Dopo la decisione del Governo sudanese di chiudere "per almeno 60 giorni" gli oleodotti al transito del petrolio ingiustamente assegnato alla cricca banditesca di Salva Kiir dall'iniqua spartizione caldeggiata da Washington e Tel Aviv, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir e i suoi manutengoli non hanno trovato di meglio che organizzare un attentato esplosivo contro il sito petrolifero di Diffra, nella regione di Aybei mobilitando all'uopo i briganti da loro foraggiati in territorio settentrionale e i miliziani delle loro bande temerariamente elevate allo status di 'esercito nazionale'.
L'attacco, secondo la ricostruzione offerta dall'ufficiale sudanese Sawarmi Khaled Saad, ha causato un'esplosione e un incendio, che sono stati rapidamente contenuti e domati dal personale del sito estrattivo. "Le prime risultanze dei rilevamenti fatti in loco dimostrano che i briganti attivi nella zona non sarebbero mai riusciti a manipolare un congegno esplosivo del tipo usato contro l'impianto, se non con l'aiuto di forze ostili provenienti da oltreconfine".
La decisione di Khartoum di 'strozzare' le esportazioni petrolifere del Sud deriva dalla necessità di impedire che i proventi del greggio (greggio che una volta era legittima proprietà di tutti i sudanesi) vengano impiegate dal cleptocratico regime di Juba per finanziare terroristi e banditi nelle regioni di Darfur, Aybei e Sud Kordofan.
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venerdì 14 giugno 2013
Il Sud-Sudan invia uomini ad attaccare con esplosivi il sito di Diffra nell'Aybei; la coraggiosa denuncia di Khaled Saad!
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martedì 11 giugno 2013
Khartoum pronta a escalare l'offensiva economica contro i briganti del Sud-Sudan: "A rischio tutti i nove trattati economici!"
Non c'é solo l'embargo degli oleodotti, già scattato nel corso del week-end, per diretto decreto del Presidente Omar Bashir, tra le armi che il Governo del Sudan può usare contro il regime di Juba e la sua stupida e provocatoria insistenza nel finanziare e aizzare le milizie di briganti attive in Darfur e Sud Kordofan, il Ministro dell'Informazione Abdul Bilal Osman ha annunciato che "tutti gli accordi economici col Sud" sono sul punto di venire cancellati.Quindi non una (peraltro già caduta) ma ben nove sono le Spade di Damocle che ondeggiano minacciose sopra il ridicolo cappello da cowboy di Salva Kiir; il Sud-Sudan già nel suo stato attuale é un paese fallito dove il 15 per cento dei nati non riesce ad arrivare a compiere cinque anni, dove potrebbe precipitare la sua economia senza il sostegno di Khartoum non é dato saperlo.
Il capo dell'Intelligence sudanese, Mohamed Atta, ha confermato che, a prescindere dalle reazioni che possano arrivare da Sud, il blocco degli oleodotti proseguirà "almeno" per due mesi, quindi fino alla prima decade di agosto.
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domenica 9 giugno 2013
"Adesso Basta!" stufo ed esasperato il Governo del Sudan chiude i rubinetti degli oleodotti a Salva Kiir! Sarà per sempre??
Ancora una volta il Governo del Sudan, costretto dalla maniera sfacciata con cui il dittatore di Juba Salva Kiir continua a sostenere movimenti di guerriglieri e briganti attivi nella zona del Sud Kordofan e del Darfur,deve ricorrere a una manovra estrema per portare la cleptocrazia del Sud a più ragionevoli consigli, chiudendo gli oleodotti al transito del greggio (quel greggio che, prima dell'iniqua spartizione caldeggiata da Usa e Israele era totale proprietà di Khartoum).La decisione non arriva all'improvviso, ancora pochi giorni fa il Presidente Omar Bashir aveva avvertito il collega di essere sul punto di intervenire in tal senso, ma la promessa dell'azione non é bastata a ricondurre Juba alla ragione, vedremo ora, senza più proventi petroliferi a rifornire le tasche sue e dei suoi sicofanti, a finanziare le sue orge e i suoi festini, se il ridicolo 'cowboy' del Sud-Sudan inizierà ad agire in maniera assennata.
