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sabato 31 dicembre 2011

Il Ministro degli Esteri russo apprezza le dichiarazioni della Lega Araba sulla Siria: "Imparziali e affidabili!"



Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri di Mosca, ha espresso "soddisfazione e fiducia" riguardo alla missione degli osservatori della Lega Araba in Siria che, guidati dal Generale sudanese Al-Dabi, hanno visitato Damasco, Homs e sono attualmente impegnati in un tour di Hama, Daraa e Idlib, città a vario livello toccate dalle violenze e dagli attentati dei terroristi mercenari al soldo di Usa, Arabia Saudita e Israele.

Durante questi ultimi mesi la cagnara filosionista che detta legge sui mass-media generalisti (Fox, Sky, BBC, NBC, Cnn...) ha cercato di dipingere spaventose quanto irreali fantasie riguardo 'rivolte' che avrebbero scosso la Repubblica araba e morbose descrizioni di "repressione" a opera dell'Esercito, quando gli unici a essere fatti bersaglio delle Forze di Sicurezza siriane sono stati proprio i provocatori inflitrati, che tentavano di spargere il terrore.

"Giudicando dalle dichiarazioni della missione della Lega Araba, la situazione sembra calma e sotto il controllo del Governo", ha dichiarato Lavror "La professionalità e l'imparzialità di cui finora gli osservatori hanno dato prova é la miglior garanzia riguardo le buone possibilità che esistono di disinnescare una situazione che altri avrebbero voluto veder degenerare fino alle estreme conseguenze".
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venerdì 4 novembre 2011

La magistratura libanese svela i meccanismi del traffico di armi israeliane, spicca mandato di cattura per un terzo trafficante!


La magistratura militare libanese, dopo aver a lungo interrogato i due siriani catturati nel Nord del paese mentre cercavano di trasportare oltreconfine un ingente carico di armi di manifattura e provenienza israeliana per rifornire terroristi e provocatori che negli ultimi mesi hanno provato (fortunatamente invano) a far precipitare la Siria nel caos, sono riusciti a chiarire il meccanismo del traffico e hanno stilato un mandato di cattura per un terzo siriano, personaggio collegato con la sedicente 'opposizione' a Bashir Assad, figura chiave nel contrabbando d'armi che 'triangolava' tra i paesi petroliferi del Golfo, il Libano e il regime dell'occupazione sionista.

Il Giudice Fadi Sawan, secondo quanto riportato dall'Agenzia News Nazionale (NNA) avrebbe spiccato il mandato verso questo personaggio dopo aver confrontato a lungo le dichiarazioni rese dai due arrestati, di cui ha confermato i provvedimenti di custodia cautelare. Centrale nel traffico d'armi sarebbe stata la cittadina di Arsal, dove i siriani avrebbero fatto confluire i denari affidati loro dagli sponsor Sauditi, Kuwaitiani e degli Emirati Arabi, per scambiarli con armi israeliane.

Fra le armi confiscate vi erano dozzine di mitragliette Uzi di varie dimensioni, fucili d'assalto Galil e Kalashnikov, granate, razzi anticarro e decine di migliaia di munizioni di ogni calibro.
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mercoledì 2 novembre 2011

Armi israeliane bloccate in Libano: i sionisti, pagati dagli sceicchi del petrolio, contrabbandano armi per destabilizzare la Siria!


Le forze di polizia libanesi, con una ampia e coordinata operazione nel nord del paese, hanno bloccato un enorme carico di armi israeliane dirette verso la Siria, arrestando due dei contrabbandieri che le stavano trasportando verso il confine. Immediatamente spediti a Beirut e sottoposti a interrogatorio i due hanno rivelato di fare parte di una organizzazione ramificata in tutta la regione che, con denaro Saudita e degli altri sceiccati del petrolio (Kuwait, UAE, etc...) acquista nello Stato sionista armi e munizioni da trasportare in Siria e rifornire gli agenti provocatori infiltrati nel paese in questi ultimi mesi e armare i fanatici sunniti di Hama.

Lo scorso 18 ottobre, in occasione di un altro importante sequestro di armi israeliane l'ambasciatore alla Lega Araba Youssef Ahmed portò prove evidenti del coinvolgimento dello Stato ebraico nel fomentare gli atti di terrore che hanno mietuto vittime e scosso la pace e la sicurezza di tante città siriane: Daraa, Homs, Tartous. "Israele fornisce armi e proiettili ai terroristi che uccidono i leali figli della mia nazione!", accusò, senza tema di smentite Ahmed di fronte ai suoi colleghi dei paesi arabi, anche quelli a loro volta coinvolti nel traffico.

E' significativo che il sequestro sia avvenuto nel Nord del Paese dei Cedri, tradizionalmente roccaforte dei falangisti, attualmente parte della coalizione di minoranza guidata da Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, nato ed educato in Arabia Saudita, quindi in ottimi rapporti con i corrotti e retrivi monarchi del petrolio, schierati contro le forze progressiste, contro la Primavera Araba e a fianco di Usa e Israele.
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venerdì 30 settembre 2011

La Lega Araba critica il continuo proliferare degli insediamenti ebraici illegali in terra palestinese!


