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lunedì 24 dicembre 2018

Nella cittadina di Qamishli i leali cittadini siriani manifestano per un pronto ritorno dell'Esercito in tutta la Provincia di Hasakah!

Nella Siria ancora per poco illegalmente occupata dalle bande curde la leale popolazione aspetta con ansia il ristabilimento della legalità rappresentata dal Governo di Damasco e dal Presidente Assad.

Nella Provincia di Hasakah, i cittadini di Qamishli, dove i Curdi non sono mai stati bene accetti, hanno dimostrato invocando il ritorno in forze dell'Esercito Arabo Siriano, affinché si congiunga con la guarnigione locale.

Segue video della manifestazione:

sabato 28 luglio 2018

I Drusi del Golan Occupato manifestano la loro solidarietà ai correligionari di Sweida colpiti dagli attentati!

Più volte abbiamo parlato dei Drusi del Golan, questa fantastica comunità che nonostante oltre cinquanta anni di illegale occupazione sionista non cessa di dichiararsi orgogliosamente siriana e di attendere il momento del ricongiungimento con la madrepatria.

La notizia dei crudelissimi attentati con cui l'ISIS ha di recente colpito la comunità drusa di Sweida li ha naturalmente inorriditi e per questo motivo nella giornata di ieri essi si sono dati convegno per dichiarare pubblicamente la propria solidarietà coi loro correligionari.

martedì 3 luglio 2018

Posto di blocco della marmaglia curda attaccato da insorti siriani che si dileguano prima dell'inutile rappresaglia, aiutati dalla popolazione!

Continua lo stato di agitazione anti-curda da parte della popolazione della Provincia di Raqqa, etnicamente araba ed assira e ferocemente contraria alla presenza (e alle angherie) dei lacché degli occupanti Americani e Francesi.

Due miliziani curdi dell'SDF sono stati uccisi e numerosi altri feriti in un attacco portato al posto di blocco che stavano sorvegliando; l'agguato é avvenuto presso Karama, nell'Est di Raqqa.

Un tardivo e inutile coprifuoco é stato dichiarato "ex post"; ma gli attaccanti, ovviamente, "nuotando nel popolo come il pesce nel mare" (per dirla con Mao) si sono resi irreperibili.

mercoledì 13 giugno 2018

A Mashlab e Romeileh la popolazione siriana scende in strada e manifesta contro gli occupanti curdi, che sparano sulla folla!

Siamo in grado di confermare che imponenti manifestazioni si sono avute nelle zone di Mashlab e Romeileh nel Nord e nel NordEst della Provincia di Raqqa.

I dimostranti chiedevano il ritiro della milizia curda SDF, subserviente ad Americani e Francesi e la riunione delle loro zone con quelle controllate dal legittimo Governo di Damasco.

Non é la prima volta che la popolazione siriana, araba, assira ed assadista, dimostra apertamente contro i Curdi fattisi lacché degli stranieri.

Come in altre occasioni i Curdi hanno reagito con violenza.

mercoledì 30 maggio 2018

Popolazione siriana in rivolta a Raqqa! I lacché curdi aprono il fuoco sui civili disarmati!

La situazione nel Governatorato di Raqqa é ormai pronta ad esplodere.

Migliaia di persone nel centro della città, tra le vie Al-Mashlab, Seif al-Dowleh e Al-Saqiyeh hanno protestato contro i lacché curdi degli Usa e della Francia.

I dimostranti hanno chiesto il ritiro di ogni forza militare straniera e il ritorno sotto l'egida del Governo siriano; a quel punto la canaglia curda ha aperto il fuoco contro i civili nel quartiere di Jameh al-Hassan.

martedì 17 aprile 2018

Cittadinanza siriana sempre più esasperata verso la canaglia curda agli ordini di Washington! In Provincia di Raqqa marcia spontanea con bandiere e slogan pro-Assad!

