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mercoledì 18 dicembre 2019

Quasy al-Souhail ha ricevuto l'incarico di formare il prossimo Governo irakeno!

Momento estremamente difficile per il vostro caporedattore.

Questo blog non é un diario personale o la mia posta del cuore.

E' un canale di notizie vere e in presa diretta dal Medio Oriente.

Vi presento quindi la foto del nuovo Premier irakeno in pectore dopo le recenti dimissioni di Adel Abdulmahdi.

domenica 1 dicembre 2019

Il Presidente del Parlamento iraniano dichiara che Teheran non ha la minima preoccupazione legata agli eventi irakeni!


Il portavoce del parlamento iraniano Ali Larijani ha sottolineato che la presenza di saggi politici e leader religiosi, tra cui il grande ayatollah Ali Sistani, non lascia spazio a preoccupazioni per i recenti incidenti in Irak.
"Consideriamo l'Irak come il nostro alleato naturale e non siamo preoccupati per i recenti incidenti in Irak perché l'Irak gode di leader politici e religiosi esperti e possono gestire i problemi e l'Ayatollah Sistani è ben consapevole di questi problemi", ha detto Larijani ai giornalisti in una stampa conferenza a Teheran domenica.

venerdì 29 novembre 2019

Il Primo Ministro irakeno si é dimesso, poco dopo un monito lanciato dall'Ayatollah Sistani!

La mezza figura Adel Abdul Mahdi, Premier irakeno venuto fuori dalle ultime elezioni politiche, ha rassegnato le proprie dimissioni dopo settimane di proteste contro l'inefficienza del suo Governo.

Rendiamoci conto: Abdul Mahdi aveva avuto la fortuna di 'ereditare' un Irak finalmente pacificato dopo che l'incubo dell'ISIS era stato affrontato e sconfitto da statisti di tutt'altra pasta quali Nouri al-Maliki e Haider Abadi.

Ma la sua insipienza e indecisione (e non bastava qualche occasionale presa di posizione "anti-Usa" a compensarle) gli hanno fatto invelenire contro l'opinione pubblica, in particolare per la pessima gestione dei servizi.

Solo una più rapida e decisa integrazione nell'Asse della Resistenza, con il rapido completamento di tutti i progetti di investimento infrastrutturale e di accordi commerciali con l'Iran (e anche con Libano e Siria), può venire incontro ai bisogni profondi dell'Irak e del suo popolo (che soffrono per le conseguenze di 40 anni ininterrotti di dittatura, guerra, embargo, invasione, occupazione, importazione di terroristi etc...).

venerdì 1 marzo 2019

Khamenei-Assad-Soleimani: perché hanno escluso Zarif dai loro colloqui?

Secondo video di ieri per il nostro popolarissimo "tubo", come lo ha simpaticamente definito uno dei fan più assidui del nostro blog, che salutiamo dall'altro degli oltre 10.000 lettori che raggiungiamo giornalmente, persino in giornate come ieri, in cui abbiamo (per motivi di forza maggiore) pubblicato solo un articolo!


Dichiarazioni concilianti ed autocritica da parte del non più dimissionario Mohammed Javad Zarif all'Università Medica di Teheran. A Qom invece il Generale Ombra Qassem Soleimani assicura che la recentissima visita iraniana del Presidente Assad "non é affatto un episodio minore".

mercoledì 27 febbraio 2019

Rohani respinge le "dimissioni" di Zarif che, tutto contento, lo accompagna ad accogliere delegazione armena!


Il Ministro degli Esteri dell'Iran Mohammad Javad Zarif ha reagito alla decisione del Presidente Rouhani di respingere le sue dimissioni, ringraziando la nazione e i funzionari iraniani per il loro sostegno.

Pochi istanti dopo che il presidente Hassan Rohani ha respinto le dimissioni di Zarif ritenendole un atto contrario agli interessi nazionali del paese, il ministro degli Esteri in un post su Instagram mercoledì mattina ha ringraziato la generosa gentilezza e il sostegno della nazione e dei funzionari iraniani durante il suo mandato, specialmente nelle ultime tre ore.

La 'sciarada' delle dimissioni di Zarif incapsula il fallimento di anni di prevalenza 'moderata' nella vita politica iraniana

Ovviamente quand'é che il Ministro degli Esteri iraniano decide di dimettersi?

