ISIS', ma, visto che i dati statistici danno la nostra readership in costante aumento anche in questi mesi estivi (esattamente come l'anno scorso, solo che nel 2014 c'era la Guerra di Gaza a polarizzare l'interesse mondiale sulle vicende mediorientali)...ci sembra buona pratica ribadire il concetto ogniqualvolta emergano ulteriori prove a carico.
Secondo stime del Governo Irakeno almeno 100-150 ufficiali del regime di Saddam militano nel 'Daash', tutti con ruoli dirigenziali o come 'vice' locali di capi stranieri, che assistono con la loro conoscenza delle province e della società irakena.

Ai microfoni dell'Associated Press, l'ex-analista della CIA Patrick Skinner ammette che "le operazioni condotte dall'ISIS dallo scorso giugno a oggi non hanno nessun tratto distintivo dell'organizzazione terroristica come la conosciamo ma dimostrano un grado di efficienza nelle operazioni militari convenzionali, nello spionaggio e nella tecnica 'stay-behind' che sono proprie delle organizzazioni statali".

martedì 28 ottobre 2014

Sbirri sionisti aprono il fuoco su due giornalisti dell'Associated Prest a Silwad durante i funerali di Orwah Hammad!

Poliziotti del regime sionista di occupazione hanno preso di mira con le loro armi due fotografi accreditati dell'agenzia internazionale Associated Press nel corso dei funerali del quattordicenne Orwah Hammad, ucciso venerdì scorso in Cisgiordania.

Lazar Simeonov e Majdi Mohammed hanno riportato ferite di media entità quando, documentando le proteste seguite alle esequie del giovane palestinese di Silwad (con cittadinanza americana) massacrato dalle truppe sioniste, si sono trovati sotto il fuoco della sbirraglia di Tel Aviv.

L'Associated Press ha annunciato un reclamo ufficiale presso il Governo sionista; sia Simeonov che Mohammed avevano indosso le insegne di riconoscimento della stampa internazionale e stavano seguendo lo sviluppo delle proteste ben distanti dai manifestanti, chi li ha presi di mira voleva esplicitamente colpirli e impedire loro di riportare i dettagli della repressione razzista operata contro i legittimi abitanti della West Bank.

martedì 1 novembre 2011

Il Consiglio di Transizione in Libia nomina un "Signor Nessuno" a Capo del Governo, ma lascerà il potere solo tra 8 mesi!


Morto Gheddafi e archiviato l'intervento (o interferenza) militare della NATO, la Nuova Libia ha nominato l'uomo d'affari Abdel Rahi al-Qib come Capo dell'Esecutivo provvisorio incaricato di portare il paese fuori dalla guerra civile e verso le prime elezioni democratiche della sua storia.

Il Neopremier é stato eletto ieri con volot pubblico dai membri dell'autonominato Consiglio Nazionale di Transizione, come riportato con enfasi dall'Agenzia stampa statunitense AP; é stata una votazione a maggioranza strettissima con Al-Qib nominato con appena 26 voti su 51, il minimo necessario. Ingegnere elettrico di formazione il Capo del Governo é uno sconosciuto sulla scena politica e molti osservatori ritengono che su di esso siano confluiti i voti controllati da diversi ex-dignitari di Gheddafi che ritengono preferibile non esporsi direttamente nella nuova amministrazione, per dare credibilità all'apparenza di un 'cambiamento radicale' rispetto ai giorni del Colonnello e della sua Jamarhiya.

Le elezioni comunque non appaiono dietro l'angolo, essendo state previste attorno al giugno del 2013, quindi oltre a venti mesi da adesso. Secondo le previsioni del Consiglio Nazionale ci vorranno otto mesi soltanto per effettuare il completo passaggio di poteri a un'assemblea eletta, "piedi di piombo" nella Nuova Libia dunque, forse necessari per cancellare accuratamente tutte le 'malefatte' di Jalil e compagni e lasciare intatte per il pubblico ludibrio solo quelle della famiglia Gheddafi e dei suoi fedeli?
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venerdì 28 ottobre 2011

Il reuccio ascemita promette: "Darò più poteri al Parlamento...l'anno prossimo", ma chi gli crede?