L'agenzia ufficiale SUNA ha comunicato: "Il Governo, Presidente Bashir in testa, non permetterà che il denaro ottenuto per mezzo degli oleodotti che attraversano il paese venga poi speso dal Sud-Sudan per minare e distruggere ulteriormente il Sudan del Nord; il Presidente Bashir ha chiamato poi la gioventù del paese a prepararsi per una Sacra Guerra di Difesa della Patria caldeggiando l'apertura delle caserme a quei civili che vogliano addestrarsi nell'uso delle armi per costituire un Esercito popolare, fin dalla giornata di oggi".
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sabato 19 gennaio 2013
Si ritirano dal confine col Sudan gli sgherri del dittatore Salva Kiir: si creerà finalmente la DMZ?
I predoni e tagliagole di Salva Kiir, sanguinario 'signore della guerra' elevato al rango di dittatore del Sud-Sudan per 'meriti' filosionisti e filoamericani, che ancora di recente si sono macchiati di stragi e massacri con vittime civili e arrivando a uccidere persino osservatori dell'ONU avrebbero iniziato a ritirtarsi dal confine con il Sudan.
La mossa, se confermata, dovrebbe costituire il primo passo per arrivare alla creazione di una 'fascia di sicurezza' demilitarizzata tra Khartoum e Juba in maniera da rendere impossibile al regime del Sud di ripetere le proprie provocazioni e le proprie aggressioni che in una successione di imbarazzi e cocenti sconfitte hanno punteggiato gli ultimi anni.
In seguito resterà da dirimere la questione del transito del petrolio negli oleodotti e attraverso i terminali di Khartoum (la fasulla 'spartizione' tra Nord e Sud, condotta da 'esperti' allineati con Washington e Tel Aviv ha tolto al Sudan vero e proprio tutte le province più ricche di oro nero, nel tentativo di indebolire il Presidente Bashir).
La mossa, se confermata, dovrebbe costituire il primo passo per arrivare alla creazione di una 'fascia di sicurezza' demilitarizzata tra Khartoum e Juba in maniera da rendere impossibile al regime del Sud di ripetere le proprie provocazioni e le proprie aggressioni che in una successione di imbarazzi e cocenti sconfitte hanno punteggiato gli ultimi anni.
In seguito resterà da dirimere la questione del transito del petrolio negli oleodotti e attraverso i terminali di Khartoum (la fasulla 'spartizione' tra Nord e Sud, condotta da 'esperti' allineati con Washington e Tel Aviv ha tolto al Sudan vero e proprio tutte le province più ricche di oro nero, nel tentativo di indebolire il Presidente Bashir).
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mercoledì 9 gennaio 2013
Nella capitale etiope si discute di una DMZ tra Juba e Khartoum! Si attendono sviluppi dal vertice
Una "DMZ", zona demilitarizzata lungo il confine che divide Sudan e Sud-Sudan, non dissimile da quella che separa Nordkorea e Sudkorea oppure da quella che, prima del ritiro dell'Esercito americano e della vittoria di Hanoi, doveva tenere separati Vietnam del Nord e del Sud; questa la proposta al vaglio del Presidente Omar Bashir e del dittatore-cowboy Salva Kiir, incontratisi ad Addis Abeba sotto gli auspici di Hailemariam Desalegn e Thabo Mbeki per risolvere le dispute riguardo il confine comune e la ripresa del trasporto di petrolio nelle tubature di Khartoum.
Si spera che dal vertice possa uscire una posizione comune che porti alla soluzione di tutti i nodi evidenziati durante l'ultima tornata di incontri bilaterali lo scorso settembre. Secondo le indiscrezioni l'Unione Africana caldeggerebbe l'adozione di una 'DMZ' lungo il confine e starebbe stilando una 'road map' in merito sulla base degli accordi preliminari presi verbalmente tra i due capi di stato, nella giornata di Domenica.
