I gas 'lacrimogeni' vengono usati dagli avvelenatori di Tel Aviv contro ogni protocollo di sicurezza, con candelotti lanciati direttamente contro le folle di abitanti legittimi della Palestina in maniera che tutta la loro carica tossica si scarichi subito provocando ustioni ai polmoni e collassi cardiocircolatori anziché disperdersi in velo sopra una vasta aerea per causare fastidio e disperdere gli assembramenti.
Ovviamente i sionisti sanno benissimo come 'dovrebbero' venire usati i candelotti ma addestrano apposta i loro sbirri per utilizzarli in maniera letale. Con l'autopsia del Ministro dell'ANP Ziad abu Ein, morto per infarto mentre stava compiendo un atto di Resistenza simbolica in Cisgiordania, si é vista confermata l'ipotesi che la massiccia esposizione al gas CS sia stata la causa principale della morte e non il brutale pestaggio (che pure é avvenuto).
Persino il 'perito' sionista di fronte ai rilevamenti clinici degli altri medici non ha potuto sollevare obiezioni e ha dovuto sottoscrivere la dichiarazione finale con cui si é concluso l'esame post-mortem.
Abu Ein aveva soltanto 55 anni e stava per piantare un ulivo nella terra violentata dai fanatici razzisti ebrei degli insediamenti illegali.
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venerdì 12 dicembre 2014
L'autopsia di Ziad abu Ein dimostra che il gas degli avvelenatori sionisti é stato causa principale del suo infarto!
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venerdì 7 febbraio 2014
Sbirri sionazisti a Bilin (West Bank) si "gassano" da soli attivando una granata chimica nella loro jeep!
La malvagità é sempre stupida; così testimoniano queste immagini esclusive che mostrano come i mazzieri del regime giudaico di occupazione della Palestina non riescano nemmeno a maneggiare i loro candelotti soffocanti di "Gas CS" dentro a una jeep senza farne esplodere uno rischiando di ammazzarsi con le loro stesse mani.
Più di una volta abbiamo denunciato come gli sbirri sionazisti sparino volontariamente i candelotti soffocanti in mezzo alle folle (oppure li lancino dentro ambienti chiusi) col risultato che la massiccia emissione di gas in mezzo ai cittadini Palestinesi spesso asfissia (per davvero!) le vittime di questa guerra chimica: i candelotti dovrebbero venire lanciati in alto per spargere una sottile cortina di urticante sopra la folla da 'contentere'.
Ogni volta che si sono date armi 'non letali' a forze di occupazione (in Sudafrica, in Ulster, in Palestina) queste hanno trovato la maniera per usarle nella maniera più vulnerante possibile, andando contro le norme di impiego e i protocolli di sicurezza.
Più di una volta abbiamo denunciato come gli sbirri sionazisti sparino volontariamente i candelotti soffocanti in mezzo alle folle (oppure li lancino dentro ambienti chiusi) col risultato che la massiccia emissione di gas in mezzo ai cittadini Palestinesi spesso asfissia (per davvero!) le vittime di questa guerra chimica: i candelotti dovrebbero venire lanciati in alto per spargere una sottile cortina di urticante sopra la folla da 'contentere'.
Ogni volta che si sono date armi 'non letali' a forze di occupazione (in Sudafrica, in Ulster, in Palestina) queste hanno trovato la maniera per usarle nella maniera più vulnerante possibile, andando contro le norme di impiego e i protocolli di sicurezza.
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martedì 26 febbraio 2013
Scandalo in Egitto: il Governo avrebbe comprato 140.000 granate di gas urticante "in preparazione" delle elezioni politiche!
Mentre anche il partito d'opposizione guidato dal semi-sconosciuto Hamdeen Sabahy decide di imitare Mohamed El-Baradei invitando i propri aderenti e simpatizzanti a non recarsi a votare alle prossime elezioni parlamentari annunciate dal Governo e dai partiti attualmente al potere, il quotidiano "Egypt Independent" ha lanciato uno 'scoop' destinato a pesare non poco sul clima di tranquillità politica del Paese delle Piramidi.Il giornale avrebbe infatti rivelato come nel corso del passato mese di gennaio il Governo in carica avrebbe concluso accordi con gli Usa per l'acquisto di ben 140mila granate di gas urticante "CS", lo stesso ampiamente usato dagli sgherri di Mubarak contro i manifestanti di Piazza Tahrir e quotidianamente riversato contro i Palestinesi dei territori occupati dal regime ebraico.
