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mercoledì 8 gennaio 2014

Ridicola debacle dei miliziani di Salva Kiir: riescono a riperdere la città di Bor dopo averla occupata con l'inganno!

I miliziani Dinka fedeli al ridicolo 'dittatore cowboy' di Juba, proconsole imperial-sionista messo al potere in Sud-Sudan da Obama e Netanyahu, avevano occupato la cittadina di Bor, a 200 Km a Nord della capitale, con uno stratagemma sleale, approfittando della ritirata delle forze di Riek Machar che li avevano espulsi con le armi pochi giorni prima.

Il ritiro faceva parte degli 'atti di buona volontà' richiesti alle parti come viatico per l'apertura di un negoziato mediato da Kenya ed Etiopia, ma i miliziani Dinka non si erano attenuti alla clausola che avrebbe voluto Bor, libera da presenze armate, ottenere lo status non ufficiale di 'città aperta' e l'hanno occupata alla prima occasione.

Adesso però poco dopo quell'atto disonesto, gli armati Nuer di Machar hanno nuovamente il controllo di Bor, guadagnato in poche ore dimostrando quanto militarmente inconsistenti siano i briganti in uniforme leali al cosiddetto 'Presidente' di Juba e, nonostante l'ufficio del portavoce militare della capitale Philip Aguer emetta un comunicato al giorno annunciando la riconquista dell'abitato "entro poche ore" osservatori sul campo testimoniamo come essa rimanga saldamente in mano ai seguaci dell'Ex-vicepresidente Machar.

Non si hanno per ora aggiornamenti sullo sviluppo delle trattative mediate dall'IGAD o sulla missione diplomatica nella capitale meridionale del Presidente del Sudan del Nord Omar Bashir.

sabato 21 dicembre 2013

Il buffone Salva Kiir non riesce ad avere la meglio sui seguaci di Machar: accetta "un dialogo senza condizioni"!

Dopo l'esplosione di violenti scontri armati in varie parti del paese, la dichiarazione del coprifuoco nella capitale, la perdita della strategica località di Bor (che nonostante diverse affrettate offensive rimane saldamente in mano ai ribelli) e le morti di diversi caschi blu e lavoratori petroliferi stranieri,  la situazione in Sud-Sudan sembra stabilizzarsi in un temporaneo stallo con l'annuncio che il Presidente Salva Kiir avrebbe accettato un 'dialogo incondizionato' con il suo Ex-vice Riek Machar e i suoi seguaci per risolvere la situazione senza ulteriori combattimenti.

La decisione sembra confermare l'impossibilità del ridicolo dittatore di Juba (messo al potere da Usa e Israele) di ottenere una chiara vittoria sul campo contro Machar e i suoi miliziani Nuer ed é stata confermata dall'ONU attraverso portavoce locali e anche al quartier generale newyorchese dell'organizzazione.

Intanto sembrerebbe che Kiir abbia approfittato dell'occasione per condurre una parziale "purga" nella capitale, arrestando dieci figure politiche a lui ostili con l'accusa di essere complici di Machar nei suoi presunti piani di 'colpo di stato'; le organizzazioni internazionali hanno chiesto a più riprese che costoro vengano liberati o che perlomeno sia concesso loro di incontrare delegati che ne verifichino l'incolumità.


venerdì 20 dicembre 2013

Sud-Sudan sempre più nel caos della guerra civile! Uccisi operai petroliferi e caschi blu indiani!!

La conquista della cittadina di Bor da parte dei fedelissimi dell'Ex-vicepresidente Riek Machar, trasformatosi in Signore della Guerra in funzione anti-Kiir ha fatto precipitare completamente la situazione in Sud-Sudan che ufficialmente può considerarsi zona di guerra.

