Se questo pregevole mosaico con figure di pavoni e iscrizione in Greco fosse stato scoperto solo sei mesi fa sarebbe certamente stato rozzamente rimosso a picconate e inviato a Londra o a New York per venire venduto di contrabbando.
Perché questa testimonianza del millenario passato della Siria (che millenario lo é davvero) era celata sottoterra nella regione di Aqayrbat, che ancora poco tempo fa era occupata dai takfiri dell'ISIS.
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domenica 14 gennaio 2018
Preziosissimo mosaico ritrovato nei pressi di Aqayrbat, a pochi mesi dalla cacciata dei takfiri dell'ISIS dalla zona!
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domenica 4 dicembre 2016
In Svizzera ritrovati reperti archeologici siriani trafugati dall'ISIS e diretti a compratori occidentali!
(FOTO DI REPERTORIO)
La polizia elvetica ha confiscato a trafficanti diversi artefatti archeologici siriani depositati in un magazzino duty free di Ginevra, che erano in attesa di venire spediti nel Regno Unito, negli USA e in Canada (senza dubbio a compratori col cognome terminante in -stern, -berg, -winkel e -baum).
Lo riporta il Neue Zuricher Zeitung.
Nove artefatti, per la maggior parte sculture o parti di esse, indubitabilmente siriani e con ogni probabilità provenienti dall'area di Tadmur/Palmyra sono così stati recuperati e sottratti al traffico takfiro. La notizia conferma che le "distruzioni" dell'ISIS riguardavano solo copie e repliche e che invece i terroristi, su commissione o per avidità di guadagno hanno venduto tutto il vendibile a compratori occidentali e sionisti.
La polizia elvetica ha confiscato a trafficanti diversi artefatti archeologici siriani depositati in un magazzino duty free di Ginevra, che erano in attesa di venire spediti nel Regno Unito, negli USA e in Canada (senza dubbio a compratori col cognome terminante in -stern, -berg, -winkel e -baum).
Lo riporta il Neue Zuricher Zeitung.
Nove artefatti, per la maggior parte sculture o parti di esse, indubitabilmente siriani e con ogni probabilità provenienti dall'area di Tadmur/Palmyra sono così stati recuperati e sottratti al traffico takfiro. La notizia conferma che le "distruzioni" dell'ISIS riguardavano solo copie e repliche e che invece i terroristi, su commissione o per avidità di guadagno hanno venduto tutto il vendibile a compratori occidentali e sionisti.
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