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mercoledì 8 gennaio 2014

Ridicola debacle dei miliziani di Salva Kiir: riescono a riperdere la città di Bor dopo averla occupata con l'inganno!

I miliziani Dinka fedeli al ridicolo 'dittatore cowboy' di Juba, proconsole imperial-sionista messo al potere in Sud-Sudan da Obama e Netanyahu, avevano occupato la cittadina di Bor, a 200 Km a Nord della capitale, con uno stratagemma sleale, approfittando della ritirata delle forze di Riek Machar che li avevano espulsi con le armi pochi giorni prima.

Il ritiro faceva parte degli 'atti di buona volontà' richiesti alle parti come viatico per l'apertura di un negoziato mediato da Kenya ed Etiopia, ma i miliziani Dinka non si erano attenuti alla clausola che avrebbe voluto Bor, libera da presenze armate, ottenere lo status non ufficiale di 'città aperta' e l'hanno occupata alla prima occasione.

Adesso però poco dopo quell'atto disonesto, gli armati Nuer di Machar hanno nuovamente il controllo di Bor, guadagnato in poche ore dimostrando quanto militarmente inconsistenti siano i briganti in uniforme leali al cosiddetto 'Presidente' di Juba e, nonostante l'ufficio del portavoce militare della capitale Philip Aguer emetta un comunicato al giorno annunciando la riconquista dell'abitato "entro poche ore" osservatori sul campo testimoniamo come essa rimanga saldamente in mano ai seguaci dell'Ex-vicepresidente Machar.

Non si hanno per ora aggiornamenti sullo sviluppo delle trattative mediate dall'IGAD o sulla missione diplomatica nella capitale meridionale del Presidente del Sudan del Nord Omar Bashir.

martedì 7 gennaio 2014

Tocca a Omar Bashir, salvare capra e cavoli in Sud-Sudan: il Presidente del Nord é volato a Juba!!

Pensavano, i nanerottoli sud-sudanesi, di poter impunemente staccarsi da Khartoum col sostegno di Usa e Israele, pensavano, di poter infangare il saggio Presidente Bashir con le campagne di menzogne orchestrate dai sionisti di Hollywood e interpretate dalle 'star' decerebrate come Clooney e la Jolie, pensavano, persino, di poter sfidare militarmente il Sudan del Nord (illusione suicida, visto che Khartoum ha da sempre avuto la più antica e avanzata industria militare dell'Africa fin dall'800 quando era l'unico paese del Continente Nero a poter affrontare gli Europei ad armi quasi pari).

Adesso, con il Sud-Sudan sempre più sprofondato nel caos sanguinoso della guerra civile tra i 'ladri di Pisa' Salva Kiir e il suo Ex-vice Riek Machar, tocca proprio a Omar Bashir, preoccupato dela sorte del Sud del SUO paese come se la vile secessione non fosse mai avvenuta (come infatti non doveva avvenire) a precipitarsi a Juba dove viene accolto con tutti gli onori da James Wani Igga, Vicepresidente (per ora) leale a Kiir, fin troppo ansioso che qualcuno sbrogli la complicata e insanguinata matassa.

Omar Bashir al suo arrivo in Sud-Sudan ha specificato che la sua presenza é mirata a coadiuvare e migliorare le possibilità di successo della trattativa sponsorizzata da Etiopia, Kenya e altri paesi dell'Est Africa e non é in alcun modo "in concorrenza" con essa. Lo sforzo di Bashir dimostra quanto stupida e superficiale sia stata la decisione di permettere una secessione che era solo e soltanto negli interessi del regime ebraico e della cabala sionista internazionale.

martedì 31 dicembre 2013

Crollano le prospettive per un dialogo in Sud-Sudan a causa delle disoneste manovre di Salva Kiir!

E' ormai guerra civile in Sud-Sudan dove un tentativo di intavolare una trattativa tra il Governo della capitale e gli insorti Nuer di Riek Machar, grazie alla mediazione dei capi di stato di Kenya ed Etiopia, é naufragato definitivamente quando le truppe leali al 'cowboy' di Juba Salva Kiir hanno provato a rioccupare la città di Bor, abbandonata dalle forze di Machar come gesto di "buona volontà" per il dialogo.