Mobilitando le unità dell'Esercito a componente etnica Dinka a lui fedeli il 'cowboy' di Juba sta cercando di riprendere Bor con offensive velleitarie quanto costose, che finora sono state respinte dagli armati Nuer dell'etnia di Machar. Intanto migliaia di profughi nel panico più totale corrono verso i confini o si assiepano disperati ai cancelli delle installazioni ONU cercando un asilo o un aiuto che a stento le organizzazioni internazionali attive nel paese riusciranno a fornire nei tempi e nelle quantità sperate.

Intanto l'ambasciatore indiano all'ONU Asoke Mukerji ha dichiarato che in un attacco armato alla base di Akobo nello stato di Jonglei tre 'caschi blu' di Nuova Delhi sono rimasti uccisi. Un team diplomatico dell'Unione Africana sarebbe nella capitale per cercare di mediare un armistizio tra Kiir e Machar.

Cinque operai petroliferi del campo di Thar Jath, concesso in sfruttamento alla Cina, nello stato di Unity sarebbero rimasti uccisi in una sparatoria le cui dinamiche non sono ancora chiare e che potrebbe essere un atto criminale comune o d'altra parte rivelarsi collegata con lo stato di instabilità e guerra civile scoppiato da alcuni giorni.

giovedì 19 dicembre 2013

Suda freddo Salva Kiir! I seguaci di Machar prendono la città-chiave di Bor!!

Ha poco da rallegrarsi il ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, messo da Obama e Netanyahu a capo dello stato-fantoccio strappato al corpo vivo della nazione sudanese con la complicità di Hollywood e delle sue star imbecilli, ammaestrate dalla propaganda sionista internazionale; le milizie Nuer di Riek Machar, apparentemente allontanate da Juba dopo scontri costati oltre 500 morti e quasi tredicimila profughi in fuga dalla capitale, sono riuscite a prendere il controllo di Bor, cittadina chiave dell'industria petrolifera nazionale (attualmente però impossibilitata a funzionare).

La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".

Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?

mercoledì 18 dicembre 2013

Oltre cinquecento morti a Juba in una faida interna tra Salva Kiir e l'ex-vice Riek Machar!

Una vera e propria strage quella che nella totale indifferenza dei media imperialisti asserviti si é consumata ieri nella capitale dello stato-fantoccio creato da Obama e Netanyahu smembrando illegittimamente il suolo di una grande nazione araba e musulmana, quella del Sudan di Khartoum.

Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.

I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.


martedì 23 luglio 2013

Ancora pochi giorni e gli oleodotti sudanesi saranno del tutto "off limits" per il regime di Juba e il suo petrolio!

Sono passati quasi due mesi da quando il Presidente sudanese Omar Bashir ha deciso di portare a compimento la sua minaccia di chiudere al transito del greggio sud-sudanese gli oleodotti nazionali; ricordiamo che il petrolio del Sud-Sudan era di legittima proprietà di Khartoum e del suo Governo, venendogli poi strappato insieme agli acquiferi del Nilo Azzurro con la fasulla 'secessione' del Sud del paese pilotata da Casa Bianca e Tel Aviv.

Da allora la cleptocrazia del ridicolo dittatore Salva Kiir si é lanciata nel consegnare il controllo delle proprie risorse naturali in mani sioniste e nell'usare i proventi petroliferi per finanziare e foraggiare gruppi mercenari terroristi nel Sud Kordofan, per destabilizzare il Sudan e compiacere così i suoi padroni imperialisti.

Piuttosto che vedere i frutti del commercio petrolifero (possibile per il Sud-Sudan soltanto grazie all'uso degli oleodotti del Nord) Omar Bashir ha preferito rinunciare al reddito dei diritti di transito, chiudendo definitivamente i rubinetti al ridicolo 'cowboy' di Juba e alla sua cricca, operazione che verrà definitivamente completata il prossimo 7 agosto.

venerdì 14 giugno 2013

Il Sud-Sudan invia uomini ad attaccare con esplosivi il sito di Diffra nell'Aybei; la coraggiosa denuncia di Khaled Saad!

