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domenica 31 marzo 2019

L'Emiro del Qatar abbandona l'assemblea generale della Lega Araba, ma é mistero sul perché!


L'Emiro del Qatar, lo Sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, ha lasciato domenica il vertice dei leader arabi a Tunisi che aveva radunato i governanti dell'Arabia Saudita e del Qatar per la prima volta da quando Riyadh e i suoi lacché hanno lanciato ogni tipo di attacco (tranne quelli militari) contro il regime di Doha.

Nella foto in apertura si vede l'assemblea della Lega Araba un attimo prima che lo Sceicco si alzi per abbandonarla.
In questa che segue si vede il retro del reale caftano mentre il sovrano qatariota volge le spalle al palco del moderatore per lasciare l'assise.

mercoledì 16 gennaio 2019

Continuano i passi del Qatar per 'riallinearsi' nello scenario politico mediorientale

Nuovo caricamento sul nostro sempre più frequentato Canale Youtube.

Vogliamo ringraziare tutti gli spettatori, iscritti e non.

Iniziando a postare video, pensavamo che sarebbe stato un ottimo risultato raggiungere, dopo qualche mese, una media di 700 minuti di visualizzazioni al giorno.

lunedì 27 agosto 2018

Conversazione telefonica tra Rohani e l'Emiro Al-Thani del Qatar: Teheran e Doha sempre più vicine, quasi "alleate"?

Dopo il rivolgimento politico e strategico che ha creato una frattura (molto probabilmente insanabile tra Doha e Riyadh) per il piccolo emirato della Penisola Araba mantenere rapporti il più possibile cordiali con Teheran é diventata una questione di pura sopravvivenza.

Si pensi solo che praticamente tutte le derrate che affollano supermarket e centri commerciali di Doha provengono direttamente o indirettamente dalla Repubblica Islamica, cioé vi sono prodotte e quindi esportate o comunque la devono attraversare per raggiungere il Qatar.

La recente dichiarazione del Presidente iraniano Rohani, quindi, assume una particolare, pognante importanza.

martedì 19 giugno 2018

Ministro emiratino "furioso" per la lunga telefonata tra il Presidente iraniano Rohani e l'Emiro qatariota Al-Thani!

Per la serie "anche gli acari hanno la tosse", il Ministro di Stato per gli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash (foto), ha espresso risentimento alla notizia delle lunga conversazione telefonica avutasi ieri tra il Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan Rohani e l'Emiro del Qatar Tamim ben Hamad al-Thani.

Tra le considerazioni (assolutamente non richieste né d'interesse) espresse dal Gargash emerge la seguente 'perla'.

giovedì 8 giugno 2017

L'Emiro Al-Thani snobba l'invito di Trump e si prepara a volare a Mosca per parlare con Putin!

La diplomazia internazionale é fatta non solo di trattative e accordi ma anche di savoir faire, di significati veicolati con gesti, con dichiarazioni apparentemente scollegate ma in realtà unite da nessi comprensibili solo a colui alle quali esse sono rivolte.

Però non é necessario essere dei Metternich o dei Tayllerand per capire quando l'Emiro Tamim al-Thani del Qatar declina l'invito ricevuto dallo staff di Trump di visitare la Casa Bianca per comporre la spaccatura con l'Arabia Saudita, e decide invece di partire sabato per Mosca, dove incontrerà Vladimir Putin, il significato é chiaro e devastante per il residuo prestigio degli Usa.

martedì 30 maggio 2017

Il 'lancio di stracci' tra Riyadh e Doha sta nelle aperture del Qatar verso l'Iran!

L'episodio che vi abbiamo segnalato ieri con un nostro articolo (quello della 'scomunica' della Moschea Statale qatariota intitolata al fondatore del wahabismo da parte di 200 cittadini sauditi presunti discendenti dello stesso) si inserisce in una più vasta "querelle" tra Riyadh e Doha, che come sempre ha ben poco a fare con la religione (persino con quella versione snaturata ed eretica che é il wahabismo) e molto con le politiche di egemonia e potere nel Golfo Persico e nel mondo arabo.