Adesso pesanti combattimenti sono registrati in tutta la città (a 200 Km dalla capitale) e attorno al suo aeroporto, si sa che Machar é riuscito ad assicurarsi la lealtà di molte unità dell'Esercito regolare e ha mobilitato tra i 20 e i 25mila membri della sua etnia come riserve, assicurandosi una superiorità considerevole sui miliziani Dinka fedeli al Presidente installato da Usa e Israele.

Il Sud-Sudan si conferma sempre di più uno Stato-fallito che mai e poi mai avrebbe dovuto essere separato da Khartoum.

venerdì 27 dicembre 2013

Le truppe di Riek Machar catturano i pozzi di Unity e marciano verso l'Alto Nilo!!

Nuova, importante vittoria tattica per i miliziani nuer dell'Ex-vicepresidente sudanese Riek Machar che dopo Bor e Bentiu sono riusciti a prendere il totale controllo dei campi petroliferi dello Stato di Unity cacciando dalle strutture i Dinka fedeli a Salva Kiir prima che potessero sabotarle o danneggiarle per negarne il possesso ai loro avversari.

Lo stesso Ministro del Petrolio Stephen Dhieu Dau ha dovuto ammettere la disfatta ai microfoni dei media internazionali riconoscendo la perdita di controllo delle risorse petrolifere di Unity da parte delle forze ancora leali a Juba.

Questa vittoria locale potrebbe trasformarsi in un successo strategico se i Nuer di Riek Machar riusciranno a strappare anche Malakal, capitale dell'Alto Nilo, ai loro nemici; le riserve petrolifere della zona infatti sono ancora più importanti di quelle di Unity.

lunedì 23 dicembre 2013

Riek Machar controlla ormai la maggior parte del Sud-Sudan! Le sue forze conquistano Bentiu e lo stato di Unity!

In rapidissima evoluzione la situazione in Sud-Sudan dove il potere del ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir si sta sfarinando come un castello di sabbia di fronte alla determinata offensiva dei miliziani Nuer fedeli all'Ex-vicepresidente Riek Machar che dopo Bor sono riusciti a conquistare anche la città di Bentiu, capitale dello Stato di Unity, che per la maggior parte é già sotto il loro controllo.

L'offerta di un "dialogo incondizionato" non ha quindi fermato l'offensiva dei ribelli Nuer, che sta dando risultati oltre ogni più ottimisitica previsione, con il controllo di larghe fette del paese che passa dal Governo di Juba a quello dell'Ex-numero due di Kiir.

Lo stesso portavoce delle forze armate regolari, Philip Aguer, é stato costretto ad ammettere, in una conferenza stampa tenutasi ieri che i suoi uomini sono stati cacciati da Bentiu e dalla maggior parte di Unity. Le zone in questione sono fondamentali per l'economia Sud-Sudanese in quanto ricche di giacimenti petroliferi.

sabato 21 dicembre 2013

Il buffone Salva Kiir non riesce ad avere la meglio sui seguaci di Machar: accetta "un dialogo senza condizioni"!

Dopo l'esplosione di violenti scontri armati in varie parti del paese, la dichiarazione del coprifuoco nella capitale, la perdita della strategica località di Bor (che nonostante diverse affrettate offensive rimane saldamente in mano ai ribelli) e le morti di diversi caschi blu e lavoratori petroliferi stranieri,  la situazione in Sud-Sudan sembra stabilizzarsi in un temporaneo stallo con l'annuncio che il Presidente Salva Kiir avrebbe accettato un 'dialogo incondizionato' con il suo Ex-vice Riek Machar e i suoi seguaci per risolvere la situazione senza ulteriori combattimenti.

La decisione sembra confermare l'impossibilità del ridicolo dittatore di Juba (messo al potere da Usa e Israele) di ottenere una chiara vittoria sul campo contro Machar e i suoi miliziani Nuer ed é stata confermata dall'ONU attraverso portavoce locali e anche al quartier generale newyorchese dell'organizzazione.