Dopo la decisione del Governo sudanese di chiudere "per almeno 60 giorni" gli oleodotti al transito del petrolio ingiustamente assegnato alla cricca banditesca di Salva Kiir dall'iniqua spartizione caldeggiata da Washington e Tel Aviv, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir e i suoi manutengoli non hanno trovato di meglio che organizzare un attentato esplosivo contro il sito petrolifero di Diffra, nella regione di Aybei mobilitando all'uopo i briganti da loro foraggiati in territorio settentrionale e i miliziani delle loro bande temerariamente elevate allo status di 'esercito nazionale'.

L'attacco, secondo la ricostruzione offerta dall'ufficiale sudanese Sawarmi Khaled Saad, ha causato un'esplosione e un incendio, che sono stati rapidamente contenuti e domati dal personale del sito estrattivo. "Le prime risultanze dei rilevamenti fatti in loco dimostrano che i briganti attivi nella zona non sarebbero mai riusciti a manipolare un congegno esplosivo del tipo usato contro l'impianto, se non con l'aiuto di forze ostili provenienti da oltreconfine".

La decisione di Khartoum di 'strozzare' le esportazioni petrolifere del Sud deriva dalla necessità di impedire che i proventi del greggio (greggio che una volta era legittima proprietà di tutti i sudanesi) vengano impiegate dal cleptocratico regime di Juba per finanziare terroristi e banditi nelle regioni di Darfur, Aybei e Sud Kordofan.

mercoledì 12 giugno 2013

Grido dall'allarme del rappresentante ONU in Sud-Sudan: "Il numero enorme dei profughi supera la nostra capacità di proteggerli!"

Quasi ogni volta che ci siamo  trovati a parlare del Sud-Sudan non abbiamo potuto fare a meno di far noare ai nostri lettori come esso corrisponda fin nei più minimi dettagli alla definizione di "stato fallito" essendo nient'altro che una raccolta casuale di province ex-sudanesi scelte non a partire da una (inesistente) identità comune, ma  a seconda del fatto che contenessero o meno petrolio e acqua, le due risorse che Washington e Tel Aviv volevano negare al Nord arabizzato e musulmano.

Dopo la recente strage di 24 persone presso Pibor, nel disgraziato distretto di Jonglei (da anni vittima di scontri etnici) e il vergognoso episodio del saccheggio compiuto dalle stesse 'truppe regolari' del Governo contro le strutture ONU, francesi e italiane l'inviata delle Nazioni Unite Hilde Johsnon ha dichiarato che 'con la sua capacotà logistica attuale il corpo di spedizione ONU non può più garantire la protezione di un numero di profughi civili che non fa alto che crescere, crescere, crescere sempre di più'.

Uno dei principali motivi di questo influsso di profughi che si rifugiano presso le strutture ONU é la presenza nello stato di Jonglei delle forze di David Yau Yau, il signore della guerra già in passato alleato del brigante Salva Kiir, poi divenuto suo acerrimo nemico.

giovedì 30 maggio 2013

Omar Bashir lancia l'ultimantum al Sud-Sudan: "Basta al sostegno ai criminali armati del Sud Kordofan o chiuderemo l'oleodotto!"

Ancora una volta le nostre previsioni vengono giustificate e vendicate dai fatti, con la constatazione che tutta la buona volontà, l'onesta disponibilità dimostrata negli ultimi mesi dal Governo di Khartoum per ricomporre e smorzare le frizioni con Juba e il ridicolo dittatore col cappello da cowboy, Salva Kiir si sono dimostrate inutili a fronte della sfacciata impudenza con cui il Sud-Sudan continua a cercare di fomentare la guerriglia di elementi criminali a suo libro-paga oltre la frontiera settentrionale.

Di fronte all'innegabile evidenza del sostegno fornito da Juba ai criminali che il 26 maggio a Dandor (Sud Kordofan) hanno cercato di attaccare le truppe dell'Esercto regolare il Presidente sudanese Omar Bashir ha lanciato un ultimatum al Sud-Sudan avvertendo che, se dovesse continuare a sostenere questi gruppi armati, il Governo del Nord non avrà scelta se non quella di chiudere nuovamente (questa volta defintivamente) gli oleodotti che permettono al Sud di esportare il petrolio (ricordiamo che nell'iniqua partizione del Sud-Sudan dal corpo vivo della nazione a esso sono state assegnate TUTTE le terre più ricche di acqua e petrolio per esplicito desiderio americano e israeliano di impoverire il Nord arabo e musulmano).

