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lunedì 13 febbraio 2012

Fondazione umanitaria iraniana inaugura a Mogadiscio istituto di formazione per ragazze orfane e indigenti!


La Fondazione Umanitaria Imam Khomeini ha aperto una nuova istituzione educativa e formativa nella capitale somala di Mogadiscio, per aiutare le giovani donne e le ragazze del paese africano ad appropriarsi di conoscenze importanti per una vita lavorativa e familiare all'insegna della sicurezza e dell'affermazione; l'istituto, situato nel quartiere Hamar Wayne é ben dotato di materiali didattici e tecnici e può ospitare senza problemi settanta studentesse per turno.

"Per ora i laboratori sono centrati sull'informatica, l'economia domestica, il cucito e la sartoria; sono programmi mirati a ragazze orfane o provenienti da famiglie a basso e bassissimo reddito", dichiara Abdul Zahar Alsaidi, dirigente della Fondazione, a latere della cerimonia di inaugurazione, che ha riunito parlamentari e ministri del Governo centrale somalo. E' previsto che alla fine del corso e al superamento dell'esame finale alle studentesse venga affidata una borsa sufficiente a mettere in piedi un piccolo business, in maniera da instaurare un circolo virtuoso di formazione e lavoro indipendente.

Il Parlamentare Mohamed Omar Dalha, ha lodato l'impegno iraniano nel suo paese che si é articolato su vari piani, da quello puramente e strettamente emergenziale, con gli aiuti alimentari e sanitari per i profughi causati dalla siccità e dalla carestia fino a iniziative come queste e come i centri di istruzione e diffusione del Corano.
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martedì 7 febbraio 2012

La Mezzaluna Rossa iraniana riceve ringraziamenti per gli sforzi in Somalia e progetta la prossima fase degli interventi necessari!


Il Presidente della Società somala per la Mezzaluna Rossa, Ahmad Mohammad Hassan nel corso di un incontro ufficiale ha espresso "profonda gratitudine" per il significativo contributo iraniano all'aiuto umanitario che ha permesso di contenere disagi e sofferenze per la popolazione nel corso della carestia seguita alla grave siccità del 2011, che ha colpito tutto il Corno d'Africa.

"La Mezzaluna Rossa iraniana ha giocato un ruolo molto importante nel controllare la fame e le epidemie conseguite alla siccità, sono stati i primi ad arrivare, con i loro convogli, coi loro campi profughi prefabbricati, con le loro cliniche modernamente attrezzate e gestite da personale qualificato, non hanno lesinato sforzi nel tentativo di recarci aiuto".

Nonostante gli sforzi siano riusciti in ultimo a far degradare lo stato di calamità da "carestia" a "grave emergenza umanitaria" tuttavia centinaia di migliaia di persone sono state ridotte al rango di rifugiati e tuttora alloggiate in campi di fortuna, specialmente attorno alla capitale, Mogadiscio e appena oltre i confini con stati meno gravemente colpiti come l'Etiopia o il Kenya.

Tuttavia la Mezzaluna Rossa iraniana non ritiene affatto di aver terminato il suo lavoro in Somalia, come confermato dal suo Presidente Abolhassan Faqih: "Credo che la profilassi sanitaria sia il campo dove concentrare i nostri sforzi ora, senza dimenticare che la gente beneficia di più da programmi di aiuto che letteralmente la 'aiutino ad aiutarsi', quindi attraverso la creazione di possibilità di istruzione, formazione, lavoro".

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sabato 4 febbraio 2012

In Somalia si passa dalla "Carestia" alla "Grave Emergenza Umanitaria"; non sembra, ma é un progresso!


Le Nazioni Unite hanno annunciato che le condizioni in Somalia sono migliorate abbastanza da "abbassare" il livello di allarme nel disastrato e devastato paese del Corno d'Africa da 'carestia' a 'grave emergenza umanitaria', dal quinto (e massimo) livello di gravità al quarto. A questo risultato hanno contribuito certamente i numerosi e copiosi invii di aiuti medici e alimentari della Repubblica Islamica iraniana tramite la sua Organizzazione della Mezzaluna Rosssa (22 convogli di aiuto, un ospedale da campo e cinque cliniche mobili, circa 18 campi profughi eretti nel paese) mentre le azioni militari sponsorizzate o compiute dagli Stati Uniti e da Israele nel paese, direttamente o tramite i loro 'askari coloniali' etiopici e kenioti hanno probabilmente impedito che l'emergenza potesse venire degradata al terzo rango o sotto ancora.

Ad ogni modo, non é certo il momento di stappare lo champagne, visto che, sempre stando alle cifre ONU, almeno 2 milioni e 300mila persone rimangono in condizioni di "seria emergenza alimentare" e necessitano di aiuto e sostegno immediato. Questa percentuale equivale a poco meno di un terzo della popolazione somala totale. In tutto il Corno d'Africa altri sei milioni e 200mila persone abbisognano, a qualche livello, di aiuto umanitario.

Il direttore della FAO Jose Graziano de Silva ha avvertito che senza misure urgenti entro tre mesi "la sopravvivenza di quelle popolazioni potrebbe non essere garantita" aggiungendo che "In questo momento il Corno d'Africa costituisce la priorità principale per l'intera FAO; nonostante la gravità della situazione siamo pienamente convinti che l'emergenza sia recuperabile e riparabile e che possa benissimo esistere, nel futuro, un Corno d'Africa senza problemi umanitari, sanitari e alimentari".
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