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venerdì 20 maggio 2011

L'Autorità Nazionale Palestinese distrugge merce di contrabbando prodotta dagli insediamenti ebraici illegali


Con una operazione anti-contrabbando di autodifesa economica forze del Ministero dell'Economia Nazionale di Ramallah hanno sequestrato e distrutto ingenti quantità di beni e prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici illegali che alcuni individui senza scrupoli avevano intenzione di contrabbandare verso mercati e cittadine palestinesi.

I prodotti, per la maggior parte sequestrati nei governatorati settentrionali della West Bank, comprendevano prodotti alimentari, alluminio e petrolchimici prodotti dai coloni ebrei impiantati abusivamente in Cisgiordania dal Regime dell'Apartheid nel suo tentativo di imporre "fatti sul terreno" con la metastasi delle colonie illegali che sfruttano le risorse naturali palestinesi: i coloni, cercando di smerciare ai Palestinesi i prodotti frutto dei loro latrocini, tentano in definitiva di derubarli due volte, la prima con la produzione del bene, la seconda con la sua vendita.

La quantità di prodotti distrutti non é stata calcolata precisamente, ma il loro valore sul mercato si aggirava attorno ai 150mila dollari americani (poco meno di 106mila Euro). Il Ministero dell'Economia cisgiordano ha dichiarato che le sue squadre di protezione del consumatore sono costantemente in guardia contro l'entrata in commercio di simile contrabbando e che nuovi ingenti sequestri avranno presto luogo.


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venerdì 22 aprile 2011

Il Governo di Hamas indica la via per lo sviluppo economico di Gaza: "Totale indipendenza da Israele renderà inutile l'assedio sionista!"


Il Ministro dell'Economia di Gaza, Alaadin al-Rafati ha sottolineato progressi e successi degli sforzi del Governo Hanyieh lungo la strada che dovrà portare l'enclave costiera palestinese a diventare un'economia autosufficiente, vanificando così i subdoli tentativi israeliani di danneggiare Hamas e il suo prestigio politico attraverso i disagi e le privazioni economiche imposte con l'assedio.

La transizione, ovviamente, non é facile e a ogni angolo si deve affrontare lo spettro della crisi di qualche settore, specialmente a seguito delle distruzioni che Israele, con i suoi cacciabombardieri, i suoi droni volanti, le sue artiglierie e le sue unità navali é in grado di infliggere a distanza nel più totale e ipocrita disinteresse della comunità internazionale.

"Nonostante tutto é intenzione di questo Ministero e del Governo di cui fa parte di riuscire a creare duraturo sviluppo economico per tutti gli abitanti di Gaza e della Striscia, nell'ambito di un profondo e articolato piano di Resistenza all'occupazione e di sfida all'inumano e illegale assedio sionista. Abbiamo le conoscenze e le capacità per renderci totalmente indipendenti dal regime sionista e il sostegno della popolazione ci spinge a perseguire questo obiettivo, che siamo determinati a raggiungere quanto prima".

Il sistema economico verso cui Gaza tenderà, ha spiegato al-Rafati, coerentemente con la visione politica e strategica di Hamas, lascerà spazio all'iniziativa privata e al mercato, ma nell'ambito di un chiaro ed efficace sistema di controlli e bilanciamenti in maniera da permettere la concorrenza leale, impedire il formarsi di trust e monopoli, tutelare i lavoratori e i consumatori. Era logico che una parte della conferenza stampa venisse spesa parlando dell'Egitto e del suo ruolo nel prossimo futuro della Striscia, mano a mano che le politiche imposte dal regime del tiranno Mubarak verranno abbandonate e condannate.

"Abbiamo già le bozze di accordi per la forntura di elettricità e carburanti attraverso il confine di Rafah, attendiamo che, traducendo nei fatti i primi positivi segnali nei confronti di Hamas e del Governo che esso esprime, il Cairo permetta che questi vengano raffinati nei dettagli e poi posti prontamente in essere".

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