Con questo genere di "riserva" a cui attingere e un clima interno sempre estremamente teso sembra molto difficile che il 22 aprile, secondo le intenzioni del Governo e del Presidente Mursi, possano tenersi regolarmente elezioni condivise e accettate da tutto l'arco costituzionale.
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venerdì 21 dicembre 2012
Ancora un morto in Bahrein grazie all'uso sconsiderato dei gas tossici di Obama, graziosamente venduti alle tirannie petrolifere del Golfo!
Si chiama Bassil al-Qattan l'ultima vittima della repressione della pacifica protesta popolare portata avanti nell'ipocrita silenzio dei media internazionali, dell'opinione pubblica e persino degli autonominatisi "paladini dei Diritti Umani" dal tiranno sunnita del Bahrein, Re Al-Khalifa, con l'aiuto di Arabia Saudita, Qatar, altri despotati petroliferi filo-occidentali e degli Usa che ne adoperano l'isola come base per la Quinta Flotta.
Ma il regime di Obama vende anche al tiranno di Manama il gas 'Combined System' che é stato usato per soffocare a morte Al-Qattan e tante altre delle centinaia, forse migliaia di vittime della repressione filoimperialista finora sacrificate dal coraggioso popolo Bahreini che non ha intenzione di piegarsi fino a che non avrà visto l'autocrazia abbattuta e la democrazia instaurata.
Ma il regime di Obama vende anche al tiranno di Manama il gas 'Combined System' che é stato usato per soffocare a morte Al-Qattan e tante altre delle centinaia, forse migliaia di vittime della repressione filoimperialista finora sacrificate dal coraggioso popolo Bahreini che non ha intenzione di piegarsi fino a che non avrà visto l'autocrazia abbattuta e la democrazia instaurata.
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mercoledì 17 ottobre 2012
Le ultime vittime dei gas tossici di Re Al-Khalifa: un dimostrante e una bimba di nemmeno un anno!
Una cosa si può dire delle tirannidi impiantate e coltivate in Medio Oriente dall'arroganza imperialista globale. Esse non retrocedono di fronte a nessuna iniquità, per esse la crudeltà più disumana é una abitudine costante, che esse si chiamino 'Regime ebraico in Palestina', 'Dinastia Al-Saoud', 'Dinastia Al-Thani', 'Dinastia Al-Khalifa', 'Terroristi wahabiti in Siria' o in qualunque altra versione si declinino i vari nomi e sigle del servilismo e dell'abiezione.
Secondo i più recenti dispacci delle agenzie internazionali nell'Isola-Stato di Barhein due nomi si sono aggiunti a quelli delle centinaia e centinaia di vittime della repressione reale (facilitata da truppe saudite, qatariote e dai crudeli e fanatici mercenari reclutati in Pachistan) che prosegue indisturbata nel totale disinteresse e silenzio ipocrita dei principali "difensori dei diritti umani" (quando fa loro comodo).
Uno dei due morti era un uomo adulto che aveva preso parte a una marcia di protesta, ma la seconda, Huda Sayed Nima Sayed Hassan, era una bambina di nemmeno un anno, avvolta e soffocata a morte dalla coltre di gas urticante "Made in Usa" venduto dal Nobel per la Pace Obanana al suo alleato Re Al-Khalifa.
I protocolli di uso degli agenti gasogeni urticanti proibiscono severamente di sparare i candelotti contro case o edifici proprio per evitare che un ambiente, da essi saturato, si trasformi in una camera a gas. E proprio in una vera 'camera a gas' che prima era la sua cameretta, ha trovato la morte la piccola Nima, ennesima vittima illamentata della follia dei tiranni sunniti del Golfo.
Secondo i più recenti dispacci delle agenzie internazionali nell'Isola-Stato di Barhein due nomi si sono aggiunti a quelli delle centinaia e centinaia di vittime della repressione reale (facilitata da truppe saudite, qatariote e dai crudeli e fanatici mercenari reclutati in Pachistan) che prosegue indisturbata nel totale disinteresse e silenzio ipocrita dei principali "difensori dei diritti umani" (quando fa loro comodo).
