Queste tre immagini arrivano direttamente dagli amici di "Stato & Potenza" che nella serata di ieri si sono riuniti vicino a Lonate sul Garda per celebrare insieme ad alcuni importanti sostenitori italiani e non dell'Idea Euroasiatica e del Fronte Anti-Imperialista italiano la Giornata Internazionale di Al-Quds.
Riunire diverse dozzine di persone in Italia in pieno Agosto per discutere di argomenti di politica internazionale che vanno direttamente "contro" la vulgata imperiale filosionista e filoamericana che viene propalata ogni giorni dai massmedia venduti al regime é un risultato tutt'altro che da disprezzare, auguriamo a tutti i convenuti di ieri un buon proseguimento all'insegna dell'impegno e della lotta, con risultati futuri ancora più lusinghieri!
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sabato 3 agosto 2013
Immagini esclusive dall'evento di Lonate del Garda per la Giornata Internazionale di Gerusalemme!
venerdì 2 agosto 2013
Grande manifestazione in corso di svolgimento a Londra per la Giornata Internazionale di Gerusalemme!!
Si é tenuta questo pomeriggio a Londra un'importantissima manifestazione nel quadro degli eventi per la Giornata Internazionale di Gerusalemme che ha visto l'intervento di rilevanti personalità palestinesi come Khader Adnan, sopravvissuto l'anno scorso a un lunghissimo sciopero della fame e l'ex-calciatore e attivista Mahmoud Sarsak.
Il rally, tenutosi in Portland Place proprio dietro gli edifici della BBC, che ogni giorno emana dai suoi studi svergognata propaganda filosionista, ha radunato migliaia di persone e ha mostrato come gli ideali che 34 anni fa ispirarono l'Ayatollah Khomeini a dedicare l'ultimo venerdì di Ramadan alla Causa della Palestina offesa e occupata sono ben vivi e popolari in Europa, nonostante le Lobby a Sei Punte che cercano di comprare politici imbelli e senza onore.
Dopo avere marciato compatti fino all'ambasciata statunitense, i partecipanti alla grande manifestazione si disperderanno circa un'ora dopo la pubblicazione di questa notizia, certi di avere dato un segnale chiaro e forte di fratellanza e solidarietà col Popolo di Palestina.
Il rally, tenutosi in Portland Place proprio dietro gli edifici della BBC, che ogni giorno emana dai suoi studi svergognata propaganda filosionista, ha radunato migliaia di persone e ha mostrato come gli ideali che 34 anni fa ispirarono l'Ayatollah Khomeini a dedicare l'ultimo venerdì di Ramadan alla Causa della Palestina offesa e occupata sono ben vivi e popolari in Europa, nonostante le Lobby a Sei Punte che cercano di comprare politici imbelli e senza onore.
Dopo avere marciato compatti fino all'ambasciata statunitense, i partecipanti alla grande manifestazione si disperderanno circa un'ora dopo la pubblicazione di questa notizia, certi di avere dato un segnale chiaro e forte di fratellanza e solidarietà col Popolo di Palestina.
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Celebriamo tutti insieme la Giornata Internazionale di Gerusalemme così come la volle l'Ayatollah Khomeini!
Oggi ricorre come ogni anno la Giornata Internazionale di Gerusalemme (Al-Quds), ricorrenza voluta dall'Ayatollah Khomeini per sensibilizzare gli spiriti liberi e gli amici della Causa Palestinese al problema dell'occupazione da parte del regime illegale ebraico di una delle città più importanti per la Storia e la Cultura umana, la cui identità araba (cristiana e musulmana) sta rischiando di venire cancellata sotto la coltre asfissiante di una fittizia e fasulla 'ebraicità' che non é mai esistita nel senso omologante e distruttivo con cui la intendono i sionazisti, che vorrebbero trasformare Al-Quds in un rozzo luna-park per turisti americani sionisti.
Nel nostro paese eventi per la Giornata Internazionale saranno organizzati dall'Associazione Islam Shia Italia a cui da subito lanciamo il nostro saluto e la nostra riconoscenza per portare anche in questo paese assediato dalla pestifera lobby sionista, il refolo di libertà e di consapevolezza partito trentaquattro anni fa dalla Teheran rivoluzionaria.
