Situazione in rapida evoluzione nel Sudan Meridionale dove tanto i portavoce degli insorti fedeli all'Ex-vicepresidente Riek Machar quanto quelli governativi affermano che la propria fazione sarebbe in controllo della città di Malakal, capitale dello Stato dell'Alto Nilo.
Moses Ruai Lat, portavoce del Governo Militare ad Interim dello Stato di Unity (già conquistato dai ribelli) ha dichiarato che tutte le forze militari dello Jonglei e di Unity avrebbero giurato fedeltà a Machar e grazie ad esse sarebbe stata raggiunta la superiorità numerica necessaria a togliere la capitale dell'Alto Nilo ai difensori fedeli a Salva Kiir.
A smentire le sue parole sarebbero arrivate le dichiarazioni del Governatore dell'Alto Nilo, Simon Kun Poch, che avrebbe dichiarato che non solo Malakal sarebbe ancora in mano al Governo ma addirittura che gli insorti avrebbero perso il controllo di Bor, la prima città catturata all'inizio della loro insurrezione.
Tuttavia poco dopo questa dichiarazione si é saputo che Poch parlava non da Malakal, che ha abbandonato di gran fretta all'avvicinarsi del nemico, ma da Paloch, località a metà strada tra Renk e Malakal, nella Provincia di Melut.
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venerdì 27 dicembre 2013
Malakal nel caos, la capitale dell'Alto Nilo rivendicata tanto da Riek Machar che da Salva Kiir
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Le truppe di Riek Machar catturano i pozzi di Unity e marciano verso l'Alto Nilo!!
Nuova, importante vittoria tattica per i miliziani nuer dell'Ex-vicepresidente sudanese Riek Machar che dopo Bor e Bentiu sono riusciti a prendere il totale controllo dei campi petroliferi dello Stato di Unity cacciando dalle strutture i Dinka fedeli a Salva Kiir prima che potessero sabotarle o danneggiarle per negarne il possesso ai loro avversari.
Lo stesso Ministro del Petrolio Stephen Dhieu Dau ha dovuto ammettere la disfatta ai microfoni dei media internazionali riconoscendo la perdita di controllo delle risorse petrolifere di Unity da parte delle forze ancora leali a Juba.
Questa vittoria locale potrebbe trasformarsi in un successo strategico se i Nuer di Riek Machar riusciranno a strappare anche Malakal, capitale dell'Alto Nilo, ai loro nemici; le riserve petrolifere della zona infatti sono ancora più importanti di quelle di Unity.
Lo stesso Ministro del Petrolio Stephen Dhieu Dau ha dovuto ammettere la disfatta ai microfoni dei media internazionali riconoscendo la perdita di controllo delle risorse petrolifere di Unity da parte delle forze ancora leali a Juba.
Questa vittoria locale potrebbe trasformarsi in un successo strategico se i Nuer di Riek Machar riusciranno a strappare anche Malakal, capitale dell'Alto Nilo, ai loro nemici; le riserve petrolifere della zona infatti sono ancora più importanti di quelle di Unity.
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lunedì 23 dicembre 2013
Riek Machar controlla ormai la maggior parte del Sud-Sudan! Le sue forze conquistano Bentiu e lo stato di Unity!
In rapidissima evoluzione la situazione in Sud-Sudan dove il potere del ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir si sta sfarinando come un castello di sabbia di fronte alla determinata offensiva dei miliziani Nuer fedeli all'Ex-vicepresidente Riek Machar che dopo Bor sono riusciti a conquistare anche la città di Bentiu, capitale dello Stato di Unity, che per la maggior parte é già sotto il loro controllo.
L'offerta di un "dialogo incondizionato" non ha quindi fermato l'offensiva dei ribelli Nuer, che sta dando risultati oltre ogni più ottimisitica previsione, con il controllo di larghe fette del paese che passa dal Governo di Juba a quello dell'Ex-numero due di Kiir.
Lo stesso portavoce delle forze armate regolari, Philip Aguer, é stato costretto ad ammettere, in una conferenza stampa tenutasi ieri che i suoi uomini sono stati cacciati da Bentiu e dalla maggior parte di Unity. Le zone in questione sono fondamentali per l'economia Sud-Sudanese in quanto ricche di giacimenti petroliferi.
L'offerta di un "dialogo incondizionato" non ha quindi fermato l'offensiva dei ribelli Nuer, che sta dando risultati oltre ogni più ottimisitica previsione, con il controllo di larghe fette del paese che passa dal Governo di Juba a quello dell'Ex-numero due di Kiir.