Intanto sembrerebbe che Kiir abbia approfittato dell'occasione per condurre una parziale "purga" nella capitale, arrestando dieci figure politiche a lui ostili con l'accusa di essere complici di Machar nei suoi presunti piani di 'colpo di stato'; le organizzazioni internazionali hanno chiesto a più riprese che costoro vengano liberati o che perlomeno sia concesso loro di incontrare delegati che ne verifichino l'incolumità.


venerdì 20 dicembre 2013

Sud-Sudan sempre più nel caos della guerra civile! Uccisi operai petroliferi e caschi blu indiani!!

La conquista della cittadina di Bor da parte dei fedelissimi dell'Ex-vicepresidente Riek Machar, trasformatosi in Signore della Guerra in funzione anti-Kiir ha fatto precipitare completamente la situazione in Sud-Sudan che ufficialmente può considerarsi zona di guerra.

Mobilitando le unità dell'Esercito a componente etnica Dinka a lui fedeli il 'cowboy' di Juba sta cercando di riprendere Bor con offensive velleitarie quanto costose, che finora sono state respinte dagli armati Nuer dell'etnia di Machar. Intanto migliaia di profughi nel panico più totale corrono verso i confini o si assiepano disperati ai cancelli delle installazioni ONU cercando un asilo o un aiuto che a stento le organizzazioni internazionali attive nel paese riusciranno a fornire nei tempi e nelle quantità sperate.

Intanto l'ambasciatore indiano all'ONU Asoke Mukerji ha dichiarato che in un attacco armato alla base di Akobo nello stato di Jonglei tre 'caschi blu' di Nuova Delhi sono rimasti uccisi. Un team diplomatico dell'Unione Africana sarebbe nella capitale per cercare di mediare un armistizio tra Kiir e Machar.

Cinque operai petroliferi del campo di Thar Jath, concesso in sfruttamento alla Cina, nello stato di Unity sarebbero rimasti uccisi in una sparatoria le cui dinamiche non sono ancora chiare e che potrebbe essere un atto criminale comune o d'altra parte rivelarsi collegata con lo stato di instabilità e guerra civile scoppiato da alcuni giorni.

giovedì 19 dicembre 2013

Suda freddo Salva Kiir! I seguaci di Machar prendono la città-chiave di Bor!!

Ha poco da rallegrarsi il ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, messo da Obama e Netanyahu a capo dello stato-fantoccio strappato al corpo vivo della nazione sudanese con la complicità di Hollywood e delle sue star imbecilli, ammaestrate dalla propaganda sionista internazionale; le milizie Nuer di Riek Machar, apparentemente allontanate da Juba dopo scontri costati oltre 500 morti e quasi tredicimila profughi in fuga dalla capitale, sono riuscite a prendere il controllo di Bor, cittadina chiave dell'industria petrolifera nazionale (attualmente però impossibilitata a funzionare).

La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".

Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?

mercoledì 18 dicembre 2013

Oltre cinquecento morti a Juba in una faida interna tra Salva Kiir e l'ex-vice Riek Machar!

Una vera e propria strage quella che nella totale indifferenza dei media imperialisti asserviti si é consumata ieri nella capitale dello stato-fantoccio creato da Obama e Netanyahu smembrando illegittimamente il suolo di una grande nazione araba e musulmana, quella del Sudan di Khartoum.

Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.

I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.


martedì 23 luglio 2013

Ancora pochi giorni e gli oleodotti sudanesi saranno del tutto "off limits" per il regime di Juba e il suo petrolio!

Sono passati quasi due mesi da quando il Presidente sudanese Omar Bashir ha deciso di portare a compimento la sua minaccia di chiudere al transito del greggio sud-sudanese gli oleodotti nazionali; ricordiamo che il petrolio del Sud-Sudan era di legittima proprietà di Khartoum e del suo Governo, venendogli poi strappato insieme agli acquiferi del Nilo Azzurro con la fasulla 'secessione' del Sud del paese pilotata da Casa Bianca e Tel Aviv.

Da allora la cleptocrazia del ridicolo dittatore Salva Kiir si é lanciata nel consegnare il controllo delle proprie risorse naturali in mani sioniste e nell'usare i proventi petroliferi per finanziare e foraggiare gruppi mercenari terroristi nel Sud Kordofan, per destabilizzare il Sudan e compiacere così i suoi padroni imperialisti.

