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venerdì 21 febbraio 2020
Shamkhani conferma che la presenza militare iraniana in Siria é destinata a durare!
Il segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale iraniano (SNSC) Ali Shamkhani ha affermato che l'Umanità celebrerà l'espulsione degli occupanti sionisti dalla Palestina ancor prima che la missione consultiva della Repubblica islamica in Siria si concluda.
In un post sul suo account Twitter di giovedì sera, Shamkhani ha sottolineato i motivi alla base della presenza militare iraniana in Siria e ha affermato che la Repubblica islamica è nel paese colpito dalla guerra su richiesta ufficiale del legittimo governo di Damasco.
"A Dio piacendo, i musulmani nella regione celebreranno l'espulsione dei sionisti dalla Palestina occupata a Damasco prima della fine della missione dell'Iran in Siria", ha aggiunto nel suo tweet.
Le osservazioni sono arrivate quando l'esercito israeliano ha approvato mercoledì una serie di cambiamenti nello staff, inclusa la creazione di un organo speciale per far fronte alla "crescente minaccia dall'Iran".
I conflitti sono scoppiati in Siria nel 2011, quando un piccolo gruppo di forze di opposizione ha preso le armi contro Damasco.
Presto, tuttavia, un mix di terroristi internazionali e mercenari pagati si mescolò e quindi in gran parte evitò i gruppi armati di opposizione siriana, trasformando efficacemente il paese arabo in un campo di battaglia per i governi stranieri contrari al presidente siriano Bashar al-Assad.
Ma l'esercito siriano, con l'aiuto militare consultivo dell'Iran e della Russia - e una campagna di bombardamenti aerei russi - ha ripreso il controllo di gran parte del paese, e si ritiene che il conflitto si stia risolvendo.
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mercoledì 3 aprile 2019
Adel Abdulmahdi in partenza per l'Iran entro pochi giorni! In programma incontro con Rohani!
Il Primo Ministro irakeno Adel Abdul-Mahdi è in procinto di visitare l'Iran nei prossimi giorni per incontrarsi e tenere colloqui con i funzionari iraniani sui legami bilaterali, hanno riferito fonti.
Abdul-Mahdi ha in programma di visitare diversi paesi regionali tra cui Iran, Turchia e Arabia Saudita entro le prossime due settimane.
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lunedì 11 marzo 2019
Il Presidente iraniano Rohani vola in Irak per una visita 'strategica', si incontra col collega Salih!
Il Presidente iraniano Hassan Rohani è arrivato oggi a Bagdad, iniziando una visita ufficiale strategica nel paese vicino.
Secondo Press TV, il viaggio è visto da esperti come la risposta dell'Iran al viaggio non annunciato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Irak a dicembre.
Trump si é introdotto in Irak a Natale, snobbando gli Irakeni e visitando solo basi Usa, e ha passato la maggior parte della sua breve visita sottolineando come voleva mantenere truppe nel paese arabo per "sorvegliare" l'Iran, con cui l'Irak condivide un confine lungo 1.400 chilometri.
mercoledì 2 gennaio 2019
Ziad Nakhala, leader della Jihad Islamica, visita Teheran e viene ricevuto dal Presidente Rohani!
Ziadh Nakhaleh, da poco subentrato a Ramadan Shallah nel ruolo di leader supremo dell'Organizzazione per la Jihad Islamica in Palestina, ha visitato l'Iran, dove é stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, Hassan Rohani.
domenica 18 novembre 2018
Altro che 'sanzioni'! Irak e Iran aumenteranno i propri scambi commerciali verso il traguardo dei 20 miliardi di $!!
Il Presidente irakeno Barham Salih, che è arrivato a Teheran sabato, ha detto che il suo paese non dimenticherà il sostegno dell'Iran agli iracheni nella loro lotta contro il regime di Saddam Hussein e dei terroristi dell'ISIS.
"Attraverso il suo sostegno per noi, la Repubblica islamica ha svolto un ruolo importante nella sconfitta dei terroristi in Irak", ha detto Salih in una conferenza stampa congiunta con il presidente Hassan Rouhani.
Saleh, di etnia curda, ha aggiunto: "Non dimenticheremo il vostro sostegno al popolo iracheno durante la lotta contro Saddam".
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sabato 17 novembre 2018
L'Irak, che ha rifiutato di piegarsi agli 'ukase' di Trump, mira a espandere ed approfondire i legami commerciali con l'Iran!
Il Presidente irakeno Barham Salih dice di essere venuto in Iran con "un chiaro messaggio" per rafforzare ulteriormente i legami bilaterali, giorni dopo che Bagdad ha respinto una scadenza USA per fermare l'importazione di gas iraniano sotto nuove sanzioni americane.