Lo stesso portavoce delle forze armate regolari, Philip Aguer, é stato costretto ad ammettere, in una conferenza stampa tenutasi ieri che i suoi uomini sono stati cacciati da Bentiu e dalla maggior parte di Unity. Le zone in questione sono fondamentali per l'economia Sud-Sudanese in quanto ricche di giacimenti petroliferi.
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sabato 21 dicembre 2013
Il buffone Salva Kiir non riesce ad avere la meglio sui seguaci di Machar: accetta "un dialogo senza condizioni"!
Dopo l'esplosione di violenti scontri armati in varie parti del paese, la dichiarazione del coprifuoco nella capitale, la perdita della strategica località di Bor (che nonostante diverse affrettate offensive rimane saldamente in mano ai ribelli) e le morti di diversi caschi blu e lavoratori petroliferi stranieri, la situazione in Sud-Sudan sembra stabilizzarsi in un temporaneo stallo con l'annuncio che il Presidente Salva Kiir avrebbe accettato un 'dialogo incondizionato' con il suo Ex-vice Riek Machar e i suoi seguaci per risolvere la situazione senza ulteriori combattimenti.
La decisione sembra confermare l'impossibilità del ridicolo dittatore di Juba (messo al potere da Usa e Israele) di ottenere una chiara vittoria sul campo contro Machar e i suoi miliziani Nuer ed é stata confermata dall'ONU attraverso portavoce locali e anche al quartier generale newyorchese dell'organizzazione.
Intanto sembrerebbe che Kiir abbia approfittato dell'occasione per condurre una parziale "purga" nella capitale, arrestando dieci figure politiche a lui ostili con l'accusa di essere complici di Machar nei suoi presunti piani di 'colpo di stato'; le organizzazioni internazionali hanno chiesto a più riprese che costoro vengano liberati o che perlomeno sia concesso loro di incontrare delegati che ne verifichino l'incolumità.
La decisione sembra confermare l'impossibilità del ridicolo dittatore di Juba (messo al potere da Usa e Israele) di ottenere una chiara vittoria sul campo contro Machar e i suoi miliziani Nuer ed é stata confermata dall'ONU attraverso portavoce locali e anche al quartier generale newyorchese dell'organizzazione.
Intanto sembrerebbe che Kiir abbia approfittato dell'occasione per condurre una parziale "purga" nella capitale, arrestando dieci figure politiche a lui ostili con l'accusa di essere complici di Machar nei suoi presunti piani di 'colpo di stato'; le organizzazioni internazionali hanno chiesto a più riprese che costoro vengano liberati o che perlomeno sia concesso loro di incontrare delegati che ne verifichino l'incolumità.
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venerdì 20 dicembre 2013
Sud-Sudan sempre più nel caos della guerra civile! Uccisi operai petroliferi e caschi blu indiani!!
La conquista della cittadina di Bor da parte dei fedelissimi dell'Ex-vicepresidente Riek Machar, trasformatosi in Signore della Guerra in funzione anti-Kiir ha fatto precipitare completamente la situazione in Sud-Sudan che ufficialmente può considerarsi zona di guerra.
Mobilitando le unità dell'Esercito a componente etnica Dinka a lui fedeli il 'cowboy' di Juba sta cercando di riprendere Bor con offensive velleitarie quanto costose, che finora sono state respinte dagli armati Nuer dell'etnia di Machar. Intanto migliaia di profughi nel panico più totale corrono verso i confini o si assiepano disperati ai cancelli delle installazioni ONU cercando un asilo o un aiuto che a stento le organizzazioni internazionali attive nel paese riusciranno a fornire nei tempi e nelle quantità sperate.
Intanto l'ambasciatore indiano all'ONU Asoke Mukerji ha dichiarato che in un attacco armato alla base di Akobo nello stato di Jonglei tre 'caschi blu' di Nuova Delhi sono rimasti uccisi. Un team diplomatico dell'Unione Africana sarebbe nella capitale per cercare di mediare un armistizio tra Kiir e Machar.
Cinque operai petroliferi del campo di Thar Jath, concesso in sfruttamento alla Cina, nello stato di Unity sarebbero rimasti uccisi in una sparatoria le cui dinamiche non sono ancora chiare e che potrebbe essere un atto criminale comune o d'altra parte rivelarsi collegata con lo stato di instabilità e guerra civile scoppiato da alcuni giorni.
