Il Presidente siriano Assad, alla notizia dell'offensiva terroristica in atto nella parte settentrionale dell'Irak ha immediatamente aperto i canali con il Governo di Bagdad esprimendo solidarietà e dichiarando fin da ora la disponibilità della Siria a cooperare "in qualunque modo" con le istituzioni dello Stato vicino per affrontare la minaccia incombente.
"I movimenti terroristi che stanno colpendo l'Irak sono gli stessi che hanno operato in Siria negli ultimi anni: unire gli sforzi per batterli definitivamente é un imperativo morale". Anche da parte iraniana, peraltro, non si sono fatte attendere reazioni agli avvenimenti irakeni: il Generale Suleimani, capo della 'Niruye Qods' dell'IRGC, si troverebbe già in contatto coi colleghi irakeni cui avrebbe espresso la prontezza a fornire tutto il sostegno necessario nelle operazioni di bonifica dell'area di Mosul.
Anche il leader religioso Moqtada al-Sadr, già figura ispiratrice della milizia "Esercito del Mahdi" che anni addietro diede filo da torcere agli occupanti americani, ha invitato la popolazione sciita a mobilitarsi per la difesa dei luoghi sacri della propria fede, sull'esempio di quanto successo in Siria presso il santuari di Sayyida Zeinab e a Samarra, recentemente attaccata dai takfiri che sono stati però messi in fuga dalle milizie popolari locali.

