Ehud Barak era un 'barbone', nel senso di "clochard", strategico e politico, già in passato.
E' passato alla Storia (nell'infamia) per il suo ruolo di Premier e Ministro della Difesa quando le codardissime truppe zioniste vennero letteralmente cacciate a calci fuori dal Libano del Sud dalle trionfanti milizie di Hezbollah nel 2000.
Oltre che "barbone politico-strategico" oggi Ehud Barak lo é anche di fatto, essendosi fatto crescere una piuttosto florida barba sul faccione rotondo da "ciccio-brutto" a sei punte che purtroppo troppe volte abbiamo dovuto vedere su schermo o su carta stampata.
Forse, invece di confonderlo ulteriormente, le colossali "mazzate" ricevute dall'eroica resistenza libanese, hanno schiarito la sua mente precedentemente ottenebrata, visto che, nel corso di una recente intervista col tabloid "Maariv" ha fatto le seguenti dichiarazioni:
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venerdì 1 maggio 2020
Il "barbone" sionista Ehud Barak ammette: "Non possiamo sconfiggere Hezbollah!"
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sabato 8 dicembre 2018
Usa e israhell vedono 'affondata' a larga maggioranza la loro bozza di risoluzione ONU contro Hamas!
Dopo il "flop" del raid omicida contro Gaza e la fiera resistenza palestinese che a colpi di razzi artigianali ha costretto Tel Aviv al 'cessate il fuoco', il regime dell'apartheid avrebbe voluto 'vendicarsi' all'ONU, ma gli é andata male di nuovo!
Una risoluzione redatta dagli Stati Uniti che avrebbe voluto condannare il movimento di resistenza palestinese Hamas e altre fazioni palestinesi non ha ottenuto la maggioranza richiesta per l'approvazione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ciò è avvenuto nonostante i mafiosi "avvertimenti" degli Stati Uniti ai paesi che intendevano votare contro la proposta.
Gli Stati Uniti e Israele hanno compiuto molti sforzi nel cercare di assicurare che la risoluzione fosse approvata perché, mentre le risoluzioni dell'Assemblea Generale non sono vincolanti per gli stati membri, sono comunque considerate un indicatore dell'opinione pubblica mondiale. Presentando la risoluzione, l'ambasciatore degli Stati Uniti presso l'ONU ha fatto appello affinché i paesi mettessero da parte le loro diverse visioni del conflitto tra occupazione sionista e resistenza nazionale palestinese e votassero a favore della risoluzione. Ad un certo punto il rappresentante yankee sembrava implorare gli stati membri di non opporsi al testo statunitense.
Una risoluzione redatta dagli Stati Uniti che avrebbe voluto condannare il movimento di resistenza palestinese Hamas e altre fazioni palestinesi non ha ottenuto la maggioranza richiesta per l'approvazione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ciò è avvenuto nonostante i mafiosi "avvertimenti" degli Stati Uniti ai paesi che intendevano votare contro la proposta.
Gli Stati Uniti e Israele hanno compiuto molti sforzi nel cercare di assicurare che la risoluzione fosse approvata perché, mentre le risoluzioni dell'Assemblea Generale non sono vincolanti per gli stati membri, sono comunque considerate un indicatore dell'opinione pubblica mondiale. Presentando la risoluzione, l'ambasciatore degli Stati Uniti presso l'ONU ha fatto appello affinché i paesi mettessero da parte le loro diverse visioni del conflitto tra occupazione sionista e resistenza nazionale palestinese e votassero a favore della risoluzione. Ad un certo punto il rappresentante yankee sembrava implorare gli stati membri di non opporsi al testo statunitense.
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lunedì 11 dicembre 2017
I "combattenti curdi" si piccano di essere stati esclusi dalla menzione di Abadi nel discorso della vittoria!
I Curdi devono pensare che le persone non abbiano memoria.
Dopo essere stati filmati a cooperare e scambiarsi salamelecchi con l'ISIS, dopo avere cercato di occupare senza giustificazione territori, infrastrutture e città irakene (salvo poi darsi alla fuga di fronte alle truppe regolari).
Pretendevano ANCHE di venire menzionati (magari elogiati!) nel discorso celebrativo di Haider Abadi per l'annuncio della definitiva sconfitta dei terroristi in territorio irakeno.
Dopo essere stati filmati a cooperare e scambiarsi salamelecchi con l'ISIS, dopo avere cercato di occupare senza giustificazione territori, infrastrutture e città irakene (salvo poi darsi alla fuga di fronte alle truppe regolari).
Pretendevano ANCHE di venire menzionati (magari elogiati!) nel discorso celebrativo di Haider Abadi per l'annuncio della definitiva sconfitta dei terroristi in territorio irakeno.
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sabato 4 novembre 2017
E' fatta ormai il "califfato" non esiste più, l'ISIS ha perso ogni città che controllava, restano solo bande di predoni!
Ammirate la mappa, essa rappresenta la più grande sconfitta della CIA dai tempi della Baia dei Porci.