Il Segretario Generale della Lega Araba, l'Egiziano Nabil Arabi, ha condannato senza mezzi termini i programmi di espansione e metastasi delle colonie ebraiche illeghali a Gilo e a Gerusalemme Est, già finite sotto il fuoco incrociato dei rappresentanti dell'ONU e dei titolari degli Esteri americani ed europei; Arabi ha definito i progetti sionisti in merito: "scandalosi" e "in totale contrasto con le Leggi internazionali in merito", articolando come simili avvenimenti dimostrino oltre ogni ragionevole dubbio il totale fallimento delle politiche americane, diretta conseguenza dell'incapacità Usa di imporre a Israele una condotta costruttiva e moderata.

Ma il Governo del regime ebraico, come al solito, non accetta critiche o appelli alla ragionevolezza e, tramite una dichiarazione di Mark Regev, portavoce del Premier Benji Netanyahu fa sapere di non avere alcuna intenzione di recedere dai suoi progetti di occupazione, colonizzazione e pulizia etnica. Giocando disonestamente sui termini Israele cerca di negare l'evidenza e di sostenere che Gilo, cancro di cemento stipato di miliziani fanatici paracadutati in Cisgiordania dai quattro angoli del mondo, non sia una 'colonia'.

In realtà il Governo Netanyahu può chiamare Gilo come vuole, ma il fatto che sorga su terreno occupato militarmente lo rende ipso facto 'zona occupata' e ogni tentativo di trasferirvi popolazione o di incrementare quella già trasportatavi è una colonizzazione e un'operazione di sapore hitleriano o staliniano, che non ha posto in un mondo che si vorrebbe regolato dalle leggi della Democrazia, del Diritto e dell'Autodeterminazione.
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domenica 21 agosto 2011

Si riunisce oggi la Lega Araba per discutere dell'escalation tra Gaza, Egitto e stato sionista!


Si terrà nelle prime ore di domenica 21 agosto il meeting d'emergenza della Lega Araba che dovrà discutere del recente aumento della tensione tra Israele, Gaza ed Egitto conseguente alla violenta e sproporzionata rappresaglia sionista contro la Striscia assediata e le forze di confine del Cairo stanziate nel Sinai, risultata nell'uccisione di diverse guardie doganali egiziane da parte di un elicottero.

Ahmed Ben Hili (foto sopra), vice-segretario dell'organizzazione ha dichiarato che i rappresentanti permanenti della Lega discuteranno le ripercussioni delle sconsiderate azioni di Tel Aviv, possibilmente riattivando progetti di risoluzione in favore di Gaza, del suo rifornimento e della sua ricostruzione, scambiandosi inoltre idee su come rispondere agli attacchi israeliani e su come coinvolgere l'ONU nella cornice degli ultimi, drammatici avvenimenti.

Gli attacchi sionisti contro Gaza hanno ucciso finora circa sedici persone e lasciato sul campo almeno 40 feriti.

Intanto, in due comunicati separati, le Brigate Ezzedine al-Qassam e le Brigate Salah ad-Din, avanguardie armate di Hamas e dei Comitati di Resistenza Popolare hanno dichiarato ufficialmente che qualunque tregua esistesse in precedenza con Israele é saltata definitivamente e che d'ora in porta il regime di Tel Aviv dovrà sopportare adeguate e puntuali rappresaglie a ogni sua provocazione armata. In precedenza il Governo di Hamas si era impegnato, dalla fine del brutale 'pogrom' militare sionista contro Gaza, a tenere sotto controllo non solo le sue brigate, ma anche quelle di altri movimenti di Resistenza presenti e attivi a Gaza.
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mercoledì 20 luglio 2011

La Lega Araba per bocca di Nabil Arabi condanna senza appello la pirateria navale israeliana!

"Condanno con forza questo vero e proprio atto di pirateria in alto mare, condotto dalle forze militari israeliane con la consueta sicumera, derivante dal sostegno, aperto o indiretto, di stati che si dicono difensori del Diritto e della legalità solo e soltanto quando questo fa comodo ai loro interessi di parte"; é stato con queste nette e inequivocabili parole che il neo Segretario della Lega Araba Nabil al-Arabi ha commentato, a una troupe dell'emittente iraniana di lingua inglese PressTV il blocco in acque internazionali dello yacht di solidarietà "Dignité", avvenuto a opera di unità militari israeliane.

"La comunità internazionale, incarnata dal Consiglio di Sicurezza ONU, dovrebbe prendere misure rapide e decisive contro questo atto illegale", ha quindi aggiunto Arabi, notando come da "Dignité" non fosse carica di altro che cibo, farmaci ed attrezzature medicali; ovviamente, é proprio per questo che Tel Aviv l'ha bloccata, atterrita dall'idea che anche un piccolo quanto di conforto potesse raggiungere l'inferno di Gaza, strangolata dallo shylockiano assedio sionista.

La nave si era sottratta al colpo di mano con cui il Governo greco, capitolando ai ricatti della lobby filosionista internazionale, ha venduto la propria dignità per il biblico (é proprio il caso di dirlo) "piatto di lenticchie", accettando di subordinare la propria sovranità nazionale ai desideri di uno stato-canaglia, estendendo l'occupazione israeliana in territorio ellenico.
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