Con una dichiarazione di una nettezza e di una durezza tali da sembrare (quasi quasi) emessa dal Governo del passato Presidente Ahmadinejad il Viceminsitro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha 'silurato' ogni possibilità che, come auspicato pochi giorni fa dalla statunitense Wendy Sherman, la Repubblica Islamica potesse mettere "sul tavolo" delle trattative il proprio programma balistico militare.
"Le questioni collegate con la Difesa Nazionale sono per noi una 'linea rossa'; non le metteremo MAI in discussione, né negli attuali incontri con le potenze occidentali, né in qualunque altro caso futuro". Il fatto che gli Statunitensi abbiano cercato di unire le trattative nucleari all'ambito della capacità missilistica iraniana dimostra come tutto il processo di pressione sull'Iran (Stato firmatario del TNP) sia una manovra filoisraeliana, volta a privare Teheran dei mezzi per controbilanciare l'arsenale atomico illegale di Tel Aviv.
Ma gli ingegneri e i tecnici della Repubblica Islamica non dormono sugli allori e, dopo aver dato alle proprie forze armate tanti e tali missili da poter facilmente distruggere ogni infrastruttura sionista anche solo usando testate convenzionali, proprio ieri hanno collaudato con successo un nuovo tipo di payload per i loro Shahab e Sejjil.
Con la nuova testata "a pioggia" ciascun missile lanciato contro il regime ebraico di occupazione della Palestina rilascerà non un'ogiva singola e nemmeno un numero limitato di MIRV, ma un vero e proprio 'sciame' di piccole cariche in grado di passare inosservate ai radar di scoperta precoce dei sistemi antibalistici sionisti.
L'Iran considera un potente e credibile deterrente militare necessario a evitare il ripetersi di esperienze traumatiche come quelle della 'Guerra Imposta' del 1980-88, quando l'Irak di Saddam Hussein, agendo per conto di Usa ed emirati del Golfo, tentò di invadere la neonata Repubblica Islamica.
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lunedì 10 febbraio 2014
Il Viceministro Araqchi: "Non c'é NIENTE DA NEGOZIARE con gli Occidentali sul programma missilistico iraniano!"
lunedì 22 luglio 2013
Iran: "Tutti i paesi del mondo invitati ufficialmente a presenziare alla cerimonia d'insediamento del Presidente Rohani!"
Il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica iraniana Abbas Aragchi ha dichiarato nella giornata di ieri che i capi di Stato e di Governo di tutti i paesi del mondo sono stati invitati a presenziare alla cerimonia di insediamento del nuovo Presidente iraniano Hassan Rohani che si terrà il prossimo 4 agosto.
Il Ministero degli Esteri ha anche fatto sapere che, se ovviamente tutti saranno i benvenuti e graditi ospiti all'importante cerimonia, la dirigenza della Repubblica Islamica spera soprattutto che tutti i paesi confinanti e quelli della regione circostante rispondano positivamente all'invito, come base di partenza per un ulteriore miglioramento dei rapporti diplomatici con Teheran.
La cerimonia ufficiale di insediamento avrà luogo 24 ore dopo l'accettazione del nuovo Presidente da parte della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, che avrà appunto luogo il 3 agosto 2013.
Il Ministero degli Esteri ha anche fatto sapere che, se ovviamente tutti saranno i benvenuti e graditi ospiti all'importante cerimonia, la dirigenza della Repubblica Islamica spera soprattutto che tutti i paesi confinanti e quelli della regione circostante rispondano positivamente all'invito, come base di partenza per un ulteriore miglioramento dei rapporti diplomatici con Teheran.
La cerimonia ufficiale di insediamento avrà luogo 24 ore dopo l'accettazione del nuovo Presidente da parte della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, che avrà appunto luogo il 3 agosto 2013.
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