Oggi, 11 settembre 2013 nella data in cui la massima potenza criminale mondiale, quegli Usa responsabili di stermini inauditi contro Pellerossa (20 milioni e passa), Filippini (oltre 3 milioni), Koreani (cifra inconoscibile superiore ai 5 milioni), Vietnamiti (circa 2 milioni), Irakeni (800mila dal 2003 a oggi, oltre un milione con le vittime dell'embargo dal 1991 in poi), responsabili degli unici bombardamenti atomici su civili indifesi registrati dalla storia, osano pietire comprensione e ipocrita solidarietà per poche centinaia di "piccoli Eichmann" morti (forse) nella 'false flag' del 2001 (organizzata con la conoscenza della CIA e molto probabilmente il coinvolgimento del Mossad), il 'Nobel per la Pace' Barack Obama ha pronunciato un discorso a paragone del quale il suo incoerente spettacolo farfugliato dieci giorni fa appariva come un capolavoro di facondia e retorica.
Obama, surclassato dalla superiore brinkmanship militare di Vladimir Putin, del Movimento Hezbollah, della Repubblica Islamica dell'Iran (che si erano preparati a scatenare l'inferno su Riyadh e Tel Aviv in caso di attacco contro Damasco) e spiazzato dall'iniziativa diplomatica che gli ha tolto di mano la fasulla giustificazione delle 'armi chimiche' ha dovuto rimandare sine die i suoi propositi aggressivi verso la Repubblica Araba di Siria.
Il guadagno di Assad é netto, senza attacchi americani, senza degradazione delle sue capacità militari convenzionali che finora gli hanno permesso di mantenere l'iniziativa nella lotta contro i terroristi mercenari finanziati da Cia, Israele, Turchi e Sauditi, Damasco continuerà a infliggere dure perdite agli insorgenti e contemporaneamente continuerà a ricevere avanzati sistemi radar e missilistici con cui rendere impossibile ogni speranza futura di attacco americano.
Putin ha già dislocato altre tre navi militari nel Mediterraneo Orientale, a mantenere in corso il ponte di aiuti verso la Siria e lo schermo difensivo a protezione di essa.