Mobilitando le unità dell'Esercito a componente etnica Dinka a lui fedeli il 'cowboy' di Juba sta cercando di riprendere Bor con offensive velleitarie quanto costose, che finora sono state respinte dagli armati Nuer dell'etnia di Machar. Intanto migliaia di profughi nel panico più totale corrono verso i confini o si assiepano disperati ai cancelli delle installazioni ONU cercando un asilo o un aiuto che a stento le organizzazioni internazionali attive nel paese riusciranno a fornire nei tempi e nelle quantità sperate.
Intanto l'ambasciatore indiano all'ONU Asoke Mukerji ha dichiarato che in un attacco armato alla base di Akobo nello stato di Jonglei tre 'caschi blu' di Nuova Delhi sono rimasti uccisi. Un team diplomatico dell'Unione Africana sarebbe nella capitale per cercare di mediare un armistizio tra Kiir e Machar.
Cinque operai petroliferi del campo di Thar Jath, concesso in sfruttamento alla Cina, nello stato di Unity sarebbero rimasti uccisi in una sparatoria le cui dinamiche non sono ancora chiare e che potrebbe essere un atto criminale comune o d'altra parte rivelarsi collegata con lo stato di instabilità e guerra civile scoppiato da alcuni giorni.
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sabato 10 novembre 2012
Lo stato-fallito voluto da Sion colpito da una devastante epidemia di epatite!
Più volte abbiamo portato all'attenzione dei nostri lettori le tribolazioni del Sud-Sudan: terra disgraziata dove accurate campagne di terrorismo mediatico orchestrate dai burattinai sionisti dell'informazione, aiutati dalle imbecilli 'star' di Hollywood, hanno imposto la crudele dittatura filoisraliana del sanguinario Salva Kiir, pagliaccio che va in giro vestito da cowboy e che preferisce aggredire e provocare il Sudan indipendente e svendere le risorse naturali del suo paese alle compagnie controllate dal Ministero della Guerra del regime ebraico piuttosto che occuparsi dei problemi contingenti del popolo.
Il Sud-Sudan é uno 'stato fallito' dove le varie tribù e clan si affrontano in stragi etniche che sono costate finora decine di migliaia di morti, mentre nella sua reggia il corrotto satrapo Kiir si dà a orge e festini che hanno suscitato lo sdegno della stampa locale, prontamente intimidita con arresti e torture; a questo scenario medioevale si accompagna ora un'epidemia di epatite che finora ha colpito più di mille persone tra le masse di abitanti delle province dell'Alto Nilo e di Unity. Carestia, Guerra, Pestilenza e Morte, al dittatore di Juba, Idi Amin del terzo millenio, bisognerebbe riservare il titolo di "Cavaliere dell'Apocalisse!".
Il Sud-Sudan é uno 'stato fallito' dove le varie tribù e clan si affrontano in stragi etniche che sono costate finora decine di migliaia di morti, mentre nella sua reggia il corrotto satrapo Kiir si dà a orge e festini che hanno suscitato lo sdegno della stampa locale, prontamente intimidita con arresti e torture; a questo scenario medioevale si accompagna ora un'epidemia di epatite che finora ha colpito più di mille persone tra le masse di abitanti delle province dell'Alto Nilo e di Unity. Carestia, Guerra, Pestilenza e Morte, al dittatore di Juba, Idi Amin del terzo millenio, bisognerebbe riservare il titolo di "Cavaliere dell'Apocalisse!".
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lunedì 23 aprile 2012
La Provincia di Heglig ormai totalmente libera da qualunque presenza militare sud-sudanese! Devastazioni inflitte alle strutture petrolifere dagli invasori in ritirata!
Le forze armate del Sud-Sudan e le milizie sostenute dal regime di Salva Kiir, dittatore di Juba, sono state totalmente cacciate dalla regione di Heglig, che avevano proditoriamente occupato 13 giorni fa, il 10 aprile, asserendo che il Sudan stava usando la zona come base da cui attaccare la provincia meridionale di Unity. In realtà questo era un mero pretesto per togliere al governo di Khartoum una delle ultime zone petrolifere lasciatele dall'iniqua spartizione del paese imposta dagli Usa e da Israele come parte del loro piano per creare uno Stato-fantoccio in Africa dal quale colpire i paesi arabi e musulmani del Nord, come appunto Sudan ed Egitto.
Nafie Ali, Assistente del Presidente Omar Bashir, ha rivelato che, nell'ultima fase degli scontri esponenti del Sud-Sudan hanno "letteralmente implorato" l'Unione Africana e l'ONU affinché convincessero Khartoum a interrompere le operazioni militari nella zona di Heglig, per porre fine alle loro gravissime perdite.