Infatti i Sauditi sono furibondi per ripetuti gesti distensivi e di apertura del Qatar (nella foto: il suo Ministro degli Esteri) verso l'Iran, che recentemente é stato definito dall'Emiro qatariota Tamim al-Thani "Una grande potenza del Mondo Islamico"e "un fattore stabilizzante nella regione".

venerdì 10 aprile 2015

Gli Squali takfiri si incontrano a Riyadh: "Improvvisata" dell'Emiro del Qatar a Re Saoud!

L'Emiro del Qatar Tamim al-Thani si é improvvisamente presentato a Riyadh per incontrarsi con Re Salman. Il meeting non é durato molto (probabilmente il Re Saudita ha avuto uno dei suoi attacchi di demenza e non é stato in grado di continuare il dialogo), ma pure l'evento é significativo, perché dimostra come le strategie dei due grandi amici-nemici del campo imperialista e takfiro soggetto ai sionisti e agli Americani sono totalmente in fase di stallo e di reflusso.

Se come abbiamo già segnalato l'Arabia Saudita non riesce a sostenere le spese dissanguanti delle sue folli avventure in Siria, in Yemen e altrove, il Qatar ovviamente non deve essere messo meglio e la situazione ultimamente deve essere ancora peggiorata per richiedere un nuovo incontro, quando si consideri che Tamim e Salman si erano già visti lo scorso febbraio, meno d'un mese e mezzo fa.

venerdì 13 marzo 2015

Le vittorie siriane e irakene mettono in allarme i principali finanziatori dell'ISIS! L'emiro del Qatar vola da Erdogan!!

Il collasso totale dei terroristi dell'ISIS in Siria e in Irak con le truppe di Damasco e di Bagdad che hanno spazzato via centinaia e centinaia di tagliagole del 'califfato' in pochi giorni ha fatto alzare il pelo ai due principali fornitori di armi, denari ed equipaggiamenti del Daash: la Turchia del miserabile 'sultano' Erdogan e il cencioso emirato del Qatar, dove regna Al-Thani jr. figlio del grosso grasso inventore delle fallimentari 'primavere' ikhwanite ormai sconfitte in Egitto e Yemen.

martedì 6 maggio 2014

A Doha, nello sfarzo pagato dall'Emiro Tamim, si trascina stancamente l'ennesima "riconciliazione" Hamas-Fatah!

Nella giornata di ieri gli amici di IRIB RADIO ITALIA hanno avuto la gentilezza di offrire al vostro affezionato caporedattore il loro palcoscenico per fargli esprimere il suo giudizio sull'ultima della lunga serie di 'riconciliazioni' tra Hamas e Fatah.

Purtroppo il giudizio non ha potuto essere positivo, a partire dal fatto che tale 'accordo' non é il primo e che, dal momento del suo annuncio ha già disatteso le prime tempistiche: si parlava di un "Governo di Unità Nazionale in cinque giorni" e di una immediata 'road map' verso nuove elezioni, ma, a tredici giorni dal presunto 'accordo' siamo ancora alla fase dei meeting bilaterali.

L'ultimo di questi si é svolto a Doha, nella sfarzosa cornice pagata dall'Emiro Tamim al-Thani; fatto che da solo dimostra come Fatah e Hamas, più che dall'ansia quasi erotica di "ricongiungersi" siano stati portati a effettuare questo nuovo giro di valzer dagli argomenti monetari del ricco stato petrolifero, unica fonte di fondi per la ricostruzione di Gaza (motivo sufficiente a convincere Hamas) e potenziale fonte di finanziamento alternativo per l'Anp (visto che Tel Aviv trattiene le tasse raccolte a nome di Ramallah e Washington e Bruxelles ultimamente lesinano i fondi).

Purtroppo, lo ripetiamo con molta tristezza nel cuore; non é da queste manifestazioni superficiali che potrà nascere un vero, compatto, fronte unito di forze palestinesi che porti avanti con coerenza gli interessi dei Palestinesi di Gaza, della West Bank, della Diaspora.

mercoledì 23 aprile 2014

Si parla di 'avvenuta riconciliazione' tra Fatah e Hamas: Too little? Too late??