L'ISIS, il 'mostro nero' che doveva frammentare l'Irak, interrompere l'Asse della Resistenza, provocare la caduta o l'esilio di Assad e dissanguare Hezbollah, il tutto in favore del Piano Kivunim per la creazione del Grande Israele, è appena finito nel cestino della Storia.
Di un para-stato da incubo in cui si bruciavano, si sgozzavano, si annegavano i prigionieri e si vendevano le donne come schiave, che due anni fa guadagnava due miliardi di dollari al mese rubando il petrolio dei pozzi occupati e vendendolo a turchi e sionisti, non sono rimaste altro che bande di predoni drogati e male armati che occupano ancora qualche giacimento minore ma non hanno nessun modo di trasportare il greggio a eventuali acquirenti.
L'ISIS, il 'mostro nero' che doveva frammentare l'Irak, interrompere l'Asse della Resistenza, provocare la caduta o l'esilio di Assad e dissanguare Hezbollah, il tutto in favore del Piano Kivunim per la creazione del Grande Israele, è appena finito nel cestino della Storia.
Di un para-stato da incubo in cui si bruciavano, si sgozzavano, si annegavano i prigionieri e si vendevano le donne come schiave, che due anni fa guadagnava due miliardi di dollari al mese rubando il petrolio dei pozzi occupati e vendendolo a turchi e sionisti, non sono rimaste altro che bande di predoni drogati e male armati che occupano ancora qualche giacimento minore ma non hanno nessun modo di trasportare il greggio a eventuali acquirenti.
giovedì 30 giugno 2016
Nuova controffensiva di Jaysh Islam si spegne nel nulla nel Ghouta Est!
Nel Ghouta Est ormai circondato e strozzato dalle truppe governative l'organizzazione takfira Jaysh Islam non ha più il "peso specifico" necessario a mettere in campo forze sufficienti a impensierire l'Esercito Siriano e i suoi corpi ausiliarii, lo ha dimostrato anche il più recente dei numerosi contrattacchi tentati (e tutti falliti) in queste ultime settimane.
I takfiri questa volta hanno cercato di attaccare i dintorni del complesso carcerario di Adra, ma, se una volta i loro attacchi erano annunciati da mendaci comunicati di conquista di questa o quella postazione questa volta i primi messaggi inviati dal loro megafono mediatico (il famigerato 'osservatorio' londinese) vantavano (udite udite!) di aver FERITO, "ben" tre militari siriani!
I takfiri questa volta hanno cercato di attaccare i dintorni del complesso carcerario di Adra, ma, se una volta i loro attacchi erano annunciati da mendaci comunicati di conquista di questa o quella postazione questa volta i primi messaggi inviati dal loro megafono mediatico (il famigerato 'osservatorio' londinese) vantavano (udite udite!) di aver FERITO, "ben" tre militari siriani!
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sabato 20 febbraio 2016
"Controffensiva" takfira contro Aleppo Ovest finisce in disastro con oltre 40 terroristi morti!
Per tutta la giornata di ieri le forze combinate dei gruppi terroristici Al Nusra, Ahrar Sham, FSA e Nour al-Din al-Zinki hanno scatenato una serie continua di attacchi mirati a recuperare il terreno perso nelle ultime settimane a Ovest di Aleppo.
Fin dal principio però é parso evidente che le forze siriane fossero all'erta e pronte ad accogliere gli assalti takfiri, anche perché ricognitori senza pilota avevano da lungo tempo individuato la concentrazione di forze e messo sull'avviso i comandanti locali, che hanno avuto così agio di concentrare le difese.
Fin dal principio però é parso evidente che le forze siriane fossero all'erta e pronte ad accogliere gli assalti takfiri, anche perché ricognitori senza pilota avevano da lungo tempo individuato la concentrazione di forze e messo sull'avviso i comandanti locali, che hanno avuto così agio di concentrare le difese.
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sabato 12 settembre 2015
Dopo quarantacinque giorni di sconfitte finisce nel niente l'offensiva dei terroristi contro la Provincia di Daraa!
L'avevano chiamata "Tempesta del Sud", nei piani dei capi terroristi e dei loro finanziatori americani avrebbe dovuto portare nientemeno che alla conquista di Daraa, ma nel corso di sei settimane, questo obiettivo non é mai stato neppure per un momento vicino a realizzarsi, anzi, grazie ai precisi e potenti contrattacchi delle forze siriane, la situazione per le forze takfire stanziate nella provincia meridionale al confine con la Giordania é andata costantemente peggiorando.
Adesso non solo i tentativi d'attacco dei terroristi sono completamente conclusi, come ammesso da loro stessi sul sito-web dei vendipatria traditori 'All4Syria' (bel nome del cavolo, complimenti!), ma, come confermato da fonti affidabili, l'intera struttura MOC (Military operations center) che dalla Giordania coordinava il sostegno finanziario e logistico ai terroristi anti-siriani é stata chiusa.
Adesso non solo i tentativi d'attacco dei terroristi sono completamente conclusi, come ammesso da loro stessi sul sito-web dei vendipatria traditori 'All4Syria' (bel nome del cavolo, complimenti!), ma, come confermato da fonti affidabili, l'intera struttura MOC (Military operations center) che dalla Giordania coordinava il sostegno finanziario e logistico ai terroristi anti-siriani é stata chiusa.