Un altro importante simposio si terrà nei dintorni di Lonato del Garda questa sera e vedrà l'intervento tra gli altri del Segretario di Stato & Potenza Stefano Bonilauri dell'ottimo Ali Reza Jalali (nostro 'ospite' fisso e commentatore sempre graditissimo) e di Claudio Mutti della rivista 'Eurasia'.
Nel nostro paese eventi per la Giornata Internazionale saranno organizzati dall'Associazione Islam Shia Italia a cui da subito lanciamo il nostro saluto e la nostra riconoscenza per portare anche in questo paese assediato dalla pestifera lobby sionista, il refolo di libertà e di consapevolezza partito trentaquattro anni fa dalla Teheran rivoluzionaria.
Un altro importante simposio si terrà nei dintorni di Lonato del Garda questa sera e vedrà l'intervento tra gli altri del Segretario di Stato & Potenza Stefano Bonilauri dell'ottimo Ali Reza Jalali (nostro 'ospite' fisso e commentatore sempre graditissimo) e di Claudio Mutti della rivista 'Eurasia'.
mercoledì 20 marzo 2013
Gli Sciiti siriani, ben protetti dalla loro milizia, festeggiano Hazrat Zeinab, nipote di Maometto, eroina di Karbala!!
Queste fantastiche immagini, con la loro rutilante bellezza, ci testimoniano come, anche nel bel mezzo della lotta e delle sofferenze della battaglia contro i rozzi, ignoranti e crudeli mercenari salafiti stranieri pagati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia per combattere la battaglia di Israele contro la Siria, il suo popolo e la sua cultura millenaria, gli Sciiti non abbiano perso la voglia di festeggiare con tutto lo sfarzo possibile di questi tempi l'anniversario di Hazrat Zainab, nipote del Profeta Maometto, e eroina della Battaglia di Karbala. Ovviamente gli Sciiti siriani possono dedicarsi a festeggiare la loro patrona perché sono efficacemente protetti dall'Esercito arabo siriano e dalla milizia "Lijan", creata fin dalle prime avvisaglie di attacco terroristico contro il paese per sorvegliare e preservare tutti i luoghi sacri sciiti, meta di pellegrinaggi da tutto il Medio Oriente: Libano, Irak, Iran, Yemen e molti altri paesi ancora.
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sabato 29 dicembre 2012
Hosseini all'ICANA: "Situazione tragica in Arabia Saudita, la repressione del regime va fermata!"
Poche ore dopo l'arrivo della notizia dell'ennesima vittima civile immolata sull'altare della repressione eretto da Casa Saoud (tranquilla e sicura di poter massacrare quanti civili vuole, essendo garantita e protetta dalle alleanze con Washington e Tel Aviv) é stato un parlamentare iraniano, ai microfoni dell'Agenzia stampa ICANA a lanciare l'allarme umanitario.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
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venerdì 28 dicembre 2012
Un altro ragazzo sciita massacrato a Qatif dagli sgherri del regime Saudita! Dove sono le prefiche occidentali?
Si chiamava Ali al-Marar e aveva soltanto 18 anni l'ennesima vittima della brutalità insensata del regime saudita-wahabita di Riyadh, che mantiene lo sfarzo satrapico della sua corte di principi fannulloni da gerontocomio svendendo alle potenze occidentali la ricchezza del petrolio estratto dal sottosuolo delle province sciite dell'Est.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
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lunedì 19 marzo 2012
Il Movimento sadrista incendia Basra con una colossale manifestazione nel nono anniversario dell'illegale invasione americana, il primo dopo il ritiro yankee!
Un milione di persone, a tanto é ammontata l'affluenza al raduno indetto nel capoluogo meridionale di Bassora dal Movimento Sadrista, forza politica sciita guidata dal carismatico chierico Moqtada al-Sadr, ormai 'perno' della vita politica irachena dopo il suo rientro dal periodo speso nella città sacra di Qom a migliorare ed approfondire le sue credenziali teologiche e politiche con un soggiorno nella Repubblica Islamica dell'Iran.