Si spera che dal vertice possa uscire una posizione comune che porti alla soluzione di tutti i nodi evidenziati durante l'ultima tornata di incontri bilaterali lo scorso settembre. Secondo le indiscrezioni l'Unione Africana caldeggerebbe l'adozione di una 'DMZ' lungo il confine e starebbe stilando una 'road map' in merito sulla base degli accordi preliminari presi verbalmente tra i due capi di stato, nella giornata di Domenica.
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sabato 5 gennaio 2013
Mentre dovrebbe tenersi il meeting tra Bashir e Kiir le milizie di quest'ultimo compiono un nuovo massacro!
Mentre in quel di Addis Abbeba dovrebbe essere in corso il vertice patrocinato da Halemariam Desalegn tra il Presidente Omar Bashir e il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir veniamo raggiunti da un'agenzia che ci inform come nell'area amministrativa di Samaha, nel Darfur orientale, le milizie di Juba abbiano compiuto una strage uccidendo 'almeno' 22 persone e ferendone altre dozzine.
Il massacro sarebbe stato confermato persino da Siddiq Abdul-Nabi, ufficiale dell'amministrazione locale. Questo dimostra che lungi dall'aver "liberato" il Sud-Sudan da chissà quale malvagia 'oppressione' esercitata dal Nord gli uomini di Kiir in realtà occupano le province assegnate loro dal fasullo 'referendum' del 2011 come un esercito di invasori e non esitano a incrudelire contro la popolazione inerme.
Del resto, abbiamo più volte segnalato come i cosiddetti 'soldati' del preteso Esercito regolare di Juba in realtà non siano che un'accozzaglia di briganti, predoni, usi al saccheggio e alla violenza, sommariamente 'ripuliti' e vestiti di uniformi.
Il massacro sarebbe stato confermato persino da Siddiq Abdul-Nabi, ufficiale dell'amministrazione locale. Questo dimostra che lungi dall'aver "liberato" il Sud-Sudan da chissà quale malvagia 'oppressione' esercitata dal Nord gli uomini di Kiir in realtà occupano le province assegnate loro dal fasullo 'referendum' del 2011 come un esercito di invasori e non esitano a incrudelire contro la popolazione inerme.
Del resto, abbiamo più volte segnalato come i cosiddetti 'soldati' del preteso Esercito regolare di Juba in realtà non siano che un'accozzaglia di briganti, predoni, usi al saccheggio e alla violenza, sommariamente 'ripuliti' e vestiti di uniformi.
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giovedì 3 gennaio 2013
Sarà venerdì il vertice ad Addis Abbeba tra Omar Bashir e Salva Kiir per risolvere i nodi tra Khartoum e Juba!
Ancora una volta l'iniziativa diplomatica sudanese ha messo il corrotto regime di Juba con le spalle al muro e, privo di alternative viabili, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir ha dovuto accettare il vertice ad Addis Abbeba con Omar Bashir, come suggerito dall'Etiope Hailemariam Desalegn per discutere i punti rimasti in sospeso in occasione dell'ultimo incontro datato settembre 2012.
E' noto come Kiir non abbia alcuna intenzione di risolvere le questioni diplomaticamente; fidando sul sostegno sionista e americano egli preferisce i giochi sporchi: i colpi di mano militare, oppure l'infiltrazione di criminali, terroristi e mercenari, salvo ricevere ogni volta clamorose batoste a causa della sua incredibile negligenza.
Il vertice nella capitale etiopica tuttavia, ne siamo certi, sarà utile per dimostrare ogni oltre ragionevole dubbio la malafede e l'inaffidabilità del regime sud-sudanese e giustificare quindi le necessarie misure che Bashir sarà costretto a prendere per risolvere univocamente le questioni sollevate con l'assurda e ingiustificabile secessione delle province del Sud.
