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venerdì 27 dicembre 2013

Le truppe di Riek Machar catturano i pozzi di Unity e marciano verso l'Alto Nilo!!

Nuova, importante vittoria tattica per i miliziani nuer dell'Ex-vicepresidente sudanese Riek Machar che dopo Bor e Bentiu sono riusciti a prendere il totale controllo dei campi petroliferi dello Stato di Unity cacciando dalle strutture i Dinka fedeli a Salva Kiir prima che potessero sabotarle o danneggiarle per negarne il possesso ai loro avversari.

Lo stesso Ministro del Petrolio Stephen Dhieu Dau ha dovuto ammettere la disfatta ai microfoni dei media internazionali riconoscendo la perdita di controllo delle risorse petrolifere di Unity da parte delle forze ancora leali a Juba.

Questa vittoria locale potrebbe trasformarsi in un successo strategico se i Nuer di Riek Machar riusciranno a strappare anche Malakal, capitale dell'Alto Nilo, ai loro nemici; le riserve petrolifere della zona infatti sono ancora più importanti di quelle di Unity.

lunedì 23 dicembre 2013

Riek Machar controlla ormai la maggior parte del Sud-Sudan! Le sue forze conquistano Bentiu e lo stato di Unity!

In rapidissima evoluzione la situazione in Sud-Sudan dove il potere del ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir si sta sfarinando come un castello di sabbia di fronte alla determinata offensiva dei miliziani Nuer fedeli all'Ex-vicepresidente Riek Machar che dopo Bor sono riusciti a conquistare anche la città di Bentiu, capitale dello Stato di Unity, che per la maggior parte é già sotto il loro controllo.

L'offerta di un "dialogo incondizionato" non ha quindi fermato l'offensiva dei ribelli Nuer, che sta dando risultati oltre ogni più ottimisitica previsione, con il controllo di larghe fette del paese che passa dal Governo di Juba a quello dell'Ex-numero due di Kiir.

Lo stesso portavoce delle forze armate regolari, Philip Aguer, é stato costretto ad ammettere, in una conferenza stampa tenutasi ieri che i suoi uomini sono stati cacciati da Bentiu e dalla maggior parte di Unity. Le zone in questione sono fondamentali per l'economia Sud-Sudanese in quanto ricche di giacimenti petroliferi.

venerdì 13 aprile 2012

Il Presidente sudanese Bashir accusa chiaramente: "Il Sud-Sudan fa il gioco di potenze imperialiste straniere!"


Il Presidente sudanese Omar al-Bashir in un discorso alla nazione ha ufficialmente accusato il Sud-Sudan del rozzo 'dittatore cowboy' Salva Kiir di "agire per conto di potenze straniere che lo hanno spinto sulla strada della guerra"; intanto dopo le azioni volte a preservare la sovranità di Khartoum sulla provincia di Heglig le operazioni militari al confine hanno segnato il passo, con le forze militari del Nord che sono però sempre più pronte al confronto con le milizie e i gruppi terroristi di Juba.

"I nostri vicini Sud-Sudanesi hanno scelto di implementare scelte e azioni dettategli da parti straniere, le stesse che hanno ordinato la separazione del nostro paese con campagne diffamatorie e col sostegno a gruppi armati di briganti e provocatori", queste le nette parole del Presidente Bashir, che ha menzionato sia pure indirettamente gli interessi americani e sionisti nell'area contestata, dove si vorrebbero togliere a Khartoum gli ultimi giacimenti petroliferi e le ultime zone fertili rimaste sotto la sua sovranità.

Nel frattempo all'Unione Africana anche la Lega Araba, dal Cairo, ha chiesto al Sud-Sudan di 'cessare le proprie provocazioni armate' e ritirare ogni forza militare dal territorio di Heglig, augurandosi che la crisi possa venire affrontata e risolta grazie alla volontà di cooperazione e dialogo tra le parti, che tuttavia non potrà prendere il via prima che vengano "disinnescate" tutte le opzioni militari.
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giovedì 12 aprile 2012

Mentre l'Unione Africana cincischia Khartoum distrugge ponte strategico a Bentiu, bloccando i rinforzi di Salva Kiir!


Con un abile e preciso raid aereo di sorpresa che ha colto del tutto impreparate le raccogliticce milizie del 'cowboy' Salva Kiir le forze aeree di Khartoum hanno colpito e distrutto il ponte ai margini di Bentiu, la capitale della provincia di Unity in territorio sud-sudanese, tramite cui passava la principale arteria di traffico verso la regione di Heglig, minacciata dalle truppe di Juba nonostante essa, con i suoi ricchi giacimenti petroliferi, spetti di diritto al Governo sudanese. Il dittatore-clown di Juba pensava che, con il sostegno di Obama e Netanyahu, sarebbe stato un gioco da ragazzi occupare uno dei pochi territori petroliferi rimasti al Nord di Omar Bashir, ma la pronta reazione militare di Khartoum lo ha fatto amaramente ricredere.

Non é chiaro se gli apparecchi coinvolti nell'attacco siano gli stessi 'Antonov' a elica che finora l'aviazione nordsudanese aveva a volte usato come 'bombardieri improvvisati' nella lotta antiguerriglia e anti-terroristica contro le milizie sostenute da Salva Kiir in Darfur e Nord Kordofan (le ultime due province fertili e ricche d'acqua rimaste al Nord dopo lo 'stupro' del fasullo referendum secessionista imposto da Usa e Israele - vedi foto) ma il livello di precisione necessario per centrare e distruggere un ponte porta a dubitarlo, probabilmente questa volta Khartoum ha fatto decollare i suoi Mig-23, o, meglio, i suoi Q-5 cinesi o gli ancor più specializzati Su-25, tutti (specialmente gli ultimi) in grado di colpire bersagli terrestri con estrema efficacia.

L'Unione Africana ha chiesto una interruzione delle operazioni militari e, riconoscendo che l'aggressione sia partita prima dal Sud, un pronto ritiro delle truppe di Juba dalla regione di Heglig. Tuttavia, vista l'inutilità degli sterili 'negoziati' andati avanti in Etiopia mentre Juba 'pompava' miliziani nel territorio che voleva occupare e strappare al Nord sarà molto meglio che prima parlino le armi e, una volta battuti e respinti gli approssimativi distaccamenti di Salva Kiir (che ora senza ponte non possono nemmeno venire rinforzati o riforniti) si ristabilisca la sovranità settentrionale su tutto il territorio di Heglig.
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