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martedì 3 luglio 2018

Posto di blocco della marmaglia curda attaccato da insorti siriani che si dileguano prima dell'inutile rappresaglia, aiutati dalla popolazione!

Continua lo stato di agitazione anti-curda da parte della popolazione della Provincia di Raqqa, etnicamente araba ed assira e ferocemente contraria alla presenza (e alle angherie) dei lacché degli occupanti Americani e Francesi.

Due miliziani curdi dell'SDF sono stati uccisi e numerosi altri feriti in un attacco portato al posto di blocco che stavano sorvegliando; l'agguato é avvenuto presso Karama, nell'Est di Raqqa.

Un tardivo e inutile coprifuoco é stato dichiarato "ex post"; ma gli attaccanti, ovviamente, "nuotando nel popolo come il pesce nel mare" (per dirla con Mao) si sono resi irreperibili.

mercoledì 13 giugno 2018

A Mashlab e Romeileh la popolazione siriana scende in strada e manifesta contro gli occupanti curdi, che sparano sulla folla!

Siamo in grado di confermare che imponenti manifestazioni si sono avute nelle zone di Mashlab e Romeileh nel Nord e nel NordEst della Provincia di Raqqa.

I dimostranti chiedevano il ritiro della milizia curda SDF, subserviente ad Americani e Francesi e la riunione delle loro zone con quelle controllate dal legittimo Governo di Damasco.

Non é la prima volta che la popolazione siriana, araba, assira ed assadista, dimostra apertamente contro i Curdi fattisi lacché degli stranieri.

Come in altre occasioni i Curdi hanno reagito con violenza.

mercoledì 30 maggio 2018

Popolazione siriana in rivolta a Raqqa! I lacché curdi aprono il fuoco sui civili disarmati!

La situazione nel Governatorato di Raqqa é ormai pronta ad esplodere.

Migliaia di persone nel centro della città, tra le vie Al-Mashlab, Seif al-Dowleh e Al-Saqiyeh hanno protestato contro i lacché curdi degli Usa e della Francia.

I dimostranti hanno chiesto il ritiro di ogni forza militare straniera e il ritorno sotto l'egida del Governo siriano; a quel punto la canaglia curda ha aperto il fuoco contro i civili nel quartiere di Jameh al-Hassan.

martedì 10 gennaio 2017

In un esempio di solidarietà nazionale gli imprenditori di Aleppo raccolgono 100 milioni di lire siriane per le famiglie dei martiri!

E' molto difficile riuscire ad immaginare una categoria di persone che si trovi attualmente di fronte a un compito più improbo e impegnativo come gli imprenditori di Aleppo a cui tocca di ricostituire una metropoli già massimo centro industriale di tutta la Siria dalle devastazioni dei combattimenti e soprattutto dalle conseguenze dei saccheggi e delle rapine perpetrate dai briganti mercenari che l'occidente imbelle per hanni (se non tuttora) ha chiamato "ribelli".

Infatti costoro hanno scientemente depredato interi impianti ed opifici smontandone i macchinari e spedendoli in Turchia, in parte per procurarsi droga ed armi, ma anche, sottraendo a migliaia di Aleppini la possibilità fisica di lavorare, sperando di favorirne l'arruolamento tra le proprie fila.