Salih è arrivato a Teheran sabato a capo di una delegazione, ricevendo un'accoglienza ufficiale dal presidente Hassan Rouhani che ha affermato che i due vicini possono incrementare il commercio bilaterale annuale a $ 20 miliardi dall'attuale livello di $ 12 miliardi.
Salih è arrivato a Teheran sabato a capo di una delegazione, ricevendo un'accoglienza ufficiale dal presidente Hassan Rouhani che ha affermato che i due vicini possono incrementare il commercio bilaterale annuale a $ 20 miliardi dall'attuale livello di $ 12 miliardi.
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mercoledì 6 giugno 2018
A Qingdao, nel corso della sua prossima visita in Cina, Vladimir Putin non vede l'ora di assaggiare la rinomata birra locale!
Non sarà sfuggito ai nostri lettori che ordinano cibo cinese o frequentano i ristoranti cinesi che molto spesso quando viene chiesta una birra quella che arriva a casa o al tavolo è una "Tsingtao"; Tsingtao era la latinizzazione secondo l'ormai desueto metodo Wade-Giles del nome della città oggi reso in Pinyin come Qingdao.
Al tempo delle 'Legazioni', quando le potenze coloniali occidentali ottenevano l'amministrazione di intere città e regioni da parte del collassante Imperò Manciù Tsingtao/Qingdao venne assegnata alla Germania guglielmina; niente di stupefacente, dunque, se una delle prime cose che i Tedeschi vi impiantarono fu una fabbrica di birra.
Al tempo delle 'Legazioni', quando le potenze coloniali occidentali ottenevano l'amministrazione di intere città e regioni da parte del collassante Imperò Manciù Tsingtao/Qingdao venne assegnata alla Germania guglielmina; niente di stupefacente, dunque, se una delle prime cose che i Tedeschi vi impiantarono fu una fabbrica di birra.
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martedì 5 giugno 2018
Tete-a-tete in vista per Hassan Rouhani e Vladimir Putin nel corso della loro prossima, simultanea visita in Cina!
I capi di stato russo e iraniano, Hassan Rohani e Vladimir Putin programmano di discutere a quattr'occhi alcune questioni regionali e i più recenti sviluppi della unilaterale rottura americana del JCPOA nel corso della loro visita in Cina, dove sono stati ambedue invitati dal 'collega' di Beijing, Presidente Xi Jinping.
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lunedì 14 maggio 2018
Zarif, lasciata la Cina, sbarca a Mosca per parlare con Sergei Lavrov! Per ultimi incontrerà i 'nani europei' a Bruxelles!
La "mossa del tacchino" di Donald Trump é stata una vera e propria manna per Cina e Russia che si sono viste la Repubblica Islamica dell'Iran spinta sempre più decisamente in direzione della nascente area di cooperazione Eurasiatica di cui sono indiscusse socie di maggioranza.
Dopo essersi recato a Beijing a colloquio col Ministro degli Esteri cinese Javad Zarif é partito alla volta di Mosca, dove oggi incontrerà il collega Sergei Lavrov.
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domenica 13 maggio 2018
Esattamente come avevamo previsto, l'Iran ha iniziato le trattative per salvare il JCPOA, il suo primo interlocutore? Ovviamente, la Cina!
Javad Zarif, capo della diplomazia iraniana, ha incontrato il suo corrispettivo Wang Yi a Beijing, nella giornata di oggi.
E' iniziato così un tour che porterà il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica a confrontarsi coi contraenti dell'Accordo Nucleare, con quelli cioé rimasti dopo l'uscita di scena di Donald Trump, che ha obbedito agli ordini di Netanyahu rompendo senza motivazioni plausibili il trattato siglato da Obama.
E' iniziato così un tour che porterà il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica a confrontarsi coi contraenti dell'Accordo Nucleare, con quelli cioé rimasti dopo l'uscita di scena di Donald Trump, che ha obbedito agli ordini di Netanyahu rompendo senza motivazioni plausibili il trattato siglato da Obama.
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mercoledì 9 maggio 2018
Putin e Xi Jinping ringraziano il tacchino-in-capo Trump per la sua ennesima stupidata in politica estera!
Con un enorme autogoal Donald Trump ha deciso di lasciare unilateralmente dall'accordo 5+1 (JCPOA), distruggendo la mossa più insidiosa messa a segno dal corvo nero della Casa Bianca, Barack Obama, nei suoi due mandati presidenziali.
Questa mossa irriflessiva e stupida dimostra agli Iraniani che é inutile votare mezze figure 'moderate' come Hassan Rohani, conferma che dagli Usa non vi é nulla da aspettarsi se non ostilità cieca e che l'unica speranza di assicurare al paese un futuro prospero e stabile sta nella cooperazione con Russia e Cina nell'ottica di un'integrazione eurasiatica che metta Teheran al sicuro dalle minacce sioniste e a stelle e strisce.