Raqqa é ormai pronta ad esplodere.
Esasperata dalla violenza della canaglia curda, servile e subserviente verso gli Americani, la cittadinanza siriana della Provincia inizia ad auto-organizzarsi (come abbiamo già visto) per una campagna di Resistenza e anche chi non può prendere le armi fa il possibile per significare il proprio scontento, anche con manifestazioni simboliche.

sabato 13 gennaio 2018

A Manbij la popolazione fedele al Governo legittimo protesta contro gli abusi e le violenze della 'curdaglia' serva di Usa e Tel Aviv!

Gli abitanti di Manbij, città al 95 per cento araba, illegalmente occupata dalla canaglia curda al soldo di Usa e israhell, sono scesi in piazza per protestare contro l'assassinio di due giovani che erano stati rapiti dalla milizia "SDF" (quella che ci ha messo otto mesi a 'liberare' Raqqa e ci é entrata solo quando la CIA ha mediato con l'ISIS consentendo ai takfiri di evacuarla per andare a combattere i Siriani a Deir Ezzour).

lunedì 30 marzo 2015

Manifestazione congiunta a Jabalya tra Hamas e Jihad Islamica contro le dichiarazioni servili e vigliacche di Fatah!

Anziché pensare a come interrompere la loro vergognosa collaborazione con l'occupante sionista e come meglio combattere il continuo colonialismo sionista in Cisgiordania Mahmud Abbas e il suo quasi omonimo consigliere "per gli affari islamici" Mahmud Habbash hanno pensato bene di incitare la profana alleanza dei petroemiri wahabiti contro la Striscia di Gaza e i suoi due milioni di abitanti assediati, affamati e ancora piagati dalle conseguenze delle ultime aggressioni armate sioniste.

domenica 8 giugno 2014

Scontri a Tripoli tra sostenitori e avversari del Generale Haftar e della sua offensiva anti-milizie!!

Scontri con lancio di sassi e altri proiettili improvvisati sono scoppiati ieri a Tripoli quando un raduno di manifestati favorevoli all'Alzamiento dichiarato dal Generale Haftar sono entrati in contatto con altri dimostranti di convinzioni opposte.Dopo una prima fase senza l'uso di armi letali il suono di spari ha iniziato a risuonare per la piazza tripolina teatro del confronto e le folle rivali si sono contemporaneamente date alla fuga; in seguito membri dei due assembramenti si sono vicendevolmente accusati di avere iniziato a sparare, facendo sorgere la teoria che in realtà ad aprire il fuoco sia stato un terzo gruppo.Ad ogni modo non si sono registrati morti e anche i feriti portati ai punti di medicazione e di soccorso più vicini sembrano soffrire solo di contusioni ed ecchimosi e non di ferite da proiettile, rendendo credibile l'ipotesi che chi ha sparato l'abbia fatto in aria per disperedere le folle rivali.

Finora l'offensiva anti-milizie islamiche di Khalifa Haftar si é concentrata in Cirenaica, intorno a Bengasi,  ma evidentemente anche nella capitale vi sono sostenitori dell'Ex-capo di SM e della sua iniziativa.

mercoledì 8 gennaio 2014

Lo sciopero di migliaia di 'sans papiers' negri paralizza il regime ebraico di occupazione della Palestina!

Innaffiavano i loro orrendi giardinetti, lavavano le loro auto, portavano a spasso i loro cani, sciacquavano i loro piatti sporchi, accudivano i loro vecchi rimbambiti...non vi era compito faticoso e umiliante che, in una società pigra e cialtrona come quella dell'Apartheid di Tel Aviv, i membri del 'popolo eletto' non trovassero comodo demandare alla schiera immensa degli immigrati dell'Africa Nera, possibilmente da paesi destabilizzati dal terrorismo sionista (vedi Sud-Sudan), possibilmente senza documenti (e perciò facilmente ricattabili e arruolabili a compensi da fame).