Il Re di Giordania Abdallah II ha dichiarato che darà ai legislatori del Parlamento nazionale l'autorità di scegliere il Premier e di accettare la sua lista di Ministri, prerogative che nel piccolo regno mediorientale sono tuttora appannaggio del sovrano, come in una monarchia del diciottesimo secolo.

L'importante riforma, però, dovrà aspettare il 2012 per venire implementata e il Re manterrà sempre e comunque il potere di veto sulle decisioni della Camera; ha poi puntualizzato il consigliere reale Amjad Adaileh, secondo quanto riportato dall'agenzia statunitense Associated Press.

Il veto, inoltre, sarà esclusivo, cioé non lascerà alla Camera il potere di riproporre lo stesso candidato.

E' chiaro che con simili 'riforme', quand'anche venissero implementate, non vi é la benché minima speranza di disinnescare i movimenti di protesta che ormai da mesi travagliano il regno ascemita, chiedendo decisioni coraggiose e radicali, che scuotano fin nelle fondamenta un sistema politico incrostato di lassismo, corruzione, compiacenza e vetustà.

Anche oggi, dopo le consuete preghiere del venerdì, migliaia di persone sono scese in piazza ad Amman e negli altri centri maggiori della nazione.
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martedì 20 settembre 2011

Le proteste in Yemen fanno chiudere l'aeroporto di Sanaa, mentre la Guardia repubblicana bombarda con razzi la Prima Divisione Corazzata!


Lo Yemen ormai é a un passo dalla guerra civile; mentre proseguono senza interruzione le proteste che hanno ormai paralizzato il paese arrivano da più parti notizie di scontri armati tra unità dell'esercito rimaste fedeli al dittatore Ali Abdullah Saleh e altre forze passate invece a sostenere le ragioni dell'opposizione che chiede sue immediate dimissioni e una rapida transizione verso la democrazia dopo quasi trentun anni di regime autoritario.

Nelle ultime ore sembra che almeno quattro voli internazionali siano stati dirottati dall'hub della capitale verso l'aeroporto della città di Aden, nel Sud del paese; la notizia é stata diffusa dall'agenzia statunitense Associated Press, che ha citato come fonte un 'funzionario governativo che ha parlato in condizione di anonimato'; inoltre nella giornata di ieri sembra che manifestanti disarmati e militari passati con l'opposizione abbiano preso il controllo di avamposti della Guardia repubblicana, corpo di 'pretoriani' del regime comandati dal figlio del dittatore Ahmed Saleh.

E sarebbero proprio gli uomini della Guardia repubblicana i responsabili del massacro di 35 dimostranti avvenuto nel week-end e del bombardamento con razzi da 122 millimetri che ieri avrebbe colpito la base della Prima Divisione Corazzata, la formazione comandata dal Maggior Generale Ali Mohsen al-Ahmar (foto sopra) che da lungo tempo é passata con l'opposizione. Secondo l'agenzia ufficiale cinese Xinhua l'installazione militare, situata poco a Nord della capitale, sarebbe stata colpita da numerosi razzi caduti tutti nella sua parte meridionale e si lamenterebbero diverse vittime.

La Xinhua ha citato come fonte un Colonnello dell'esercito, senza specificarne il nome.
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sabato 23 luglio 2011

Manifestanti giordani denunciano il sostegno americano alla corrotta monarchia locale!


Una imponente marcia con migliaia di partecipanti ha attraversato Amman nella giornata di ieri, subito dopo le preghiere del venerdì, in protesta contro i tentativi americani di sostenere e puntellare la monarchia del reuccio Abdallah contro le sempre più intense spinte per la riforma e la democratizzazione del paese; nelle ultime giornata da Washington erano arrivati messaggi di sostegno per Abdallah e il suo governo, che ne esaltavano la 'moderazione' e lo definivano 'leale e buon alleato degli Usa'.