Il raduno, caduto nel nono anniversario dell'inaccettabile e ingiustificabile aggressione militare angloamericana contro il paese mesopotamico é stato motivato dalle richieste della popolazione affinché il Governo riesca una volta per tutte a garantire il reinvestimento delle entrate petrolifere a favore della popolazione, attraverso programmi di assistenza sanitaria, educativa e il potenziamento delle infrastrutture civili.
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sabato 3 dicembre 2011
"Good bye, Bagdad!" le truppe di invasione americane restituiscono al Governo irakeno la loro base principale!
Le forze americane di occupazione dell'Irak hanno restituito poche ore fa il controllo totale di quello che negli ultimi anni era stato il più grande complesso fortificato Usa in terra mesopotamica al Governo locale, segnando un vero e proprio 'punto di non ritorno' nello smantellamento della loro presenza militare nel paese.
Il cosiddetto 'Victory Base Complex' o VBC secondo la pratica angolamericana di appioppare acronimi a ogni cosa, dai Comandi supremi ai servizi igienici (W.C. appunto) sorge proprio a fianco all'aeroporto internazionale di Bagdad (quello già da tempo tornato in mano irakena) ed era suddiviso in dodici sottosettori, che comprendevano, tra l'altro, il Comando nazionale delle forze di occupazione, il principale snodo logistico dell'esercito invasore e una base aerea totalmente autonoma e indipendente.
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| Come il Mangiafuoco collodiano gli Usa fanno danzare i loro burattini fino a che risultano utili, poi ne fanno legna per il camino! |
Una volta affollato da circa 170mila persone (tra truppe combattenti, sussistenza, salmerie e tecnici) il complesso ne ospita circa diecimila, anche loro in procinto di prendere armi e bagagli e tornare a casa. Dietro di sé gli invasori a stelle e strisce non si lasciano quel fedele e obbediente vassallo (magari con la bandiera criptosionista bianca, gialla e azzurra!) in cui gli allucinati 'neocon' dell'Amministrazione Bush pensavano di trasformare l'Irak. Piuttosto un paese in lenta fase di ripresa da otto anni di stragi e di guerra civile settaria, un paese dove il sentimento antiamericano e anti-imperialista é quasi più forte ora che ai tempi di Saddam e dove gli sciiti, costituenti la maggior parte della popolazione, sono finalmente al timone dello Stato e delle sue istituzioni.
Solo vaste distese di croci bianche rimarranno a testimoniare delle migliaia di militari morti in Mesopotamia inseguendo la chimera del 'Nuovo secolo americano', oltre a tutti quelli suicidatisi una volta smobilitati e lasciati senza sostegno e senza cure per i traumi provocati dalle atrocità viste e commesse.
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venerdì 11 novembre 2011
Hezbollah celebra "Il Giorno dei Martiri"; grande attesa per il discorso odierno di Hassan Nasrallah!
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| Ahmad Kassir, aveva appena 17 anni quando si immolò per colpire gli invasori sionisti. |
Esattamente in questo momento é in corso di svolgimento una imponente cerimonia nel centro congressi Sayyed al-Shuhada, sito nei sobborghi sciiti di Beirut, nella parte Sud della capitale, nel corso della quale il Segretario Generale del movimento reciterà una attesissima orazione che, come anticipato nei giorni scorsi da diversi media outlet libanesi, dovrebbe, oltre a ricordare il sacrificio di Kassir e celebrare la crescita e le vittorie della resistenza sciita negli ultimi 29 anni, toccare i tasti del finanziamento alla 'corte-canguro' imperialista e sionista, la vittoria della Siria contro i tentativi di destabilizzazione americani e israeliani, la situazione dell'Iran, minacciato per il suo pacifico programma nucleare e le lotte degli sciiti sauditi e bahreini contro i regimi corrotti che li opprimono.
Non appena saranno disponibili immagini e traduzione del discorso di Nasrallah sarà cura della redazione di "Palaestina Felix" di renderle disponibili al suo fedele e affezionato pubblico, corredate dalle impressioni e commenti dei nostri analisti.
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venerdì 26 agosto 2011
Teheran, Beirut, Il Cairo, la Giornata internazionale di Al-Quds chiama i musulmani ad aiutare la Palestina: "Contro ogni compromesso e ogni riconoscimento!"