Uno dei due morti era un uomo adulto che aveva preso parte a una marcia di protesta, ma la seconda, Huda Sayed Nima Sayed Hassan, era una bambina di nemmeno un anno, avvolta e soffocata a morte dalla coltre di gas urticante "Made in Usa" venduto dal Nobel per la Pace Obanana al suo alleato Re Al-Khalifa.
I protocolli di uso degli agenti gasogeni urticanti proibiscono severamente di sparare i candelotti contro case o edifici proprio per evitare che un ambiente, da essi saturato, si trasformi in una camera a gas. E proprio in una vera 'camera a gas' che prima era la sua cameretta, ha trovato la morte la piccola Nima, ennesima vittima illamentata della follia dei tiranni sunniti del Golfo.
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domenica 29 gennaio 2012
Amnesty International attacca il Governo inglese: "Vende gas urticanti ai tiranni del Golfo che li usano contro la loro gente!"
La celebre ONG umanitaria Amnesty International ha rivelato in un suo recente rapporto come il Governo inglese, i cui rappresentanti pretendono di passare giudizi e porsi come paragoni di Democrazia, Libertà e altre consimili fole, abbia autorizzato l'esportazione verso il Regno del Barhein di 'enormi quantità' di gas urticanti, che verranno chiaramente usati dal tiranno locale Re Al-Khalifa per reprimere le proteste della popolazione che da mesi e mesi scende regolarmente in piazza sfidando la brutalità degli sgherri del regime sunnita, degli invasori sauditi venuti a dar loro manforte e dei mercenari pachistani assoldati come "truppa di complemento" a suon di petrodollari insanguinati.
Oliver Sprague, Direttore del 'Programma Armi' di Amnesty International UK ha dichiarato: "Il Governo inglese con questa decisione rinnega e infanga ogni sua precedente posizione a favore dei Diritti Umani, e lo fa per la ragione più bassa e meschina, per il mero guadagno monetario. Londra non dovrebbe permettere il trasferimento di sistemi ed equipaggiamenti che verranno sicuramente usati per uccidere, torturare e opprimere manifestanti civili".
Ricordiamo che se i gas urticanti in questione fossero usati contro soldati nemici sul campo di battaglia il loro impiego verrebbe considerato "crimine di guerra" in quanto pienamente rispondenti ai criteri dei trattati internazionali sulle armi chimiche, ma, siccome vengono invece usati contro la normale popolazione impegnata in azioni di protesta, allora il loro impiego non contravviene a nessun accordo o documento. Anche per questo Sprague dichiara: "I recenti accadimenti in Medio Oriente dimostrano più che chiaramente il perché sia essenziale includere l'impiego di questi mezzi repressivi contro i civili nei trattati internazionali sull'uso e il controllo delle armi".
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sabato 17 settembre 2011
Il gas urticante 'Made in Usa' fa ancora un morto in Barhein!
Un altro civile Bahreini, impegnato a dimostrare contro il corrotto regime della casa regnante Al-Khalifa, é stato soffocato a morte dal Gas urticante CS, prodotto negli Stati Uniti e generosamente regalatao dall'Amministrazione del 'Nobel per la Pace' Barack Hussein Obama a tutti i regimi autoritari e dittatoriali amici di Washington, fra cui appunto quello che occupa contro la volontà popolare la celebre "Isola delle Perle".
Seyyed Saleh al-Hallai, questo il nome della vittima, é stato dichiarato morto in ospedale dopo ore di agonia, trascorse da quando, durante una manifestazione dispersa dagli scherani di Al-Khalifa, era collassato al suolo dopo essere stato avvolto da una densa nube di agente chimico, sparato dalle truppe saudite e dai mercenari pachistani al servizio del sovrano in maniera totalmente contraria alle prescrizioni d'uso.
Infatti i candelotti lacrimogeni dovrebbero venire sparati verso l'alto, alla maniera dei colpi di mortaio, in modo che innalzandosi sopra la folla e poi ricadendovi sopra essi emettano una vasta ma sottile cortina di gas, che costringa i dimostranti ad arretrare e disperdersi. Ma gli sgherri di Al-Khalifa, imparando la lezione dalle SS sioniste, dai gendarmi dell'Apartheid sudafricano e dai macellai britannici di Madama Thatcher in Ulster sparano i candelotti in linea diretta, in maniera che essi emettano tutta la loro carica nel punto dove atterrano, creando concentrazioni di gas del tutto intollerabili e mortali.