Nel frattempo il comandante nella missione ONU in Sud-Sudan  Hilde Johnson ha dichiarato ai media internazionali che il suo corpo di spedizione UNMISS, non é in grado di mantenere il pieno controllo delle zone dove é schierato (principalmente nella regione di Jonglei) a causa della mancanza di mezzi adeguati, specialmente aerei e mezzi di trasporto.



martedì 7 maggio 2013

Khartoum si mobilita ancora per preservare la pace con l'instabile regime del dittatore Salva Kiir!

Una decisa intensificazione dei contatti diplomatici tra le autorità sudanesi e la variopinta 'corte' del buffo 'uomo forte' di Juba, ecco l'ultima scommessa del Presidente sudanese Omar Bashir dopo che, a opera di uomini armati sconosciuti, la scorsa settimana il leader dei Dinka Ngok Kual Deng Majok e un 'casco blu' etiope del contingente ONU in Aybei sono stati uccisi.

La regione di Aybei fa parte del Sudan eppure, forte del sostegno di Usa e Israele (gli stessi che 'sponsorizzarono' la sua fittizia e fasulla 'campagna per l'indipendenza') il Sud-Sudan accampa pretese su di essa, nel tentativo di togliere a Khartoum anche una delle ultime zone ricche di petrolio e acqua rimastegli dopo la iniqua partizione.


giovedì 11 aprile 2013

Strage di inviati ONU in Sud-Sudan! Lo Stato-fallito di Salva Kiir non riesce a garantire la sicurezza del personale internazionale!

Abbiamo già parlato molte volte di come il Sud-Sudan, 'stato' creato dal complotto Usa-Israeliano per indebolire e impoverire Khartoum, sia in realtà un'entità fallita che non controlla altro che poche dozzine di chilometri attorno alla capitale Juba mentre nel resto del paese vige la vera e propria "legge della giungla" tra bande di predoni, milizie etniche, comandanti del cosiddetto 'esercito' che fanno il bello e il cattivo tempo come veri e propri Signori della Guerra: gli stessi indici delle agenzie ONU parlano chiaro...il 15 per cento dei bambini nati non arriva a compiere 5 anni e il Sud-Sudan mostra indici di sottosviluppo da porlo in competizione con la Somalia per il titolo di nazione più disgraziata dell'Africa Nera.

A confermare quello che abbiamo sempre detto arriva ora la notizia che "sconosciuti aggressori" avrebbero attaccato un convoglio di personale dell'ONU nella Provincia di Jongali, nell'Est del paese. Secondo quanto relato dal portavoce militare di Juba Philip Aguer ci sarebbero stati cinque morti tra il contingente militere indiano e cinque tra il personale ONU civile mentre il Palazzo di Vetro ha parlato anche di otto civili uccisi.

Ovviamente i sicofanti di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy', ne hanno approfittato per lanciare speciose e non sostanziate accuse contro l'Esercito del Sudan, che sono state rispedite al mittente dal Ministero della Difesa di Khartoum che ha fatto notare come ormai da settimane, per rispettare gli impegni presi in sede internazionale il Governo del Sudan ha fatto indietreggiare tutte le proprie forze armate dal confine conteso con l'entità del Sud.

sabato 30 marzo 2013

Gli sgherri di Salva Kiir massacrano oltre cento civili nella Regione di Pibor, dove sono le star di Hollywood??

Ancora una strage perpetrata dai 'banditi in uniforme' agli ordini del rozzo dittatore col cappello da cowboy installato da Washington e Tel Aviv a governare le province meridionali del Sudan strappate a forza dal vivo cuore della nazione; separate per togliere al Governo di Khartoum, alleato di Iran e Palestina, le regioni più ricche di acqua e petrolio e per diminuirne le prospettive di sviluppo e crescita.