![]() |
| Il Presidente sudanese Omar Bashir, il Ministro della Difesa Abdul-Rahim Mohammed Hussein e il Vicesegretario del Partito Nazionale del Congresso festeggiano la vittoria contro il Sud. |
La Tv di Stato sudanese ha mostrato come, prima di ritirarsi, soldati e miliziani di Salva Kiir abbiano cercato di infliggere danni alle strutture petrolifere della zona, dando sfogo alla loro frustrazione con meschini atti di devastazione e sabotaggio.
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venerdì 13 aprile 2012
Il Presidente sudanese Bashir accusa chiaramente: "Il Sud-Sudan fa il gioco di potenze imperialiste straniere!"
Il Presidente sudanese Omar al-Bashir in un discorso alla nazione ha ufficialmente accusato il Sud-Sudan del rozzo 'dittatore cowboy' Salva Kiir di "agire per conto di potenze straniere che lo hanno spinto sulla strada della guerra"; intanto dopo le azioni volte a preservare la sovranità di Khartoum sulla provincia di Heglig le operazioni militari al confine hanno segnato il passo, con le forze militari del Nord che sono però sempre più pronte al confronto con le milizie e i gruppi terroristi di Juba.
"I nostri vicini Sud-Sudanesi hanno scelto di implementare scelte e azioni dettategli da parti straniere, le stesse che hanno ordinato la separazione del nostro paese con campagne diffamatorie e col sostegno a gruppi armati di briganti e provocatori", queste le nette parole del Presidente Bashir, che ha menzionato sia pure indirettamente gli interessi americani e sionisti nell'area contestata, dove si vorrebbero togliere a Khartoum gli ultimi giacimenti petroliferi e le ultime zone fertili rimaste sotto la sua sovranità.
Nel frattempo all'Unione Africana anche la Lega Araba, dal Cairo, ha chiesto al Sud-Sudan di 'cessare le proprie provocazioni armate' e ritirare ogni forza militare dal territorio di Heglig, augurandosi che la crisi possa venire affrontata e risolta grazie alla volontà di cooperazione e dialogo tra le parti, che tuttavia non potrà prendere il via prima che vengano "disinnescate" tutte le opzioni militari.
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giovedì 12 aprile 2012
Mentre l'Unione Africana cincischia Khartoum distrugge ponte strategico a Bentiu, bloccando i rinforzi di Salva Kiir!
Con un abile e preciso raid aereo di sorpresa che ha colto del tutto impreparate le raccogliticce milizie del 'cowboy' Salva Kiir le forze aeree di Khartoum hanno colpito e distrutto il ponte ai margini di Bentiu, la capitale della provincia di Unity in territorio sud-sudanese, tramite cui passava la principale arteria di traffico verso la regione di Heglig, minacciata dalle truppe di Juba nonostante essa, con i suoi ricchi giacimenti petroliferi, spetti di diritto al Governo sudanese. Il dittatore-clown di Juba pensava che, con il sostegno di Obama e Netanyahu, sarebbe stato un gioco da ragazzi occupare uno dei pochi territori petroliferi rimasti al Nord di Omar Bashir, ma la pronta reazione militare di Khartoum lo ha fatto amaramente ricredere.
Non é chiaro se gli apparecchi coinvolti nell'attacco siano gli stessi 'Antonov' a elica che finora l'aviazione nordsudanese aveva a volte usato come 'bombardieri improvvisati' nella lotta antiguerriglia e anti-terroristica contro le milizie sostenute da Salva Kiir in Darfur e Nord Kordofan (le ultime due province fertili e ricche d'acqua rimaste al Nord dopo lo 'stupro' del fasullo referendum secessionista imposto da Usa e Israele - vedi foto) ma il livello di precisione necessario per centrare e distruggere un ponte porta a dubitarlo, probabilmente questa volta Khartoum ha fatto decollare i suoi Mig-23, o, meglio, i suoi Q-5 cinesi o gli ancor più specializzati Su-25, tutti (specialmente gli ultimi) in grado di colpire bersagli terrestri con estrema efficacia.
L'Unione Africana ha chiesto una interruzione delle operazioni militari e, riconoscendo che l'aggressione sia partita prima dal Sud, un pronto ritiro delle truppe di Juba dalla regione di Heglig. Tuttavia, vista l'inutilità degli sterili 'negoziati' andati avanti in Etiopia mentre Juba 'pompava' miliziani nel territorio che voleva occupare e strappare al Nord sarà molto meglio che prima parlino le armi e, una volta battuti e respinti gli approssimativi distaccamenti di Salva Kiir (che ora senza ponte non possono nemmeno venire rinforzati o riforniti) si ristabilisca la sovranità settentrionale su tutto il territorio di Heglig.
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