Questa mossa irriflessiva e stupida dimostra agli Iraniani che é inutile votare mezze figure 'moderate' come Hassan Rohani, conferma che dagli Usa non vi é nulla da aspettarsi se non ostilità cieca e che l'unica speranza di assicurare al paese un futuro prospero e stabile sta nella cooperazione con Russia e Cina nell'ottica di un'integrazione eurasiatica che metta Teheran al sicuro dalle minacce sioniste e a stelle e strisce.
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martedì 26 settembre 2017
Conversazione telefonica tra Rohani e Putin, su accordo nucleare 5+1 e situazione in Siria!
Il Presidente russo Vladimir Putin e il suo collega della Repubblica Islamica Hassan Rohani hanno sottolineato l'importanza della piena e convinta applicazione del JCPOA (l' "Accordo Nucleare" raggiunto tra le potenze del '5+1' e l'Iran) messo in pericolo dalle dichiarazioni del Presidente americano Donald Trump.
Questo é quanto é emerso dalla lunga conversazione telefonica che ha coinvolto i Capi di Stato russo e iraniano nella giornata di ieri.
Questo é quanto é emerso dalla lunga conversazione telefonica che ha coinvolto i Capi di Stato russo e iraniano nella giornata di ieri.
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domenica 10 settembre 2017
Rohani e Maduro si sono incontrati ad Astana per intensificare e approfondire la solidarietà tra Teheran e Caracas!
Nell'ambito dell'approfondimento delle relazioni e della cooperazione bilaterale irano-venezolana i capi di stato Nicolas Maduro e Hassan Rohani si sono incontrati ad Astana, Rohani vi si trovava per i lavori dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, mentre Maduro ha partecipato all'Expo 2017 sul Futuro dell'Energia.
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giovedì 13 aprile 2017
Ciao ciao Rohani? Il Presidente iraniano potrebbe essere il primo nella storia della Repubblica Islamica a non venire riconfermato!
Ali Khamenei, Akbar Rafsanjani, Ahmad Khatami, Mahmoud Ahmadinejad; tutti questi Presidenti iraniani hanno servito per due termini (quattro anni ciascuno), ma per Hassan Rohani, la cui vittoria alle scorse elezioni (una vittoria 'regalata', ricordiamolo, dalle divisioni del fronte Principlista-Conservatore) fu salutata da un coro idiota e belante dei media imperialisti, la storia potrebbe essere molto diversa.
Iran’s 2017 Presidential Race: Political Camps, History – A Brief Intro#IranElections2017 pic.twitter.com/4G9zB9D3AY— Press TV (@PressTV) April 13, 2017
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domenica 21 agosto 2016
Presentato ufficialmente al Presidente Rohani il modello definitivo del sistema antiaereo "Bavar-373"!
Oggi il Presidente della Repubblica Islamica Hassan Rohani, accompagnato dal Ministro della Difesa Brigadiere Hossein Dehqan e dai vertici dell'Aviazione dell'IRGC ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione ufficiale del complesso missilistico mobile di difesa aerea di fabbricazione nazionale “Bavar 373”.
Il complesso è dotato di un radar con una rete di antenne, simile al sistema rivelatore russo 96L6. L'arma monitora oggetti aerei e missili balistici su distanze medie e lunghe.
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sabato 2 aprile 2016
Mosca difende i test missilistici della Repubblica Islamica: si rafforza sempre di più l'asse russo-iraniano!
Nel corso delle trattative per la risoluzione del Dossier Nucleare, Ue e Usa hanno a più riprese tentato di inserire il programma missilistico iraniano nelle contrattazioni, sperando di bloccarlo o quantomeno di rallentarlo, trovando sempre però la radicale opposizione delle controparti. In ultimo, forse con eccessiva leggerezza dovuta alla fretta di ottenere un successo da sbandierare sulla scena politica interna, il riformista Rohani e la sua squadra di negoziatori hanno accettato l’inclusione nella Risoluzione ONU finale della menzione di una proibizione “Di test di missili progettati per portare testate nucleari”, definizione nebulosa e che qualunque negoziatore avrebbe dovuto intuire che sarebbe stata impugnata e invocata dalle potenze imperialiste in maniera capziosa e disonesta.
Ciò è puntualmente avvenuto appena la Repubblica Islamica ha proseguito, con alcuni lanci tenuti lo scorso 8 marzo, nelle proprie batterie di test programmati per i vettori balistici Emad e Qiam (rispettivamente missili a raggio intermedio e medio derivati dai precedenti modelli Shahab) causando le proteste americane, francesi, inglesi e tedesche che hanno definito tali esercizi “provocatorii e destabilizzanti”. In soccorso di Teheran però si è prontamente levata la voce di Mosca, che, attraverso uno degli esponenti di punta della propria diplomazia, Mikhail Ulyanov, ha dichiarato che la Risoluzione ONU non bandisce né proibisce tutti i test missilistici, ma solo quelli di vettori esplicitamente progettati per gli attacchi nucleari, e che nessuno è in grado di produrre prove che dimostrino che i modelli di missili iraniani in questione rientrino in tale categoria.