Fonti di Gaza parlano ormai di "avvenuta riconciliazione" tra la fazione Fatah che controlla illegalmente la West Bank dopo il suo fallito colpo di stato contro il legittimo Governo di Hamas di fine 2006-inizio 2007 e il Movimento musulmano di Resistenza che ha mantenuto il controllo della Striscia liberata di Gaza.

La 'riconciliazione' sarebbe avvenuta con l'ultimo "round" di trattative con una delegazione di Ramallah arrivata giorni fa nell'enclave costiera. A dir poco entusiasti i commenti rilasciati dal capo del Governo di Hamas Ismail Haniyeh che parla di: "Necessaria ricomposizione per contrastare gli schemi americani e sionisti".

Gli fa eco il rappresentante di Fatah Azzam al-Ahmad con il suo: "Era tempo di dimenticare le nostre divisioni e tornare ad avere una leadership e una voce politica". Certamente Hamas vede questa 'riconciliazione' come un modo di togliersi dal cul de sac dove la sua intransigente linea "filo-ikhwan" e "filo-qatar" lo aveva cacciato, ora che il tentativo di Doha di egemonizzare il Mondo Arabo tramite le varie 'Fratellanze Musulmane" é naufragato.

Ma rinunciando alla sua linea intransigente e basata sulla necessità della Resistenza armata, secondo noi Hamas ha perso molta della sua credibilità e non é "riappacificandosi" con chi da vent'anni siede ai tavoli delle fasulle 'negoziazioni' che potrà recuperarla.

giovedì 6 marzo 2014

Crisi diplomatica tra gli emiri del petrolio: Riyadh, Dubai e Manama ritirano gli ambasciatori da Doha!!

Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno improvvisamente annunciato il ritiro dei loro ambasciatori dal Qatari "in segno concreto di protesta per l'interferenza di Doha nei nostri affari interni", come recitato nel corso di una conferenza stampa congiunta.
La decisione si é maturata martedì notte a lato di un incontro dei Ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo; chissà come mai, quando l'Arabia Saudita meditava di "annettere" de facto gli altri stati membri del Consiglio la cosa non venne considerata "interferenza".

Comunque la mossa dimostrerebbe che nonostante l'avvicendamento al trono tra due diverse generazioni della Famiglia Al-Thani il Qatar non avrebbe del tutto rinunciato ai suoi progetti egemonici sul Medio Oriente, tanto da mettere sul chi vive i Sauditi e i loro clienti.

Fonti ufficiali qatariote si sono dette "sorprese e dispiaciute" dall'annuncio ma hanno specificato che non ritireranno i loro ambasciatori dalle capitali degli altri emirati arabi.

sabato 7 dicembre 2013

Folla di cittadini egiziani assedia l'ambasciata del Qatar: "Fuori da qui gli inviati di Doha, quinta colonna dell'Ikhwan!"

Un imponente numero di sostenitori del gruppo nazionalista 'Kamel Gemeelak', sostenitori del Generale Al-Sisi che premono per una sua prossima candidatura a Presidente, hanno organizzato ieri una manifestazione anti-qatariota con la quale hanno chiesto ufficialmente la cacciata dell'ambasciatore di Doha e la chiusura della rappresentanza diplomatica.

Ricordiamo che, per le sue note simpatie nei confronti dell'Ikhwan, il passato emiro qatariota Al-Thani aveva apertamente sostenuto il regime di Mursi e dell'FJP arrivando a offrire 7miliardi e mezzo di dollari come finanziamento per i settori più in travaglio dell'economia egiziana.

Adesso invece sono Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabia ad avere promesso finanziamenti  al Cairo proprio in funzione anti-Ikhwan. Nel corso del rally attorno all'ambasciata qatariota numerose bandiere dell'Emirato, nonché effigi dell'attuale regnante Tamim, di suo padre e di suo zio sono altresì state date alle fiamme.

domenica 27 ottobre 2013

Il Generale libanese Abbas Ibrahim cerca di ottenere la liberazione anche dei due vescovi siriani rapiti dai terroristi!

