Ancora una volta con un decreto-legge del Presidente del Consiglio Haider Abadi più di trecento ufficiali dell'Esercito Irakeno sono stati mandati in pensione con effetto immediato; gli ex-occupanti americani avevano lasciato in servizio quantità enormi di vecchi ufficiali dell'Esercito di Saddam Hussein nel tentativo di lasciarsi dietro una forza sbilanciata, costosa e inefficiente per obbligare l'Irak a chiedere l'aiuto di Washington una volta che il 'babau' dell'ISIS fosse stato scatenato in Mesopotamia.
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martedì 14 aprile 2015
Haider Abadi combatte per l'Irak su due fronti: contro l'ISIS in prima linea e contro l'inefficienza 'made in Usa' nelle retrovie!
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giovedì 13 novembre 2014
Il Premier irakeno Abadi 'fa pulizie': licenziati o prepensionati 36 ufficiali dell'Esercito corrotti e inefficienti!
Approfittando del clima più rilassato dopo le importanti vittorie sui campi di battaglia e l'allontanamento dell'ISIS da molte località di importanza vitale, politica ed economica, oltre che militare, il Premier irakeno Haider Abadi ha iniziato un periodo di 'razionalizzazione' degli alti gradi militari mettendo al bando corruzione, settarismo e inefficienza.
Finora trentaquattro 'alti papaveri' sono finiti sotto la falce: ventisei direttamente licenziati (e non é chiaro se, di fronte a prove clamorose di inettitudine e corruzione non si possa procedere anche penalmente contro di loro), e un'altra decina più semplicemente 'invitati' a mettersi a riposo (speriamo col minimo di pensione!).
Non é chiaro se questo 'repulisti' abbia avuto luogo più tra gli scaldapoltrone del Ministero della Guerra (che sotto l'occupazione americana fu riempito di ogni sorta di cialtroni: esuli rimpatriati, collaborazionisti curdi e altra marmaglia) o tra i comandanti di unità sul campo, ma noi ci auguriamo che questa salutare 'purga' non sia che l'inizio di un processo di registrazione ed efficientamento (da condursi in coordinazione con Russia e Iran) di tutte le forze armate e di sicurezza irakene.
Finora trentaquattro 'alti papaveri' sono finiti sotto la falce: ventisei direttamente licenziati (e non é chiaro se, di fronte a prove clamorose di inettitudine e corruzione non si possa procedere anche penalmente contro di loro), e un'altra decina più semplicemente 'invitati' a mettersi a riposo (speriamo col minimo di pensione!).
Non é chiaro se questo 'repulisti' abbia avuto luogo più tra gli scaldapoltrone del Ministero della Guerra (che sotto l'occupazione americana fu riempito di ogni sorta di cialtroni: esuli rimpatriati, collaborazionisti curdi e altra marmaglia) o tra i comandanti di unità sul campo, ma noi ci auguriamo che questa salutare 'purga' non sia che l'inizio di un processo di registrazione ed efficientamento (da condursi in coordinazione con Russia e Iran) di tutte le forze armate e di sicurezza irakene.
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