"Non vogliamo le ingerenze di Washington e non prendiamo ordini dalla Casa Bianca" ha dichiarato l'attivista Mohannad Safyin ai microfoni dell'Associated Press "Questo é il nostro movimento, la nostra protesta, statene fuori, Obama, Miss Clinton, per anni i vostri predecessori hanno sostenuto ogni forma di tiranno arabo contro la volontà dei popoli: Saleh, Mubarak, Ben Ali e tanti altri, tutti si sono macchiati del sangue dei loro popoli, come Re Hussein nel 1970".

I manifestanti hanno chiesto le dimissioni immediate del Primo Ministro Marouf al-Bakhit e una seria e accurata indagine sugli attacchi ai giornalisti e ai reporter condotti durante un recente sit-in ad Amman. Recentemente il reuccio Abdallah ha 'promesso' che in futuro nominerà soltanto Primi Ministri sostenuti da una maggioranza parlamentare anziché scelti arbitrariamente da lui, come usuale costume; infatti nel reame dell'ottimo alleato dei 'democratici' Stati Uniti il Parlamento eletto, ma lo si definirebbe meglio chiamandolo 'Duma', non può opporsi alla nomina reale del Premier.
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martedì 12 luglio 2011

Dimostranti accampati in piazza in Egitto vogliono le dimissioni di Tantawi, scontri a Suez


Il sit-in di massa iniziato venerdì non si é esaurito col week-end, all'alba di martedì sono ancora migliaia le persone che occupano pacificamente le piazze ad Alessandria, Suez, Il Cairo e numerose altre città più piccole. In particolare a Suez si sarebbero registrati scontri tra la polizia e i manifestanti, l'Associated Press riporta le dichiarazioni di dimostranti che denunciano il comportamento brutale delle autorità, punto differente da quello messo in atto sotto il regime di Mubarak.

Coloro che sono scesi in piazza domandano processi rapidi e severi per gli oligarchi e gli esponenti della dittatura caduta a febbraio e una chiara tabella di marcia per la transizione alla Democrazia. "Regime non vuole dire solo Mubarak e i suoi ministri", spiega un attivista in piazza Tahrir "ci sono dozzine, centinaia di burocrati e amministratori che devono la loro posizione all'ex-tiranno, lasciarli al loro posto è pericoloso".

I manifestanti hanno anche iniziato a chiedere le dimissioni del Maresciallo Mohamed Hussein Tantawi, capo della Giunta militare di Transizione, nonché lo stop immediato a tutti i processi a coloro che sono stati arrestati durante le proteste di gennaio e febbraio. Già perché mentre oligarchi e membri della cerchia di Mubarak beneficiano di 'maniche larghe' e sentenze lenienti nei procedimenti a loro carico gli arrestati nelle proteste di inizio anno stanno venendo giudicati (e condannati) quasi come se il 'cambio di regime' non ci fosse stato.
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martedì 10 maggio 2011

La Freedom Flotilla 2 salperà da Marsiglia dopo il 20 giugno!


Gli attivisti internazionali coinvolti nella preparazione della nuova flottiglia di aiuto umanitario verso la Striscia di Gaza assediata hanno in programma di salpare portando grandi quantità di articoli medici e di prima e primissima necessità verso l'enclave palestinese strangolata da Israele nel corso della terza settimana di giugno 2011.

Secondo un rapporto dell'Associated Press i gruppi e le ONG impegnate nell'organizzazione della nuova spedizione umanitaria, che quest'anno sarà intitolata all'esempio e alla memoria del volontario italiano "Vik" Arrigoni (sarà infatti battezzata "Stay Human" Flotilla) hanno stabilito il time frame della partenza durante un incontro a Parigi lo scorso week-end.

Il convoglio quest'anno consterà di circa una quindicina di navi e mille volontari ed attivisti. L'associazione turca IHH (Fondazione per i Diritti umani, le Libertà e il Soccorso umanitario) ha annunciato che le navi partiranno da diversi porti europei, la maggioranza da quello francese di Marsiglia.

Durante la scorsa spedizione umanitaria, a maggio 2010, Israele si rese responsabile dell'omicidio a sangue freddo di numerosi attivisti umanitari, assassinati dai 'commando' navali sionisti con colpi alla schiena e alla nuca mentre giacevano faccia a terra sul ponte della motonave 'Mavi Marmara'.


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