Il giorno in cui sono partito per una doppia mini-conferenza a Roma, ecco in quale giorno!

Al mio rientro a casa, trovo un vortice di comunicati e contro-comunicati riguardo alla questione...tra cui diverse 'dritte' dei miei contatti più fidati che, con largo anticipo, mi avvisavano che 'qualcosa di grosso' stava per succedere in Iran.

Ovviamente Zarif non ha lanciato l'annuncio delle sue dimissioni 'a caso'; il farlo durante l'importantissima visita iraniana di Assad doveva servire (ed é servito) a renderle ancora più fragorose e dirompenti.

Ma perché ha fatto questo gesto?

giovedì 21 febbraio 2019

Il capo della fallimentare "unità d'elite" sionista 'uccellata' dai difensori di Gaza si dimette tra le polemiche!


Con una mossa altamente inusuale, il comandante della più notoria unità delle forze speciali dell'esercito sionista di occupazione ha deciso di "ritirarsi" verso la fine del suo mandato, diversi mesi dopo che un'operazione da parte dei 'rambo' a sei punte contro il ghetto di Gaza è completamente fallita.

Le notizie e gli organi di informazione di Tel Aviv hanno identificato il comandante come "Colonnello H" (come la nota 'preparazione' anti-emorroidale)., che dirige il "Sayeret Matkal" o l'unità di ricognizione dello Stato Maggiore dell'esercito di Sion.

La forza dell'élite dovrebbe essere capace scivolare dietro le linee nemiche per raccogliere informazioni o colpire importanti bersagli

"Verso la fine del suo servizio, ha preso la decisione di ritirarsi al fine di perseguire obiettivi personali estranei al campo della sicurezza", ha detto un portavoce dell'idf in una dichiarazione.

martedì 9 ottobre 2018

La "Meteorina di Haley" scompare dalla volta celeste! Si é dimessa da 'ambasciatrice ONU'!!

Diciamo addio alla "meteorina di Haley", che ci ha fatto fare molte risate negli ultimi due anni, come testimoniano questi link:

(Dicembre 2017)
Ecco come muore un "impero"! A Washington, valletta mancata lancia accuse contro l'Iran che fan rimpiangere quelle di Powell a Saddam!

Mohammed Houthi risponde a Nikki Haley: "Se l'Iran ci fornisse armi, ci manderebbe anche missili anti-aerei!"

La Guardia Rivoluzionaria iraniana spiega dettagliatamente agli Usa e a Nikki Haley da dove derivino i missili yemeniti!

La 'cometina di Haley' casca come una pera in uno scherzo telefonico trasmesso per radio, dichiarando che Putin "ha interferito" con le elezioni in Binomo (paese inventato)!

(Settenbre 2018)

Trumpetto e la sua "meteorina di Haley" cercano di 'dirottare' una riunione ONU sulla Palestina per trasformarla in un loro "anti-Iran show"!

Nikki Haley avrebbe lasciato per evitare un’indagine sui suoi viaggi aerei pagati da manager della South Carolina. Ieri, alcune associazioni di Washington avrebbero chiesto un’indagine federale su Haley, che accusano di aver sottostimato di decine di migliaia di dollari il valore di alcuni viaggi effettuati, nella sua dichiarazione dei redditi.

venerdì 8 giugno 2018

In Giordania i manifestanti ottengono la cancellazione della tassa sul reddito voluta dal FMI!

Successo delle intense e violente manifestazioni che da giorni scuotono il regno ascemita; il Premier in Pectore Omar Razzaz (ex-Ministro dell'Istruzione) ha dichiarato che cancellerà la prevista introduzione di una tassa sul reddito che avrebbe distrutto le economie domestiche di milioni di Giordani che sopravvivono malamente con impieghi pubblici.

martedì 5 giugno 2018

Mentre in Giordania il popolo continua a protestare diamo un'occhiata alle misure usurarie imposte dal FMI al regno ascemita!

Migliaia di cittadini giordani nella capitale Amman hanno ripreso le manifestazioni anche dopo le dimissioni del Premier Hani al-Muki, sostituito dal precedente Ministro dell'Istruzione Omar Razzaz.

Infatti le dimissioni vogliono dire poco se non verranno abolite le tasse sul reddito e gli aumenti dei costi di gas ed elettricità; finora tali misure sono state 'congelate' da un disperato decreto del reuccio Abdallah, ma solo per un mese.