Dopo il successo dei suoi sforzi per mediare la liberazione degli ultimi ostaggi libanesi ancora in mano degli insorgenti mercenari in Siria il Generale libanese Abbas Ibrahim ha avuto un lungo colloquio con l'attuale Emiro del Qatar Tamim Al-Thani venerdì pomeriggio, la notizia del quale é emersa ieri sulle pagine di An-Nahar.

Scopo dell'incontro, intercedere per la liberazione dei due vescovi cristiani Boulos (Paolo) Yazigi e Youhanna (Giovanni) Ibrahim; non é la prima volta che si cerca di passare da Doha per ottenere il loro rilascio, in passato ci aveva provato anche il Primate di Antiochia Cardinale Beshara al-Rai, comunque rinnovare gli sforzi certo non nuoce.

Auguriamo al Generale libanese tutta la fortuna che ha già accompagnato il suo primo sforzo diplomatico, questo risultando ancora più commendevole in quanto mirato al rilascio di personalità non-libanesi, per quanto la sorte dei sacerdoti cristiani stia a cuore a tutti i cittadini del Paese dei Cedri dotati di coscienza e sentimenti umani.

sabato 19 ottobre 2013

Continuano gli approcci del Qatar nei confronti di Assad: portavoce questa volta Abbas Ibrahim!

Riprendiamo dal canale televisivo panarabo "Al-Mayadeen TV" la notizia che, perserverando nei tentativi di recuperare relazioni pacifiche con Damasco il neo-emiro del Qatar, Tamim al-Thani, si sia servito come ambasciatore del generale libanese Abbas Ibrahim, recentemente impegnato in un tour che lo ha portato a Doha, Ankara e infine a Damasco per garantire il rilascio dei pellegrini libanesi recentemente liberati.

Ibrahim avrebbe raccolto nella capitale dell'Emirato del Golfo una missiva confindenziale dell'Emiro diretta al Presidente Assad e l'avrebbe consegnata direttamente a lui all'arrivo in Siria.

Già a inizio mese si era vociferato di una mossa diplomatica della nuova dirigenza di Doha verso un Assad sempre più saldamente al potere in Siria, per superare l'impasse di ostilità e sostegno ai terroristi mercenari che era stata creata dall'ostinazione del vecchio emiro Al-Thani, fino all'ultimo coinvolto nel finanziamento ai gruppi armati mercenari attivi in Siria.

Anche in questo caso, come in quello del messaggio recato da Zaki Abbas, la risposta di Damasco sarebbe stata interlocutoria: "Sarà il popolo siriano a decidere dei futuri rapporti tra le nostre due nazioni".

Allo stato attuale delle cose, l'Emiro Tamim potrebbe già vederla come un segnale incoraggiante, perlomeno Assad sembra non giudicarlo direttamente coinvolto nelle disgraziate scelte di suo padre che hanno causato sofferenze, disagi e morte a centinaia di cittadini siriani.

venerdì 11 ottobre 2013

Zaki Abbas nella sua visita a Damasco avrebbe portato ad Assad le "scuse" del nuovo Emiro del Qatar!

Riportiamo un aggiornamento emesso poco fa da TG24 Siria e dal Comitato Italia-Siria secondo il quale nel suo recente viaggio a Damasco il rappresentante dell'Anp Zaki Abbas avrebbe recapitato al Presidente Assad un importante messaggio diplomatico.

Sembra infatti, che nel graduale (ma sempre più deciso) processo di "riposizionamento" politico-diplomatico del suo regno (rispetto alle posizioni assunte dal suo immediato predecessore) l'Emiro del Qatar Tamim al-Thani abbia deciso di cessare il sostegno del suo paese all'insorgenza mercenaria in Siria e di recuperare relazioni il più distese possibile con il Governo legittimo.

Di informare Assad di tale 'cambio di rotta' si sarebbe quindi incaricato Zaki Abbas, per conto di una dirigenza dell'Anp/Fatah evidentemente ansiosa di giocare un ruolo "facilitatore" nello scioglimento delle tensioni regionali dopo aver passato la maggior parte del tempo della crisi siriana in una scomoda posizione 'attendista'.