Piuttosto che vedere i frutti del commercio petrolifero (possibile per il Sud-Sudan soltanto grazie all'uso degli oleodotti del Nord) Omar Bashir ha preferito rinunciare al reddito dei diritti di transito, chiudendo definitivamente i rubinetti al ridicolo 'cowboy' di Juba e alla sua cricca, operazione che verrà definitivamente completata il prossimo 7 agosto.

lunedì 15 luglio 2013

Allarme ONU: "Oltre duecento morti nell'ultima strage etnica in Sud-Sudan, dove il caos ormai regna sovrano!"

Il coordinatore della missione ONU in Sud-Sudan Tony Lanzer ha dichiarato che almeno duecento persone sono morte nel corso degli ultimi due giorni attorno al centro di Manyabol, nella Provincia di Jonglei, Sud-Sudan, dove nonostante tutti gli sforzi prodotti, ormai da oltre un anno infuriano gli scontri armati tra gruppi etnici differenti (principalmente Murle e Lou Nuer) nella totale impotenza dei ridicoli 'apparati statali' della cleptocrazia di Salva Kiir di mettervi fine o quantomento di stabilire una tregua perdurante.

Chiedendo ai capi delle fazioni in lotta un periodo di armistizio per poter intervenire a favore della popolazione civile Lanzer ha cominciato a organizzare un ponte aereo per l'evacuazione dei feriti più gravi verso la capitale provinciale Bor, dove i medici dell'ONG francese 'Medecins Sans Frontieres' si stanno prodigando a sostenere e integrare le capacità dell'ospedale locale di prestare soccorso ai bisognosi.

venerdì 14 giugno 2013

Il Sud-Sudan invia uomini ad attaccare con esplosivi il sito di Diffra nell'Aybei; la coraggiosa denuncia di Khaled Saad!

Dopo la decisione del Governo sudanese di chiudere "per almeno 60 giorni" gli oleodotti al transito del petrolio ingiustamente assegnato alla cricca banditesca di Salva Kiir dall'iniqua spartizione caldeggiata da Washington e Tel Aviv, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir e i suoi manutengoli non hanno trovato di meglio che organizzare un attentato esplosivo contro il sito petrolifero di Diffra, nella regione di Aybei mobilitando all'uopo i briganti da loro foraggiati in territorio settentrionale e i miliziani delle loro bande temerariamente elevate allo status di 'esercito nazionale'.

L'attacco, secondo la ricostruzione offerta dall'ufficiale sudanese Sawarmi Khaled Saad, ha causato un'esplosione e un incendio, che sono stati rapidamente contenuti e domati dal personale del sito estrattivo. "Le prime risultanze dei rilevamenti fatti in loco dimostrano che i briganti attivi nella zona non sarebbero mai riusciti a manipolare un congegno esplosivo del tipo usato contro l'impianto, se non con l'aiuto di forze ostili provenienti da oltreconfine".

La decisione di Khartoum di 'strozzare' le esportazioni petrolifere del Sud deriva dalla necessità di impedire che i proventi del greggio (greggio che una volta era legittima proprietà di tutti i sudanesi) vengano impiegate dal cleptocratico regime di Juba per finanziare terroristi e banditi nelle regioni di Darfur, Aybei e Sud Kordofan.

mercoledì 12 giugno 2013

Grido dall'allarme del rappresentante ONU in Sud-Sudan: "Il numero enorme dei profughi supera la nostra capacità di proteggerli!"

Quasi ogni volta che ci siamo  trovati a parlare del Sud-Sudan non abbiamo potuto fare a meno di far noare ai nostri lettori come esso corrisponda fin nei più minimi dettagli alla definizione di "stato fallito" essendo nient'altro che una raccolta casuale di province ex-sudanesi scelte non a partire da una (inesistente) identità comune, ma  a seconda del fatto che contenessero o meno petrolio e acqua, le due risorse che Washington e Tel Aviv volevano negare al Nord arabizzato e musulmano.