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domenica 21 giugno 2015
Al-Thaleh celebra la ritirata dei terroristi con una partita di calcio al locale centro sportivo!
Da quando la Repubblica Araba Siriana é caduta nel mirino della cospirazione internazionale che ha lanciato contro di essa la feccia del terrorismo takfiro e wahabita mondiale non vi é stata in tutta Italia una testata giornalistica più pronta, dedita, preparata e ansiosa di fornire al proprio pubblico una cronaca fedele e dettagliata degli eventi nel paese arabo, fondamentale snodo dell'Asse di Resistenza antisionista e anti-imperialista.
Abbiamo calcolato che ogni giorno degli ultimi quattro anni abbiamo mediamente dedicato almeno due articoli al giorno agli sviluppi della situazione siriana, ovviamente concentrandoci prima e soprattutto sugli aspetti militari.
Tuttavia in questi quattro anni la vita in Siria non é stata scandita solo da scontri, sparatorie, bombardamenti e battaglie, la vita in Siria é continuata attraverso il lavoro dei contadini, degli operai e dei funzionari civili e amministrativi dello Stato e del Partito Baath, é continuata con le preghiere dei fedeli delle dozzine di religioni praticate in quel paese, é continuata coi sogni e le speranze di milioni di cittadini...
Abbiamo calcolato che ogni giorno degli ultimi quattro anni abbiamo mediamente dedicato almeno due articoli al giorno agli sviluppi della situazione siriana, ovviamente concentrandoci prima e soprattutto sugli aspetti militari.
Tuttavia in questi quattro anni la vita in Siria non é stata scandita solo da scontri, sparatorie, bombardamenti e battaglie, la vita in Siria é continuata attraverso il lavoro dei contadini, degli operai e dei funzionari civili e amministrativi dello Stato e del Partito Baath, é continuata con le preghiere dei fedeli delle dozzine di religioni praticate in quel paese, é continuata coi sogni e le speranze di milioni di cittadini...
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giovedì 11 settembre 2014
L'aviazione irakena elimina oltre cento terroristi dell'ISIS in viaggio verso Haditha!!
In risposta all'avanzata delle truppe regolari irakene aiutate dagli uomini del clan Al-Jughaiefa nella zona di Haditha circa 150 mercenari dell'ISIS erano in viaggio dalla frontiera con la Siria verso la Provincia di Anbar, per cercare di bloccare l'offensiva.
Ma i jet di Bagdad hanno ormai il completo dominio del cielo e qualunque movimento di decine di persone non sfugge ai ricognitori dell'aviazione irakena, che prontamente ha lanciato i propri bombardieri tattici contro il convoglio takfiro.
Più di cento wahabiti sono stati eliminati, in un'operazione che renderà ancora più facile la liberazione definitiva del territorio al confine con la Siria, dove troppo a lungo i takfiri agli ordini della CIA e del Mossad hanno avuto libertà di transito e di passaggio.
Ma i jet di Bagdad hanno ormai il completo dominio del cielo e qualunque movimento di decine di persone non sfugge ai ricognitori dell'aviazione irakena, che prontamente ha lanciato i propri bombardieri tattici contro il convoglio takfiro.
Più di cento wahabiti sono stati eliminati, in un'operazione che renderà ancora più facile la liberazione definitiva del territorio al confine con la Siria, dove troppo a lungo i takfiri agli ordini della CIA e del Mossad hanno avuto libertà di transito e di passaggio.
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lunedì 8 settembre 2014
Barwana, Al-Lous e Al-Khafajiya ripulite dalla presenza dei takfiri dell'ISIS!
Come annunciato nel nostro precedente articolo anche l'Ovest dell'Irak é sempre più interessato dall'attività dell'Esercito regolare che sta respingendo sempre più verso il confine ogni gruppo e cellula terrorista dei wahabiti dell'ISIL.
Intorno ad Haditha, grazie al sostegno dell'Aviazione Irakena (l'unica forza aerea pesantemente impegnata a scardinare dai loro covi i gruppi takfiri), le aree di Barwana, Al-Lous e Al-Khafajiya sono state completamente bonificate e tornate sotto il saldo controllo dell'Esercito nazionale e dei miliziani tribali Al-Jughaiefa che hanno sostenuto l'azione delle truppe regolari con la loro conoscenza del terreno.
Il fatto che anche le tribù sunnite irakene reagiscano all'invasione wahabita alleandosi con le forze di Bagdad dimostra come la lotta antiterrorismo sia ormai divenuta una questione nazionale, interetnica e intersettaria. Uno sviluppo che sancisce la definitiva sconfitta del piano americano e sionista di 'balcanizzazione' del paese mesopotamico.
Intorno ad Haditha, grazie al sostegno dell'Aviazione Irakena (l'unica forza aerea pesantemente impegnata a scardinare dai loro covi i gruppi takfiri), le aree di Barwana, Al-Lous e Al-Khafajiya sono state completamente bonificate e tornate sotto il saldo controllo dell'Esercito nazionale e dei miliziani tribali Al-Jughaiefa che hanno sostenuto l'azione delle truppe regolari con la loro conoscenza del terreno.