E' ignota finora, la reazione del Presidente Assad all'apertura qatariota.

lunedì 12 agosto 2013

Hamas, ospite sgradito a Doha, sgraditissimo al Cairo, vorrebbe trasferirsi a Beirut: "Buona Fortuna", ne avrà bisogno!

Dopo avere vigliaccamente abbandonato la sua sede di Damasco circa un anno e mezzo fa e avere annunciato la propria 'ricollocazione temporanea' a Doha, capitale del Qatar 'in attesa di potersi spostare definitivamente al Cairo', il Movimento Hamas si trova oggi come si sul dire "nelle canne" visto che il nuovo Emiro del Qatar, Tamim, ha già dimostrato di avere molta poca pazienza con personaggi e movimenti legati all'Ikhwan, la Fratellanza Musulmana di cui invece suo padre era grande e profligo finanziatore (e l'espulsione 'a calci e pugni' del predicatore Qaradawi conferma la politica di 'scopa nuova' iniziata dal neo-emiro).

Adesso, con il golpe anti-Mursi e anti-Ikhwan che gli 'blocca' la strada verso il Cairo, prima spalancatsi con la effimera vittoria elettorale della Fratellanza, Hamas non ha letteralmente dove sbattere la testa visto che é chiaro come il sole che l'ospitalità qatariota é "a tempo" anche se magari durerà un po' di più dei tre giorni necessari a far sì che il corpo dell'ospite espella il sale mangiato insieme all'ospitante (come dice il Corano).

Da qui l'incredibile richiesta espressa da Ali Baraka, esponente di Hamas in Libano, all'ambasciatore iraniano Ghazanfar Roknabadi durante una recente cena di fine Ramadan, durante la quale Baraka avrebbe chiesto al diplomatico iraniano di "intercedere" presso il Governo libanese (e presso Hezbollah in particolare) affinché al Movimento di Mishaal e Marzouk sia permesso 'piantare le tende' nientemeno che a Beirut!

Attendiamo gli sviluppi di questa situazione con un sorriso sardonico da Gatto del Cheshire sulle labbra; solo poche settimane fa i portavoce di Hamas strillavano contro Hezbollah e la presenza di suoi miliziani a Qusayr...e adesso sono ridotti a chiedergli ospitalità! La Provvidenza Umana o Divina che sia ha maniere tutte sue, molto ironiche e gustose, di umiliare i superbi che avevano pensato di aver 'fregato' i loro vecchi alleati schierandosi con gli scherani dell'oppressione imperialista perché li ritenevano più ricchi e potenti...

domenica 14 luglio 2013

Le speciose accuse di Hariri e soci non fanno che avvicinare sempre più l'Armee Libanaise ad Hezbollah!

Le accuse preposterose e infondate lanciate recentemente da Saad Hariri e dai suoi stolti partigiani filo-sionisti e filo-saouditi/wahabiti riguardo una supposta "premeditazione" degli scontri di Sidone da parte delle forze armate nazionali che, secondo l'insincera narrativa del "14 Marzo" avrebbero attaccato i militanti takfiri di Ahmed Assir su 'ordine' o su istigazione di Hezbollah sono state colpite sotto la linea di galleggiamento e prontamente affondate dal Generale Khawaji e dal Ministro Ghosn che producendo quattro diversi video rinvenuti tra il materiale elettronico della moschea/covo di Bilal Rabban hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio come gli scontri di Saida non solo siano stati iniziati dai militanti takfiri, ma ordinati in prima persona dal rozzo e ignorante 'sceicco' Assir.

Come gli stolti delle tragedie greche, vittime della propria stessa 'Hybris', Hariri e soci stanno inverando con la loro condotta settaria ed estremista la minaccia che pretendevano di denunciare: di fronte al cieco odio delle forze politiche antinazionali che vorrebbero ridurre il Libano nuovamente a una colonia sionista e americana gli alti ufficiali dell'Armee, anche quelli non politicamente schierati, si stanno rendendo conto che l'unico modo di evitare di finire camerieri di Washington e Tel Aviv sia quello di stringere i ranghi con Hezbollah e con le forze politiche che sostengono la Resistenza e i valori di indipendenza e autonomia del Paese dei Cedri.