Quando, per compiacere lo zoccolo duro dei razzisti "A Sei Punte", che ci tengono molto all'omogeneità 'cromatica' di eretz israel (tanto da arrivare a drogare le ebree etiopi con contraccettivi velenosi per 'evitare' che 'sfornino' troppi pargoli scuri) il governicchio di Benji Netanyahu ha cominciato ad attivare nuovi 'lager' per l'arresto e la deportazione degli Shvartser dalla 'terra promessa', questa enorme, dolente, laboriosa massa, finora docile e silenziosa anche di fronte ad aggressioni e soprusi, ha detto "basta" ed é entrata in sciopero.

Sono oramai tre giorni, da domenica 5, che le dozzine di migliaia di 'sans papiers' africani hanno incrociato le braccia e gli effetti sulla società sionista si sono fatti sentire tutti: la portavoce del movimento di protesta degl'africani, Sumaya Nedey, ha dichiarato che nella giornata di oggi dovrebbe tenersi una grande marcia pubblica da Tel Aviv ad Al-Quds ma non é certo se essa si potrà tenere o se verrà impedita (come e con quanta violenza, resta da vedersi) dalla sbirraglia sionazista.

domenica 28 luglio 2013

Scambio di accuse tra Fatah e Hamas sullo sfondo del dissidio civile egiziano, invero un triste spettacolo!

Quando, anziché fare fronte comune nel nome della Resistenza, i Palestinesi si lasciano pilotare e manovrare secondo le agende e gli interessi di parti terze che non hanno alcuna intenzione di portare avanti le loro rivendicazioni irrinunciabili e di contribuire in alcun modo alla conquista dei loro inalienabili Diritti, ecco che quello che é uno dei più dignitosi, nobili e coraggiosi popoli del mondo riesce a dare al mondo uno spettacolo tutt'altro che edificante.

E' questo, in sintesi, quel che é successo ieri in seguito alla artificosa 'manifestazione' inscenata a Ramallah dalla fazione Fatah per 'sostenere' l'opera della giunta militare del Generale Al-Sisi, che in Egitto ha esautorato e arrestato il Presidente eletto Mohammed Mursi e ha istigato una serie di scontri interni tra sostenitori dell'Ikhwan e suoi avversari che finora ha provocato numerose centinaia di morti.

Alcune centinaia di militanti di Fatah e di lavoratori pubblici dell'Autorità Nazionale Palestinese (il regime di Bantustan egemonizzato senza mandato da Fatah fin dal fallito Colpo di Stato del 2007) sono stati riuniti a Piazza Al Manara a Ramallah e vi sono rimasti alcune ore cantando slogan in favore di Al-Sisi e dei militari egiziani agurando, tra l'altro, che questi possano fare "piazza pulita" dei Fratelli Musulmani.

Subito da Gaza é partita la ritorsione del portavoce di Hamas Ihab Al-Ghusain che ha accusato Fatah "di voler vedere l'Egitto bruciare nella Guerra Civile" e ha accusato la fazione dell'usurpatore Mahmud Abbas di avere "entusiasticamente preso parte negli ultimi mesi alla campagna di menzogne e calunnie contro Hamas tramite i suoi uffici del Cairo e i suoi contatti con uomini del vecchio regime di Mubarak".



lunedì 4 marzo 2013

Nablus mobilita anche i suoi bambini per domandare la liberazione dei prigionieri politici palestinesi!

Così come parenti e genitori dei prigionieri politici palestinesi non esitano a protestare in comunione coi loro cari, imponendosi rinunce che possono rivelarsi anche fatali, le generazioni più giovani del popolo di Palestina non si astengono certo da manifestare la loro solidarietà e vicinanza ai detenuti che stanno combattendo quella stessa lotta che un domani diventerà la loro.

Con questo spirito migliaia e migliaia di bambini e ragazzi di Nablus e dintorni, in Cisgiordania, si sono radunati con bandiere e cartelli e striscioni che avevano realizzato da loro stessi chiedendo che i detenuti politici attualmente in sciopero della fame nelle galere dell'occupazione sionista vengano quanto prima rilasciati.