Il fatto che anche le tribù sunnite irakene reagiscano all'invasione wahabita alleandosi con le forze di Bagdad dimostra come la lotta antiterrorismo sia ormai divenuta una questione nazionale, interetnica e intersettaria. Uno sviluppo che sancisce la definitiva sconfitta del piano americano e sionista di 'balcanizzazione' del paese mesopotamico.
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martedì 26 agosto 2014
Nuove sconfitte per l'ISIS, le forze irakene riprendono tre villagi e un'importante strada intorno a Jalawla!
Forze aeree e di terra del Governo centrale irakeno hanno cacciato i militanti dell'ISIS da tre villaggi nei dintorni di Jalawla, località della Provincia di Diyala già liberata da ogni presenza takfira. Grazie al sostegno delle forze aeree é stato possibile ripulire e controllare anche un'arteria stradale di grande importanza.
Inotre un tentativo dei takfiri di spingersi verso la città sciita di Tuz Khormato é stato bloccato e respinto dalle forze regolari e dalle milizie locali che hanno inflitto dozzine di perdite agli aggressori distruggendo molti loro veicoli armati.
Inotre un tentativo dei takfiri di spingersi verso la città sciita di Tuz Khormato é stato bloccato e respinto dalle forze regolari e dalle milizie locali che hanno inflitto dozzine di perdite agli aggressori distruggendo molti loro veicoli armati.
martedì 5 agosto 2014
"Con le pive nel sacco!!" Il ritiro da Gaza é appena iniziato e già a Tel Aviv inizia lo scaricabarile per la cocente sconfitta!!
Il processo di ritiro delle forze militari dal fronte di Gaza é ancora in corso e già nei retroscena dei Ministeri e dei Gabinetti sionisti si tirano fuori i coltelli per la 'resa dei conti': chi si accollerà il disdoro e la colpa per il grave imbarazzo in cui l'ennesima avventura militare sionista é terminate?
Perché ovviamente, alla favola della "missione compiuta" raccontata via comunicato per giustificare la precipitosa ritriata non crede nemmeno il più superficiale lettore di 'Maariv'; il regime sionista é arrivato vicinissimo a trovarsi di fronte a una insurrezione generalizzata in West Bank, ha subito perdite militari inaudite dai tempi della Guerra del 2006 contro Hezbollah e ha subito danni economici per centinaia di milioni di dollari e politici e di immagine difficilmente quantificabili.
Un capro espiatorio (tradizione prettamente ebraica per 'lavarsi la coscienza') HA da esser trovato.
Sembra che Netanyahu sia disposto a diventare il carceriere-capo del "popolo eletto", avendo proposto la creazione di un colossale muro con cui avvolgere completamente i confini dello stato sionista sopra ma anche sottoterra: una soluzione che sembra tratta da un brutto film di fantascienza come quelli che Aldo Lado ed Enzo Castellari facevano negli anni '80 imitando 'Mad Max' e 'Fuga da NY'.
D'altra parte il Comando Supremo delle forze armate non ha intenzione di farsi addossare tutte le colpe come già avvenuto in passato: l'Esercito, é la versione dell'IDF, é entrato a Gaza senza precise direttive da parte del potere politico e ha retto fino che ha potuto, fino a quando le perdite (nonostante tutti i tentativi mediatici di nasconderle ed edulcorarle) non si sono fatte insopportabili.
Perché ovviamente, alla favola della "missione compiuta" raccontata via comunicato per giustificare la precipitosa ritriata non crede nemmeno il più superficiale lettore di 'Maariv'; il regime sionista é arrivato vicinissimo a trovarsi di fronte a una insurrezione generalizzata in West Bank, ha subito perdite militari inaudite dai tempi della Guerra del 2006 contro Hezbollah e ha subito danni economici per centinaia di milioni di dollari e politici e di immagine difficilmente quantificabili.
Un capro espiatorio (tradizione prettamente ebraica per 'lavarsi la coscienza') HA da esser trovato.
Sembra che Netanyahu sia disposto a diventare il carceriere-capo del "popolo eletto", avendo proposto la creazione di un colossale muro con cui avvolgere completamente i confini dello stato sionista sopra ma anche sottoterra: una soluzione che sembra tratta da un brutto film di fantascienza come quelli che Aldo Lado ed Enzo Castellari facevano negli anni '80 imitando 'Mad Max' e 'Fuga da NY'.
D'altra parte il Comando Supremo delle forze armate non ha intenzione di farsi addossare tutte le colpe come già avvenuto in passato: l'Esercito, é la versione dell'IDF, é entrato a Gaza senza precise direttive da parte del potere politico e ha retto fino che ha potuto, fino a quando le perdite (nonostante tutti i tentativi mediatici di nasconderle ed edulcorarle) non si sono fatte insopportabili.
AGGIORNAMENTO: sembra possibile un massiccio ridispiegamento di truppe sioniste fuori da Gaza!