E' noto come Kiir non abbia alcuna intenzione di risolvere le questioni diplomaticamente; fidando sul sostegno sionista e americano egli preferisce i giochi sporchi: i colpi di mano militare, oppure l'infiltrazione di criminali, terroristi e mercenari, salvo ricevere ogni volta clamorose batoste a causa della sua incredibile negligenza.
Il vertice nella capitale etiopica tuttavia, ne siamo certi, sarà utile per dimostrare ogni oltre ragionevole dubbio la malafede e l'inaffidabilità del regime sud-sudanese e giustificare quindi le necessarie misure che Bashir sarà costretto a prendere per risolvere univocamente le questioni sollevate con l'assurda e ingiustificabile secessione delle province del Sud.
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giovedì 27 dicembre 2012
Ancora una volta il Presidente Omar Bashir fa il primo passo per trovare un accordo ed evitare frizioni e scontri col regime di Juba!
"Sono pronto a incontrare Salva Kiir in qualunque assise e località lui preferisca"; con queste chiare, sintetiche, terse parole il Presidente del Sudan Omar Bashir, infangato da anni di sordida propaganda occidentalista e sionista, mostra la sua prontezza, quasi la sua ansia di trovare il prima possibile un accordo col regime di Juba come raccomandato mesi addietro dall'Unione Africana, secondo uno scadenziario di date bellamente ignorate dal dittatore-cowboy spalleggiato da Netanyahu e Obama.
Il mediatore etiope Haile Mariam Desalegn non avrebbe potuto trovare maggiore disponibilità appena atterrato nella capitale Khartoum ma in Africa ormai anche i sassi sanno che non é il Sudan il problema, ma la tracotante sicumera di Salva Kiir che, sicuro dell'appoggio sionista e americano continua a rifiutare ogni occasione di appianare i contrasti con Bashir e il suo Governo.
Fino a che Tel Aviv e Washington continueranno a spalleggiare il dittatore Sud-Sudanese egli sarà sempre tentato di giocare sporchi trucchi come gli attacchi militari a tradimento, l'uso di mercenari di compagnie israeliane e americane perché asini come Salva Kiir non capiscono altro linguaggio se non quello delle bastonate.
Il mediatore etiope Haile Mariam Desalegn non avrebbe potuto trovare maggiore disponibilità appena atterrato nella capitale Khartoum ma in Africa ormai anche i sassi sanno che non é il Sudan il problema, ma la tracotante sicumera di Salva Kiir che, sicuro dell'appoggio sionista e americano continua a rifiutare ogni occasione di appianare i contrasti con Bashir e il suo Governo.
Fino a che Tel Aviv e Washington continueranno a spalleggiare il dittatore Sud-Sudanese egli sarà sempre tentato di giocare sporchi trucchi come gli attacchi militari a tradimento, l'uso di mercenari di compagnie israeliane e americane perché asini come Salva Kiir non capiscono altro linguaggio se non quello delle bastonate.
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domenica 9 settembre 2012
Le forze armate sudanesi eliminano 77 terroristi finanziati da Salva Kiir e armati da Mossad e mafia ebraica!
Durante due differenti battaglie nel Darfur occidentale e nel Sud Kordofan truppe dell'Esercito sudanese hanno abbattuto 32 e 45 terroristi appartenenti a gruppi armati legati al Governo di Juba e pedine del piano sionista contro il Sudan arabo e musulmano.
Dopo la cocente sconfitta inflitta dagli uomini di Khartoum alle truppe 'regolari' del Sud-Sudan (il 'Frankenstein' voluto da Sion, per inserire un cuneo di instabilità in Africa Orientale, da usare contro gli stati musulmani africani) il dittatore di Juba, il ridicolo Salva Kiir dai cappelli texani, ha pensato bene di tornare a foraggiare le bande di terroristi del JEM e dell'SPLMN nel tentativo di causare problemi al Governo del Nord.