Ricordando l'esempio del recente martire Arafat Jaradat, morto per le conseguenze delle spietate torture inflittegli dagli aguzzini del regime ebraico, i giovani della West Bank hanno invitato anche la tiepida e ipocrita comunità internazionale a riconoscere una volta per tutte la criminale condotta israeliana e prendere le appropriate misure affinché essa sia sanzionata e punita a dovere.

martedì 12 febbraio 2013

Scendono in piazza a centinaia di migliaia i cittadini di Bassora per omaggiare il Premieri Maliki!

Come già annunciato su queste pagime, di fronte al velleitario tentativo turco e imperialista di unire in una sola chimerica organizzazione gli estremisti wahabiti di Al-Qaeda e Al-Nusr insieme agli ultimi rimsugli di nostalgici del regime di Saddam Hussein sta rapidamente mostrando tutta la sua impraticabilità la stragrande maggioranza dei cittadini mesopotamici non cessa di scendere in piazza in solidarietà con il Premier, ricordando che ogni suo gesto di Governo, finora, ha avuto come 'stella polare' l'autonomia e l'indipendenza del paese.

I cittadini di Bassora hanno bruciato in effige il sicofante di Saddam,  Izzat Ibrahim al-Douri, che indicano come il principale responsabile delle piccole manifestazioni violente che hanno punteggiato la provincia occidentale di Anbar nelle ultime settimane a partire dal momento in cui le guardie del corpo del Ministro delle Finanze, il sunnita  Rafieh al-Issawi (foto a Sx), sono state arrestate con prove schiaccianti che le legano a numerosi episodi di terrorismo nel paese.





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lunedì 14 gennaio 2013

Anche il Nord dell'Irak si mobilita per il Premier Al-Maliki: "La destabilizzazione 'made in usa' non passerà!"

Dopo le vaste manifestazioni di cui abbiamo reso conto nel corso del venerdì di preghiera e del sabato successivo, che hanno visto migliaia e migliaia di persone scendere in piazza nella capitale Bagdad e nei centri urbani del Sud del paese, Najaf e Bassora (dove la popolazione é a schiacciante maggioranza sciita) nella giornata di ieri anche la metropoli settentrionale di Mosul si é animata di cortei e di striscioni a favore del Premier Nouri al-Maliki.

La cosa riveste una particolare importanza nel panorama etnico-settario irakeno perché dimostra che il sostegno al Primo Ministro é trasversale e non coinvolge unicamente i suoi correligionari sciiti, evidente dimostrazione di quanto velleitari siano i tentativi (nemmeno troppo celati o occulti) degli Usa e delle potenze sunnite del Golfo di scatenare frizioni e malcontenti su base etnico-religiosa nel paese, per indebolire l'Asse della Resistenza Teheran-Bagdad-Damasco-Beirut.

La dimostrazione di Mosul é stata organizzata dal partito islamico Dawa'a il cui leader, Sceicco Ali al-Abdullah ha sottolineato l'opportunità di non abolire le misure anti-terrorismo e anti-baath che dalla caduta di Saddam Hussein impediscono a chiunque abbia fatto parte del passato regime di ricoprire cariche pubbliche o amministrative.
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giovedì 18 ottobre 2012

Grande esercitazione a Teheran per quindicimila membri della milizia popolare Basij!

I Basij, la milizia volontaria che salvò la Repubblica Islamica dall'aggressione concertata degli alfieri dell'arroganza imperialista globale coalizzatisi nel sostenere Saddam Hussein e la sua guerra di aggressione contro Teheran, si mobiliteranno domani in massa per una colossale esercitazione che vedrà circa quindicimila di loro, sotto la guida e la supervisione dello Stato Maggiore della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) impegnati per tre giorni proprio nelle zone Orientali della capitale e nei distretti immediatamente circostanti.