Dopo la recente strage di 24 persone presso Pibor, nel disgraziato distretto di Jonglei (da anni vittima di scontri etnici) e il vergognoso episodio del saccheggio compiuto dalle stesse 'truppe regolari' del Governo contro le strutture ONU, francesi e italiane l'inviata delle Nazioni Unite Hilde Johsnon ha dichiarato che 'con la sua capacotà logistica attuale il corpo di spedizione ONU non può più garantire la protezione di un numero di profughi civili che non fa alto che crescere, crescere, crescere sempre di più'.

Uno dei principali motivi di questo influsso di profughi che si rifugiano presso le strutture ONU é la presenza nello stato di Jonglei delle forze di David Yau Yau, il signore della guerra già in passato alleato del brigante Salva Kiir, poi divenuto suo acerrimo nemico.

martedì 11 giugno 2013

Khartoum pronta a escalare l'offensiva economica contro i briganti del Sud-Sudan: "A rischio tutti i nove trattati economici!"

Non c'é solo l'embargo degli oleodotti, già scattato nel corso del week-end, per diretto decreto del Presidente Omar Bashir, tra le armi che il Governo del Sudan può usare contro il regime di Juba e la sua stupida e provocatoria insistenza nel finanziare e aizzare le milizie di briganti attive in Darfur e Sud Kordofan, il Ministro dell'Informazione Abdul Bilal Osman ha annunciato che "tutti gli accordi economici col Sud" sono sul punto di venire cancellati.

Quindi non una (peraltro già caduta) ma ben nove sono le Spade di Damocle che ondeggiano minacciose sopra il ridicolo cappello da cowboy di Salva Kiir; il Sud-Sudan già nel suo stato attuale é un paese fallito dove il 15 per cento dei nati non riesce ad arrivare a compiere cinque anni, dove potrebbe precipitare la sua economia senza il sostegno di Khartoum non é dato saperlo.

Il capo dell'Intelligence sudanese, Mohamed Atta, ha confermato che, a prescindere dalle reazioni che possano arrivare da Sud, il blocco degli oleodotti proseguirà "almeno" per due mesi, quindi fino alla prima decade di agosto.

domenica 9 giugno 2013

"Adesso Basta!" stufo ed esasperato il Governo del Sudan chiude i rubinetti degli oleodotti a Salva Kiir! Sarà per sempre??

Ancora una volta il Governo del Sudan, costretto dalla maniera sfacciata con cui il dittatore di Juba Salva Kiir continua a sostenere movimenti di guerriglieri e briganti attivi nella zona del Sud Kordofan e del Darfur,deve ricorrere a una manovra estrema per portare la cleptocrazia del Sud a più ragionevoli consigli, chiudendo gli oleodotti al transito del greggio (quel greggio che, prima dell'iniqua spartizione caldeggiata da Usa e Israele era totale proprietà di Khartoum).

La decisione non arriva all'improvviso, ancora pochi giorni fa il Presidente Omar Bashir aveva avvertito il collega di essere sul punto di intervenire in tal senso, ma la promessa dell'azione non é bastata a ricondurre Juba alla ragione, vedremo ora, senza più proventi petroliferi a rifornire le tasche sue e dei suoi sicofanti, a finanziare le sue orge e i suoi festini, se il ridicolo 'cowboy' del Sud-Sudan inizierà ad agire in maniera assennata.

L'agenzia ufficiale SUNA ha comunicato: "Il Governo, Presidente Bashir in testa, non permetterà che il denaro ottenuto per mezzo degli oleodotti che attraversano il paese venga poi speso dal Sud-Sudan per minare e distruggere ulteriormente il Sudan del Nord; il Presidente Bashir ha chiamato poi la gioventù del paese a prepararsi per una Sacra Guerra di Difesa della Patria caldeggiando l'apertura delle caserme a quei civili che vogliano addestrarsi nell'uso delle armi per costituire un Esercito popolare, fin dalla giornata di oggi".

giovedì 30 maggio 2013

Omar Bashir lancia l'ultimantum al Sud-Sudan: "Basta al sostegno ai criminali armati del Sud Kordofan o chiuderemo l'oleodotto!"