Ciò è puntualmente avvenuto appena la Repubblica Islamica ha proseguito, con alcuni lanci tenuti lo scorso 8 marzo, nelle proprie batterie di test programmati per i vettori balistici Emad e Qiam (rispettivamente missili a raggio intermedio e medio derivati dai precedenti modelli Shahab) causando le proteste americane, francesi, inglesi e tedesche che hanno definito tali esercizi “provocatorii e destabilizzanti”. In soccorso di Teheran però si è prontamente levata la voce di Mosca, che, attraverso uno degli esponenti di punta della propria diplomazia, Mikhail Ulyanov, ha dichiarato che la Risoluzione ONU non bandisce né proibisce tutti i test missilistici, ma solo quelli di vettori esplicitamente progettati per gli attacchi nucleari, e che nessuno è in grado di produrre prove che dimostrino che i modelli di missili iraniani in questione rientrino in tale categoria.
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lunedì 22 febbraio 2016
Il Ministro della Difesa russo Shoigu a Teheran si é incontrato col Presidente iraniano Rohani!
Dopo la recente visita a Mosca di Hossein Dehqan, che ha incontrato il Presidente Putin, il Vicepremier Rogozin e il suo diretto collega Sergei Shoigu quest'ultimo é volato ieri a Teheran, ricambiando la visita e incontrandosi direttamente col Presidente della Repubblica Islamica Hassan Rohani.
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venerdì 1 gennaio 2016
Il Presidente Rohani reagisce ai tentativi americani di intimidazione sul programma missilistico!
Ancora una volta gli Stati Uniti si dimostrano insinceri e ipocriti; pochi mesi dopo il cosiddetto 'accordo' sul programma nucleare iraniano non solamente Washington non ha rimosso nessuna sanzione verso la Repubblica Islamica, ma, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ne starebbe preparando di nuove contro ditte e individui legati al programma missilistico di Teheran.
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mercoledì 23 dicembre 2015
Mentre gli eretici takfiri "vietano il Natale", il Presidente iraniano Rohani porge gli auguri della Repubblica Islamica a una famiglia cristiana!
Siamo certi che nelle ultime 36 ore parecchi dei nostri affezionati lettori avranno avuto maniera di leggere online o su altri media la descrizione delle restrizioni emesse dal ridicolo sultano del brunei riguardo alle celebrazioni natalizie nel suo regnucolo-francobollo; restrizioni decise a pedissequa imitazione di quelle in vigore in Arabia Wahabita, paese che il nanerottolo del Borneo ha deciso di imitare importandovi l'eresia takfira che niente ha a che fare con il pacifico e tollerante Islam che sempre ha dimorato a quelle latitudini, coesistendo fianco a fianco con Buddismo e Cristianesimo.
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giovedì 6 agosto 2015
Il Ministro siriano Moallem incontra Rohani, Zarif e Larijani a Teheran: "L'Iran é sempre al fianco di Damasco!"
Nel corso del recente intensissimo picco di attività diplomatica scatenato dalle iniziative russe per smembrare la coalizione anti-siriana e confermare il ruolo pacificatore di Mosca nella regione mediorientale il Ministro degli Esteri siriano Walid Moallem é tornato una volta di più a Teheran, confermando che, dopo Mosca, il più importante partner di Damasco rimane sempre la Repubblica Islamica.
Moallem ha incontrato in rapida successione il Presidente iraniano Rohani, il Ministro degli Esteri Zarif e infine il Segretario del Consiglio della Shura Ali Larijani.
Col Presidente Rohani Moallem si é voluto informare sulle prospettive iraniane dopo il raggiungimento dell'accordo nucleare con le potenze internazionali e lo ha aggiornato sulle ultime operazioni dell'Esercito Siriano e dei suoi alleati di Hezbollah soffermandosi sui modi per sostenere e rendere ancora più incisiva la loro azione congiunta.
Moallem ha incontrato in rapida successione il Presidente iraniano Rohani, il Ministro degli Esteri Zarif e infine il Segretario del Consiglio della Shura Ali Larijani.
Col Presidente Rohani Moallem si é voluto informare sulle prospettive iraniane dopo il raggiungimento dell'accordo nucleare con le potenze internazionali e lo ha aggiornato sulle ultime operazioni dell'Esercito Siriano e dei suoi alleati di Hezbollah soffermandosi sui modi per sostenere e rendere ancora più incisiva la loro azione congiunta.
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