La manovra, soprannominata "Ala Beit Ol Moqaddas", é stata decisa alcune settimane fa come prova di sdegno e determinazione di fronte alle vigliacche e blasfeme offese mosse contro il Profeta dell'Islam da parte del 'regista' Sam Bacile e dei suoi finanziatori sionisti, produttori di un film di propaganda islamofoba. Come gesto d'inizio dell'esercitazione i Basij si riuniranno in Piazza della Palestina per una dimostrazione. In seguito si impegneranno in esercizi di combattimento contro minacce convenzionali e contro la sedizione organizzata.

I Basij si sono distinti nel 2009 per il loro impegno nello sventare i tentativi di sobillazione voluto dalle potenze imperialiste che cercarono di sabotare con vili accuse propagandistiche il regolare corso delle elezioni presidenziali.
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venerdì 5 ottobre 2012

Il reuccio ascemita scioglie il Parlamento e migliaia di cittadini scendono in piazza ad Amman chiedendo un cambiamento!

La Fratellanza Musulmana giordana ha lanciato nella giornata di ieri una immensa manifestazione detta "Il Venerdì della Salvezza Nazionale" portando in strada quasi centomila persone, dopo che il reuccio ascemita Abdullah, noto ai rotocalchi occidentalisti soprattutto per la sua appariscente moglie-trofeo, ha sciolto il Parlamento in vista di nuove elezioni dopo venti mesi di "balletto" di Primi Ministri inetti e di condizioni sociali ed economiche in caduta libera.

La dimostrazione si é incentrata sulla richiesta di una profonda revisione della legge elettorale e dei meccanismi costituzionali che, tuttora, vedono una eccessiva discrezionalità lasciata al sovrano e alla sua corte di sicofanti. Nel Parlamento giordano, non esattamente un faro di "democrazia" il voto degli elettori conta solo per il 12 per cento dei seggi! Eppure la Giordania viene ogni giorno lodata dagli ipocriti media occidentali e dalle imbelli cancellerie europee come "paese moderato"...moderato in cosa?
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sabato 5 maggio 2012

Migliaia di cittadini giordani scendono in piazza per chiedere l'abolizione del trattato di pace con Tel Aviv!

Sono stati migliaia e migliaia i cittadini giordani che sono scesi in strada nella capitale del regno ascemita, Amman, per invitare l'ennesimo Primo Ministro nominato dal reuccio Abdullah a troncare ogni genere di rapporto e relazione con il regime ebraico di occupazione della Palestina. Cantando slogan antisionisti i dimostranti dopo le usuali preghiere del venerdì hanno chiesto al Neopremier Fayez Tarawneh di espellere l'ambasciatore sionista in Giordania e di stracciare una volta per tutte l'accordo di pace con Tel Aviv, siglato dal vecchio sovrano Hussein nel 1994, quando "andava di moda" capitolare all'arroganza yankee nel mondo che si riteneva 'unipolare'.

Altre manifestazioni di protesta si sono anche tenute in numerose altre cittadine e centri minori della Giordania, suscitate proprio dal 18esimo anniversario di quell'infausta firma. Tra l'altro fu proprio l'attuale Primo Ministro Tarawneh a guidare la delegazione ascemita a porre quella firma e, facendolo tornare al potere dopo il suo primo mandato da Premier é quasi come se il Destino volesse dargli l'opportunità di correggere quel grave sbaglio.

"La normalizzazione con l'entità sionista deve finire subito, il Trattato di Wadi Araba per noi non ha alcun valore", dichiara deciso uno dei dimostranti antisionisti, mentre poco oltre i suoi compagni di manifestazione danno fuoco a una bandiera israeliana. I dimostranti hanno anche scandito slogan contro Washington, il Presidente Obama e il sostegno acritico dato da tutte le amministrazioni Usa all'occupazione sionista.
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sabato 31 marzo 2012

Dopo le preghiere del venerdì giovani egiziani abbattono le barriere di cemento fatte erigere l'anno scorso dalla Giunta Tantawi!