Per fortuna le forze armate sudanesi operano con standard di efficienza e di professionalità inarrivabili rispetto alle bande di predoni e criminali alleati di Kiir, e possono contare sul sostegno di paesi come la Cina e l'Iran, ansiosi di mantenere la pace e la stabilità in un'area critica del continente africano.
Dopo la cocente sconfitta inflitta dagli uomini di Khartoum alle truppe 'regolari' del Sud-Sudan (il 'Frankenstein' voluto da Sion, per inserire un cuneo di instabilità in Africa Orientale, da usare contro gli stati musulmani africani) il dittatore di Juba, il ridicolo Salva Kiir dai cappelli texani, ha pensato bene di tornare a foraggiare le bande di terroristi del JEM e dell'SPLMN nel tentativo di causare problemi al Governo del Nord.
Per fortuna le forze armate sudanesi operano con standard di efficienza e di professionalità inarrivabili rispetto alle bande di predoni e criminali alleati di Kiir, e possono contare sul sostegno di paesi come la Cina e l'Iran, ansiosi di mantenere la pace e la stabilità in un'area critica del continente africano.
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venerdì 13 aprile 2012
Il Presidente sudanese Bashir accusa chiaramente: "Il Sud-Sudan fa il gioco di potenze imperialiste straniere!"
Il Presidente sudanese Omar al-Bashir in un discorso alla nazione ha ufficialmente accusato il Sud-Sudan del rozzo 'dittatore cowboy' Salva Kiir di "agire per conto di potenze straniere che lo hanno spinto sulla strada della guerra"; intanto dopo le azioni volte a preservare la sovranità di Khartoum sulla provincia di Heglig le operazioni militari al confine hanno segnato il passo, con le forze militari del Nord che sono però sempre più pronte al confronto con le milizie e i gruppi terroristi di Juba.
"I nostri vicini Sud-Sudanesi hanno scelto di implementare scelte e azioni dettategli da parti straniere, le stesse che hanno ordinato la separazione del nostro paese con campagne diffamatorie e col sostegno a gruppi armati di briganti e provocatori", queste le nette parole del Presidente Bashir, che ha menzionato sia pure indirettamente gli interessi americani e sionisti nell'area contestata, dove si vorrebbero togliere a Khartoum gli ultimi giacimenti petroliferi e le ultime zone fertili rimaste sotto la sua sovranità.
Nel frattempo all'Unione Africana anche la Lega Araba, dal Cairo, ha chiesto al Sud-Sudan di 'cessare le proprie provocazioni armate' e ritirare ogni forza militare dal territorio di Heglig, augurandosi che la crisi possa venire affrontata e risolta grazie alla volontà di cooperazione e dialogo tra le parti, che tuttavia non potrà prendere il via prima che vengano "disinnescate" tutte le opzioni militari.
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giovedì 12 aprile 2012
Mentre l'Unione Africana cincischia Khartoum distrugge ponte strategico a Bentiu, bloccando i rinforzi di Salva Kiir!
Con un abile e preciso raid aereo di sorpresa che ha colto del tutto impreparate le raccogliticce milizie del 'cowboy' Salva Kiir le forze aeree di Khartoum hanno colpito e distrutto il ponte ai margini di Bentiu, la capitale della provincia di Unity in territorio sud-sudanese, tramite cui passava la principale arteria di traffico verso la regione di Heglig, minacciata dalle truppe di Juba nonostante essa, con i suoi ricchi giacimenti petroliferi, spetti di diritto al Governo sudanese. Il dittatore-clown di Juba pensava che, con il sostegno di Obama e Netanyahu, sarebbe stato un gioco da ragazzi occupare uno dei pochi territori petroliferi rimasti al Nord di Omar Bashir, ma la pronta reazione militare di Khartoum lo ha fatto amaramente ricredere.