A fare le spese della brutalità del Governo-fantoccio di Juba sono stati 163 civili sudanesi che avevano la sola colpa di vivere nelle zone frequentate dalla milizia di David Yau Yau, altro capo-predone un tempo alleato di Salva Kiir, ora suo avversario dopo che questi si rimangiò la promessa di dividere il potere con lui.

Non riuscendo a trovare e individuare i miliziani di Yau Yau gli sgherri di Kiir hanno pensato bene di incrudelire sui civili indifesi; ovviamente per queste vittime massacrate non si leveranno i peana delle cretine star di Hollywood manipolate a loro tempo dai loro produttori sionisti della potente lobby filoisraeliana come George Clooney e Angelina Jolie, usati per coprire di insulti e falsità il Governo di Khartoum e il Presidente sudanese Omar Bashir.

giovedì 21 febbraio 2013

Persino Amnesty International si accorge degli abusi del regime di Salva Kiir!

Chi ci segue da tempo sa bene come la redazione di "Palaestina Felix" non consideri organizzazioni sedicenti 'umanitarie' come HRW o Amnesty International come latori di particolare moralità, visto che spesso e volentieri tali enti si fanno portavoce della propaganda occidentalista che con la scusa di difendere un suo personalissimo concetto di 'umanesimo' si fa distributrice di bombe nei vari paesi 'non-allineati' (Serbia, Irak, Libia docunt!) e, pure, visto che anche gli orologi fermi almeno due volte al giorno segnano l'ora esatta, capita di tanto in tanto che le opinioni espresse da questi outlet di umanitarismo 'un tanto al chilo' (e chi sa quanto sincero!) coincidano con le nostre.

E' il caso dell'ultimo comunicato di "Amnes(t)y International" riguardo il Sud-Sudan, con però la sostanziale differenza che Palaestina Felix ha denunciato il regime del ridicolo cowboy negro Salva Kiir come un burattino messo in piedi da Usa e Israele dal giorno 1 della sua fondazione, mentre le 'vergini dai candidi manti' della ricca e pasciuta organizzazione internazionale se ne accorgono ora, dopo mesi di persecuzioni, stragi, soprusi e altre violazioni dei Diritti più basilari che a Juba e dintorni sono andate avanti senza il minimo ostacolo o problema.

 In particolare Amnesty accusa Kiir e i suoi lacché di imprigionare con scuse arbitrarie esponenti e portavoce dell'opposzione, tenendoli in "incommunicado" (avrà imparato dal 'bwana' sionista Netanyahu!) e impedendo loro di valersi di una difesa legale adeguata. In particolare, segnala l'ONG, arresti in massa avrebbero avuto luogo a Wau nel 2012, subito dopo una strage di civili compiuta dalle forze governative.

Ancora una volta, "Palaestina Felix" lo aveva segnalato per tempo, Amnesy International ha dovuto "elaborare" la notizia qualche mese per arrivare a preoccuparsene!

mercoledì 20 febbraio 2013

Scontro armato tra pastori Mesiria sudanesi e Lou Nuer nell'Abyei occidentale, continuano le provocazioni di Salva Kiir!

Secondo quanto riportato dall'Agence France Presse "molti morti" sarebbero stati causati da scontri armati tra pastori nomadi Mesiria di nazionalità sudanese e Lou Nuer provenienti dal Sud-Sudan e sconfinati nella Abyei occidentale. L'agenzia francese, però, non avrebbe chiarito la dinamica degli scontri o fatto un bilancio preciso delle perdite.