Riceviamo e pubblichiamo immediatamente in attesa di trovare conferme e spiegazioni più dettagliate:
Israele ha annunciato il ritiro delle sue truppe dalla Striscia di Gaza. La decisione è arrivata poche ore dopo l’annuncio di una tregua di 72 ore, ottenuta grazie alla mediazione dell’Egitto. Il cessate il fuoco è cominciato alle 8 (ora locale).
Israele sostiene che il principale obiettivo dell’offensiva, cioè la distruzione dei tunnel sotterranei che collegano la Striscia di Gaza a Israele, è stato raggiunto. L’invasione via terra era cominciata il 17 luglio.
“Le truppe israeliane saranno disposte nelle posizioni difensive fuori dalla Striscia di Gaza e manterranno quelle posizioni”, ha detto Peter Lerner, portavoce dell’esercito israeliano.
Riteniamo che la pretesa "di avere raggiunto l'obiettivo dell'offensiva" sia una PALESE CAZZATA, del genere che Tel Aviv sostiene per celare le sue sconfitte politico-strategiche come quella del 2000, quella del 2006, quella del 2008-2009 e così via.
L'offensiva era iniziata prima "per distruggere Hamas", poi "per far cessare il lancio di razzi", poi "per distruggere i tunnel", con ogni obiettivo tirato fuori in sequenza quando il precedente si rivelava irraggiungibile (Hamas continua ad esistere ed é sempre più popolare, i razzi hanno continuato a piovere sulle città sioniste fino all'ultimo, i tunnel sotterranei sono lungi dall'essere tutti distrutti).
Israele ha annunciato il ritiro delle sue truppe dalla Striscia di Gaza. La decisione è arrivata poche ore dopo l’annuncio di una tregua di 72 ore, ottenuta grazie alla mediazione dell’Egitto. Il cessate il fuoco è cominciato alle 8 (ora locale).
Israele sostiene che il principale obiettivo dell’offensiva, cioè la distruzione dei tunnel sotterranei che collegano la Striscia di Gaza a Israele, è stato raggiunto. L’invasione via terra era cominciata il 17 luglio.
“Le truppe israeliane saranno disposte nelle posizioni difensive fuori dalla Striscia di Gaza e manterranno quelle posizioni”, ha detto Peter Lerner, portavoce dell’esercito israeliano.
Riteniamo che la pretesa "di avere raggiunto l'obiettivo dell'offensiva" sia una PALESE CAZZATA, del genere che Tel Aviv sostiene per celare le sue sconfitte politico-strategiche come quella del 2000, quella del 2006, quella del 2008-2009 e così via.
L'offensiva era iniziata prima "per distruggere Hamas", poi "per far cessare il lancio di razzi", poi "per distruggere i tunnel", con ogni obiettivo tirato fuori in sequenza quando il precedente si rivelava irraggiungibile (Hamas continua ad esistere ed é sempre più popolare, i razzi hanno continuato a piovere sulle città sioniste fino all'ultimo, i tunnel sotterranei sono lungi dall'essere tutti distrutti).
giovedì 12 giugno 2014
Siria e Iran si mobilitano in soccorso dell'Irak: messaggio accorato del leader sciita Moqtada al-Sadr!!
Il Presidente siriano Assad, alla notizia dell'offensiva terroristica in atto nella parte settentrionale dell'Irak ha immediatamente aperto i canali con il Governo di Bagdad esprimendo solidarietà e dichiarando fin da ora la disponibilità della Siria a cooperare "in qualunque modo" con le istituzioni dello Stato vicino per affrontare la minaccia incombente.
"I movimenti terroristi che stanno colpendo l'Irak sono gli stessi che hanno operato in Siria negli ultimi anni: unire gli sforzi per batterli definitivamente é un imperativo morale". Anche da parte iraniana, peraltro, non si sono fatte attendere reazioni agli avvenimenti irakeni: il Generale Suleimani, capo della 'Niruye Qods' dell'IRGC, si troverebbe già in contatto coi colleghi irakeni cui avrebbe espresso la prontezza a fornire tutto il sostegno necessario nelle operazioni di bonifica dell'area di Mosul.
Anche il leader religioso Moqtada al-Sadr, già figura ispiratrice della milizia "Esercito del Mahdi" che anni addietro diede filo da torcere agli occupanti americani, ha invitato la popolazione sciita a mobilitarsi per la difesa dei luoghi sacri della propria fede, sull'esempio di quanto successo in Siria presso il santuari di Sayyida Zeinab e a Samarra, recentemente attaccata dai takfiri che sono stati però messi in fuga dalle milizie popolari locali.
"I movimenti terroristi che stanno colpendo l'Irak sono gli stessi che hanno operato in Siria negli ultimi anni: unire gli sforzi per batterli definitivamente é un imperativo morale". Anche da parte iraniana, peraltro, non si sono fatte attendere reazioni agli avvenimenti irakeni: il Generale Suleimani, capo della 'Niruye Qods' dell'IRGC, si troverebbe già in contatto coi colleghi irakeni cui avrebbe espresso la prontezza a fornire tutto il sostegno necessario nelle operazioni di bonifica dell'area di Mosul.