Non é chiaro se gli apparecchi coinvolti nell'attacco siano gli stessi 'Antonov' a elica che finora l'aviazione nordsudanese aveva a volte usato come 'bombardieri improvvisati' nella lotta antiguerriglia e anti-terroristica contro le milizie sostenute da Salva Kiir in Darfur e Nord Kordofan (le ultime due province fertili e ricche d'acqua rimaste al Nord dopo lo 'stupro' del fasullo referendum secessionista imposto da Usa e Israele - vedi foto) ma il livello di precisione necessario per centrare e distruggere un ponte porta a dubitarlo, probabilmente questa volta Khartoum ha fatto decollare i suoi Mig-23, o, meglio, i suoi Q-5 cinesi o gli ancor più specializzati Su-25, tutti (specialmente gli ultimi) in grado di colpire bersagli terrestri con estrema efficacia.
L'Unione Africana ha chiesto una interruzione delle operazioni militari e, riconoscendo che l'aggressione sia partita prima dal Sud, un pronto ritiro delle truppe di Juba dalla regione di Heglig. Tuttavia, vista l'inutilità degli sterili 'negoziati' andati avanti in Etiopia mentre Juba 'pompava' miliziani nel territorio che voleva occupare e strappare al Nord sarà molto meglio che prima parlino le armi e, una volta battuti e respinti gli approssimativi distaccamenti di Salva Kiir (che ora senza ponte non possono nemmeno venire rinforzati o riforniti) si ristabilisca la sovranità settentrionale su tutto il territorio di Heglig.
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mercoledì 11 aprile 2012
Le truppe del 'cowboy' Salva Kiir, pupazzo di Obama e Netanyahu, all'assalto di Heglig, ma i soldati sudanesi le mettono in fuga!
![]() |
| Salva Kiir: "cameriere di colore" del Sionismo internazionale... |
Ovviamente la creazione del cosiddetto 'Sudan del Sud', doveva solo servire da trampolino per portare ancora più nel cuore dell'Africa gli interessi americani e sionisti e sottrarre a Omar Bashir e al suo Governo le ultime zone fertili, ricche di acqua e risorse naturali rimaste al Sudan (vedi foto sopra), cioé Darfur e Sud Kordofan, motivo per cui il rozzo 'cowboy' Salva Kiir e i suoi sicofanti hanno iniziato da subito a sostenere e foraggiare terroristi e gruppi armati in territorio sudanese e, ora, addirittura ad attaccarlo militarmente, certi dell'impunità garantita dal sostegno dell'abbronzato Obama e di Benji Netanyahu. Kiir e i suoi, però, non avevano fatto i conti con l'oste Bashir, le cui forze armate hanno bloccato la triplice avanzata su Heglig e respinto milizie e truppe di Juba oltre il confine.
Nel comunicato che annunciava la vittoria contro l'aggressione da Sud Khartoum ha chiarito che reagirà "con ogni mezzo disponibile" a ulteriori provocazioni contro il Sud Kordofan e le sue risorse naturali. L'Unione Africana ha espresso preoccupazione per le azioni irresponsabili del Sud-Sudan, chiedendo un ritiro delle truppe dalle zone di confine e l'apertura di negoziati in merito.
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lunedì 27 febbraio 2012
Le forze di Khartoum pronte alla rappresaglia contro i terroristi appoggiati da Salva Kiir, "dittatore-cowboy" manovrato da Usa e Israele!
Con un chiaro e conciso messaggio del suo Ministero degli Esteri il Governo sudanese ha dichiarato che é pronto a rispondere a tono contro il Sud-Sudan che continua a sostenere bande di terroristi coinvolte in attacchi contro le regioni meridionali del paese, in chiara e palese violazione del memorandum di non aggressione e cooperazione firmato all'inizio del mese. I terroristi fanno parte del SPLMN, gruppo finanziato dal dittatore Salva Kiir che li usa come arma contro il Governo del Nord, da cui il Sud-Sudan é stato staccato a forza con la complicità israeliana e americana.