Ancora una volta le nostre previsioni vengono giustificate e vendicate dai fatti, con la constatazione che tutta la buona volontà, l'onesta disponibilità dimostrata negli ultimi mesi dal Governo di Khartoum per ricomporre e smorzare le frizioni con Juba e il ridicolo dittatore col cappello da cowboy, Salva Kiir si sono dimostrate inutili a fronte della sfacciata impudenza con cui il Sud-Sudan continua a cercare di fomentare la guerriglia di elementi criminali a suo libro-paga oltre la frontiera settentrionale.

Di fronte all'innegabile evidenza del sostegno fornito da Juba ai criminali che il 26 maggio a Dandor (Sud Kordofan) hanno cercato di attaccare le truppe dell'Esercto regolare il Presidente sudanese Omar Bashir ha lanciato un ultimatum al Sud-Sudan avvertendo che, se dovesse continuare a sostenere questi gruppi armati, il Governo del Nord non avrà scelta se non quella di chiudere nuovamente (questa volta defintivamente) gli oleodotti che permettono al Sud di esportare il petrolio (ricordiamo che nell'iniqua partizione del Sud-Sudan dal corpo vivo della nazione a esso sono state assegnate TUTTE le terre più ricche di acqua e petrolio per esplicito desiderio americano e israeliano di impoverire il Nord arabo e musulmano).

Nel frattempo il comandante nella missione ONU in Sud-Sudan  Hilde Johnson ha dichiarato ai media internazionali che il suo corpo di spedizione UNMISS, non é in grado di mantenere il pieno controllo delle zone dove é schierato (principalmente nella regione di Jonglei) a causa della mancanza di mezzi adeguati, specialmente aerei e mezzi di trasporto.



lunedì 13 maggio 2013

I briganti di Salva Kiir si danno al saccheggio delle scorte di cibo ONU, di Medici Senza Frontiere e dell'INTERSOS!

Rubare é sempre un'atto meschino che svilisce chi lo compie, persino quando viene compiuto in stato di necessità; quando poi il ladro veste un'uniforme e "dovrebbe" rappresentare l'autorità di uno Stato e la refurtiva viene sottratta a chi programmava di usarla per alleviare le sofferenze dei poveri, degli indigenti, dei malati allora la vergogna é totale e solo la più dura condanna e riprovazione può colpire chi si macchi di azioni tanto vigliacche.

Ma non bisogna stupirsi visto che la torma di masnadieri armati che ha colpito i depositi di cibo del Programma Alimentare Mondiale dell'ONU presso Pibor, nonché un ospedale di "Medici Senza Frontiere" e la sede dell'ONG umanitaria italiana INTERSOS era composta da militari di Juba, ex-predoni e tagliagole al soldo di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy' che si é garantito una poltrona da Presidente facendosi servo di Tel Aviv e Washington nell'Africa Nera.

Del resto abbiamo già denunciato come il cosiddetto 'esercito' del Sud-Sudan sia composto esclusivamente di briganti e assassini, incapaci di farsi valere sui campi di battaglia (dove le hanno prese alla grandissima nella battaglia di Heglig dalle forze regolari Sudanesi) ma bravissimi a saccheggiare la proprietà altrui e a massacrare civili innocenti.

sabato 30 marzo 2013

Gli sgherri di Salva Kiir massacrano oltre cento civili nella Regione di Pibor, dove sono le star di Hollywood??

Ancora una strage perpetrata dai 'banditi in uniforme' agli ordini del rozzo dittatore col cappello da cowboy installato da Washington e Tel Aviv a governare le province meridionali del Sudan strappate a forza dal vivo cuore della nazione; separate per togliere al Governo di Khartoum, alleato di Iran e Palestina, le regioni più ricche di acqua e petrolio e per diminuirne le prospettive di sviluppo e crescita.

A fare le spese della brutalità del Governo-fantoccio di Juba sono stati 163 civili sudanesi che avevano la sola colpa di vivere nelle zone frequentate dalla milizia di David Yau Yau, altro capo-predone un tempo alleato di Salva Kiir, ora suo avversario dopo che questi si rimangiò la promessa di dividere il potere con lui.