Altra professionalità quella mostrata dai loro colleghi cinesi della Xinhua, che hanno riportato la morte di 66 miliziani sud-sudanesi del cosiddetto 'SPLM' (un movimento di terroristi foraggiato da Juba) caduti nella trappola tesa loro dalle truppe regolari di Kharthoum nella giornata di avantieri. Altri 70 miliziani dell'SPLM sarebbero rimasti feriti nell'agguato, e sarebbero fuggiti oltreconfine verso il villaggio di Bong per ricevere cure e protezione dalle autorità sud-sudanesi.
La dinamica dei fatti é stata confermata anche dal portavoce dell'Esercito sudanese Al-Sawarmy Khalid.

Nonostante i tentativi del Presidente Omar al-Bashir di addivenire a una composizione delle vertenze con il Sud-Sudan e al sostegno offerto dall'Etiopia e dall'Unione Africana a tali sforzi, il confine tra Sudan e Sud-Sudan si é infiammato a causa delle continue provocazioni armate che, almeno a livello ufficioso, sono approvate e sostenute dal Governo di Juba.

lunedì 18 febbraio 2013

I briganti e assassini agli ordini di Salva Kiir uccidono sei pastori sudanesi e rubano 800 bovini!

Più volte nel recente passato abbiamo denunciato come il cosiddetto "esercito" del Sud-Sudan sia in realtà composto da ex-predoni e briganti dello stesso tipo di quelli che vennero usati da Salva Kiir (adesso 'Presidente' di Juba per meriti filosionisti e imperialisti) per spargere la violenza e la sedizione nella zona del Sudan più ricca di petrolio e acqua, la stessa che faceva gola a Washington e a Tel Aviv.

Adesso un'ulteriore prova di ciò ci viene fornita da quanto accaduto ad Abu Quroun dove 'militari' del Sud-Sudan hanno teso un'imboscata a una tribù di pastori Mesiria, uccidendo sei uomini e dandosi quindi alla fuga con ben ottocento capi di bestiame che i loro padroni legittimi stavano conducendo a transumare.

La notizia, confermata anche dall'agenzia stampa cinese Xinhua, dimostra come le 'vecchie abitudini' siano tutt'altro che dimenticate tra i pretoriani di Salva Kiir, che solo pochi mesi fa sono stati respinti con gravi perdite dalla regione di Heglig, che avevano cercato di occupare 'manu militari' per sottrarla al controllo delle autorità di Khartoum.
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lunedì 11 febbraio 2013

Ancora orrore in Sud-Sudan: strage etnica tra Lou Nuer e Murle causa almeno cento vittime!

Secondo le dichiarazioni rilasciate ai media dal Governatore della martoriata provincia sud-sudanese dello Jonglei, Kuol Manyang, sarebbero 'almeno' 103 i morti risultati dal massacro inflitto dai miliziani Murle di David Yau Yau (ex-alleato del 'Presidente' Salva Kiir quando faceva il predone e il tagliagole per conto di Usa e Israele, adesso suo nemico per il voltafaccia subito al momento di prendere il potere) che si sono bestialmente scatenati contro una colonna di pastori semi-nomadi Lou Nuer.

L'azione deve considerarsi una "rappresaglia" per i massacri inflitti ai Murle dagli stessi Lou Nuer circa un anno fa, quando la cittadina di Pibor (sempre nello Jonglei) venne praticamente messa a ferro e fuoco causando migliaia e migliaia di vittime e centinaia di migliaia di profughi interni. Il fatto inoltre dimostra che lungi dall'essere 'colpa' di presunte "persecuzioni dei musulmani del Nord" le stragi etniche nel Sudan Meridionale sono un'appendice collaterale delle normali rivalità etniche della zona, inizialmente esasperate per i loro fini politici da agenti americani e sionisti, i quali, dopo avere ottenuto la secessione del Sud da Khartoum non si sono affatto curati di disinnescarli ma hanno semplicemente "spento" il riflettore della propaganda imperialista lasciando che gli "indigeni" continuino a scannarsi tra di loro, tanto gli interessi di Washington e Tel Aviv sono già garantiti dal ridicolo 'cowboy' sul trono a Juba.