I terroristi del SPLMN, accompagnati da ufficiali sud-sudanesi, si sono resi colpevoli di attacchi oltre il confine nella regione di Jau, ricca di petrolio, che a Obama e Netanyahu non é riuscito di strappare al legittimo Governo di Khartoum. L'unica ragione per la creazione del Sud-Sudan é stata quella di togliere importanti risorse petrolifere e minerarie a un Governo musulmano allineato con la Resistenza anti-imperialista che avrebbe potuto usarle per sostenere uno sviluppo autonomo e indipendente dall'influenza occidentale e sionista.
Dopo avere consegnato reclami ufficiali all'Unione Africana e all'ONU il Governo sudanese si riserva di intraprendere le azioni di rappresaglia più adatte alla bisogna. Una decisa azione militare contro il corrotto regime di Salva Kiir, scosso da lotte etniche, rivalità interne e una disastrosa situazione economica e umanitaria, potrebbe arrivare persino a rovesciare spodestare il rozzo 'Cowvboy di Giuba', il cui controllo sul paese diventa più debole ed evanescente con ogni giorno che passa.
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domenica 8 gennaio 2012
Visita-lampo del Presidente sudanese in Libia: "Al suo sostegno contro Gheddafi il popolo deve la sua libertà, altro che NATO!"
Il Presidente del Sudan Omar Hassan al-Bashir nella giornata di ieri si é recato a Tripoli per incontrare Moustafa Abdel Jalil, capo del Consiglio Nazionale di Transizione che, terminata la relativamente lunga fase della rivolta armata e della liberazione del paese, é ora impegnato a normalizzare il paese e avviarlo verso la Democrazia, garantita da una nuova Costituzione, e verso le elezioni, che dovrebbero tenersi più avanti nel corso dell'anno.
E' la prima visita di Bashir in Libia dal 2005, da quando cioé i rapporti tra Tripoli e Khartoum si erano guastati a causa del sempre maggiore sostegno prestato da Gheddafi alle milizie dei 'Signori della Guerra' come il recentemente ucciso Khalil Ibrahim, che cercano per conto di Usa e Israele di compromettere l'unità nazionale sudanese. E Bashir non ha esitato a rendere il 'favore' al mercuriale dittatore libico, sostenendo con copiosi e regolari invii di armi e munizioni i ribelli cirenaici che infine hanno avuto ragione di lui (mentre Gheddafi invece riceveva armi israeliane contrabbandate dai burattini palestinesi e curdi di Tel Aviv).
La generosità di Bashir é stata riconosciuta e lodata da Abdel Jalil, il quale ha dichiarato ai cronisti che "senza il sostegno di Khartoum, probabilmente ora non mi troverei qui a parlare con voi". Altro che i bombardamenti Nato! E' stata la solidarietà inter-araba a liberare la Libia e il nuovo Governo non ha nessuna intenzione di 'vendere' il proprio paese all'Occidente, nonostante qualche 'disco rotto', ammiratore della scombinata e aleatoria 'rivoluzione verde' vorrebbe darlo a intendere ripetendo il concetto ossessivamente.
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lunedì 26 dicembre 2011
Le forze armate sudanesi eliminano il 'signore della guerra' che ha insanguinato per anni il Darfur!
Una ottima notizia, un vero e proprio 'regalo di Natale' che arriva da Khartoum e che apre la prospettiva di una duratura pace in Darfur, dove milizie manipolate dagli sceiccati del petrolio, da Israele e dagli Usa miravano a una nuova 'secessione' come quella che (temporaneamente) ha portato alla formazione della 'repubblica del cocco' del Sud-Sudan. Bene, tutto questo da oggi é praticamente impossibile grazie alla efficace e micidiale azione delle forze armate di Khartoum che, tre anni dopo l'apice del suo potere, sono riuscite a circondare e abbattere il capo-miliziano Khalil Ibrahim come il criminale che era, dopo che, alla testa di una banda di terroristi del Herekat al-Almsaoah, la milizia Zhagawa da lui fondata e comandata, aveva compiuto l'ennesima strage nella regione del Nord Kordofan.
