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mercoledì 12 agosto 2020

La Aramco annuncia rincari del carburante; il deficit saudita lascia nelle casse di Riyadh meno di mezzo miliardo di $!


I rapporti indicano che la gigantesca compagnia petrolifera dell'Arabia Saudita, la Aramco, responsabile della maggior parte delle finanze del regno wahabita, sta pianificando di aumentare i prezzi del carburante al consumo nel Paese dopo che un crollo dei prezzi internazionali del petrolio ha causato enormi perdite nel secondo trimestre di quest'anno.

La TV di stato saudita ha detto lunedì che Aramco aumenterà il prezzo della benzina consegnata agli automobilisti in Arabia Saudita ad agosto.

Il rapporto afferma che il prezzo della benzina a 91 ottani aumenterà di quasi l'11% a 1,43 riyal sauditi, mentre il tipo di carburante a 95 ottani sarà offerto a 1,60 riyal, un aumento di quasi il 10% rispetto ai mesi precedenti.

Negli scorsi tre anni i regnicoli sauditi avevano visto i prezzi al consumo aumentare vertiginosamente, a causa delle sconsiderate politiche del Principe Pazzo bin Salman.

venerdì 8 giugno 2018

In Giordania i manifestanti ottengono la cancellazione della tassa sul reddito voluta dal FMI!

Successo delle intense e violente manifestazioni che da giorni scuotono il regno ascemita; il Premier in Pectore Omar Razzaz (ex-Ministro dell'Istruzione) ha dichiarato che cancellerà la prevista introduzione di una tassa sul reddito che avrebbe distrutto le economie domestiche di milioni di Giordani che sopravvivono malamente con impieghi pubblici.

martedì 5 giugno 2018

Mentre in Giordania il popolo continua a protestare diamo un'occhiata alle misure usurarie imposte dal FMI al regno ascemita!

Migliaia di cittadini giordani nella capitale Amman hanno ripreso le manifestazioni anche dopo le dimissioni del Premier Hani al-Muki, sostituito dal precedente Ministro dell'Istruzione Omar Razzaz.

Infatti le dimissioni vogliono dire poco se non verranno abolite le tasse sul reddito e gli aumenti dei costi di gas ed elettricità; finora tali misure sono state 'congelate' da un disperato decreto del reuccio Abdallah, ma solo per un mese.

La tassa sul reddito, impopolarissima in un paese dove la maggior parte delle famiglie tira avanti con un misero stipendio da impiegato pubblico, farebbe scattare aliquote a tutti coloro che ricevono più di 10mila Euro all'anno.

lunedì 4 giugno 2018

In Giordania le violente dimostrazioni spingono il Premier esecutore delle 'ricette' del FMI a dimettersi!

Aggiornamento da Amman dove cinque giorni di ininterrotti scioperi e manifestazioni (quasi totalmente notturni, essendo di giorno la popolazione fiaccata dagli effetti nocivi del digiuno del Ramadan) hanno avuto un nuovo effetto.

Infatti, dopo la 'temporanea' sospensione di un mese decretata dal reuccio ascemita (Abdallah) delle misure di austerità raccomandate dalle sanguisughe usurarie del Fondo Monetario Internazionale, il Primo Ministro Hani al-Muki ha rassegnato le proprie dimissioni.

domenica 3 giugno 2018

Video e foto dalle manifestazioni di Amman con cui i 'regnicoli' di Abdallah si oppongono alle manovre volute dai vampiri del Fondo Monetario!

I Dracula del finanz-capitalismo usurario, cupi sacerdoti della religione che tramite l'Oro pretende di umiliare e opprimere le forze del Lavoro avevano decretato per la Giordania una mortale 'cura' di quelle che stanno ammazzando la Grecia e offendendo e deprimendo tutti i paesi vassalli e sudditi della Germania eurista: tassa sul reddito (inaudita in un paese dove il reddito pro-capite é bassissimo e bastevole appena a permettere un'esistenza meno che disagiata), abolizione di ogni calmiere per i costi delle 'utilities', con conseguente esplosione dei prezzi, specie per quelle energetiche.

Questo ha scatenato la rabbia dei cittadini che per tre notti consecutive hanno riempito le strade e le piazze di Amman; la loro mobilitazione ha spaventato i Parlamentari, di cui ieri 80 (su 130) hanno 'caldeggiato' l'abolizione delle misure di austerità al Primo Ministro Hani al-Muki. Anche il reuccio ascemita Abdallah (che solo poco tempo fa aveva cancellato il contratto per una centrale nucleare che avrebbe potuto offrire energia a costi contenuti al paese) ha 'bloccato' la misura tassatoria "per un mese".

venerdì 1 giugno 2018

Abdallah cede ai ricatti anglo-american-sauditi cancellando il contratto nucleare con la Russia; si trova in imbarazzo quando il popolo protesta per gli aumenti dell'energia!

"Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria".

Se ne é accorto il reuccio ascemita da operetta, Abdallah, quando, con tempismo notevole, la sua popolazione é scesa minacciosamente in piazza protestando per gli annunciati aumenti dei prezzi di gas combustibile ed elettricità.

Pochi giorni prima, come testimoniato dal nostro tempestivo articolo, il sovrano dell'unico paese arabo sprovvisto di fonti d'energia, aveva "pensato bene" di cedere alle minacce americane e saudite cancellando il contratto precedentemente firmato con la Russia per la costruzione di un reattore nucleare da 2000MW nel suo paese, impianto che avrebbe iniziato a rendere l'Ex-transgiordania un po' meno dipendente dalle importazioni estere di combustibili e di elettricità.

sabato 6 gennaio 2018

Saudita esasperato dagli aumenti appicca il fuoco a una stazione di servizio!

Avete mai visto un consumatore esasperato dagli aumenti dare fuoco a una pompa di benzina?

Ebbene, grazie al filmato che proponiamo qui di seguito potrete vedere proprio questo spettacolo.
La cosa buffa é che qualunque automobilista europeo considererebbe una manna i prezzi del carburante praticati in Arabia Saudita, anche dopo il loro aumento del 127 per cento avvenuto pochi giorni fa.

Ma bisogna contare che al contrario dei Principi i regnicoli sauditi sopravvivono con stipendi bassissimi per cui la 'stangata' sui carburanti é stata per loro dolorosissima.

martedì 2 gennaio 2018

Batosta per gli automobilisti sauditi! Prezzo della benzina più che raddoppiato dall'oggi al domani! E Casa Saoud deve introdurre l'IVA per far fronte alla voragine del bilancio statale!!

Sempre più a rotoli i conti pubblici di Riyadh.

In un elemento di vera crisi strutturale che in un sistema informativo veramente libero e indipendente avrebbe occupato per giorni e giorni le prime pagine di tutti i quotidiani internazionali il regime wahabita di Riyadh non solamente ha dovuto introdurre proprio nella giornata di ieri un'Imposta sul Valore Aggiunto (per la prima volta nella sua storia), ma ha anche aumentato le accise sul carburante (prima praticamente inesistenti) portando il suo costo al consumo a salire del 127 per cento dall'oggi al domani.

Il costo della benzina, in passato fortemente calmierato, era già salito considerevolmente dal 2015 al 2017; adesso ha toccato livelli inauditi per il più grande esportatore di petrolio del mondo.

giovedì 21 aprile 2016

FATE LA CARITA'! L'Arabia Esaurita chiede 10 mld di dollari in prestito a JP Morgan, HSBC e Bank of Tokyo-Mitsubishi!

Il bilancio statale saudita tra il tracollo dei prezzi petroliferi, le consuete assurde spese della Corte, i sussidi (pur tagliati) a una popolazione per la maggior parte inabile al lavoro, le enormi spese per il sostegno del terrorismo wahabita in Siria e la catastrofica campagna militare in Yemen, si é trasformato in un buco nero da 100 miliardi di Dollari Usa.

sabato 9 gennaio 2016

Con l'acqua alla gola i tiranni sauditi sono costretti a 'svendere' la loro stessa compagnia petrolifera!

La 'Aramco', la più grande compagnia estrattrice di petrolio al mondo, finora proprietà esclusiva della Casa Reale di Saoud, sarà presto messa sul mercato per una gran parte, come tentativo di rimediare ai fortissimi scompensi economici che hanno colpito la tirannia wahabita dal momento del crollo del prezzo del petrolio a partire dal 2014.

giovedì 31 dicembre 2015

Re Salman fa pagare ai suoi sudditi le follie e gli sperperi del suo regno!

Come avevamo annunciato il deficit proiettato per l'anno fiscale 2015 dal Regno Saudita si é rivelato ben più pesante del previsto, arrivando a totalizzare 98 miliardi di dollari. Quello per il 2016 dovrebbe aggirarsi, secondo i 'contafagioli' di Re Salman, attorno agli 87, ma, esattamente come le previsioni per il 2015 sono state sforate, ci si può attendere che anche queste si rivelino troppo ottimistiche, tantopiù che tutte e due le ferite sanguinanti del bilancio saudita (sostegno a ISIS e altri gruppi takfiri in Siria e invasione dello Yemen) sono ancora aperte.