"Che fate, me menate?" Il takfiro Qaradawi 'accompagnato' a calci e pugni dai gorilla dell'Emiro sul jet che lo ha esiliato dal Qatar!

Picchiato, legato e caricato con la forza su un aereo come un pacco postale, questa é stata la scena dell'espulsione di Youssef Al Qaradhawi, predicatore estremista di origine egiziana, esiliato dal Qatar per ordine esplicito del nuovo Emiro Tamim che non ha avuto clemenza nonostante lo stretto rapporto che legava il chierico sunnita a suo padre e a suo zio, che lo avevano ospitato, regaliato del passaporto qatariota, permettendogli l'accesso ai microfono di Al-Jazeera a suo piacimento, rifornendolo copiosamente di contante.

L'ospitalità offerta al predicatore wahabita faceva parte dell'aggressiva politica estera di Doha, che voleva, sostenendo le istanze islamiste più estreme, rifornendo i combattenti takfiri prima in Libia e poi in Siria, mediare tra Hamas e Israele sottraendo il primo all'influenza Iraniana, riuscire a superare 'a destra' l'Arabia Saudita come paese arabo più amico degli Usa e di Tel Aviv. Qaradawi adesso si trova in Egitto, in un ospedale per ricevere le cure dovute alle percosse avute al momento dell'espulsione dal Qatar.

Qualche tempo fa rammentavamo ai nostri lettori che a farsi burattini dei vari 'Mangiafuoco' imperialisti si rischia sempre, una volta esaurita la propria utilità, di venire scartati e gettati nel camino ad ardere, quello che vediamo non fa che confermare la nostra posizione.

sabato 6 luglio 2013

Povero Qaradawi! Dopo il golpe in Egitto l'Emiro del Qatar sfratta e sospende il passaporto del celebre predicatore sunnita!

"I perdenti non piacciono a nessuno!", così, un po' rozzamente, si potrebbero sintetizzare le vicissitudini dello Sceicco Qaradawi, noto predicatore sunnita che, messo in esilio dal regime di Mubarak, aveva trovato asilo, sostegno e una formidabile piattaforma mediatica per le sue rigide ma nondimeno ispirate orazioni nella capitale qatariota Doha e nei microfoni e nei video di Al-Jazeera. Qaradawi era molto intimo, come prova la foto qui sopra umoristicamente 'ritoccata' del vecchio emiro Al-Thani.
Ma "Aria nuova, scopa nuova!" appena consumata l'abdicazione con salita al trono del nuovo Emiro Tamim, é bastata la detronizzazione in Egitto del Presidente Morsi e dei suoi compagni dell'Ikhwan per far disastrosamente franare le 'azioni' del predicatore cui poco é valso l'aver sperperato il suo patrimonio di credibilità sposando le tesi takfire (molto gradite al vecchio Al-Thani) della falsa 'jihad' da combattere in Siria contro Assad e il suo Governo legittimo e istigando i sunniti egiziani alla violenza omicida contro gli sciiti.
Quindi Qaradawi é stato rapidamente e poco cerimoniosamente espulso da Doha, i suoi documenti qatarioti sono stati rapidamente invalidati e, con l'aria che tira in Egitto, non é detto che i Generali e il Presidente a Interim Adli Mansour siano disposti a riceverlo, col rischio che le sue prediche radicalizzino i sostenitori dell'Ikhwan che già ieri si sono scatenati in violenze. Insomma, ancora una volta viene dimostrato che a mettersi al servizio dell'arroganza dell'Imperialismo e dei suoi servi locali si possono sì ottenere vantaggi, ma del tutto momentanei e transitori, mentre coloro che scelgono la via della Resistenza, quando ottengono risultati, anche a prezzo di grandi sofferenze, possono star certi che essi saranno saldi e duraturi!

sabato 29 giugno 2013

Il ridicolo "alzamiento" dei takfiri dello 'sceicco' Assir non ha fatto altro che cementare l'alleanza tra Hezbollah e l'Esercito Libanese!