Anche il leader religioso Moqtada al-Sadr, già figura ispiratrice della milizia "Esercito del Mahdi" che anni addietro diede filo da torcere agli occupanti americani, ha invitato la popolazione sciita a mobilitarsi per la difesa dei luoghi sacri della propria fede, sull'esempio di quanto successo in Siria presso il santuari di Sayyida Zeinab e a Samarra, recentemente attaccata dai takfiri che sono stati però messi in fuga dalle milizie popolari locali.
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sabato 7 giugno 2014
Aggiornamento: nella battaglia di Samarra ruolo fondamentale delle milizie sciite locali!!
Scrivendo ieri della grande vittoria delle forze armate irakene contro l'offensiva wahabita dell'ISIL verso Samarra e i suoi santuari sciiti ci sembrava strano non vedere menzionate in alcun modo dal comunicato ufficiale le milizie sciite di autodifesa che sapevamo essere presenti e numerose in zona fin dagli attentati del 2006-2007, tuttavia, essendo giornalisticamente dediti a riportare la pura evidenza delle fonti certe, non ci siamo posti domande e abbiamo parlato solo e soltanto del ruolo delle truppe regolari.
Oggi grazie agli articoli del quotidiano "Al-Akhbar" possiamo effetivamente confermare che le milizie sciite di Samarra e dintorni hanno avuto un ruolo fondamentale nel bloccare l'iniziale avanzata delle colonne wahabite in attesa che le forze governative potessero mobilitarsi e richiamare rinforzi; senza la loro tempestiva cooperazione probabilmente uno o più gruppi di terroristi sarebbero riusciti ad arrivare nella zona dei santuari.
Evidentemente l'attacco verso Samarra è un tentativo di distrarre l'attenzione dell'Esercito di Bagdad dalla Provincia di Anbar dove gli estremisti takfiri stanno subendo una sconfitta dietro l'altra nonché un ultimo, disperato tentativo di rinfocolare l'odio settario adesso che le elezioni politiche si sono tenute e risolte in un trionfo per Nouri al-Maliki che si avvia a ricoprire il premierato per un altro mandato.
Oggi grazie agli articoli del quotidiano "Al-Akhbar" possiamo effetivamente confermare che le milizie sciite di Samarra e dintorni hanno avuto un ruolo fondamentale nel bloccare l'iniziale avanzata delle colonne wahabite in attesa che le forze governative potessero mobilitarsi e richiamare rinforzi; senza la loro tempestiva cooperazione probabilmente uno o più gruppi di terroristi sarebbero riusciti ad arrivare nella zona dei santuari.
Evidentemente l'attacco verso Samarra è un tentativo di distrarre l'attenzione dell'Esercito di Bagdad dalla Provincia di Anbar dove gli estremisti takfiri stanno subendo una sconfitta dietro l'altra nonché un ultimo, disperato tentativo di rinfocolare l'odio settario adesso che le elezioni politiche si sono tenute e risolte in un trionfo per Nouri al-Maliki che si avvia a ricoprire il premierato per un altro mandato.
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giovedì 5 giugno 2014
L'Esercito irakeno salva i santuari sciiti di Samarra da una vasta offensiva dei takfiri iconoclasti! Terroristi respinti con perdite!!
Nel 2006 e nel 2007 l'importantissimo santuario di Al-Askari a Samarra, luogo di riposo del decimo e dell'undecimo Imam dello sciismo duodecimano é stata gravemente colpita da due vigliacchi attentati iconoclasti di matrice takfira eretica e codarda che hanno colpito la grande e bellissima cupola d'oro della moschea.
Adesso, a sette anni dall'ultimo attacco i wahabiti al soldo di Riyadh volevano distruggere di nuovo la grande struttura i cui lavori di restauro, proceduti a tempo di record, sono ormai in procinto di completamento; a tale scopo i mastermind terroristi dell'ISIL avevano progettato un'avanzata verso Samarra su più assi che prendesse di sorpresa le forze di difesa locali.
Ma ancora una volta l'esercito regolare era preparato e vigile e ha saputo intercettare e bloccare sul loro percorso tutte le colonne terroriste: Venti civili e venticinque soldati sono rimasti feriti più o meno gravemente nella battaglia ma nessuno dei gruppi di attaccanti é riuscito nela suo scopo e la Moschea di Al-Askari riluce integra sotto le impalcature che ancora per poco la circonderanno.
In attesa di tornare a splendere orgogliosa sotto il caldo sole di Mesopotamia, fecondatore di Civilità e Culture, nemico dell'oscurantismo takfiro e wahabita.
Adesso, a sette anni dall'ultimo attacco i wahabiti al soldo di Riyadh volevano distruggere di nuovo la grande struttura i cui lavori di restauro, proceduti a tempo di record, sono ormai in procinto di completamento; a tale scopo i mastermind terroristi dell'ISIL avevano progettato un'avanzata verso Samarra su più assi che prendesse di sorpresa le forze di difesa locali.