La tassa sul reddito, impopolarissima in un paese dove la maggior parte delle famiglie tira avanti con un misero stipendio da impiegato pubblico, farebbe scattare aliquote a tutti coloro che ricevono più di 10mila Euro all'anno.

lunedì 4 giugno 2018

In Giordania le violente dimostrazioni spingono il Premier esecutore delle 'ricette' del FMI a dimettersi!

Aggiornamento da Amman dove cinque giorni di ininterrotti scioperi e manifestazioni (quasi totalmente notturni, essendo di giorno la popolazione fiaccata dagli effetti nocivi del digiuno del Ramadan) hanno avuto un nuovo effetto.

Infatti, dopo la 'temporanea' sospensione di un mese decretata dal reuccio ascemita (Abdallah) delle misure di austerità raccomandate dalle sanguisughe usurarie del Fondo Monetario Internazionale, il Primo Ministro Hani al-Muki ha rassegnato le proprie dimissioni.

lunedì 6 novembre 2017

Mujtahidd, la 'gola profonda' saudita rivela: "Hariri è praticamente prigioniero dei Sauditi, nello stesso hotel dei principi arrestati!"

Ancora un prezioso "leak" da parte di Mujtahidd, misterioso "Gola Profonda" che dall'Arabia Saudita fa filtrare notizie riservate, spesso utili a capire cosa stia succedendo dietro le quinte della misteriosa monarchia dei Saoud.

Sembra infatti che Saad Hariri sia pressoché prigioniero dei suoi ex-"amici" e sia stato nientemeno che obbligato a dare le proprie dimissioni da Premier libanese.

domenica 5 novembre 2017

Il pupazzo saudita Hariri aveva minacciato l'Iran con un 'ultimatum', dopo che é stato respinto i suoi padroni l'hanno fatto dimettere!

Svelato finalmente il vero motivo delle dimissioni di Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese) dalla carica di Primo Ministro.

Nei suoi ultimi spostamenti Hariri si era prima recato in Arabia Saudita, dove aveva ricevuto gli ordini, poi era andato a Teheran dove ha osato minacciare il Consigliere per la Politica Estera della Guida Suprema Khamenei (Ali Akbar Velayati) affinché la Repubblica Islamica 'interrompesse immediatamente' ogni sostegno allo Yemen.

Le dimissioni di Hariri? Nient'altro che l'ultima scommessa sbagliata di Riyadh!

L'Arabia Saudita si sta comportando come quei giocatori d'azzardo che entrano nel casinò con valletti al seguito carichi di vassoi di fiche e gettoni e che poi, ridotti ormai ai minimi termini, si riducono a giocate sempre più improbabili e "sballate" nel disperato tentativo di azzeccare una vincita che lenisca un altrimenti ferocissimo passivo.

sabato 4 novembre 2017

Spassose reazioni dei cittadini libanesi alle dimissioni del fantoccio dei Sauditi Saad Hariri!

"Grazie di niente", "Non si sentirà la tua mancanza", "Resta pure dai tuoi amici wahabiti", "Sei peggio di Pudgemont", sono solamente alcune delle reazioni dei Libanesi su Facebook, Twitter e altri social network che hanno iniziato ad apparire appena Saad Hariri ha annunciato le proprie dimissioni dal premierato...parlando dall'Arabia Saudita.

Il pupazzo di Riyadh obbedisce ai burattinai: Saad Hariri si dimette da Premier libanese...perché lo ha annunciato dall'Arabia Saudita!

Quando uno é un servo é un servo, non c'é nulla da fare.

Dopo avere trionfato contro lo stupido ostruzionismo della coalizione "14 Marzo" il neo-Presidente libanese, l'Ex-generale Michel Aoun aveva deciso di offrire un gesto di conciliazione ai rivali politici offrendo la poltrona di Premier (che da tradizione spetta a un musulmano sunnita) a Saad Hariri, che noi 'amorevolmente' su Palaestina Felix chiamiamo "Il Renzo Bossi libanese".

venerdì 6 maggio 2016

Le dimissioni di Davutoglu lasciano Erdogan sempre più libero di perseguire le sue folli politiche!