Perché nessuno chiede un intervento armato internazionale in Sud-Sudan, simile a quello che sta avendo luogo attualmente in Mali? Avrà mai una fine o un confine l'impudenza ipocrita delle potenze neo-coloniali verso i loro ex-'dominion' africani?
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lunedì 10 dicembre 2012

A Wau i lacché di Salva Kiir massacrano dieci civili disarmati che stavano protestando contro il dittatore sionista di Juba!

Lo abbiamo già sostenuto e lo ripetiamo: non vi é carriera migliore al mondo per i paranoici assassini di quella di dittatore al soldo di Washington e Tel Aviv: i tiranni 'amici' dell'imperialismo e del sionismo mondiale possono lasciarsi andare a stragi, ruberie, vendette, stermini senza dover temere alcuna conseguenza.

Hugo Chavez può migliorare il tasso di vita, salute e alfabetizzazione della popolazione venezolana, ma i pennivendoli ipocriti e falsi al servizio di Sion e Washington lo accuseranno di essere un 'dittatore' (?!), Ahmadinejad può lottare per l'indipendenza e l'autonomia della Repubblica Islamica, ma i Marco Pesach e i Giulio Meotti della stampa filo-israhell lo accuseranno di "preparare l'olocausto" (come?), Bashir Assad può combattere l'internazionale terrorista foraggiata da Erdogan, l'Emiro Al-Thani e Re Saoud e anziché venire lodato per difendere il suo popolo e la tradizione di tolleranza della Siria laica e secolare venire accusato di fantomatiche "stragi".

Ma nessuno di lor signori leva la voce per le VERE stragi commesse da Salva Kiir il dittatore-cowboy installato da Israele in Sud Sudan dopo una vergognosa campagna di menzogne cui hanno partecipato come volenterosi imbecilli ascari anche le stelle di Hollywood in cerca di facili riscontri mediatici, nemmeno quando ci arriva la notizia dalla cittadina di Wau, nel distretto occidentale di Bahr el Gazal di almeno dieci persone massacrate durante proteste contro il regime del tiranno di Juba.

La notizia, riportata da Liam Mc Dowall della missione ONU in Sud Sudan (UNMISS) riferisce che, nel corso di una manifestazione pubblica contro il Governo centrale, che si stava svolgendo ordinatamente senza alcuna intemperanza da parte dei civili (peraltro disarmati) che ne erano protagonisti i miliziani della truppaglia di Salva Kiir (mercenari usi alla violenza e al saccheggio, sommariamente 'ripuliti' -ma nemmen troppo- e dichiarati "esercito di liberazione" - liberazione poi di cosa e da cosa?) hanno aperto il fuoco indiscriminatamente sulla folla uccidendo quattro persone.

Altri sei civili sarebbero poi stati massacrati in una seconda occasione. Aspettiamo che i Marco Pesach, i Fabio Scuto, i Giulio Meotti, i Mentana, i Mineo e i Gad Lerner d'Italia riportino la notizia di questa strage di civili invocando sanzioni, bombardamenti "umanitari" e interventi internazionali contro il satrapo sionista di Juba!
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sabato 10 novembre 2012

Lo stato-fallito voluto da Sion colpito da una devastante epidemia di epatite!

Più volte abbiamo portato all'attenzione dei nostri lettori le tribolazioni del Sud-Sudan: terra disgraziata dove accurate campagne di terrorismo mediatico orchestrate dai burattinai sionisti dell'informazione, aiutati dalle imbecilli 'star' di Hollywood, hanno imposto la crudele dittatura filoisraliana del sanguinario Salva Kiir, pagliaccio che va in giro vestito da cowboy e che preferisce aggredire e provocare il Sudan indipendente e svendere le risorse naturali del suo paese alle compagnie controllate dal Ministero della Guerra del regime ebraico piuttosto che occuparsi dei problemi contingenti del popolo.