Ma ancora una volta l'esercito regolare era preparato e vigile e ha saputo intercettare e bloccare sul loro percorso tutte le colonne terroriste: Venti civili e venticinque soldati sono rimasti feriti più o meno gravemente nella battaglia ma nessuno dei gruppi di attaccanti é riuscito nela suo scopo e la Moschea di Al-Askari riluce integra sotto le impalcature che ancora per poco la circonderanno.
In attesa di tornare a splendere orgogliosa sotto il caldo sole di Mesopotamia, fecondatore di Civilità e Culture, nemico dell'oscurantismo takfiro e wahabita.
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lunedì 17 febbraio 2014
I burattini mercenari di Washington e Tel Aviv passano da una mezza tacca di leader a un'altra!
A poco più di due mesi dalla sua ignominiosa fuga dalla Siria il leader del cosiddetto 'free syrian army' Selim Idris, che era scappato in Qatar quando il suo quartier generale alla frontiera turca era stato conquistato dagli ex-camerati di Al-Nosra é stato giubilato dai suoi burattinai americani, sunniti e sionisti.
In suo luogo le spalline di 'generalissimo' dell'armata brancaleone che da tre anni viene finanziata in fallimentari campagne contro le forze armate Siriane sono state consegnate ad un tale Abdel al-Ilah al-Bachir.
Prima che da Idris l'FSA era guidato da Riad Asaad, prima mutilato e infine ucciso dalle forze governative tra marzo ed ottobre 2013.
In numerose zone del paese le forze dell'FSA si sono arrese alle truppe di Assad, spesso con tanto di 'comandanti' e 'ufficiali'.
In suo luogo le spalline di 'generalissimo' dell'armata brancaleone che da tre anni viene finanziata in fallimentari campagne contro le forze armate Siriane sono state consegnate ad un tale Abdel al-Ilah al-Bachir.
Prima che da Idris l'FSA era guidato da Riad Asaad, prima mutilato e infine ucciso dalle forze governative tra marzo ed ottobre 2013.
In numerose zone del paese le forze dell'FSA si sono arrese alle truppe di Assad, spesso con tanto di 'comandanti' e 'ufficiali'.
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venerdì 20 settembre 2013
Le forze armate siriane ricacciano indietro i mercenari wahabiti dalle province di Homs e Hama!
Disperati per la loro recente sconfitta a Shabaah e per il completo accerchiamento delle loro forze a Ghouta Est i mercenari stranieri dei gruppi wahabiti e qaedisti presenti in Siria hanno frettolosamente cercato di mettere in atto delle 'offensive di alleggerimento' in altre zone del paese, precisamente nelle Province di Homs ed Hama, dove la loro presenza é stata quasi completamente eradicata in altre, precedenti operazioni, riuscendo però a cogliere solo le ennesime sconfitte e a incorrere in nuove pesanti perdite di uomini e soprattutto di armi e materiali.
Secondo i comunicati dell'Alto Comando dell'Esercito le truppe regolari siriane hanno respinto gruppi di terroristi armati che cercavano di infiltrarsi negli abitati di Al-Sultaniyeh, Salam Gharbi e Salam Sharqi in Provincia di Homs, mentre in Provincia di Hama Al-Lala e Qaser ben Wardan sono stati teatri delle sconfitte di altri gruppi wahabiti.
Nella loro ritirata precipitosa i militanti takfiri si sono lasciati dietro ingenti quantità di armi e munizioni tra cui sempre maggiore é la percenatuale di bombe da mortaio, razzi e proiettili fabbricati artigianalmente, di bassa potenza e alta pericolosità d'impiego, fatto che dimostra come il flusso dei rifornimenti per i gruppi mercenari in Siria stia cominciando pericolosamente ad assottigliarsi costringendo i militanti a ricorrere a inaffidabili 'succedanei' autoprodotti.
Secondo i comunicati dell'Alto Comando dell'Esercito le truppe regolari siriane hanno respinto gruppi di terroristi armati che cercavano di infiltrarsi negli abitati di Al-Sultaniyeh, Salam Gharbi e Salam Sharqi in Provincia di Homs, mentre in Provincia di Hama Al-Lala e Qaser ben Wardan sono stati teatri delle sconfitte di altri gruppi wahabiti.
Nella loro ritirata precipitosa i militanti takfiri si sono lasciati dietro ingenti quantità di armi e munizioni tra cui sempre maggiore é la percenatuale di bombe da mortaio, razzi e proiettili fabbricati artigianalmente, di bassa potenza e alta pericolosità d'impiego, fatto che dimostra come il flusso dei rifornimenti per i gruppi mercenari in Siria stia cominciando pericolosamente ad assottigliarsi costringendo i militanti a ricorrere a inaffidabili 'succedanei' autoprodotti.
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mercoledì 11 settembre 2013
Con un discorso ridicolo, incoerente e stralunato Barack Obama ingoia la sconfitta dei suoi disegni bellici di fronte all'abilità di Putin!