Ahmet Davutoglu ha accompagnato Erdogan in tutte le fasi della sua scalata al potere; prima come Ministro degli Esteri e in seguito avvicendandosi all'attuale Presidente, sostituendolo sullo scranno di Premier turco nell'agosto 2014.

Tuttavia lo stesso Primo Ministro ha annunciato che la sua esperienza come Capo di Governo si concluderà il prossimo 22 maggio, quando formalizzerà le proprie dimissioni.

Attento a non suscitare risentimento nel suo potentissimo superiore Davutoglu annunciando la propria uscita di scena ha riaffermato la propria lealtà alla figura del Presidente, sottolineando di "non portare malanimo verso nessuno".

venerdì 12 febbraio 2016

Laurent Fabius all’indomani delle dimissioni lancia stizziti e fantasiosi addebiti contro Assad!

Quando qualcuno si vede precluso un obiettivo o un raggiungimento per il quale si è impegnato strenuamente, mettendo in gioco tutte le proprie abilità e risorse, la cosa più matura e signorile che può fare è accettare, con stoicismo, se vogliamo, l’esito avverso, dimostrando in questa maniera maturità e sportività di fronte alla sconfitta patita.

Laurent Fabius, politico navigato da quasi quarantadue anni di carriera, che ha avuto l’onore di stabilire tra 1984 e 1986 il record tuttora vigente come giovane Premier transalpino della Quinta Repubblica, si è lasciato sfuggire l’occasione di dimostrare tali qualità quando, a meno di 24 ore dall’annuncio delle proprie dimissioni, in non piccola parte dovute alla disastrosa evoluzione del ‘Dossier Siriano’ (per il quale l’esecutivo socialista di Hollande ha deciso di ‘mantenere la rotta’ tracciata dalla arcigna e tetragona posizione anti-Assad assunta dal predecessore Sarkozy), si è lasciato andare a dichiarazioni biliose e grossolanamente esagerate all’indirizzo del legittimo Capo di Stato siriano e del suo Governo.

Ai microfoni dell’emittente RTL, infatti, Fabius ha accusato il Presidente Assad di “avere la responsabilità diretta di 260mila morti”; un’affermazione che, cifre ONU alla mano, getterebbe sulle sue spalle la totalità delle vittime dell’aggressione terroristica alla Siria. Ma Fabius, vero fiume in piena, ha altresì affermato che il totale delle vittime in Siria va alzato a poco meno di mezzo milione (470mila, a sentir lui), basandosi sulle stime di un menzognificio chiamato SCPR (Centro Siriano per Ricerche Politiche), un’organizzazione laminata nello stesso stampo del famigerato “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani”, quello diretto a Coventry dall’ex galeotto condannato per truffa Rami Abdelrahman.

domenica 15 novembre 2015

A Vienna Lavrov rintuzza le smanie saudite per le famose 'dimissioni di Assad'!

A Vienna il secondo "round" di dialogo internazionale per la soluzione politica del conflitto in Siria sta andando meravigliosamente; cioè, le richieste occidentali, turche, e delle troglo-monarchie del Golfo stanno venendo affondate rintuzzate una ad una dall'opposizione congiunta russo-iraniana mentre stanno venendo presi accordi su 'tregue' (con la fantomatica 'opposizione moderata') che ovviamente resteranno lettera morta nella realtà visto che una volta 'dichiarate' esse vedranno tutti i militanti dell'FSA e sigle affini transumare compatti sotto le bandiere nere di ISIS e Al-Nusra, verso cui Vienna ha stabilito che la lotta militare deve continuare ininterrotta.

mercoledì 25 febbraio 2015

Il pagliaccio Hadi dopo la sua fuga da Sanaa ora cerca di "rimangiarsi" le dimissioni!

Tristissima e ridicola parabola di Abd Rabbo Mansour Hadi, che da 'vicedittatore' dello Yemen é precipitato a essere un Signor Nessuno costretto a travestirsi da donna per scappare da Sanaa e ora, arrivato ad Aden, pretende che le istituzioni governative yemenite lascino la capitale (non specifica però se come lui debbano farlo in stile 'drag queen') e tenta buffonescamente di 'rimangiarsi' le sue stesse dimissioni, divenute esecutive ed accettate settimane fa e all'origine della crisi istituzionale risolta con la Dichiarazione Costituzionale degli Houthi di Ansarullah.