Il Sud-Sudan é uno 'stato fallito' dove le varie tribù e clan si affrontano in stragi etniche che sono costate finora decine di migliaia di morti, mentre nella sua reggia il corrotto satrapo Kiir si dà a orge e festini che hanno suscitato lo sdegno della stampa locale, prontamente intimidita con arresti e torture; a questo scenario medioevale si accompagna ora un'epidemia di epatite che finora ha colpito più di mille persone tra le masse di abitanti delle province dell'Alto Nilo e di Unity. Carestia, Guerra, Pestilenza e Morte, al dittatore di Juba, Idi Amin del terzo millenio, bisognerebbe riservare il titolo di "Cavaliere dell'Apocalisse!".
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domenica 9 settembre 2012

Le forze armate sudanesi eliminano 77 terroristi finanziati da Salva Kiir e armati da Mossad e mafia ebraica!

Durante due differenti battaglie nel Darfur occidentale e nel Sud Kordofan truppe dell'Esercito sudanese hanno abbattuto 32 e 45 terroristi appartenenti a gruppi armati legati al Governo di Juba e pedine del piano sionista contro il Sudan arabo e musulmano.

Dopo la cocente sconfitta inflitta dagli uomini di Khartoum alle truppe 'regolari' del Sud-Sudan (il 'Frankenstein' voluto da Sion, per inserire un cuneo di instabilità in Africa Orientale, da usare contro gli stati musulmani africani) il dittatore di Juba, il ridicolo Salva Kiir dai cappelli texani, ha pensato bene di tornare a foraggiare le bande di terroristi del JEM e dell'SPLMN nel tentativo di causare problemi al Governo del Nord.

Per fortuna le forze armate sudanesi operano con standard di efficienza e di professionalità inarrivabili rispetto alle bande di predoni e criminali alleati di Kiir, e possono contare sul sostegno di paesi come la Cina e l'Iran, ansiosi di mantenere la pace e la stabilità in un'area critica del continente africano.
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lunedì 27 agosto 2012

I miliziani di David Yau Yau massacrano oltre venti soldati di Salva Kiir nel Sud-Sudan, lo Jonglei sta nuovamente per esplodere?

A mesi di distanza dalle stragi etniche tra Murle e Lou Nuer, che sono costate migliaia di morti e centinaia di migliaia di profughi nella poverissima regione sud-sudanese dello Jonglei, un nuovo fatto di sangue arriva a ricordarci che, nello Stato artificiosamente creato per servire gli interessi sionisti in Africa Orientale, la tensione é sempre altissima e basta un nonnulla per fare esplodere, più feroci e violente di prima 'rese dei conti' tra signori della guerra pazzoidi e sanguinari.
Questa volta le vittime sono stati 24 'militari' delle forze armate di Juba (in realtà gli stessi miliziani indisciplinati, avvezzi allo stupro e al saccheggio che seguivano il 'warlord' Salva Kiir, divenuto 'Presidente' per meriti filosionisti) che sono caduti come salami nell'agguato teso loro dai seguaci di David Yau Yau, che li hanno sgozzati come capretti. Oltre ai ventiquattro morti le 'forze armate' sud-sudanesi lamentano anche diciassette 'dispersi' (sulla cui permanenza in vita non ci sentiremmo di scommettere nemmeno il proverbiale soldo bucato).
 David Yau Yau é un altro 'warlord' sud-sudanese che, dopo aver condotto le sue campagne di terrore per conto di Washington e Tel Aviv, bene ingrassato dai fondi della CIA e rifornito di armi dai trafficanti della mafia ebraica ucraina e dal Mossad, ha deciso di darsi alla macchia quando ha capito che Salva Kiir voleva marginalizzarlo ed escluderlo dalla gestione del potere. In un primo momento le 'autorità' di Juba hanno cercato di sminiuire il massacro imputandolo a 'gruppi di etnia Murle' ansiosi di vendicare la repressione condotta dall'Esercito per soffocare la lotta tra essi e i Lou Nuer (come se la cosa potesse essere in qualche modo meno grave) ma analisti politici locali hanno smentito questa tesi indicando come la dinamica degli eventi mostri chiaramente i segni di un atto di ribellione programmata e non un inconsulto gesto di vendetta.
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