"Non vi é speranza per la Palestina, se non nella Lotta e nella Resistenza", é tempo che tutti gli illusi, i cantori di Camp David e di Oslo, gli eterni sognatori, gli ipocriti incorreggibili si sveglino e prendano coscienza della Realtà; i sionisti di Tel Aviv e di Washington (e di tante altre parti ancora) non hanno mai concesso nulla ai tavoli della trattativa; ogni successo, ogni passo avanti nella creazione di una patria palestinese é stato guadagnato col sangue e con le lacrime, con le armi e con gli scioperi, con le manifestazioni e con gli scioperi della fame, sempre, e soltanto, in un'ottica di contrasto e conflitto.
Questo, in sintesi, il messaggio che echeggia da tutte le città e le nazioni che, rispondendo per l'ennesima volta all'invito lanciato originariamente dall'Ayatollah Ruollah Khomeini, hanno celebrato oggi la trentaudesima "Giornata Internazionale Al-Quds" dedicata alla solidarietà con le tribolazioni del popolo palestinese e alla condivisione degli ideali e degli obiettivi della sua pluridecennale lotta di liberazione.
Particolarmente imponenti, ovviamente, sono le manifestazioni a Teheran, nei quartieri sciiti di Bagdad e Beirut, nella Valle della Bekaa, nel Sud del Libano, a Bassora; ma non solo, non é necessario essere sciiti per condividere il richiamo e l'invito del fondatore della Repubblica Islamica, prova ne sia che anche Al Cairo, a Tunisi, dove la maggior parte della popolazione é sunnita, ma ha languito fino a poco tempo fa sotto il tallone dell'oppressione filo-imperialista, la Giornata di Al-Quds ha riscontrato vasta eco e partecipazione, in attesa che, così come Sanaa e Manama, tuttora in lotta contro i satrapi locali venduti all'imperialismo, anche la Città Santa possa presto festeggiare la Liberazione da occupanti e oppressori.
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mercoledì 20 luglio 2011
Incontro costruttivo tra Najib Mikati e delegazione iraniana: "Il Libano é pronto a collaborare a fondo con Teheran!"
Nel corso di un recente meeting tenutosi a Beirut tra il neo Presidente del Consiglio libanese Najib Mikati e una delegazione arrivata da Teheran e accompagnata dal locale ambasciato Ghazanfar Roknabadi entrambe le parti si sono dette "fiduciose e ottimiste" sulle prospettive politiche del prossimo futuro e "più che pronte" non soltanto a dare corso a tutti i protocolli di accordo finora siglati tra il Paese dei Cedri e la Repubblica Islamica, ma anche a firmare nuovi accordi e trattati, in maniera da cementare ancora di più i saldi legami che uniscono i due paesi.
"Siamo pronti a collaborare con l'Iran in tutti i campi" ha detto Mikati ai microfoni dell'Agenzia ufficiale di Stampa IRNA, subito dopo aver dialogato col Vicepresidente della Camera iranian Mohammad-Reza Bahonar. Mikati, capo di una nuova maggioranza parlamentare che ha visto i Drusi del PSP di Jumblatt unirsi ai Maroniti dell'LMP, agli Sciiti di Amal ed Hezbollah, ha insistito affinché il comitato bilaterale Irano-Libanese continui le sue attività, implementando i ventisei accordi stipulati finora e studiandone di nuovi.
Bahonar, congratulandosi con Mikati per la maniera sicura e conciliante con cui ha affrontato i tentativi di potenze esterne di destabilizzare il paese con accuse speciose e infondate ha specialmente mostrato apprezzamento per la sua grande popolarità presso i musulmani sunniti definendola "un baluardo" contro ogni complotto settario volto a mettere le diverse componenti della società libanese le une contro le altre. Mikati, da parte sua, ha espresso grande ammirazione per i traguardi industriali e tecnologici raggiunti dalla Repubblica Iraniana nonostante l'ostilità di paesi che, ipocritamente, si ammantano dei panni di 'difensori dei diritti' solo quando ciò non intralcia i loro affari con monarchi assoluti, dittatori e regimi razzisti dove si pratica la persecuzione etnica, esprimendo quindi la certezza che la collaborazione con l'Iran sarà essenziale affinché il Libano riesca a sviluppare la sua nascente industria estrattiva, basata sui depositi di gas offshore nelle acque del Mediterraneo.