Lo scontro risolutivo ha avuto luogo presso Wad Banda, come riferito dal portavoce dell'Esercito di Khartoum, Colonnello Al-Sawarmi Khaled Saad che, impeccabile nella sua smagliante uniforme, ha riferito con comprensibile soddisfazione come, intercettandolo prima che riuscisse a fuggire in Sud-Sudan, dove in quanto pedina (anche) di Israele Ibrahim godeva dell'appoggio e dell'amicizia del vile e crudele tiranno Salva Kiir, le truppe sudanesi sono riuscite non solo a ucciderlo ma anche a liberare le donne e i bambini che aveva fatto rapire nel corso della sua ultima scorreria.
Khalil Ibrahim, che qui vediamo ospite onorato dei ricchi e corrotti sceicchi del petrolio del Golfo, che speravano di poterlo usare come leva per abbattere il governo di Omar al-Bashir, aveva un altro grande sponsor in Gheddafi e proprio dalla rivoluzione contro il suo mecenate libico era stato costretto, nel corso del 2010, ad abbandonare le sue basi oltreconfine e tornare in Sudan, da dove aveva dovuto fuggire, sconfitto e braccato, dopo che nel 2008 la marcia dei suoi tagliagole verso la capitale era stata fermata a meno di cinque chilometri dal palazzo presidenziale con una dura e sanguinosa battaglia presso la cittadina di Omdurman, sulla riva sinistra del Nilo Azzurro. Omdurman, oltre un secolo addietro, era stata teatro di un'altrettanto dura battaglia tra le forze del Mahdi e quelle degli invasori inglesi, che allora avevano avuto la meglio, centodieci anni dopo toccò alle armi sudanesi prevalere. La morte di Ibrahim completa quel successo, dandogli le tinte del trionfo e decretando l'ennesima sconfitta di questo "formidabile 2011" per le cospirazioni e i piani degli arroganti burattinai sionisti e imperialisti e i loro 'ascari' arabi o africani.
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mercoledì 2 marzo 2011
Israele assolda e paga i mercenari africani al soldo di Gheddafi, i massacratori di Tripoli e Al Zawiyah!!
C'é l'ex-Generale sionista Yisrael Ziv dietro l'improvvisa comparsa di una "force noire" di mercenari africani fra le fila di pretoriani di Gheddafi; ora che il rais di Tripoli ha perso il sostegno delle più influenti e numerose tribù libiche, persino quelle dei nomadi dell'interno, solo arruolando soldati di ventura, sbandati abituati alle peggiori stragi e carneficine delle mille "guerre dimenticate" che dilaniano il Continente Nero (per il tornaconto delle grandi corporazioni occidentali), il Colonnello può sperare di intimidire a sufficienza la popolazione per rimanere in qualche modo in sella.
E, lesto e disponibile come sempre quando ci sia da aiutare un regime dispotico e impedire il riscatto e la liberazione di un popolo arabo, Israele si é fatto avanti; a metà febbraio infatti, in seguito a un meeting segreto tra gli alti papaveri della coalizione di ultradestra attualmente al Governo a Tel Aviv e l'ex-Generale Ziv quest'ultimo ha messo in moto i suoi contatti della "Global CST", la compagnia di 'security e consulenza militare' che, come un ragno velenoso, tesse la sua tela tra Colombia e Georgia, Mali, Senegal, Ciad e Repubblica Centrafricana.
Ma é soprattutto dal Darfur, regione in cui Israele ha brigato e tramato a lungo, che viene la maggior parte dei pretoriani neri affidati al Capo dell'Intelligence di Gheddafi, Abdullah Sanusi; dopo avere insanguinato ad arte la regione, spandendo nel mondo la 'favola' razzista dei "cattivi musulmani che perseguitavano i cristiani" i mercenari pagati con gli Shekel di Israele sono partiti per una nuova orgia di sangue e di stragi, con il beneplacito sornione e soddisfatto dello Stato ebraico, che traffica con tutti i peggiori regimi e dittatori della terra e poi ha la faccia tosta di presentarsi come "l'unica democrazia del Medio Oriente".
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