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sabato 19 ottobre 2013

Continuano gli approcci del Qatar nei confronti di Assad: portavoce questa volta Abbas Ibrahim!

Riprendiamo dal canale televisivo panarabo "Al-Mayadeen TV" la notizia che, perserverando nei tentativi di recuperare relazioni pacifiche con Damasco il neo-emiro del Qatar, Tamim al-Thani, si sia servito come ambasciatore del generale libanese Abbas Ibrahim, recentemente impegnato in un tour che lo ha portato a Doha, Ankara e infine a Damasco per garantire il rilascio dei pellegrini libanesi recentemente liberati.

Ibrahim avrebbe raccolto nella capitale dell'Emirato del Golfo una missiva confindenziale dell'Emiro diretta al Presidente Assad e l'avrebbe consegnata direttamente a lui all'arrivo in Siria.

Già a inizio mese si era vociferato di una mossa diplomatica della nuova dirigenza di Doha verso un Assad sempre più saldamente al potere in Siria, per superare l'impasse di ostilità e sostegno ai terroristi mercenari che era stata creata dall'ostinazione del vecchio emiro Al-Thani, fino all'ultimo coinvolto nel finanziamento ai gruppi armati mercenari attivi in Siria.

Anche in questo caso, come in quello del messaggio recato da Zaki Abbas, la risposta di Damasco sarebbe stata interlocutoria: "Sarà il popolo siriano a decidere dei futuri rapporti tra le nostre due nazioni".

Allo stato attuale delle cose, l'Emiro Tamim potrebbe già vederla come un segnale incoraggiante, perlomeno Assad sembra non giudicarlo direttamente coinvolto nelle disgraziate scelte di suo padre che hanno causato sofferenze, disagi e morte a centinaia di cittadini siriani.

venerdì 11 ottobre 2013

Zaki Abbas nella sua visita a Damasco avrebbe portato ad Assad le "scuse" del nuovo Emiro del Qatar!

Riportiamo un aggiornamento emesso poco fa da TG24 Siria e dal Comitato Italia-Siria secondo il quale nel suo recente viaggio a Damasco il rappresentante dell'Anp Zaki Abbas avrebbe recapitato al Presidente Assad un importante messaggio diplomatico.

Sembra infatti, che nel graduale (ma sempre più deciso) processo di "riposizionamento" politico-diplomatico del suo regno (rispetto alle posizioni assunte dal suo immediato predecessore) l'Emiro del Qatar Tamim al-Thani abbia deciso di cessare il sostegno del suo paese all'insorgenza mercenaria in Siria e di recuperare relazioni il più distese possibile con il Governo legittimo.

Di informare Assad di tale 'cambio di rotta' si sarebbe quindi incaricato Zaki Abbas, per conto di una dirigenza dell'Anp/Fatah evidentemente ansiosa di giocare un ruolo "facilitatore" nello scioglimento delle tensioni regionali dopo aver passato la maggior parte del tempo della crisi siriana in una scomoda posizione 'attendista'.

E' ignota finora, la reazione del Presidente Assad all'apertura qatariota.

lunedì 7 ottobre 2013

Assad riceve a Damasco il delegato dell'Anp Zaki Abbas: "Siria e Palestina sempre unite nonostante complotti e aggressioni!"

Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Araba di Siria Bashir al-Assad ha ricevuto il delegato dell'Anp (Autorità Nazionale Palestinese) Zaki Abbas: pur non condividendo o approvando l'atteggiamento dell'Autorità che continua a prestarsi a un superficiale e infruttuoso 'gioco delle parti' con il regime ebraico di occupazione della Palestina nell'ambito dei cosiddetti 'colloqui di pace' (che in tutti gli anni dalla loro firma non hanno portato nulla al popolo palestinese eccetto per un disonorevole regime di 'bantustan') il Presidente Assad ha reiterato il totale sostegno siriano alla Causa palestinese.

Assad ha inoltre ripetuto che gli attuali eventi in corso in Siria, con l'insorgenza terrorista mercenaria stimolata dagli Stati alleati dell'imperialismo americano e sionista non hanno per niente modificato l'atteggiamento siriano nei confronti dei Palestinesi anche se un trascurabile numero di profughi residenti in Siria si é unito alle bande criminali; la maggior parte dei Palestinesi é rimasta fedele al Governo centrale e la coesione tra ospiti e ospitati in questi ultimi mesi di incertezza e lotta é soltanto aumentata".

Zaki ha espresso la sua solidarietà e quella di tutta l'Anp verso Damasco e il suo popolo augurando che le forze armate siriane, forti del sostegno incondizionato della cittadinanza, sappiano presto reprimere anche le ultime faci di attività terroristica. Il rappresentante palestinese ha giustamente osservato che un eventuale indebolimento delle potenzialità economiche, politiche e militari della Siria si tradurrebbe in un netto guadagno di Israele che infatti in questi mesi non ha fatto mancare il suo supporto alle bande criminali wahabite, nel Golan occupato e nell'immediato retrofronte dello stesso.