Oggi, 11 settembre 2013 nella data in cui la massima potenza criminale mondiale, quegli Usa responsabili di stermini inauditi contro Pellerossa (20 milioni e passa), Filippini (oltre 3 milioni), Koreani (cifra inconoscibile superiore ai 5 milioni), Vietnamiti (circa 2 milioni), Irakeni (800mila dal 2003 a oggi, oltre un milione con le vittime dell'embargo dal 1991 in poi), responsabili degli unici bombardamenti atomici su civili indifesi registrati dalla storia, osano pietire comprensione e ipocrita solidarietà per poche centinaia di "piccoli Eichmann" morti (forse) nella 'false flag' del 2001 (organizzata con la conoscenza della CIA e molto probabilmente il coinvolgimento del Mossad), il 'Nobel per la Pace' Barack Obama ha pronunciato un discorso a paragone del quale il suo incoerente spettacolo farfugliato dieci giorni fa appariva come un capolavoro di facondia e retorica.
Obama, surclassato dalla superiore brinkmanship militare di Vladimir Putin, del Movimento Hezbollah, della Repubblica Islamica dell'Iran (che si erano preparati a scatenare l'inferno su Riyadh e Tel Aviv in caso di attacco contro Damasco) e spiazzato dall'iniziativa diplomatica che gli ha tolto di mano la fasulla giustificazione delle 'armi chimiche' ha dovuto rimandare sine die i suoi propositi aggressivi verso la Repubblica Araba di Siria.
Il guadagno di Assad é netto, senza attacchi americani, senza degradazione delle sue capacità militari convenzionali che finora gli hanno permesso di mantenere l'iniziativa nella lotta contro i terroristi mercenari finanziati da Cia, Israele, Turchi e Sauditi, Damasco continuerà a infliggere dure perdite agli insorgenti e contemporaneamente continuerà a ricevere avanzati sistemi radar e missilistici con cui rendere impossibile ogni speranza futura di attacco americano.
Putin ha già dislocato altre tre navi militari nel Mediterraneo Orientale, a mantenere in corso il ponte di aiuti verso la Siria e lo schermo difensivo a protezione di essa.
Obama, surclassato dalla superiore brinkmanship militare di Vladimir Putin, del Movimento Hezbollah, della Repubblica Islamica dell'Iran (che si erano preparati a scatenare l'inferno su Riyadh e Tel Aviv in caso di attacco contro Damasco) e spiazzato dall'iniziativa diplomatica che gli ha tolto di mano la fasulla giustificazione delle 'armi chimiche' ha dovuto rimandare sine die i suoi propositi aggressivi verso la Repubblica Araba di Siria.
Il guadagno di Assad é netto, senza attacchi americani, senza degradazione delle sue capacità militari convenzionali che finora gli hanno permesso di mantenere l'iniziativa nella lotta contro i terroristi mercenari finanziati da Cia, Israele, Turchi e Sauditi, Damasco continuerà a infliggere dure perdite agli insorgenti e contemporaneamente continuerà a ricevere avanzati sistemi radar e missilistici con cui rendere impossibile ogni speranza futura di attacco americano.
Putin ha già dislocato altre tre navi militari nel Mediterraneo Orientale, a mantenere in corso il ponte di aiuti verso la Siria e lo schermo difensivo a protezione di essa.
giovedì 24 gennaio 2013
Le forze di sicurezza irakene arrestano 250 terroristi wahabiti finanziati dall'Arabia Saudita!
Una rete di ben 250 terroristi wahabiti con finanziatori e collegamenti ad altissimo livello in Arabia Saudita é stata distrutta dalle forze di sicurezza irakene con una vasta operazione di counterintelligence che ha visto uomini della polizia e dell'esercito mobilitati in tutta la zona del Medio Eufrate.
Secondo quanto rivelato nella conferenza stampa che ha comunicato i risultati del successo dell'operazione l'ufficio del Principe saudita Bandar bin Sultan Saoud (il famigerato 'Bandar Bush') aveva stanziato circa 200 milioni di dollari Usa a favore dei criminali, istigandoli a compiere attentati contro i quartieri sciiti di Bagdad e le città di Najaf, Karbala e Al-Diwaniyah, tutte a maggioranza sciita.
Anche i piani di questa congrega di agitatori rientrano nello schema della cospirazione contro l'unità nazionale irakena con cui gli emirati wahabiti del petrolio vorrebbero rifarsi dei rovesci inflitti loro in Siria dalla tenace resistenza del popolo e dell'Esercito contro le loro bande di mercenari stranieri.
Secondo quanto rivelato nella conferenza stampa che ha comunicato i risultati del successo dell'operazione l'ufficio del Principe saudita Bandar bin Sultan Saoud (il famigerato 'Bandar Bush') aveva stanziato circa 200 milioni di dollari Usa a favore dei criminali, istigandoli a compiere attentati contro i quartieri sciiti di Bagdad e le città di Najaf, Karbala e Al-Diwaniyah, tutte a maggioranza sciita.
Anche i piani di questa congrega di agitatori rientrano nello schema della cospirazione contro l'unità nazionale irakena con cui gli emirati wahabiti del petrolio vorrebbero rifarsi dei rovesci inflitti loro in Siria dalla tenace resistenza del popolo e dell'Esercito contro le loro bande di mercenari stranieri.
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