'Oltre il danno la beffa', verrebbe da dire; oltre a non essere riuscito a ottenere nulla tranne la distruzione pressoché completa della sua milizia personale e delle sue strutture, oltre a essersi politicamente suicidato riducendosi a fare il fuggiasco nella più vicina ambasciata qatariota (fino a che gli emissari del Neo-emiro Tamim Al-Thani se la sentiranno di sopportarlo) il fallimentare "putsch" tentato dal sedicente Sceicco wahabita Ahmad al-Assir nel corso del passato week-end, iniziato con un appello settario ai membri sunniti delle forze armate ad ammutinarsi e schierarsi con gli estremisti takfiri, non ha fatto altro che avvicinare ulteriormente e cementare l'alleanza e la cooperazione tra l'Armee Libanaise e la milizia sciita Hezbollah, che finora non si era mai spinta a operazioni militari comuni, come invece se ne sono avute durante la repressione del tentato golpe wahabita.

L'intensificazione e l'approfondimento delle relazioni tra Esercito regolare di Beirut e la più importante ed efficiente delle milizie della Resistenza armata nazionale é un processo in fieri sin dalla conclusione (vittoriosa per Hezbollah) del conflitto del 2006 contro il tentativo di invasione sionista; in quell'occasione la mancata partecipazione delle forze armate nazionali alla difesa del territorio libanese venne sentita da gran parte della popolazione (e da molti membri dell'Armee) come un grave tradimento, una abdicazione a uno dei doveri fondamentali di ogni Esercito, ma il ruolo allora rivestito nel Governo da forze filosioniste e filosaudite come la Falange, le Forze Libanesi e il Mustaqbal di Saad Hariri impedirono una pronta efficace mobilitazione delle truppe a fianco di Hezbollah.

Un parziale riscatto si é avuto negli ultimi anni nel campo del controspionaggio e dell'intelligence, con numerose brillanti operazioni congiunte tra Hezbollah e servizi segreti militari, in parte rivelate all'opinione pubblica, in parte portate avanti sotto una discreta cortina di silenzio. Grazie a tale cooperazione il Libano si é riuscito a liberare di molte 'talpe' israeliane e di diversi impianti di sorveglianza remota, automatizzati e nascosti in zone impervie e strategiche del paese, molti impiantati proprio durante la breve invasione del 2006.

Finora però non si avevano avute occasioni per operazioni militari sul campo che vedessero coinvolti a un tempo uomini di Nasrallah e membri dell'Esercito regolare; bisogna chiarire che nel caso in questione il coinvolgimento di Hezbollah é stato limitato e più di 'consulenza' che di effettivo intervento armato, visto che la milizia sciita é già molto mobilitata in Siria, nelle zone di Qusayr, Talkalakh e ora anche Aleppo per aiutare l'alleato Presidente Assad e quindi non aveva molte forze da schierare direttamente sul campo, eppure veterani delle battaglie della Resistenza del 2000 e del 2006 sono stati 'richiamati' da Nasrallah e dai suoi per consigliare e istruire le forze speciali dell'Armee su come condurre la caccia agli insorti takfiri, come muoversi negli slum e nei campi profughi dove essi si rifugiavano e congregavano, come assediare e assaltare i loro covi, primo tra tutti la 'moschea' di Bilal ibn-Rabban.

Dopo questa prima occasione di collaborazione sul campo di battaglia, dopo le molte già avvenute in materia di intelligence e spionaggio, la strada sembra spianata per un sempre più stretto rapporto tra Hezbollah e Armee Libanaise: gridando alla 'sottomissione' dell'Esercito a Nasrallah (che ovviamente sottomissione non é, ma é collaborazione tra quanti vogliono che il Paese dei Cedri rimanga autonomo, indipendente e padrone del suo destino, non una marionetta per il re Saudita, l'Emiro di Doha, i sionisti di Tel Aviv o gli inquilini della Casa Bianca) i takfiri non hanno fatto altro che avvicinare ulteriormente queste due realtà. Come i protagonisti delle Tragedie Greche che con le loro stesse azioni mettono in moto il Fato che li distruggerà!