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giovedì 15 dicembre 2011

Le Brigate Qassam analizzano 24 anni di lotta: 11093 proiettili lanciati contro l'occupazione, 7776 soldati sionisti abbattuti!


Nel giorno delle più grandi, maestose e coinvolgenti cerimonie per il 24esimo anniversario della fondazione del Movimento musulmano di Resistenza Hamas le Brigate Ezzedine al-Qassam, che ne costituiscono l'ala militare, hanno rilasciato un lungo e accurato comunicato, nel quale sono riunite, in una specie di consuntivo redatto appena prima del traguardo del quarto di secolo di vita, le cifre più rilevanti degli obiettivi e dei risultati ottenuti dalle loro attività. Bilancio di duecentoeottantotto mesi trascorsi a opporsi con le armi alle aggressioni del regime ebraico di occupazione.

Scorrendolo si vede come i caduti delle Brigate Qassam siano stati 1848, numero spaventoso in senso assoluto, ma che, inquadrato nella prospettiva di ventiquattro anni di lotta, assume una valenza relativa e fa strame delle molte smargiassate di Tel Aviv che ogni volta che uccide un civile palestinese grida di avere "colpito un militante", in realtà le SS di Sion riescono soltanto, pur avendo a disposizione armamenti ed equipaggiamenti per miliardi e miliardi di dollari, a uccidere persone disarmate: vecchi, donne, bambini, persino neonati. Quando si trovano ad affrontare uomini adulti, pur malissimamente e approssimativamente armati e costretti a sopperire alle mancanze materiali con lo zelo, l'impegno, l'addestramento e lo spirito di sacrificio allora il celebrato 'tsahal' fa corto circuito e riesce a stento a uccidere poco più di un avversario per ciascuna propria perdita sul campo di battaglia!.

Già perché in ventiquattro anni di vita e di lotta le Brigate al-Qassam hanno eliminato 1365 soldati del regime di occupazione; ora fate un poco due conti:

1848 (militanti di Hamas uccisi) vs. 1365 (soldati sionisti uccisi)...1848/1365 = 1,353846153...

1,3 ecco quanto "vale" il soldato sionista, coi suoi carri armati da 60 tonnellate, coi suoi blindati Achzarit e Nakpadon, con la sua artiglieria meccanizzata M-109, coi suoi F-16 block 52, coi suoi elicotteri Apache e i suoi droni assassini senza pilota! Appena uno 0,3 di differenza dal militante di Hamas con la sua mimetica cucita in casa dalla moglie o dalla fidanzata, la Keffiyah ereditata dal padre o dal fratello martire, il suo Kalashnikov bielorusso o cinese e niente più, tranne la memoria dei compagni e dei camerati caduti prima di lui sul sentiero della Jihad!
Il Golia sionista, mascellone ipertecnologico che non deve nemmeno guardare nella direzione di chi massacra, contrapposto al Davide di Hamas, giovane, determinato, armato di un lanciarazzi di 40 anni fa...
Oltre ai soldati sionisti uccisi le Brigate Qassam ne hanno feriti più o meno gravemente 6411, lanciando contro basi militari dell'occupazione e insediamenti illegali di miliziani armati qualcosa come 11093 razzi artigianali e proiettili da mortaio. Dalla loro nascita, quel lontano giorno del 1987, i militanti Qassam hanno condotto ottantasette operazioni di automartirio, in rappresaglia a bombardamenti e attacchi indiscriminati delle forze sioniste sulla popolazione civile palestinese e, tramite la cattura dell'Ebreo francese Schalit nel raid di sicurezza preventiva del giugno 2006 sono riusciti a garantile la liberazione di 1047 prigionieri politici dalle galere dell'occupazione: sicuramente il risultato, e il numero, di cui tutti loro vanno maggiormente fieri!
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venerdì 11 novembre 2011

Hezbollah celebra "Il Giorno dei Martiri"; grande attesa per il discorso odierno di Hassan Nasrallah!

Ahmad Kassir, aveva appena 17 anni quando si immolò per colpire gli invasori sionisti.
L'11 novembre di ogni anno il movimento politico e religioso sciita libanese di Hezbollah celebra l'anniversario dell'attacco col quale, nel 1982, il martire suicida Ahmad Kassir colpì, alla guida di una Peugeot piena di esplosivo, il Quartier Generale delle truppe sioniste che avevano invaso il Paese dei Cedri durante quell'anno, insediato nella città occupata di Tiro, uccidendo oltr 140 militari di truppa, ufficiali e agenti del Mossad, letteralmente polverizzando l'edificio della Kommandantur israeliana.

Esattamente in questo momento é in corso di svolgimento una imponente cerimonia nel centro congressi Sayyed al-Shuhada, sito nei sobborghi sciiti di Beirut, nella parte Sud della capitale, nel corso della quale il Segretario Generale del movimento reciterà una attesissima orazione che, come anticipato nei giorni scorsi da diversi media outlet libanesi, dovrebbe, oltre a ricordare il sacrificio di Kassir e celebrare la crescita e le vittorie della resistenza sciita negli ultimi 29 anni, toccare i tasti del finanziamento alla 'corte-canguro' imperialista e sionista, la vittoria della Siria contro i tentativi di destabilizzazione americani e israeliani, la situazione dell'Iran, minacciato per il suo pacifico programma nucleare e le lotte degli sciiti sauditi e bahreini contro i regimi corrotti che li opprimono.

Non appena saranno disponibili immagini e traduzione del discorso di Nasrallah sarà cura della redazione di "Palaestina Felix" di renderle disponibili al suo fedele e affezionato pubblico, corredate dalle impressioni e commenti dei nostri analisti.
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giovedì 13 ottobre 2011

Gaza celebra il rilascio dei prigionieri politici che presto lasceranno le galere dell'occupazione!


Il Movimento di Resistenza musulmano, Hamas, ottenendo la liberazione di oltre mille detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit ha letteralmente fatto esplodere di gioia la Striscia di Gaza, dove tutti, dal capo del Governo Ismail Hanyieh fino ai comuni cittadini sono scesi in piazza per festeggiare e rendere omaggio a questa nuova vittoria della Resistenza che, insistendo su una linea coerente ha piegato alla ragionevolezza anche la pertinace ostinazione di Netanyahu che in passato era stato tetragono a ogni genere di accordo con Hamas.

Cortei e manifestazioni sono esplosi spontaneamente e pacificamente e, tra i ritratti dei liberandi e le bandiere palestinesi e di Hamas hanno fatto capolino anche vessilli di Fatah, segno che, come sottolineato da Khalid Mishaal, il successo di questa liberazione di massa, piuttosto che venire avocato e rivendicato unicamente come una vittoria di Hamas, é sentito come un trionfo di tutta la Palestina e della sua Causa nazionale nel complesso.

Una nota di ansia ed anticipazione é avvertibile nell'appello, esteso alle autorità di Hamas dai parenti dei prigionieri, affinché quanto prima venga resa pubblica e diffusa la lista completa e dettagliata dei prigionieri che saranno liberati, in modo da rendere più completa la gioia delle famiglie di coloro che presto torneranno a casa; il Premier Haniyeh ha ordinato che essa sia preparata e che un degno benvenuto sia approntato per i cittadini liberati.

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