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venerdì 21 dicembre 2012

Ancora un morto in Bahrein grazie all'uso sconsiderato dei gas tossici di Obama, graziosamente venduti alle tirannie petrolifere del Golfo!

Si chiama Bassil al-Qattan l'ultima vittima della repressione della pacifica protesta popolare portata avanti nell'ipocrita silenzio dei media internazionali, dell'opinione pubblica e persino degli autonominatisi "paladini dei Diritti Umani" dal tiranno sunnita del Bahrein, Re Al-Khalifa, con l'aiuto di Arabia Saudita, Qatar, altri despotati petroliferi filo-occidentali e degli Usa che ne adoperano l'isola come base per la Quinta Flotta.
Ma il regime di Obama vende anche al tiranno di Manama il gas 'Combined System' che é stato usato per soffocare a morte Al-Qattan e tante altre delle centinaia, forse migliaia di vittime della repressione filoimperialista finora sacrificate dal coraggioso popolo Bahreini che non ha intenzione di piegarsi fino a che non avrà visto l'autocrazia abbattuta e la democrazia instaurata.
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sabato 17 settembre 2011

Il gas urticante 'Made in Usa' fa ancora un morto in Barhein!


Un altro civile Bahreini, impegnato a dimostrare contro il corrotto regime della casa regnante Al-Khalifa, é stato soffocato a morte dal Gas urticante CS, prodotto negli Stati Uniti e generosamente regalatao dall'Amministrazione del 'Nobel per la Pace' Barack Hussein Obama a tutti i regimi autoritari e dittatoriali amici di Washington, fra cui appunto quello che occupa contro la volontà popolare la celebre "Isola delle Perle".

Seyyed Saleh al-Hallai, questo il nome della vittima, é stato dichiarato morto in ospedale dopo ore di agonia, trascorse da quando, durante una manifestazione dispersa dagli scherani di Al-Khalifa, era collassato al suolo dopo essere stato avvolto da una densa nube di agente chimico, sparato dalle truppe saudite e dai mercenari pachistani al servizio del sovrano in maniera totalmente contraria alle prescrizioni d'uso.

Infatti i candelotti lacrimogeni dovrebbero venire sparati verso l'alto, alla maniera dei colpi di mortaio, in modo che innalzandosi sopra la folla e poi ricadendovi sopra essi emettano una vasta ma sottile cortina di gas, che costringa i dimostranti ad arretrare e disperdersi. Ma gli sgherri di Al-Khalifa, imparando la lezione dalle SS sioniste, dai gendarmi dell'Apartheid sudafricano e dai macellai britannici di Madama Thatcher in Ulster sparano i candelotti in linea diretta, in maniera che essi emettano tutta la loro carica nel punto dove atterrano, creando concentrazioni di gas del tutto intollerabili e mortali.

Nelle stesse ore in cui moriva Al-Hallai, migliaia e migliaia di cittadini prendevano parte alle esequie di Seyyed Jawad Hashem, il ventisettenne morto per le stesse cause pochi giorni prima; durante la processione funebre, trasformatasi 'motu proprio' nell'ennesima manifestazione di protesta civile, lo slogan più intonato era: "Presto o tardi, il popolo riporterà la sua Vittoria", testimonianza che nessuno, nella bellissima e sfortunata "Isola delle Perle" ha intenzione di lasciare che il sacrificio di Hashem e di Al-Hallai sia avvenuto invano.
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