Dimostranti egiziani hanno abbattuto una delle numerose barriere di cemento erette dopo la strage di Maspero, lo scorso autunno, per ordine della giunta militare di Tantawi, in maniera da rendere più difficoltoso alle folle in protesta di poter raggiungere ministeri, palazzi governativi e altri 'punti sensibili' della capitale egiziana. Tutto questo é durato fino a ieri, quando, dopo le preghiere del venerdì, numerosi di dimostranti, perlopiù giovani, si sono radunati con martelli, piccozze, ganci e corde e, incitati dalla folla radunatasi, hanno dato l'assalto ai blocchi accatastati, aprendo un varco nel corso che collega Piazza Tahrir con la sede del Parlamento.

Secondo quanto riportato dall'Agence France Presse le forze dell'ordine, pur presenti sulla scena, non hanno ritenuto necessario intervenire. Nella società civile e in quella politica si va diffondendo sempre più nettamente il malcontento verso il Consiglio Supremo delle Forze Armate che, dopo avere permesso la transizione dall'immediata situazione post-Mubarak verso elezioni veramente democratiche adesso sembra voler 'sopravvivere alla sua utilità', non avendo ancora chiarito quando considererà concluso il suo mandato.

Nel prossimo futuro del paese si avvicinano i momenti della sentenza al processo per Hosni Mubarak e i suoi due figli, che per i loro ruoli in trent'anni di dittatura, repressione e per l'uccisione di ottocento persone durante le rivolte dello scorso anno potrebbero anche venire condannati a morte e quella dell'elezione del nuovo Presidente del paese, la cui nomina renderebbe veramente pleonastica la figura del capo della giunta militare, Maresciallo Tantawi, e dei suoi colleghi generali.
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ATROCE! Foto esclusive di "Palaestina Felix" mostrano SS sionaziste che ustionano un dimostrante palestinese sparandogli spray al peperoncino direttamente in faccia!

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venerdì 16 marzo 2012

Studenti giordani manifestano all'Università di Amman per chiedere l'espulsione dell'ambasciatore sionista!


L'agenzia stampa della Repubblica Popolare Cinese, la Xinhua, ha riportato la notizia che un paio di migliaia di studenti universitari giordani dell'ateneo di Amman si sono radunati ieri in un sit-in presso il campus per chiedere l'immediata chiusura delle relazioni diplomatiche con il regime sionista di occupazione e l'espulsione dell'ambasciatore di Tel Aviv. Richiesta che regolarmente riemerge nelle frequenti manifestazioni che hanno scosso il regno ascemita nell'ultimo anno, per reazione al malgoverno e come effetto delle proteste della 'Primavera Araba' negli altri paesi della regione, la richiesta di chiusura dell'ambasciata sionista é stata ieri reiterata a causa dei continui attacchi aerei alla Striscia di Gaza.

Gli studenti hanno chiesto al Re Abdallah II di denunciare il disgraziato 'Trattato di Wadi Araba', firmato nel 1994, con il quale il suo predecessore Hussein riconosceva il regime ebraico e hanno invitato l'Egitto ad aprire del tutto il varco di confine di Rafah ponendo unilateralmente fine al blocco sionista del ghetto palestinese assediato. I giovani giordani hanno così echeggiato richieste e inviti simili arrivate in questi ultimi giorni dalla Cina, dall'Iran, dalla Turchia e dal Segretariato Generale della Lega Araba.

All'inizio della settimana sembrava che Israele, piegato dalla incessante rappresaglia palestinese che non ha interrotto per un solo istante la risposta militare a base di razzi e colpi di mortaio, fosse disposto ad accettare la proposta di tregua offerta dall'Egitto, ma, meno di 24 ore dopo, gli attacchi militari contro l'enclave palestinese costiera sono ripresi, anche se finora senza vittime; la Resistenza di Gaza ha annunciato di avere preso atto della fallacia dell'impegno sionista per la tregua e di essere pronta a riprendere le proprie risposte militari.
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