Non riuscendo a trovare e individuare i miliziani di Yau Yau gli sgherri di Kiir hanno pensato bene di incrudelire sui civili indifesi; ovviamente per queste vittime massacrate non si leveranno i peana delle cretine star di Hollywood manipolate a loro tempo dai loro produttori sionisti della potente lobby filoisraeliana come George Clooney e Angelina Jolie, usati per coprire di insulti e falsità il Governo di Khartoum e il Presidente sudanese Omar Bashir.

mercoledì 13 marzo 2013

L'ONU costretta a schierare caschi blu nello Jonglei per tener d'occhio i sanguinari miliziani di Salva Kiir!

Abbiamo già scritto di come, dopo aver cospirato insieme al servizio del piano imperialista-sionista per sottrarre al Sudan musulmano e alleato di Iran e Palestina le sue terre più fertili e ricche di petrolio, i due briganti David Yau Yau e Salva Kiir siano venuti alle vie di fatto quando il secondo, diventato 'presidente' per meriti filoamericani e filoisraeliani, non rispettò gli accordi presi con l'ex-sodale che tornò quindi a fare il predone e il bandito nel territorio del neonato (e subito fallito) stato del 'Sud-Sudan'.

Adesso, nonostante il grave pericolo che corrono le sue forze già schierate nell'area (che spesso finiscono sotto il tiro della canaglia in uniforme nominata 'esercito sud sudanese') l'ONU é costretta a infoltire il suo schieramento di 'caschi blu' nello Jonglei per controllare la condotta delle truppe di Salva Kiir che dice si stiano preparando a 'muovere' contro i miliziani di David Yau Yau.

Hilde Johnsson, capo dell'UNMISS (la forza ONU schierata nell'ex-territorio sudanese), ha esplicitamente dichiarato che la violenza normalmente scatenata dai miliziani rivali sulla popolazione é la principale molla che ha spinto le Nazioni Unite a questa mossa; in particolare si temono 'omicidi extragiudiziali' in una regione che per mesi e mesi é stata sconvolta da scontri tribali e interetnici.

giovedì 21 febbraio 2013

Persino Amnesty International si accorge degli abusi del regime di Salva Kiir!

Chi ci segue da tempo sa bene come la redazione di "Palaestina Felix" non consideri organizzazioni sedicenti 'umanitarie' come HRW o Amnesty International come latori di particolare moralità, visto che spesso e volentieri tali enti si fanno portavoce della propaganda occidentalista che con la scusa di difendere un suo personalissimo concetto di 'umanesimo' si fa distributrice di bombe nei vari paesi 'non-allineati' (Serbia, Irak, Libia docunt!) e, pure, visto che anche gli orologi fermi almeno due volte al giorno segnano l'ora esatta, capita di tanto in tanto che le opinioni espresse da questi outlet di umanitarismo 'un tanto al chilo' (e chi sa quanto sincero!) coincidano con le nostre.

E' il caso dell'ultimo comunicato di "Amnes(t)y International" riguardo il Sud-Sudan, con però la sostanziale differenza che Palaestina Felix ha denunciato il regime del ridicolo cowboy negro Salva Kiir come un burattino messo in piedi da Usa e Israele dal giorno 1 della sua fondazione, mentre le 'vergini dai candidi manti' della ricca e pasciuta organizzazione internazionale se ne accorgono ora, dopo mesi di persecuzioni, stragi, soprusi e altre violazioni dei Diritti più basilari che a Juba e dintorni sono andate avanti senza il minimo ostacolo o problema.

 In particolare Amnesty accusa Kiir e i suoi lacché di imprigionare con scuse arbitrarie esponenti e portavoce dell'opposzione, tenendoli in "incommunicado" (avrà imparato dal 'bwana' sionista Netanyahu!) e impedendo loro di valersi di una difesa legale adeguata. In particolare, segnala l'ONG, arresti in massa avrebbero avuto luogo a Wau nel 2012, subito dopo una strage di civili compiuta dalle forze governative.

Ancora una volta, "Palaestina Felix" lo aveva segnalato per tempo, Amnesy International ha dovuto "elaborare" la notizia qualche mese per arrivare a preoccuparsene!