Nelle stesse ore in cui moriva Al-Hallai, migliaia e migliaia di cittadini prendevano parte alle esequie di Seyyed Jawad Hashem, il ventisettenne morto per le stesse cause pochi giorni prima; durante la processione funebre, trasformatasi 'motu proprio' nell'ennesima manifestazione di protesta civile, lo slogan più intonato era: "Presto o tardi, il popolo riporterà la sua Vittoria", testimonianza che nessuno, nella bellissima e sfortunata "Isola delle Perle" ha intenzione di lasciare che il sacrificio di Hashem e di Al-Hallai sia avvenuto invano.
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lunedì 31 gennaio 2011
ONG accusa Israele di stare rifornendo la polizia egiziana di gas urticanti, manganelli e proiettili anti-rivolta!
Il Network internazionale per i Diritti e lo Sviluppo ha dichiarato che Israele starebbe offrendo supporto logistico alla polizia e alle forze di sicurezza egiziane rifornendole di quei materiali come proiettili di plastica con anima in metallo, candelotti e granate lacrimogene, manganelli e altri implementi "anti-rivolta", che non mancano mai nei munitissimi arsenali repressivi dello Stato ebraico.
| Israele possiede una delle più brutali e spietate polizie del Medio Oriente |
| Netanyahu a colloquio con Hosni Mubarak nel recente passato. |
Netanyahu ha chiuso il suo discorsetto chiedendo ai colleghi di Governo di evitare di lasciarsi andare a previsioni o auspici riguardo l'evoluzione della situazione in Egitto e negli altri paesi scossi da rivolte.
domenica 30 gennaio 2011
L'esercito egiziano è festeggiato dalla folla, Mubarak "licenzia" il Governo, la protesta però continua
L'esercito egiziano é sceso in forze nelle strade ma, smentendo le preoccupazioni degli osservatori (noi compresi) che temevano una 'Tienanmen all'ombra delle Piramidi', non per schiacciare le proteste nel sangue.
Anzi.
Come testimoniano queste numerose e interessanti foto i militari, di truppa ma anche ufficiali, si sono prodigati nello spiegare ai cittadini in piazza che non erano arrivati per combatterli, ma solo per prevenire saccheggi, distruzioni ed episodi di sciacallaggio mentre la popolazione continua le sue dimostrazioni anti-Mubarak.
Potrebbe essere un nuovo punto di svolta perché, se confermato, questo indirizzo testimonierebbe come le Forze Armate non ci tengano a diventare il "randello" di Mubarak, ruolo che, se garantirebbe ai loro scaglioni superiori di capitalizzare la riconoscenza del 'faraone', certo guadagnerebbe alle truppe in strada e all'istituzione dell'Esercito il perdurante odio della popolazione.
Da parte sua Mubarak si é distinto per un ragguardevole esempio di "troppo poco troppo tardi" quando il suo messaggio televisivo alla nazione, che aveva imposto l'alt persino alle frenetiche (ma scoordinate) attività del Dipartimento di Stato Usa, ansioso di conoscere con quale 'asso nella manica' il Faraone del Cairo avrebbe affrontato la rivolta del suo popolo.
Ebbene Mubarak, apparso provato e stranito, si é limitato a rivolgere generici appelli alla calma e a promettere un immediato rimpasto del Governo; ma i dimostranti egiziani non stanno gridando "Governo vattene" da tre giorni consecutivi, loro vogliono che sulla via dell'esilio (magari Saudita?) ci vada proprio lui.
La moderazione e il 'reaching out' degli uomini in mimetica non sono però state minimamente imitate dai poliziotti dei reparti antisommossa, che hanno continuato con le loro tattiche dalla 'mano pesante' utilizzando senza risparmio candelotti lacrimogeni, proiettili di plastica dall'anima in metallo e getti d'acqua ad alta pressione (tutti 'doni antiterrorismo' del generoso Zio Sam), facendo lievitare il bilancio dei morti sopra la trentina.
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