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venerdì 27 maggio 2011
Come promesso, le masse sciite irachene si mobilitano contro ogni opzione di permanenza delle truppe Usa nel paese!
Una imponente manifestazione di protesta ha riempito le strade di 'Sadr City', il sobborgo sciita di Bagdad intitolato al religioso sciita fatto uccidere da Saddam Hussein il cui figlio Moqtada guida oggi una delle fazioni politiche più potenti e influenti del paese, controllando sette ministeri 'strategici' nel Governo guidato da Nouri al-Maliki; circa 70mila persone si sono radunate agitando bandiere nazionali e scandendo slogan contro gli Usa e contro il protrarsi della loro occupazione militare del paese mesopotamico, che dovrebbe avere termine, da accordi bilaterali siglati tre anni addietro, con il termine del 2011.
Moqtada al-Sadr, frustrando le aspettative dei suoi più accesi sostenitori, non ha presenziato, mandando in sua vece Salah al-Obeidi ad arringare la folla; l'intervento di Obeidi si é centrato sulla lode per la maniera composta e pacifica con cui l'immenso raduno si é svolto, prova chiara che il paese é stabile e non ha bisogno della 'sorveglianza' di truppe straniere sul suo territorio. Il Presidente del Parlamento irakeno, Ousama al-Nujaifi ha definito la marcia "una chiara e concreta prova dell'unità del popolo iracheno sulle questioni di interesse nazionale comune".
Con una simile mobilitazione popolare contro ogni prospettiva di estensione della missione per i quarantaseimila militari usa ancora in Irak le possibilità che i generali del Pentagono convincano un titubabte Maliki a sacrificare quasi certamente la sua carriera politica per questo scopo si fanno decisamente scarse, se non addirittura nulle.
Moqtada al-Sadr, frustrando le aspettative dei suoi più accesi sostenitori, non ha presenziato, mandando in sua vece Salah al-Obeidi ad arringare la folla; l'intervento di Obeidi si é centrato sulla lode per la maniera composta e pacifica con cui l'immenso raduno si é svolto, prova chiara che il paese é stabile e non ha bisogno della 'sorveglianza' di truppe straniere sul suo territorio. Il Presidente del Parlamento irakeno, Ousama al-Nujaifi ha definito la marcia "una chiara e concreta prova dell'unità del popolo iracheno sulle questioni di interesse nazionale comune".
Con una simile mobilitazione popolare contro ogni prospettiva di estensione della missione per i quarantaseimila militari usa ancora in Irak le possibilità che i generali del Pentagono convincano un titubabte Maliki a sacrificare quasi certamente la sua carriera politica per questo scopo si fanno decisamente scarse, se non addirittura nulle.
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giovedì 31 marzo 2011
Nasrallah e Jumblatt si confrontano su politica interna ed estera! Soddisfazione reciproca
Il leader del Movimento politico sciita Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah e il Segretario del Partito Socialista Progressista, formazione storica dei Drusi dello Chouf, Walid Jumblatt, si sono incontrati pochi giorni fa a Beirut per discutere dei progressi nella formazione del Governo Mikati e delle sfide che attendono la Coalizione tra l'Alleanza 8 marzo e il PSP, che, dopo avere abbandonato esattamente due anni fa la coalizione di conservatori e falangisti filo-israeliani e filo-americani del '14 marzo', si é pian piano riposizionato a sinistra fino a sancire, con i suoi voti, la fine delle speranze di reincarico di Saad Hariri e l'abbrivio per un nuovo Governo a guida Mikati.
Ovviamente la conversazione tra i due leader ha fatto spesso riferimento agli eventi attuali che stanno cambiando il volto del Medio Oriente e del Nord Africa ma, nei suoi punti nodali, é stata quasi totalmente rivolta alla politica interna. Jumblatt, che poche settimane fa aveva sottolineato in un intervento ben poco lusinghiero per l'erede quanto fossero grandi le differenze tra il defunto Rafik Hariri e il figlio Saad, ha definito ai giornalisti del quotidiano 'As-Safir' il clima e i risultati dell'incontro come: "molto positivi".
"Io e il Segretario generale Nasrallah abbiamo una visione molto simile riguardo agli eventi recenti e come meglio affrontarne gli sviluppi".
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